Il Tribuno
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"Il nostro Presidente non vuole dei leccapiedi. Ciò che vogliamo sono uomini indipendenti e integri che, una volta che avremo preso le nostre decisioni, concorderanno con ognuna di esse". Joseph Heller, "Gold" (1979)
 
News by Dire
31 Maggio 2010
CAOS POLITICO ALLA PROVINCIA DI CAMPOBASSO. IDV ROMPE CON IL SUO PRESIDENTE E ANNUNCIA L'APPOGGIO ESTERNO.
DOVE GOVERNA IDV DOMINANO INSTABILITA', CONGIURE DI PALAZZO E TRASFORMISMI.
Il presidente della provincia di Campobasso D'Ascanio entrato appena un anno fa in Idv, nomina assessori diversi da quelli indicati dal suo partito che prende le distanze e dice che valutera' di volta in volta come votare. L'unica coalizione di centrosinistra della regione forse non cadrà ma che spettacolo!
In provincia a Campobasso è di nuovo caos politico. E al centro della scena c'è, tanto per cambiare, l'Idv, che nel capoluogo molisano è il primo partito. Venti giorni fa il presidente Nicolino D'Ascanio (Idv, ex Pd) si dimetteva per gravi problemi politici. Oggi annuncia invece di aver formato una nuova giunta, ma disubbidendo agli ordini del suo partito che gli aveva indicato i nomi di tre assessori, nomi che D'Ascanio, almeno per quanto riguarda due di loro, non ha voluto in giunta. E ora Cristiano Di Pietro, consigliere provinciale, annuncia che i tre assessori scelti dal presidente sono in giunta a titolo personale e che i cinque consiglieri Idv decideranno volta per volta come votare. Il che vuol dire che l'amministrazione provincale di Campobasso, una delle poche di centrosinistra della regione, può cadere da un momento all'altro. Difficile però che i Di Pietro si assumano la responsabilità di provocare una crisi dopo aver accusato il Pd di sfasciare il centrosinistra. Come si è giunti a questa clamorosa situazione? Un anno fa D'Ascanio, compaesano di Di Pietro e per anni suo acerrimo nemico, era clamorosamente passato con il partito di Tonino, dopo una tresca sotterranea che durava dal 2008, da quando cioè D'Ascanio alle politiche aveva smistato i suoi voti a favore di Idv anzichè a favore del suo partito, il Pd, al fine di ostacolare il senatore Giuseppe Astore, suo nemico personale ma soprattutto inviso a Cristiano Di Pietro. Astore infatti si era permesso di criticare il figlio del capo e quindi non doveva essere rieletto. Invece Astore otteneva un insperato successo personale varcando la soglia di palazzo Madama. Per Di Pietro jr. e D'Ascanio una figuraccia memorabile. Il sodalizio tra i due però continuava e un anno dopo, D'ascanio, sempre più in crisi con il suo partito, il Pd, faceva un repulisti in giunta, cacciando gli assessori del partito di Veltroni, aprendo all'Udc e formando una nuova giunta che andava da Casini a Diliberto, passando per Mastella, un inguardabile pastrocchio che a Di Pietro stava bene. Passava ancora un pò di tempo ed ecco che D'Ascanio rompeva gli indugi e insieme ad altri consiglieri del Pd e dell'Udeur si iscriveva all'Idv. Di Pietro senior per invogliarlo ad entrare rompendo con il Pd, gli prometteva che lo avrebbe candidato a presidente della regione nel 2011. Pur conoscendolo benissimo, D'Ascanio credeva a Di Pietro e entrava in Idv. Con lui si iscriveva anche Maurizio Tiberio ex Forza Italia e poi Margherita e altri mestieranti della politica locale. La situazione che si creava grazie al lavoro politico di Idv era dunque quella di un trasformismo vertiginoso e disorientante in cui venivano premiati opportunisti e "cascatori" professionisti e in cui prevaleva una sola parola d'ordine: restare a tutti i costi attaccati alla poltrona, utilizzando il potere politico per ottenere consenso. Insomma la lezione della vecchia Dc. Che D'Ascanio venisse originariamente dal Pci fa capire in che situazione versi la politica in Molise, una terra che non ci stancheremo mai di ripetere, è necessario conoscere per capire il fenomeno Di Pietro. Insomma l'operazione di D'Ascanio è stata questa: un anno fa d'accordo con Idv, rompeva con il Pd cacciando il suo stesso partito dalla giunta. Oggi rompe con Idv reintegrando il Pd. Se questa è politica giudicate voi. Che c'entra Idv? C'entra eccome. Perchè per segare il ramo in cui era seduto il partito alleato, il Pd, rubandogli voti e personale politico, ha finito per segare il ramo in cui era seduto Idv stesso, e mostrando ai cittadini il volto peggiore della politica, quello della ricerca dle potere fine a sè stessa, quella delle congiure di palazzo e dei personalismi. I maligni dicono infatti che D'Ascanio abbia rotto con Di Pietro quando Tonino gli ha annunciato che non sarebbe stato lui il candidato presidente alla regione Molise, come gli aveva promesso. "Non sei uno che unisce" gli ha detto l'ex pm. Se D'Ascanio gli ha risposto "senti chi parla", non ha fatto un soldo di danno. 


 





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