"Il nostro Presidente non vuole dei leccapiedi. Ciò che vogliamo sono uomini indipendenti e integri che, una volta che avremo preso le nostre decisioni, concorderanno con ognuna di esse". Joseph Heller, "Gold" (1979)
L'ASSESSORATO ALLE POLITICHE SOCIALI DI CUI ERA TITOLARE SARA VATTERONI, HA ATTRIBUITO INCARICHI RETRIBUITI AD UN'ASSOCIAZIONE DI CUI E' MEMBRA. E COME SEGRETARIA NE HA SCELTA UNA A CASO: LA MOGLIE DI EVANGELISTI.
Idv lacerato a Massa, dove Evangelisti, vicino alla resa dei conti del prossimo congresso regionale del 2 ottobre, cerca di recuperare i rapporti con la minoranza che ha rifiutato il contentino di alcuni incarichi offerti dal neocoordinatore Fruzzetti. A scontrarsi sono un gruppo di professionisti che rappresenta la società civile e chiede un partito impegnato sul fronte ambientale e una risicata maggioranza che vuole un partito burocratizzato, opaco e autoritario. Per ora, grazie al penoso spettacolo di madri, mogli, figli e fratelli precettati al voto, hanno vinto loro. Ma fino a quando dureranno nella civilissima Toscana?
DELUDENTE SCELTA DEL NEO COORDINATORE PROVINCIALE DI VARESE CHE, COMPLICI LE FERIE, HA RIMESSO IN SELLA IL RAS LOCALE DA LUI SCONFITTO A LUGLIO PER UN SOLO VOTO E GRAZIE ALL'APPORTO DELLA MINORANZA, OVVERO DELLE VITTIME POLITICHE DI MILANI.
Il tribuno.com a luglio aveva messo in guardia i militanti dal nutrire speranze eccessive in Marco Bertoldo. Avevamo visto giusto. Non saranno i finti giovani come lui, carrieristi e spregiudicati come marpioni sessantenni, a restituire all'Idv democrazia, trasparenza e libertà di espressione.
CIMADORO SOSTIENE CHE VANNO AUMENTATE LE SANZIONI AMMINISTRATIVE PER CHI VIOLA LA LEGGE E UCCIDE SPECI PROTETTE. GIUSTO, MA PERCHE' DEPENALIZZARE?
Il cognato per eccellenza, che condivide con Di Pietro la passione per le doppiette, attacca la legge 157/92 che protegge la fauna, accusandola di essere troppo "rigida" perchè nata dopo il "lacerante" referendum anticaccia. E propone una soluzione che spaccia addirittura per più severa. Una balla contro la quale si sono scagliati ambientalisti e animalisti e che ha provocato la reazione di una parte di Idv.
DE MASI, EX PPI E MARGHERITA, A CROTONE E' STATO PER ANNI LEGATO AD ENZO SCULCO, EX PD, CONDANNATO IN APPELLO A 4 ANNI DI CARCERE PER CORRUZIONE.
Secondo il commissario regionale, Ignazio Messina, De Masi (nella foto) non ha violato alcuna regola del partito e la scelta è dovuta alla necessità di servirsi di persone di assoluta fiducia. Anche secondo l'altro consigliere regionale Idv, Domenico Talarico, legato a De Magistris, non c'è nulla da obiettare. E adesso tutti contro Giuseppe Trocino, il militante Idv che ha denunciato invano l'ennesimo episodio di mala politica. All'interno le sue lettere di denuncia con le risposte dei dirigenti.
IL VITALIZIO DEI CONSIGLIERI REGIONALI E' UN VERO E PROPRIO PRIVILEGIO. CON SOLI CINQUE ANNI DI VERSAMENTI SI OTTIENE UNA PENSIONE CHE VARIA DAI 1200 AI 1800 EURO AL MESE. ESENTASSE.
Si tratta di cifre importanti che pesano sui bilanci regionali e che sono destinate con gli anni a moltiplicarsi. Una vera e propria bomba a orologeria. Ottima dunque l'iniziativa del gruppo Idv friulano cui però non fanno seguito gli altri gruppi regionali del partito di Di Pietro. Perchè Belisario e Formisano, due nomi a caso, non prendono un'iniziativa simile?
