Il Tribuno
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"Il nostro Presidente non vuole dei leccapiedi. Ciò che vogliamo sono uomini indipendenti e integri che, una volta che avremo preso le nostre decisioni, concorderanno con ognuna di esse". Joseph Heller, "Gold" (1979)
 
News by Dire
12 Giugno 2010
CAMPANIA: IDV ANCORA ALL'ATTACCO DEL PD IN REGIONE. "LA COALIZIONE E' ROTTA", DICHIARA FORMISANO. TROPPO BUONI CON IL PDL? NO, LA SOLITA POLTRONA NEGATA. INTANTO MARRAZZO PROMETTE OPPOSIZIONE COSTRUTTIVA. MA CALDORO NON ERA L'UOMO DELLA CAMORRA?
SCENEGGIATE NAPOLETANE: "CI PREOCCUPA IL FUTURO DEL CENTROSINISTRA", DICONO DALL'IDV. INTANTO IN COMUNE STANNO ALL'OPPOSIZIONE DELLA IERVOLINO.
L'Idv all'attacco di De Luca, il candidato pluriindagato che doveva risolvere i guai del centrosinistra e che di colpo diventa un voltagabbana per non aver ottenuto la presidenza di una commissione destinata all'Idv. Formisano accusa il Pd di trescare con il Pdl, ma poi Nicola Marrazzo, nominato dal consiglio regionale Questore, tende la mano al presidente Caldoro nonostante in campagna elettorale sia stato descritto come la longa manus dei casalesi. Era solo una scusa per far digerire la candidatura di De Luca?

Sia che stia in maggioranza che all'opposizione, Idv comunque attacca gli alleati del Pd. L'ultimo caso è quello della Campania, il regno di uno dei colonnelli più fedeli di Di Pietro, Nello Formisano. Reduce da un mediocre risultato elettorale alle ultime regionali, il 6,4%, il peggiore del Sud, Idv sta puntando i piedi e da parecchi giorni attacca il Pd e il suo leader Vincenzo De Luca. "Sembra quasi che il Partito Democratico non voglia trarre lezione dalla sconfitta elettorale", ha dichiarato il 3 giugno scorso Formisano.  "La coalizione è di tutti e non solo del maggiore partito d'opposizione. Italia dei Valori è stata leale con De Luca, pagando anche lo scotto di una divisione interna.
Non vorremmo che questa lealtà venisse scambiata per accondiscendenza''.  E il 9 giugno rincara la dose: "l'insediamento odierno delle Commissioni Consiliari e' la rappresentazione più nitida dello scellerato accordo sottobanco tra il Pdl ed il Pd. Pur se mutati gli attori ed invertite le parti, il ''patto d'acciaio'' tra queste due forze politiche, nello spartirsi tutto ciò che è possibile, è più vivo che mai''.

