Il Tribuno
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News by Dire
16 Giugno 2010
SARDEGNA: L'IDV SFIDA IL PD E PERDE. MA IL CENTROSINISTRA VINCE.
FALLISCE NELL'ISOLA LA PROVA DI FORZA DI TONINO.
Elezioni amministrative: Idv si schiera contro il PD a Cagliari, Enna, Nuoro. E perde. Il partito di Bersani dimostra che senza Tonino puo' vincere. Anche in Sardegna confermata la tesi che quando il centrosinistra vince perde l'Idv e viceversa.
Il test appena concluso in Sardegna e Sicilia è passato quasi sotto silenzio. La posta istituzionale in gioco, non particolarmente appetibile, la forte astensione e la concomitanza di notizie più eclatanti hanno messo in ombra i risultati di questa tornata elettorale. In verità il test sardo si presta a una lettura politicamente interessante. Possiamo infatti notare che Italia dei Valori, nelle consultazioni più importanti, a cominciare da Cagliari, si è contrapposta al PD correndo con i propri candidati: una sorta di esperimento per sfidare l'alleato e verificarne la consistenza, in attesa della prova di forza definitiva.
Anche il maître à penser Travaglio, solitamente distaccato verso le competizioni locali, si è scomodato per criticare ferocemente il PD cagliaritano: la cosa è dunque seria.

Il tentativo di accerchiamento del PD, tuttavia, è stato respinto.
Se si fa eccezione per il comune di Porto Torres, dove il candidato di IDV insieme alla sinistra radicale ha battuto al ballottaggio l'esponente del PD ottenendo il 54,3%, per Tonino la sfida sarda si è conclusa con una sconfitta.

A Cagliari la rimonta spettacolare e inaspettata di Milia, fermo al 33% al primo turno, ha portato il PD a conquistare la presidenza della provincia con il 52,4%, mentre IDV, costretto all'opposizione, con il 6,16 % non elegge nemmeno un consigliere.
Alle elezioni comunali di Nuoro il candidato del PD, Alessandro Bianchi, ha battuto il centro-destra al secondo turno ottenendo il 52,2% senza apparentarsi con IDV (fermo al 5,3%), recuperando la bellezza di 19 punti percentuali.
In Sicilia il centrosinistra si afferma, senza l'appoggio di IDV, nelle sfide più importanti: a Enna il candidato del centrosinistra domina con il 58,5%, mentre a Gela Angelo Fasulo del PD ottiene un lusinghiero 54,2%.

Il "legittimo sospetto" è che Di Pietro stia cercando di isolare e far perdere il PD in alcune realtà particolarmente significative, con l'intento di amplificarne e radicalizzarne tutte le criticità presenti  per poi cannibalizzarlo. Naturalmente tale operazione deve avvenire in sordina, evitando accuratamente che gli elettori di sinistra se ne rendano conto, anzi giurando fedeltà all'alleanza tra i due partiti. Il passaggio di consensi dal PD all'IDV può avvenire infatti solo se i cittadini hanno la percezione che il loro voto vada comunque ad un partito di area progressista, che si batte per sconfiggere il PDL ed è fedele all'unità delle opposizioni.
Nella  realtà Di Pietro ha da tempo abbandonato l'idea di transumare voti al centro-destra o di pescarli dall'area dell'astensionismo. La sua politica non dichiarata consiste appunto nell'indebolire il suo "alleato", logorandolo giorno dopo giorno in uno stillicidio di colpi bassi e provocazioni, e usando Berlusconi come totem, e come ricatto mediatico.

Il suo sogno, che per la democrazia italiana sarebbe un incubo, è la leadership dell'opposizione. Le elezioni in Sardegna e in Sicilia hanno dimostrato, per fortuna, che questo progetto per ora si è rivelato solamente come una velleità di un uomo di destra che, indossata la maschera, chiede voti a sinistra.

















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