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Anna R.G. Rivelli 26 Giugno 2010
BASILICATA: LA SCALATA VERSO IL POTERE DI ROSA MASTROSIMONE IN UN PARTITO SEMPRE PIU' DI LOTTA (POCA) E DI SOTTOGOVERNO (MOLTO).
DURO ATTACCO DELL'EX COORDINATORE RADICE A BELISARIO MENTRE LA "SUPERWOMAN" MATERANA BRUCIA LE TAPPE. SOLO UN ANNO FA STAVA CON MASTELLA.
Anche in Basilicata i congressi provinciali saranno riservati a pochi intimi per evitare spiacevoli inconvenienti ai manovratori. Intanto, mentre l'Idv chiede sacrifici ai lucani tagliando la sanità, il neo consigliere regionale dipietrista, Nicola Benedetto, ricco imprenditore materano, si consola con mega feste, odalische e danzatrici del ventre.

Congressi Provinciali Idv: almeno l’unità d’Italia è salva.
Nessuna differenza, infatti, tra quanto avviene a Cremona piuttosto che a Mantova o Matera: dopo la farsa del congresso nazionale dello scorso febbraio con le sue finte mozioni alternative, i “congressini”, adattata la sceneggiatura, ripropongono la medesima trama e a questo punto l’elezione per acclamazione di un coordinatore blindato non meraviglia nemmeno più.
Il giorno prima del congresso provinciale di Matera, lo scorso 25 giugno, l’ex coordinatore regionale Michele Radice denunciava dalle pagine del Quotidiano della Basilicata le sue “profonde, anzi profondissime divergenze”
con il senatore Belisario sulla gestione del partito e dei congressi: “una sorta di gestione più che familiare…dove i livelli istituzionali vengono snobbati, dove le mozioni politiche non sono tali, dove è impossibile presentare mozioni alternative perché non si conoscono neanche gli iscritti per comporre le liste…”; e se Radice parla a ragion veduta (non di una virgola cambiavano le cose quando il segretario del partito era lui), non di meno hanno da lamentarsi alcuni iscritti che della data del congresso sono venuti a conoscenza un paio di giorni prima e in maniera tutt’altro che ufficiale. Lo scopo della mancata comunicazione è chiaro: far sì che l'assise si svolga senza intoppi rendendo possibile l’acclamazione di Rosa Canitano, appena trasbordata nel partito provenendo dall’Addc (Alleanza democratici di centro) fedelissima dell’assessore Rosa Mastrosimone. Un'elezione quella della Canitano, funzionale alla cavalcata verso la segreteria regionale del partito della Mastrosimone stessa, che pur essendo stata pattuita al momento del suo ingresso nel partito nell'ottobre scorso, deve comunque salvare le apparenze. Per lo stesso motivo il partito deve sistemare alla Presidenza del Consiglio un’altra fedelissima della "assessora" dipietrista, Brunella Massenzio, tentativo che, viste le resistenze degli alleati, sta mandando in crisi la maggioranza al Comune di Matera. E dire che solo qualche mese fa, nell’incontro con i “dissidenti” che lamentavano l’occupazione del partito da parte delle truppe della Mastrosimone, Di Pietro in persona tuonava che mai avrebbe accettato alcuna fusione e che chi nel partito ci stava da tempo avrebbe sempre avuto la precedenza.
E così per la verità è stato, perché quelli che nel partito ci stavano da tempo hanno avuto la precedenza per andarsene.
La Mastrosimone, invece, continua a fare il bello e il cattivo tempo, mentre senatore e consiglieri regionali giocano a fare i Che Guevara nella difesa dei lavoratori e dei deboli.
Così se Belisario calca le scene di tutte le proteste, intimando al Pd locale la necessità “di fidarsi di più, di dialogare meglio”
e sottolineando che il suo partito sta facendo “una opposizione in tuta da lavoro, mentre altri la fanno in doppiopetto”, il capogruppo al Consiglio Regionale Enrico Mazzeo Cicchetti non riesce ad impedire all’assessore Mastrosimone di approvare in Giunta un pacchetto di misure nel settore sanitario con le quali, per ottenere quel  risparmio necessario ad evitare un commissariamento, piuttosto che ridurre certi privilegi,  si è scelto di andare a discapito delle fasce più deboli.
Il capogruppo Mazzeo, Presidente dell’Ordine dei Medici, lo ha capito bene, tant’è che, a cose fatte, ha parlato di “interventi di carattere sporadico e non strutturali che non solo non risolvono i problemi di fondo, ma faranno aumentare le difficoltà nel sistema assistenziale”
; non ha spiegato, però, perché il suo partito, sempre pronto a mettere in crisi l’alleato Pd quando si discute di poltrone, non ha fatto opposizione a quei provvedimenti pur avendo la possibilità e la forza dei numeri.
Delle due l’una: o Mazzeo ha appreso subito la tecnica dipietrista del predicare bene e razzolare male, oppure non si è reso conto di essere stato ridotto a capogruppo di se stesso. Così tra un’incoerenza e l’altra, mentre Belisario continua a proclamare di voler “ragionare con la forza delle idee”
chiedendo di“tagliare le ali alla politica clientelare in regione”, il Consigliere Nicola Benedetto si consola della mancata elezione a presidente della terza commissione regionale dando una festa nel suo mega palazzo materano, con tanto di odalische e di danza del ventre, e gli iscritti si dicono certi del risultato del congresso provinciale di Potenza, annunciato solo telefonicamente e solo ad alcuni per il prossimo 3 luglio.