ORMAI E' IMPOSSIBILE STARE DIETRO A TUTTE LE GIRAVOLTE DEL LEADER IDV. ADESSO RIPARTE CON LA STORIA DEL VOTO SUBITO PERCHE' LE RIFORME SONO COME LA "LUNA NEL POZZO". MA C'E' ANCORA CHI CONTINUA A PENSARE DI ALLEARSI CON UNO COSI'?
L'unico problema politico dell'ex eroe di mani pulite è rispondere all'angoscioso quesito: "in piazza mi si nota di più se chiedo il voto subito, facendo un figurone come il più antiberlusconiano di tutti, aumentando i miei parlamentari e chissenefrega se il centrosinistra perde, o se lavoro seriamente ad un governo di transizione che metta in minoranza Berlusconi, cambi la legge elettorale e approvi una vera legge sul conflitto di interessi"? Indovinate quale risposta si dà Tonino.
SINDROME ANSIOSA PER IL COLONNELLO LOMBARDO DI TONINO CHE INTENDE RICANDIDARSI E PER NON RISCHIARE NULLA VUOLE COMINCIARE A FARE LA CONTA. E GIA' MINACCIA ESCLUSIONI.
Il regolamento nazionale attribuisce alla Lombardia ed altre sette regioni una deroga dalla norma che consente a tutti gli iscritti il diritto al voto nei congressi regionali. Ma dice anche che i delegati devono essere eletti nei congressi provinciali. Lo sono stati? Pare di no, visto che nella lettera si parla di delega ricevuta. Come una "grazia" divina.
LA NOTA IMPRENDITRICE, FIGLIA DI UN EX SINDACO DI PESCARA (DC E POI CCD) SI E' DIMESSA DA CAPOGRUPPO IDV MA NON DA CONSIGLIERE PROVINCIALE. IN UN COMUNICATO SEMBRA DARE LA COLPA AL SUO COMMERCIALISTA. INSOMMA SE EVADEVA LA ALLEGRINO LO FACEVA A SUA INSAPUTA.
Tra i dipietristi abruzzesi è tutto un coro unanime in difesa della sfortunata collega, nota per il suo impegno nel sociale. C'è chi definisce la vicenda "una questione privata" e chi si avventura a sostenere che quello della Allegrino non è un reato contro la Pubblica amministrazione! Nessuno che si sogni di chiederle di dimettersi anche da consigliere come farebbero se nei guai fosse finito qualcun'altro, magari del Pd. Eppure la Allegrino non è una qualunque: nel 2009 è stata la candidata del centrosinistra alla presidenza della provincia di Pescara. Suo zio, nel '93 è stato arrestato per bancarotta fraudolenta. Per questo suo padre si dimese da sindaco ma dopo due giorni ci ripensò e ritirò le dimissioni.
DON FELICE BELISARIO SENTE ODORE DI ELEZIONI E SI SCHIERA A FIANCO DELLA POPOLAZIONE PER DIFENDERE UN PICCOLO OSPEDALE DI PROVINCIA CHE LA GIUNTA DE FILIPPO VUOLE CHIUDERE.
Idv senza una linea politica sulla sanità in Basilicata e pronto a tutto pur di non perdere voti. L'emblematica immagine di un partito che è da sempre un caravanserraglio di riciclati in cerca di candidature e visibilità personale. Una classe dirigente opportunista e sleale con i cittadini e con gli alleati. E Di Pietro trova anche il coraggio di dare lezioni al Pd e alla sinistra.
INTERVISTA ESCLUSIVA AD UN ALTRO FUGGIASCO "ECCELLENTE" CHE DENUNCIA IL CLIMA DI SOGGEZIONE E IL CULTO DELLA PERSONALITA' INTERNO AL PARTITO DELL'EX PM.
A Radice nel 2008 è stato negato il seggio al Senato non appena ha mostrato di pensare con la propria testa chiedendo un partito più leale con il Pd e che guardasse al centro. A Belisario e soci non interessavano le sue idee ma solo i suoi voti e una volta incamerati l'ex Margherita non serviva più. Una rissa tra squali Dc? Certo, ma intanto Radice, ammette che i dissidenti avevano ragione e che si è pentito di non averli appoggiati a suo tempo. E sui certificati penali richiesti ai candidati Idv dice: "è una balla, mai chiesto niente a nessuno, tanto che abbiamo candidato anche gente con pendenze varie".
