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News by Dire
Anna R.G. Rivelli 26 Maggio 2010
DISORDINE E DOLORE PRECOCE DELLE GIUNTE DI CENTROSINISTRA IN BASILICATA, APPENA ELETTE E GIA' IN BALIA DEI REGOLAMENTI DI CONTI INTERNI ALLA CASTA.
IL RUOLO DELL'IDV, COME AL SOLITO FATTORE DESTABILIZZANTE
In Basilicata nulla è cambiato dai tempi della vecchia Dc di Emilio Colombo. In politica a dominare sono ancora clientelismo e familismo, con il consueto spettacolo degli scontri tra i vari potentati per il controllo di tessere e pacchetti di voti e delle risse da sottogoverno. In questa situazione si muove perfettamente a suo agio la formazione di Di Pietro, critica con il centrosinistra, ma solo per strappare qualche poltrona in più.
Il centrosinistra lucano, superato lo scoglio delle ultime regionali, è ancora impegnato ad accordarsi con se stesso per evitare lo sfascio di quella che più che una coalizione appare un miscuglio, per non dire un’accozzaglia. Gli accordi pre elettorali delle varie liste a sostegno del candidato governatore, Vito De Filippo hanno evidentemente imposto tabelle di marcia e mete assolutamente discordanti da quelle che erano state prospettate agli elettori. Spicca in particolare una giunta con ben quattro (su sei) assessori esterni, di cui due ex fieri oppositori di De Filippo (che solo qualche mese prima erano stati addirittura individuati dal centro destra come probabili candidati governatori) più la candidata IDV Rosa Mastrosimone (ex Udeur, ex Addc, entrata in IdV nell'ottobre 2009 e subito candidata ) in realtà trombata alle elezioni ed imposta da Di Pietro in persona all’ultimo momento, tanto da costringere De Filippo al rimpasto più veloce della storia delle Regioni ed alla sostituzione del già nominato assessore Donato Viggiano, direttore e ricercatore dell’Enea di Rotondella, che, con le sue scarse ventiquattro ore di assessorato, altro non ha potuto che conquistare un posto nel guinness dei primati. Le prime decisioni del Governatore, insomma, hanno prodotto non pochi malumori e, in verità, ancora non tira buon vento né sul governo regionale, né sui governi dei due capoluoghi lucani. L’Italia dei Valori, neanche a dirsi, in tanta confusione fa la parte del leone, forse perché a forza di definirsi unica opposizione ha finito per convincersi di esserlo davvero, ma ha perso (o non ha mai avuto) l’orientamento e continua a far dura battaglia contro i propri alleati con l’unico nobilissimo scopo di recuperare poltrone. Ma andiamo con ordine. Già in seguito alle amministrative del 2009, l’Idv lucana, alleata del centrosinistra solo in fase di ballottaggio, aveva a lungo paralizzato l’avvio delle attività del Consiglio comunale di Potenza per la pretesa di imporre come presidente del consiglio comunale il proprio unico eletto, Roberto Galante ( ex An, ex Udeur), il quale, bocciato da ben tre turni di votazione, decide alla fine di rientrare nel partito di provenienza, lasciando Idv priva di propri rappresentanti in Comune. Oggi i big di partito tornano a “ricattare” il sindaco Santarsiero (Pd) con la pressante richiesta di un assessorato. Situazione non diversa nel comune di Matera dove appena due mesi fa, con una manciata di voti di differenza e soltanto al ballottaggio, la coalizione di centrosinistra ha avuto la meglio; il sindaco neo eletto Salvatore Adduce (Pd) si trova a combattere con “l’unica opposizione” (quella di Idv, appunto) che ancora una volta boicotta l’elezione del presidente del consiglio comunale nel tentativo di recuperare l’alto scranno per Brunella Massenzio, appena trasbordata all’Idv dalla stessa Addc di Rosa Mastrosimone.
Il capogruppo dei senatori Idv, Felice Belisario eletto nel consiglio regionale della Basilicata nel listino del governatore, si è appena dimesso restando senatore.
Situazione ancora più delicata è in Regione dove il Governatore De Filippo e l’assessore alla cultura e formazione Mastrosimone sono presi di mira da una inferocita folla di giovani che si sono improvvisamente visti sottrarre il diritto a partecipare a quei tirocini formativi presso la pubblica amministrazione per i quali in ben tredicimila avevano prodotto domanda; detti tirocini, approvati all’unanimità nella scorsa legislatura da un consiglio regionale in cui era già presente, sebbene sotto altra bandiera, la stessa Mastrosimone, erano stati “partoriti” dall’assessorato alla cultura e formazione guidato da Antonio Autilio, anche lui Idv. Oggi vengono sospesi con la scusa di non si sa bene quali migliorie da apportare (alcuni correttivi in realtà erano già stati fatti); Autilio li difende strenuamente; Mastrosimone (voluta assessore da Di Pietro) li sospende; l’opposizione di centrodestra insorge, accusando la maggioranza di averli usati per carpire il voto di tanti giovani disoccupati; gli aspiranti tirocinanti si organizzano per manifestare il 27 maggio sotto i palazzi della Regione e rivendicare i propri diritti.
Il centrosinistra traballa, insomma, schiaffeggiato a turno dai partiti alleati tra i quali spicca per fedeltà proprio l’Italia dei Valori che per il 4 giugno attende trepida l’arrivo in regione del leader massimo pronto a sostenere anche qui l’imbroglio dei referendum per l’acqua pubblica; a voler essere precisi, però, non l’attende, l’attendeva. In una scarna comunicazione della sua segreteria, infatti, il Tonino nazionale fa sapere che la visita è rimandata: nel suo partito in Lucania c’è aria di tempesta, il disaccordo tra gli eletti è evidente, l’eco della violenta lite scoppiata nell’incontro romano dello scorso 24 maggio tra lui e Autilio è giunta forte e chiara ad illuminare le acque torbide in cui il partito naviga, e … Di Pietro si ritrae con una scusa. Storia vecchia, insomma; aveva fatto lo stesso quando, poco meno di un anno fa, ad azzuffarsi pubblicamente a colpi di articoli di stampa erano stati il senatore Belisario e il segretario Radice, forse per inimicizia o per interessi personali, o forse per esercizio dell’unica opposizione che sanno fare.


