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News by Dire
26 Maggio 2010
DE MAGISTRIS NON E' UN PROBLEMA, A CONTROLLARLO CI PENSO IO.
DI PIETRO RASSICURA I SUOI COLONNELLI
Riunione a Roma tra il leader IdV, gli assessori e i consiglieri regionali. Molti i problemi affrontati, sia organizzativi che politici. I nodi principali restano la gestione di De Magistris sempre più inviso ai moderati e i rapporti con il Pd. Cazziatone di Tonino ai lucani.

Di Pietro ha passato in rassegna a Roma i suoi consiglieri e assessori regionali. All'ordine del giorno della riunione tenuta nella sede nazionale Idv di S. Maria in Via, lunedì 24 maggio, una nutrita serie di questioni politiche: i rapporti con il Pd, quelli con Sinistra ecologia e libertà, la questione del piano casa, il federalismo demaniale. Si è parlato anche di problemi organizzativi e il leader Idv ha delegato ai capigruppo nei vari consigli il compito di tenere rapporti con il centro, dirigendo l'attività politica del partito insieme ai coordinatori regionali. Ma a tenere banco sono state senz'altro le questioni politiche. Di Pietro ha toccato con mano come una parte consistente del partito non ha gradito affatto la scelta di appoggiare il federalismo demaniale e di presentarsi in conferenza stampa con il ministro Calderoli. I dissensi principali arrivano naturalmente dal Sud, ma anche per questo motivo, vista la assoluta inconsistenza politica dei rappresentanti meridionali di Idv, l'ex eroe di mani pulite può dormire sonni tranquilli. Di Pietro alle critiche, sempre molto rispettose, ha replicato che lui al federalismo demaniale ci crede davvero e che si tratta di un provvedimento che può abbassare i costi dello stato e migliorare la gestione dei beni pubblici. Ma ha fatto anche capire che potrebbe cambiare idea, e conoscendolo, non stentiamo a crederlo. Gli altri nodi politici discussi sono stati quelli dei rapporti con il Pd e con il partito di Vendola. L'intervento più applaudito è stato quello del consigliere ligure Nicolò Scialfa che ha proposto la fine del vassallaggio nei confronti del partito di Bersani, una linea che a Di Pietro non dispiace. Per quanto riguarda Sinistra e Libertà, l'ex pm ha ribadito la sua stima nei confronti di Vendola, che considera un politico molto bravo e preparato, e che dunque va appoggiato. Ma il nome di Vendola è ormai associato a quello di De Magistris. E a questo proposito Di Pietro ha pronunciato parole dense di significato. Rispondendo alle osservazioni di Zamponi e Marotta, il primo lombardo, il secondo veneto, che contestavano per via del ruolo impersonato da De Magistris la eccessiva vicinanza del partito alla sinistra radicale, ancora troppo sensibile ai richiami della piazza e dei movimenti, Di Pietro ha replicato che De Magistris non è un problema, nè personale nè politico, e che lui è in grado di controllarne i movimenti, soprattutto l'unità d'azione con Vendola, da lui approvata e pilotata. Si è parlato anche di piani casa, alla luce della polemica scoppiata a Genova in seguito alle parole della vicepresidente della Regione, Marylin Fusco, che ha chiesto di rivedere il piano casa della Regione Liguria, allentandone i vincoli e aprendo alla possibilità di far aumentare le cubature anche alle case condonate. Una prospettiva che ha provocato la reazione irritata del Pd e degli ambientalisti che già criticavano il provvedimento della vecchia giunta Burlando considerato troppo morbido. Di Pietro ha detto chiaro e tondo che il partito è contrario alle sanatorie, di qualunque tipo e quindi ha indirettamente mandato a dire alla Fusco, peraltro presente alla riunione, che dovrà rivedere le sue aperture. Vedremo se sarà così. Un'ultima nota sulla Basilicata. La sua tradizionale sfuriata Tonino stavolta l'ha riservata ai consiglieri lucani che hanno osato protestare sul contributo mensile di 1500 euro che devono versare al partito, giudicato troppo oneroso rispetto a quello dei parlamentari nazionali. A pronunciare le critiche è stato Antonio Autilio, il quale è stato investito da una gragnuola di improperi, da Di Pietro: "voi della Basilicata fate schifo", "siete dei pezzenti, i soldi ce li metterò io a posto vostro", ha gridato l'eroe di mani pulite, scagliandosi contro Belisario accusato di non saper far rigare dritto i suoi uomini. Autilio ha anche reagito duramente contro gli insulti di Di Pietro, urlandogli "non ti permettere di trattarci così", ma Tonino non si è certo impaurito e ha rinfacciato ad Autilio che deve ringraziare lui se è stato eletto in consiglio regionale e ha fatto l'assessore, perchè altrimenti lo avrebbero fatto fuori (Belisario in effetti questo voleva) per poi concludere nel modo che gli è proprio: "le regole sono queste se non ti stanno bene te ne puoi andare". Poi a riprova che la tensione è altissima Di Pietro ha annullato la sua visita a Potenza prevista per il 4 giugno, quando avrebbe dovuto partecipare ad una manifestazione pro-referendum sull'acqua. Intanto Nicola Benedetto, imprenditore materano neo eletto in consiglio regionale, entrato nel partito solo da pochi mesi, pare abbia confidato all'altro consigliere, Enrico Mazzeo Cicchetti: "ma dove diavolo sono capitato?". Ora i tre rappresentanti dell'IdV in consiglio regionale (Belisario si è finalmente dimesso) pare stiano solo aspettando di essere espulsi dal partito. "Noi di sicuro non ce ne andiamo", avrebbe detto Autilio ad una militante del posto che gli chiedeva un gesto di orgoglio.




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