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"Il nostro Presidente non vuole dei leccapiedi. Ciò che vogliamo sono uomini indipendenti e integri che, una volta che avremo preso le nostre decisioni, concorderanno con ognuna di esse". Joseph Heller, "Gold" (1979)
 
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La Redazione 05 Giugno 2010
LIGURIA: IL DISAGIO DELLA MURATORE. LA LETTERA DELLA EX CONSIGLIERA REGIONALE A DI PIETRO. FINORA SENZA RISPOSTA.
DOPO ANNI DI MILITANZA E' STATA EMARGINATA DAL NUOVO PADRONE DEL PARTITO A GENOVA.
Pubblichiamo una lettera di Carmen Patrizia Muratore, l'unica consigliera regionale di Idv in Liguria nella scorsa legislatura, non rieletta per pochi voti e azzerata da Giovanni Paladini, approdato nel partito solo nel 2008. Il lamento di una trombata? No, è il j'accuse di una moderata che esprime il suo (tardivo) imbarazzo di fronte ad un partito sempre più preda di lotte di potere.
Pubblichiamo una lettera che la ex consigliera regionale, Carmen Patrizia Muratore, ha inviato ad Antonio Di Pietro e ai responsabili organizzazione ed enti locaii, Rota e Messina, per esprimere il suo disagio di fronte all'emarginazione politica e addirittura personale, subita ad opera di Giovanni Paladini, mai nominato nella missiva ma al quale la Muratore si riferisce senza alcun dubbio. E' lui infatti il nuovo "padrone" del partito dal gennaio 2008, quando uscendo da un Pd nel quale non aveva molto spazio, è entrato in Idv venendo subito eletto alla Camera dei deputati. Paladini, la cui abilità politica è fuori discussione, sembra aver trovato in Idv un habitat naturale, assai più che in altri partiti, magari anche più vicini alla sua ideologia decisamente destrorsa (è stato leader nazionale del sindacato autonomo di polizia, il Sap). Quello che colpisce infatti non è tanto la capacità di Paladini di raccogliere consensi, tessere e suffragi, quanto la rapidità con la quale ha potuto farlo in un organismo politico, l'Idv genovese e ligure che si è docilmente piegato alla sua impetuosa discesa in campo, senza opporre alcuna resistenza. Un avvento rapido esattamente quanto quello della sua "fidanzata ufficiale", la bella Marylin Fusco, trionfalmente entrata in consiglio regionale lo scorso marzo e già nominata vicepresidente della giunta. Ecco perchè Paladini, insieme alle contraddizioni del centrosinistra genovese, racchiude anche le contraddizioni di un Idv spesso facile terra di conquista di politici che poco sembrano aver a che spartire con la storia e l'identità originaria di un partito ormai avviato ad una irreversibile deriva politica. L'equivoco politico che indebolisce lo sfogo della Muratore è però quel sottolineare disperato la distanza tra Roma e Genova: la verità infatti è che non c'è nessuna distanza. A Di Pietro Genova sta bene così com'è. Non a caso questa lettera è rimasta finora senza risposta. (ag)




Caro Presidente, Caro Ivan, e cari Maurizio e Ignazio,

 

         in dieci anni di militanza nell’IDV per la prima volta prendo un’iniziativa epistolare nei confronti della Dirigenza Nazionale del Partito.

Ritengo sia giunto il momento di esternare quello che dentro mi preme, per una questione di dignità e perché non si pensi,  da parte mia e riguardo a cio’ che accade in Liguria ad un atteggiamento di connivenza o di rassegnazione  o, ancor peggio,  di disinteresse.

    

         La mia storia è nota. Nasco, per la politica, nel 2001,  spinta dalla  motivazione di non  voler piu’ essere solo spettatrice di eventi  che portavano il Paese alla deriva, lontano dai bisogni e dalle regole che presiedono alla civile convivenza. Il mio osservatorio era quello di un funzionario del Ministero della Giustizia, impotente davanti a processi che non si celebravano piu’ed allo sgretolamento del sistema “reato-certezza della pena”. E la Giustizia io ritengo essere una delle colonne portanti di una società civile, insieme alla Scuola ed alla Sanità.

 

    La mia faccia nuova e pulita ebbe successo. Sono stata protagonista per qualche anno della vita politica cittadina di Chiavari, dove risiedevo, poi responsabile della segreteria provinciale genovese e quindi  partecipe  degli eventi che hanno fatto crescere il nostro partito, dalla formazione delle liste per le competizioni elettorali alla raccolta delle firme per i referendum.                                                                 E, nonostante la carenza di risorse, non abbiamo mai mancato un appuntamento, le liste sono sempre state presentate e le firme raccolte, nei modi e termini previsti.

    Il partito è cresciuto, ed è arrivata la stagione dell’apertura. Necessaria, per poter aspirare ai numeri e all’alternativa di governo. Qualcuno è andato via, molti sono rimasti e l’IDV è ora la seconda forza della coalizione di centro sinistra.