La conclusione di Formisano è che la coalizione di centrosinistra è rotta: "si sta consumando una pagina che segna una forte battuta di arresto nella costruzione di una vera alternativa di Governo ad una bulimica coalizione di centrodestra, e che, pertanto, inciderà negativamente nei prossimi mesi sulla concreta costruzione della coalizione di centrosinistra. Quella che intendiamo noi, è un'alternativa di Governo per essere vicini alle reali esigenze dei campani, che resta il nostro vero obiettivo''.
Naturalmente le "reali esigenze dei campani" non c'entrano niente perchè il vero motivo delle proteste dell'Idv è la mancata assegnazione della carica di Presidente della commissione regionale affari istituzionali: Formisano infatti accusa De Luca di non aver rispettato i patti all'indomani delle elezioni e di aver trescato con il Pdl, rinunciando ad avere le quattro presidenze che spettavano all'opposizione, accontentandosi di tre e tenendosele tutte per il Pd.
"Non ne facciamo una questione di poltrone", dichiara al Tribuno.com il coordinatore provinciale di Napoli, Elpidio Capasso, "ma ci preoccupiamo del futuro del centrosinistra che con questi atteggiamenti viene danneggiato".
Ma evidentemente a Napoli l'Idv ha un modo ben strano di preoccuparsi del centrosinistra visto che in Comune sta all'opposizione della giunta Iervolino e fino a qualche mese fa a Torre del Greco, la terza città della Campania, governava col centrodestra. E soprattutto ha una visione dei rapporti con il centrodestra piuttosto altalenante visto che prima delle elezioni descriveva il candidato Caldoro come il rappresentante degli interessi della camorra e dei casalesi e subito dopo le elezioni con Nicola Marrazzo, il consigliere Idv più votato e che ha fatto parte di un consiglio comunale a Casandrino sciolto per infiltrazioni delle cosche locali, si affrettava a offrire la propria "opposizione costruttiva".
Poi naturalmente persa una poltrona, il centrodestra di colpo torna a rappresentare il male assoluto dal quale difendersi con un'opposizione da duri e puri, alla Di Pietro vecchia maniera, quella che viene rispolverata quando serve fare "la faccia feroce". Anche se la faccia feroce Idv preferisce sempre farla ai suoi alleati che ai suoi nemici.
In generale sembra davvero poco credibile l'accusa che Formisano rivolge a De Luca di non aver rispettato i patti quando il leader Idv Di Pietro in quanto a stracciare accordi non è secondo a nessuno, basti pensare a quando assicurò Veltroni prima delle elezioni che avrebbe fatto i gruppi assieme al Pd in Parlamento per poi rimangiarsi tutto all'indomani del voto.
Intanto a Torre del Greco si è perfezionato il fallimento del famoso esperimento politico di Formisano, che spinse Idv ad appoggiare una giunta con il centrodestra con sindaco Ciro Borriello, ex Forza Italia e Udeur, poi tornato all'ovile del centrodestra all'inizio del 2010. A Torre Idv aveva quattro consiglieri comunali e ora non ne ha più neanche uno, perchè poco dopo le regionali anche Antonio Lopez, ex An, ed eletto come indipendente in Idv, è tornato nel centrodestra. In provincia a Napoli, poi la situazione è quasi identica: su tre consiglieri a Idv ne è rimasto solo uno, Maria Caterina Pace. Gli altri due, Giovanni Palomba e Massimo Filoia, se ne sono andati nel centrodestra. Filoia veniva dall'Udeur, Palomba, eletto in Idv a Torre del Greco, faceva parte della maggioranza che reggeva Borriello e ha seguito il gregge in rientro verso Berlusconi.  Cose che capitano quando nelle campagne acquisti si guarda più ai pacchetti di voti dei candidati piuttosto che al loro pedigreè politico e soprattutto morale. E sul fronte dei dissidenti, quelli che dovrebbero attaccare un personaggio come Formisano e far cambiare politica al partito, qualcosa si sta muovendo? Sostanzialmente no. Solo a Benevento sarà possibile che si candidi un coordinatore alternativo a quello che Formisano cercherà di far eleggere.
Da quelle parti infatti il colonnello dipietrista è piuttosto inviso dopo lo "scandalo" Nunzio Pacifico. Quest'ultimo, coordinatore provinciale nominato da Formisano, ha dapprima costretto il consigliere provinciale Idv eletto, Augusto Simeone, a dimettersi per fare l'assessore, poi ha costretto il presidente della giunta, che ha cercato di resistere per un anno a questo diktat, a sfiduciare Simeone, per poi farsi nominare lui stesso assessore. Quindi per completare l'opera ha nominato coordinatore provinciale un suo alter ego, un bravo ragazzo del tutto innocuo.
Un capolavoro di perfidia politica e soprattutto di inammissibile personalismo. Ora un gruppo di beneventani al congresso provinciale del 27 giugno cercherà di sconfiggere Pacifico e i suoi, ma naturalmente, come accade nell'Idv di tutta Italia, pur avendone fatta richiesta gli è stata negata la lista degli iscritti con la scusa della privacy. Una pietosa bugia visto che l'unico motivo per cui viene secretata è impedire che qualcuno possa contattare gli iscritti e fare proselitismo, facoltà concessa solo ai padroni del partito.

La legge bavaglio del governo Berlusconi è un obbrobrio ma prima di occupare il Senato per protestare Di Pietro dovrebbe togliere il bavaglio al suo partito.   












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