Il Tribuno
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Alberico Giostra 22 Giugno 2010
ECCO IL RICORSO DI ELIO VELTRI ALLA CORTE DEI CONTI. IL TRIBUNO.COM PRESENTA IL DOCUMENTO DAL QUALE NASCE L'INDAGINE DELLA PROCURA DI ROMA SU DI PIETRO.
ALLEGHIAMO ANCHE LO STATUTO IDV DEL 2004 DAL QUALE EMERGE LA "DOPPIEZZA" TRA ASSOCIAZIONE E MOVIMENTO POLITICO.
I legali di Veltri sostengono che l'associazione "a tre" si è illegittimamente sostituita al partito nel recepimento dei rimborsi elettorali tramite autocertificazioni e giovandosi di controlli meramente formali della camera dei deputati. Su questa tesi non si è ancora pronunciato alcun giudice. Le archiviazioni, in realtà solo una, riguardano infatti i ricorsi di Di Domenico e non quelli di Veltri. A Roma invece un giudice ha già riconosciuto nel 2008 che associazione e partito sono due soggetti diversi.
Presentiamo qui di seguito la memoria inoltrata lo scorso settembre alla Procura della Corte dei Conti da Elio Veltri. Non è ancora chiaro, almeno al Tribuno.com, se l'indagine della Procura di Roma a carico di Antonio Di Pietro sulla gestione dei rimborsi elettorali sia nata da questo esposto, ma sicuramente la lettura di questo documento può essere utile a chi intende farsi un'idea della controversia in atto al di là della consueta alluvione documentale del leader Idv.
Alleghiamo inoltre anche lo statuto dell'associazione Italia dei valori del luglio 2004, quello in cui la moglie di Di Pietro, Susanna Mazzoleni subentra a Mario Di Domenico nel terzetto al vertice.
Basta infatti leggere quel documento per rendersi conto di come l'associazione Italia dei Valori-Lista Di Pietro, quella a tre soci, Di Pietro e signore, sia un soggetto diverso e altro dal movimento politico Italia dei Valori, tanto è vero che all'articolo 2 si afferma senza giri di parole che è l'associazione stessa che "promuove la realizzazione di un partito nazionale".
All'articolo 3 si passa a definire che cosa è il partito "Italia dei valori" da un punto di vista ideologico e  programmatico mentre all'articolo 4 si torna a definire la natura e gli organi dell'associazione specificando che si accede ad essa solo tramite atto notarile.
C'è forse qualche iscritto all'Idv che è diventato tale andando da un notaio?
Ma a cancellare ogni dubbio sulla "doppiezza" di associazione e partito dovrebbe essere l'articolo 11 dello statuto. In esso si afferma che "la tesoreria nazionale del partito spetta al tesoriere dell'associazione". Ovvero l'organo di un'associazione composta da tre persone, alla quale si accede solo tramite notaio e con l'assenso di almeno due soci su tre, controlla le finanze di un partito politico che riceve soldi pubblici sotto forma di rimborsi elettorali.
Tutto ciò è lecito? Questa è la domanda che Elio Veltri intende sottoporre alla magistratura.
Una domanda che non appare affatto infondata e che non ci sembra meriti querele per calunnia e diffamazione.
Peraltro il 22 luglio 2008 il giudice Francesco Oddi del Tribunale di Roma ha stabilito che effettivamente associazione e partito sono due cose diverse, dichiarando contumace il partito.
Solo dopo questa decisione, nel gennaio del 2009, Di Pietro ha modificato lo statuto equiparando associazione e partito e affidando la nomina del tesoriere e l'approvazione dei bilanci del partito all'ufficio di presidenza. Organo che, giova comunque precisare, risulta composto da soggetti la cui nomina dipende da lui, ovvero capigruppo parlamentari, tesoriere, portavoce nazionale, rappresentante dei consiglieri regionali ed esperto.
E tuttavia nel dicembre 2009, Di Pietro si è recato da un altro notaio e ha di nuovo modificato lo statuto, riassegnando la nomina del tesoriere al presidente, cioè a sè stesso. Esattamente come avveniva nello statuto del 2004.

Agli iscritti, ai militanti, ai sostenitori e simpatizzanti, compresi i colleghi giornalisti, questo comportamento appare corretto e davvero indegno di essere approfondito?  
















Alberico Giostra

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Commenti
vincenzo d'antona 2010-06-25 21:33:11

Salve si spera solo che i magistrati leggendo le carte,traducendo in termini legali lo statuto,vadano avanti : la legge e'uguale per tutti!

Claudio Mazzoccoli 2010-06-24 00:49:23

Anche io sto seguendo, seppure da tesserato, la faccenda. Quello che mi auguro è che, in questo caso, non vi siano archiviazioni ma si vada al sodo.

Nessuno, o solo pochi "fan" della materia, si rendono conto che, quando presso una Corte si apre un processo o quando viene aperto un fascicolo di inchiesta, il tutto viene fatto secondo uno specifico punto od uno specifico capoi di imputazione.
Quindi non mi aspetto che una causa ci dica se Di Pietro è ONESTO o MENO. Sapremo se, rispetto alle specifiche accuse che Elio Veltri muove, Di Pietro è da considerarsi innocente o colpevole.

Le motivazioni, quando vi saranno, chiariranno le ragioni che stanno alla base delle decisioni...

Ma sbaglierebbero quelli che dicono "aspetto la Sentenza per vedere se Di Pietro è onesto o meno".
Capiremo solo, forse, se la macchina che gestisce i rimborsi elettorali ha delle falle nei propri regolamenti.

Ma, a dieci anni dalla nascita di questa organizzazione, chiunque oramai puo' e deve formarsi il proprio giudizio sull'uomo Di Pietro, sul Presidente di Italia dei Valori, che è poi lo stesso Di Pietro, e sul Partito, sul cui simbolo campeggia guarda caso sempre il cognome "Di Pietro".

Sbagliano anche, e tanto, i giornali del Cavaliere a pompare sulla notizia.. fanno la solita figura dei somari che trainano il carro del padrone. Meschino ruolo per chi si contenta.

Alessandra Piva 2010-06-23 11:56:55

Bravo Elio, Bravo Alberico,
occorre avere forza, coraggio e determinazione per non schierarsi mai e andare contro corrente e voi dimostrate di avere queste doti !
In quanto a Di Pietro indipendentemente dal verdetto legale che è compito delle autorità giudiziarie, quindi non entro nel merito, dico solo che in un partito come IDV che si picca di avere dei valori è alquanto sconcertante che un segretario di un partito controlli anche la gestione amministrativa, soprattutto dopo Mani Pulite !!!

LINO PRIMUCCI 2010-06-23 10:36:34

Si tenga conto che IDV, dopo le campagne elettorali consegnava ai candidati un modello con cui si doveva dichiarare che le spese elettorali erano state affrontate dal partito.. Per qunto mi riguarda, invece, le spese sono state sempre affrontate dal sottoscritto e così ho dichiarato alla Corte di Appello competente.. Si traggano le logiche conclusioni !

 

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