 

   Nel frattempo,nel 2005, sono stata eletta in Consiglio Regionale, con i voti del Tigullio, prospiciente a levante l’area metropolitana genovese, dotato di una sua peculiarità anche politica che lo disegna come area moderata di destra. Unica componente IDV in Regione Liguria, ho lavorato sodo per entrare nei meccanismi di una realtà nuova e complessa, e mi pare di aver ben rappresentato il DNA del partito, quello di persona per bene che coltiva le sue competenze e la professionalità, tenendosi lontana dalle strumentalizzazioni e dagli schiamazzi, che ora sono caratteristica di chi vuole comparire, politicamente e  sui media. Ho rappresentato la mia Regione in seno  al Congresso dei poteri locali di Strasburgo,  e sono stata attivissima nell’affrontare tematiche specifiche quali la Sanità, l’ambiente, l’energia nucleare, la sicurezza, le riqualificazioni urbane, l’integrazione e la crisi economico-finanziaria. I miei interventi alle sedute plenarie della Camera delle Regioni come relatrice  sono stati apprezzati ed applauditi dai Commissari di 47 Paesi d’Europa.

 

   Ma nella politica oggi pare ciò nulla conti, la capacità , la competenza, insomma  le persone per bene non fanno  notizia e non fanno storia.

    Mi è stato concesso di ricandidarmi per il rinnovo dell’Assemblea Legislativa alle recenti elezioni.  Ho affrontato il  percorso  in solitudine rispetto al partito, con i miei soli mezzi e in compagnia di persone nuove il cui consenso ho  guadagnato con la passione di voler fare bene e con la forza delle idee,  e di quelle, tra i vecchi, che non mi hanno  girato le spalle, perché percepita distante dalle modalita  di potere di un nuovo padrone, che minaccia o promette, a seconda dei casi, premi di fedeltà.

 

  Sono la prima dei non eletti e ho molto apprezzato  l’invito del Presidente all’ultimo Esecutivo Nazionale e le sue parole sulla linea del partito riguardo ai doppi incarichi e al coinvolgimento di tutte le componenti, quel coinvolgimento che ha consentito a questo partito di diventare sempre più grande.

      Ma percepisco una lontananza tra le parole di Roma e i fatti di Genova. Percepisco, come già da tempo percepivo, che qualcuno non mi voglia  parte della “ famiglia”, nonostante parole e promesse non mantenute. Chè altrimenti non si spiegherebbe il perché io sia del tutto dimenticata ed  emarginata rispetto ad ogni  sviluppo che possa consentirmi di svolgere quel ruolo politico che, diversamente, non potrò avere da domani , quando fossi fuori da ogni organismo  di partito perché senza ruolo, tornando ad essere semplice iscritta. Tutto cio’ stona con le parole di Roma.

   

       Spesso ho sentito dire che  chi non sta’ bene può andarsene, chè tanto per uno che se ne va cento ne arrivano. E’ vero,  e  quasi li posso vedere  quei  cento,  come  le cavallette su un campo di fave, che  mettono fuori chi  quelle fave le ha piantate  in tempi di carestia, comprandone  di tasca sua le sementi.

 

      Ma  non sara’ questo il mio caso, poichè non  sale da me la minaccia  di un esodo, quanto piuttosto il sentore del pericolo di un rigetto nei miei confronti, quasi fossi un corpo estraneo, dal DNA incompatibile con  il liquido organico che ora scorre nelle vene di questo partito, in Liguria.

 

     Sono  una persona leale, dico sempre ciò che penso, con educazione anche se con ironia, mi confronto e mi piace dare il mio contributo, che so per certo, senza falsa modestia, essere di qualità. Ho già ringraziato  durante il  direttivo nazionale per l’opportunità che mi è stata data in questi anni e che ho saputo cogliere, ma che vorrei ora restituire  nella sua pienezza di esperienza.

 

    Se ciò non mi sarà consentito, l’impegno che mi ha finora accompagnata nei confronti della collettività,alla quale renderò doverosamente conto, comunque, porterò avanti, in maniera dignitosa, non certo stazionando sull’uscio di una segreteria di partito con un cappello in mano, ad invocare l’elemosina di un qualche posto in un ente di sottogoverno, dentro al quale raggranellare, magari oziosamente, una qualche prebenda.

 

     Mi hanno detto che in politica non ci sono amici, ma solo compagni di strada. Io sono un’inguaribile ottimista e, anche  fossero pochi, con  gli amici vorrei continuare il mio lavoro per tutta quella strada che ancora sarà necessario percorrere fino a scorgere un qualche  buon segnale  di speranza.

 

      Con l’amicizia di sempre

 

 

                                                    Patrizia Muratore

   

   

 

 

 

 





La Redazione

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Commenti
serena rossi 2010-10-02 21:27:19

Scusa, ma proprio non capisco la tua ostinazione... Non ti vogliono (e saprai tu il perchè) e hai sempre affermato che si può vivere anche senza politica. Vai quindi e riprendi la tua vita come hanno fatto tutte le persone prima di te che non hanno più ottenuto poltrone dopo averne occupata una per cinque anni.
Capisco sia dura perchè fare a meno di certi stipendi non è facile e riadattarsi a quelli delle persone normali deve essere dura ma......puoi sempre cercare di cambiare partito, chissà se avrai più fortuna.
Tanto si vede che non lo fai per noi......
Saluti

Valbonei Monica 2010-06-07 12:51:43

Cara Patrizia,
so che scrivere queste righe ti è costato, ma l'onestà intellettuale che ti contraddistingue non ti ha permesso di girarti dall'altra parte. Penso che contino le persone e che la politica con la "P" maiuscola si faccia giornalmente con l'impegno e la dedizione.
Grazie per il tuo lavoro anche quello che, inevitabilmente, continuerai a fare in futuro.
Monica Valbonesi

bianchi flavia 2010-06-06 23:12:13

Brava Patrizia,non mollare, fallo per tutte le persone serie e oneste,che credono nel partito e non nelle persone, è dura lo so!

 

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