FRANCESCO PAGNETTI E FABIO TARTARINI ABBANDONANO UN ANNO DOPO LE ELEZIONI. CONTINUERANNO AD APPOGGIARE IL CENTROSINISTRA.
Secondo Pagnetti (nella foto) Di Pietro vive di tatticismi ed è privo di una visione strategica della politica, soprattutto nei rapporti con il Pd. A deludere è inoltre la mancata trasformazione di Idv da movimento a partito resa impossibile dalla visione autoritaria e centralista dell'ex eroe di mani pulite.
INTERVISTA AL RESPONSABILE LAVORO DELL'IDV CHE PUNTA AD UNA RIVOLUZIONE LIBERALE E AD UN NUOVO COMPROMESSO TRA CAPITALE E LAVORO. MA SUI DISSIDENTI IDV DICHIARA: "NON NE SO NULLA, SIAMO COSI' FORTI CHE RISCHIAMO DI TRAVOLGERLI".
L'ex deputato di Rifondazione comunista abbraccia definitivamente mercato e libertà d'impresa rinunciando alla lotta di classe, proponendo un nuovo welfare e una rivoluzione della rappresentanza sindacale per restituire potere decisionale ai lavoratori. E sulle fabbriche di Vendola dice: "lasciamo perdere, io di fabbriche conosco quelle vere..."
TORRESI, SINDACO DI PIORACO HA BATTUTO PER UN SOLO VOTO IL CANDIDATO DELLA MINORANZA, ALESSANDRO LIPPO. MA SUL RISULTATO DEL CONGRESSO PENDE UN RICORSO PER IRREGOLARITA'.
L'uomo della casta anconitana, Davide Favia, deputato Idv ed ex FI e Udeur, da oltre un anno tiene sulle spine la giunta Gramillano con continue richieste di assessorati e presidenze. Ma il suo modo di fare politica ha stancato e la minoranza si sta organizzando per batterlo al prossimo congresso regionale.
Il consigliere regionale emiliano, Favia alla faccia dei proclami chiede con una e mail il rimborso elettorale alla Camera. Scoperto fa marcia indietro, dando la colpa a un "errore materiale" di Montecitorio. Ma la sua versione non convince affatto.
"IO E IL MAGISTRATO ABBIAMO LETTO DUE STATUTI DIVERSI", COMMENTA VELTRI CHE ANNUNCIA OPPOSIZIONE CONTRO LA RICHIESTA DEL PUBBLICO MINISTERO.
Secondo l'avvocato dell'ex sindaco di Pavia, Francesco Paola, ci troviamo di fronte a motivazioni apodittiche, debolissime e intrinsecamente contraddittorie, che contrastano con altre risultanze di tribunali, compreso quello di Roma. In effetti, se associazione e partito erano la stessa cosa nel 2004, perchè Di Pietro nel 2009 ha sentito il bisogno di correre dal notaio a cambiare lo statuto?
FRATTURA NELL'IDV SABAUDO. BUGNANO, PORCINO E BUQUICCHIO NON SI PRESENTANO E ATTACCANO I VINCITORI ACCUSANDOLI DI TESSERAMENTI FASULLI. MA BUQUICCHIO NON E' COORDINATORE REGIONALE?
Maria Grazia Spinosa, ex Verdi, eletta coordinatrice provinciale, Antonio Punzurudu, responsabile cittadino. Dietro di loro un Idv che non ne poteva più di familismi e nepotismi. Per Renato Cambursano una rivincita dopo l'umiliazione subita al congresso nazionale dove la mozione che ha firmato con Pardi è stata stravolta da Di Pietro proprio per poter candidare figli e parenti.
LA FAMIGLIA DI PIETRO STA PER AGGIUNGERE UN ALTRO IMMOBILE ALLE SUE PROPRIETA'.
Gli uomini politici non conoscono crisi economica. Anche quelli come i Di Pietro che si dicono vicini alle sofferenze di una popolazione stremata dalla più profonda depressione dal '29 a oggi e sulla quale si sta per abbattere la manovra votata oggi dal Senato. Se non facesse politica e dovesse vivere con il solo stipendio di poliziotto, se suo padre avesse continuato a fare il magistrato, Cristiano Di Pietro potrebbe permettersi una spesa del genere? E Tonino sarebbe riuscito ad acquistare tutti gli appartamenti che ha acquistato?