Intanto l'ineffabile Ivan Rota, nominato garante per i congressi, ha garantito a Di Pietro che tutto si svolgerà in puro stile Idv.

 

 









Anna R.G. Rivelli

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Commenti
Anna R.G. Rivelli 2010-06-28 17:17:00

P.S.

Se la signora Simona non se ne fosse accorta, mi preme farle presente che questa testata si occupa proprio delle questioni dell'Italia dei Valori; che poi si sia costretti a raccontare troppe magagne, non dipende da chi scrive. Il giornalismo racconta i fatti e i fatti sono questi e questi sono i protagonisti. Non è un obbligo, però, leggere Il Tribuno; chi lo fa evidentemente ha il gusto del "ripetitivo e ormai noioso pettegolezzo", altrimenti potrebbe continuare a leggere Fedro.

Anna R.G. Rivelli 2010-06-28 13:14:03

Alla signora Simona, evidentemente entrata in Idv al seguito di qualcuno solo da poco , sfugge che la sottoscritta non da mesi, bensì da anni denuncia quanto di marcio avviene nel partito in cui aveva preso a militare attratta da quei valori e quegli ideali che ivi si proclamano e di cui non vi è traccia né in Basilicata né altrove. Di siffatto partito la scrivente è stata persino dirigente, ma una dirigente di quelle che non ha accettato di darsi pizzichi sullo stomaco per favorirsi una carriera politica cui non ha mai aspirato. D'altro canto lei non può sapere che Di Pietro in persona ha pregato la scrivente di candidarsi nel suo partito per le scorse regionali, né può sapere le cose che nella riunione con i dissidenti egli ha detto dei singoli personaggi che, pur a sua immagine e somiglianza, occupano l'Idv locale ( se vuole le faccio ascoltare la registrazione!). Le cose che dice, pertanto, non mi tangono; in una politica fatta attraverso le clientele, il non avere voti potrebbe essere persino titolo di merito, un merito che, purtroppo, non posso attribuirmi con certezza dal momento che per la famosa legge "porcata"gli unici voti che nel 2006 ho raccolto sono andati a vantaggio di Radice e pertanto non si possono contare.
In ogni caso io non ho bisogno di elemosine politiche per vivere, dal momento che vivo della mia professione da sempre, mentre altri non hanno idea di come ciò si faccia. E poi, la rassicuro, la sottoscritta non è tagliata per la politica, perché è abituata a firmarsi con nomi e cognome e non a celarsi dietro quello che è in fondo un anonimato. Simona chi?

Mimmo Genchi 2010-06-27 16:47:38

Gentile Simona (anzi simona),
devo farle i miei più sentiti complimenti per il concentrato di ovvietà e banalità di cui è farcito il suo intervento. A partire dall'uso del plurale maiestatis, alla falsa illusione che il suo intervento rappresenti un nutrito gruppo di lettori, al banalissimo esercizio del "si vocifera", che mi ricorda fortemente un personaggio politico locale di bassa nonchè larga lega!
Purtroppo per lei, simona, e per le migliaia di lettori che lascia intendere di rappresentare, ciò che da mesi la signora Rivelli racconta, non soltanto su queste colonne, ma anche e sopratutto sulla stampa locale che tanto pare darle fastidio, è assolutamente rappresentativo dello stato di assoluto squallore politico in cui versa, ormai senza alcuna possibilità di recupero, il partito del quale penso lei faccia parte.
Mi permetto di suggerirle, simona, per continuare lo stile del suo esercizio di alta analisi politica del precedente intervento, di utilizzare anche con me l'originalissima metafora della volpe e l'uva, considerato che anch'io insieme ad oltre 30 iscritti, dopo aver constatato di persona la melmazza politica del partito a cui lei appartiene, ha deciso che il rinnovamento non potrà MAI passare da un partito, il suo, composto ormai esclusivamente da mummie provenienti dagli ipocriti partiti che dice di voler combattere.
Cara simona, si tenga volentieri le volpi del suo partito, che all'uva ci penseremo alla vendemmia.

simona 2010-06-27 15:40:24

Sono mesi che notiamo da parte della signora Anna R.G.Rivelli un particolare accanimento nei confronti dell'IDV e della suddetta Mastrosimone ... noi attenti lettori comiciamo a chiederci da un po di tempo, se questa posizione così tanto critica, sia piuttosto conseguente al fatto che la stessa Rivelli, come da più parti si vocifera, possa essere rimasta delusa da velleità di icarichi istituzionali che non riesce a ricoprire, non potendosi avvalere di alcun consenso elettorale...ci viene in mente inevitabilmente la storiella della volpe e l'uva. Considerando che apprezziamo il forbito linguaggio giornalistico della signora Rivelli, le consigliamo vivamente di incentrare le sue riflessioni più su un giornalismo propositivo piuttosto che sul ripetitivo e ormai noioso pettegolezzo.

 

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