Anna R.G. Rivelli

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Commenti
silvia-arrighetti 2010-05-31 08:39:18

Noi che stiamo dentro le trincee, lo possiamo confermare: non solo i metodi della vecchia DC, che sommessamente applicava un accordo "ad excludendum" per tutti quelli che odoravano di sinistra; adesso a questo sistema, ben collaudato da decenni di governo DC (che si chiami Margherita, Udeur, Api o Udc, le teste son sempre le stesse) si aggiunge una punta piccante, alla berlusconi maniera: le donne condiscendenti/amanti dei potenti fanno carriera nell'amministrazione pubblica ad un'età preclusa ai più, senza gavetta, senza esperienza, senza professionalità. <br>E tutto è giustificato purché funzionale a far carriera: chi vince piglia tutto!<br>Altro che nuovo millennio! con pratiche che ripercorrono usi e costumi superati da decenni di storia, una classe dirigente selezionata su meriti a dir poco discutibili, si autoreferenzia e si mantiene, alla faccia del buon uso delle risorse, dei programmi e dello sviluppo. <br>Cerchiamo uno sguardo nuovo, ed una speranza da lasciare ai nostri figli, prima che scappino!

antonio-la-guardia 2010-05-31 00:47:46

siamo disastrati cambiano gli attori e neanche tanto ma la musica non cambia.<br>se cerchi nella sanita' vedi il massimo, aver dato l'appalto per la consegna dell' ossigeno liquido ad una ditta ha fatto ritirare le altre che non consegnano piu' in farmacia l'ossigeno gassoso<br>perche' antieconomico e chiedono che sia lo stesso vincitore della gara a consegnarlo,a questo punto vi lascio immaginare il territorio lucano privo dell' ossigeno gassoso e si badi bene si parla do ossigeno.<br>Non parliamo poi come gestiscono la ripartizione dei soldi alle strutture private.. --- mi fermo qui-<br><br>comunque mi fa piacere ricevere notizie grazie<br> Tony La Guardia

 

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