L'EPISODIO A POLICORO (MT). BELISARIO SMENTISCE TUTTO MA I MILITARI CONFERMANO.
Antonio Scavone, 35 anni, è stato fermato perchè correva troppo nelle vie della cittadina lucana. Belisario con gli autisti non è fortunato: negli anni 90 ne aveva uno ora in carcere per omicidio e nel '94 arrestato e poi condannato a nove anni e mezzo per sfruttamento della prostituzione.
IL SINDACO DI SALERNO PROSCIOLTO PER PRESCRIZIONE NEL PROCESSO SULLA DISCARICA DI OSTAGLIO. DE MAGISTRIS: "DE LUCA E' UN PINOCCHIO DELLA POLITICA".
In primo grado era stato condannato a quattro mesi di carcere e ad un'ammenda. Ma prima delle elezioni regionali aveva garantito che avrebbe rifiutato la prescrizione e Di Pietro aveva utilizzato questa promessa da marinaio per convincere il suo partito che era giusto appoggiarne la candidatura a presidente della regione Campania. De Luca inoltre conserva due poltrone, quella di sindaco e di consigliere regionale, dopo aver promesso che avrebbe fatto solo il leader dell'opposizione.
CON LA STAGIONE DELLE ASSEMBLEE PROVINCIALI NELL'IDV ESPLODE UNO SCANDALO AL GIORNO.
Era fatale che in un Idv che ha aperto le porte a personaggi di ogni tipo, tornassero in auge i vecchi metodi della Dc, tra i quali il tesseramento dei morti. Ma ormai è evidente che il partito di Di Pietro si sta sgretolando, giorno dopo giorno, strangolato dalla cupidigia di potere della casta ma soprattutto dalla ipocrita doppiezza del suo leader, che in Tv si proclama difensore dello stato di diritto e nel partito accetta consapevole ogni tipo di violenza alle regole e alla trasparenza.
SCIGLIUZZO PREFERISCE EVITARE LA CONTA E RITIRA LA SUA CANDIDATURA MA OTTIENE CHE LA SUA MOZIONE DIVENTI QUELLA DELLA MAGGIORANZA. E VIENE ELETTO VICECOORDINATORE.
Prova di debolezza della casta leccese che dopo aver gestito il partito in modo verticistico e senza fare opposizione al centrodestra, scende a patti con la forte minoranza locale cedendo sui contenuti della mozione. E nel direttivo sarà possibile anche qualche sorpresa.
ELETTO VINCENZO MARIA RUGGIERO. SMENTITO IL PRESUNTO ACCORDO TRA DE MAGISTRIS E FORMISANO.
Pubblichiamo una nota di Giovanni Occhiello, giornalista Rai e neo eletto nel direttivo cittadino. E' la risposta agli strali di Antonio Palagiano che, nonostante fosse il garante del congresso (poi ha rinunciato), ha cercato inutilmente di far eleggere un suo uomo. A quel punto si è scagliato contro la mozione unica Ruggiero, dimenticandosi che ne aveva appena benedetta un'altra al congresso provinciale e senza accorgersi che Di Pietro vuole solo mozioni uniche. Tutto ciò dopo aver boicottato insieme a Nicola Marrazzo, la candidatura di Bernardino Tuccillo, già sindaco anticamorra di Melito, colpevole di essere un ex di Rifondazione. Troppo di sinistra per Palagiano e Marrazzo.
PER BATTERE LA MOZIONE DI STEFANO UNGARELLI MOBILITATI ANCHE I PENSIONATI.
Piffari-Rota-Zamponi, il Gre-No-Li dell'Idv lombardo, si è aggiudicato anche l'assise di Monza, negando le liste degli iscritti e decidendo di far slittare l'orario di chiusura del voto. Giusto in tempo per far votare dei vecchietti arrivati con un pulmino da Limbiate. Una coincidenza?
INTERVISTA ALL'ESPONENTE DIPIETRISTA CHE SI DICE PRONTO A LASCIARE ANCHE IL SEGGIO DI STRASBURGO SE ENTRO SEI MESI NON CI SARANNO CAMBIAMENTI.
"Sono un uomo mite e tollerante e certi metodi di fare politica non mi piacciono", dichiara al Tribuno.com, Vincenzo Iovine che rivela di devolvere una parte del suo stipendio in beneficenza. Poi denuncia il consueto stravolgimento delle regole che anche a Caserta, come in tutta Italia, si è verificato al congresso provinciale dell'Idv.
"IO SCONFITTO? NEL 2001 A PERDERE LE ELEZIONI E' STATO IDV NON IO".
Pubblichiamo un'intervista di Anna R.G. Rivelli a Elio Veltri apparsa sul Quotidiano della Basilicata del 2 luglio e in cui l'ex vicepresidente dell'Idv, l'uomo che ha inventato il Di Pietro politico, parla a tutto campo del suo passato nel partito dell'ex pm e del presente che lo vede impegnato in una serie di vertenze giudiziarie contro la gestione finanziaria di Idv.
VICEPRESIDENTE E ASSESSORE REGIONALE ALL'URBANISTICA, IN LIGURIA E' LA PIU' VOTATA DELL'IDV.
La fidanzata del leader regionale del partito, l'onorevole Giovanni Paladini, ha rilasciato la sconcertante dichiarazione ad una tv di Genova, "Primo canale". In realtà è sbagliato considerarla una gaffe perchè rivela che gran parte della classe dirigente di Idv a cominciare dallo stesso Di Pietro ammira politici come Andreotti.
DOPO DE MAGISTRIS UN'ALTRA IMPORTANTE ROTTURA DELLA CORTINA DI SILENZIO E OMERTA'.
In un lancio d'agenzia Arlacchi parla di spettacolo indecoroso e di segnale d'allarme per il partito nazionale, accusando Messina di costruire un "partitello demagogico e familistico". Neanche il Tribuno.com avrebbe osato tanto.
PERCHE' ALLORA IL LEADER IDV SOSTIENE IN PUBBLICO CHE ASSOCIAZIONE E PARTITO SONO LA STESSA COSA?
Intervista a Wanda Montanelli, ex responsabile del Dipartimento Pari opportunità Idv che ha fatto causa a Di Pietro chiedendo un risarcimento per danni esistenziali dopo essersi vista negare per anni i soldi che per legge spettavano al suo Dipartimento, soldi che sono stati comunque iscritti nei bilanci come se fossero stati davvero erogati. La sentenza alla fine dell'anno. In appendice l'intervento della Montanelli alla Casa internazionale delle Donne, di sabato 26 giugno e l'importante passaggio della memoria difensiva dei legali di Di Pietro in cui viene spiegato che solo i soci dell'associazione a tre possono rivendicare il diritto a chiedere spiegazioni sui bilanci del partito.
I consiglieri devono versare al partito 1500 euro al mese, ma chi non rispetta una delle tre clausole inserite, ne dovrà versare 3500, pagando una penale di 100.000 euro. E' stato firmato da tutti i candidati, con qualche eccezione, ma secondo diversi legali sarebbe un atto nullo. Il parere dell'avvocato F.Paola.
C’è un’evidenza che colpisce in questa crisi politica. Ad essere in difficoltà sono soprattutto Berlusconi, Bossi e Di Pietro. Il primo dopo soli due anni di governo si scopre senza maggioranza, il secondo per l’ennesima volta vede svanire l’agognato federalismo e il terzo, dopo aver raddoppiato i voti e svoltato al centro per farli rendere in termini di potere contrattuale, si ritrova comunque emarginato. E ora tutti e tre gridano in coro: elezioni subito.
Fascista, Dracula, Nerone e perfino Videla, il dittatore argentino che faceva torturare e uccidere i desaparecidos. Sono alcune definizioni di Berlusconi coniate da Antonio Di Pietro, colui che si autocelebra come "unico oppositore". E' ovvio: di fronte a un primo ministro come Videla, che da un giorno all'altro potrebbe far catturare migliaia di oppositori per seviziarli con la corrente elettrica (ricordate il bellissimo "Garage Olimpo" di Bechis?), l'emergenza è altissima. Sarebbe quindi doveroso da parte di Tonino, che con coraggio ci avverte del pericolo incombente, fare di tutto per liberarci dal crudele e sanguinario dittatore. C'è chi ci ha provato: il PD, ad esempio, ha dato la sua disponibilità al sostegno di un governo di transizione che cambi la legge elettorale e che metta Berlusconi in un angolo. Ma Di Pietro, inspiegabilmente, si è opposto.