Il Tribuno
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"Il nostro Presidente non vuole dei leccapiedi. Ciò che vogliamo sono uomini indipendenti e integri che, una volta che avremo preso le nostre decisioni, concorderanno con ognuna di esse". Joseph Heller, "Gold" (1979)
 
News by Dire
28 Giugno 2010
NAPOLI: UN ALTRO CONGRESSO PROVINCIALE IDV "FARSA". SU 1800 ISCRITTI VOTANO IN 150. MA PER LA CASTA LOCALE VA TUTTO BENE. ORA PERO' DE MAGISTRIS COMINCIA A MUOVERSI.
UN'ASSEMBLEA DA ZERO CONTENUTI: NON UNA PAROLA SU LEGALITA', LAVORO, AMBIENTE E SANITA' MA MOLTI SLOGAN E RETORICA. L'EX PM DI WHY NOT INTANTO ATTACCA SUL CONGRESSO DI COSENZA. PUBBLICHIAMO ANCHE IL SUO COMUNICATO.
Pubblichiamo da Facebook una nota di Gianni Occhiello, giornalista, militante Idv e candidato alle ultime regionali che denuncia la condizione di un partito che premia i "pacchettari di voti" e i personaggi graditi alla nomenklatura locale. Uno spettacolo che i lettori del Tribuno.com sanno essere diffuso in tutto il territorio nazionale e che sta convincendo Luigi De Magistris ad intervenire.
In Campania è stata scritta un’altra bruttissima pagina dell'Italia dei Valori. E mi costa molto ammetterlo. Il congresso provinciale, tenutosi sabato 26 giugno, che ha eletto il segretario provinciale, Elpidio Capasso, è stata una presa in giro. 
Su 1800 tesserati in provincia di Napoli, nella sala in cui si è svolta l'assise vi erano presenti al massimo 100/150 persone legittimate a votare. Anche per un occhio disattento era facile vedere l’esigua presenza. Ma per il tavolo di chi doveva assicurare la conformità delle procedure: Nello Formisano, Antonio Palagiano, Nicola Marrazzo, Nello Di Nardo, tutto è stato regolare. Nessuno ha sentito il dovere di richiamare la norma del regolamento che prevede la presenza di almeno il 30% degli iscritti affinché le votazioni siano valide. 
Stendiamo poi un velo pietoso sui contenuti degli interventi: demagogia sempliciona allo stato puro. 
Niente si è detto su quella che dovrà essere la linea politica del partito a livello locale. Così come niente si è ascoltato sulle posizioni che l’Idv dovrà tenere in consiglio regionale e comunale su tematiche importanti che attengono alla legalità, al lavoro, alla sanità, all’ambiente e quant’altro.
Si sono invece ripetuti ritornelli già sentiti migliaia di volte. Buoni propositi che poi rimarranno come sempre sulla carta se i quadri dirigenziali sono sempre gli stessi. Il più volte invocato “gioco di squadra” è stato un esercizio di bassa retorica. Negli anni, all’armonia del collettivo si sono preferite operazioni escludenti e penalizzanti di quanti hanno lavorato per il partito rimboccandosi le maniche e, a pieno titolo, hanno magari sollevato legittime critiche. Per contro sono stati invece premiati i pacchettari di voti o personaggi graditi e funzionali al sistema della nomenklatura locale anche se, e nonostante, in diversi di loro ci fosse più di un’ombra che consigliava di prenderne le distanze. Il gioco di squadra è servito per chiamare la base quando c’era bisogno di manovalanza come nel caso della raccolte firme per i referendum.
Antonio Di Pietro non può e non deve accettare più questo intollerabile andazzo che non fa bene al partito, non fa bene a lui e crea un disorientamento in tantissimi elettori dell’Italia dei Valori . 
Il cambiamento tanto atteso non ci sarà finché il “pallino” resterà saldamente nelle mani di chi ha giocato fino ad ora secondo le sue regole. La riconferma del segretario provinciale Capasso, come si delinea quella del coordinatore regionale, al congresso che si terrà dopo le vacanze estive, ne sono la triste conferma. Un partito che a livello locale ha sempre e solo badato a logiche che nulla hanno a che fare con un reale radicamento territoriale “vicino” ai cittadini e ai loro problemi ha poco da sperare per il futuro. I risultati non lusinghieri delle passate elezioni regionali in Campania confermano questo dato. L’IdV è un partito che mantiene ed è cresciuto su consensi d’opinione, grazie al grande lavoro del suo presidente e degli innesti di alcuni nomi, come nelle elezioni europee, che hanno dato un sapore di rinnovamento. E’ un consenso però che può implodere, da un momento all’altro.
L'IdV e Di Pietro sono in questi giorni oggetto di accuse pesanti. C'è un ampio settore dell'informazione che batte i tasti su argomenti che al di là delle implicazioni giuridiche, sulle quali sono certo che Antonio Di Pietro saprà dimostrare tutta la regolarità di quanto contestatogli, ha vita facile se si concedono ghiotte occasioni, come questa dei congressi, per criticare. 
Per il nostro partito la fase congressuale doveva essere la “primavera del rinnovamento”, è avvilente invece dover ammettere che stiamo ancora nel profondo buio invernale.

Giovanni Occhiello

IL COMUNICATO DI LUIGI DE MAGISTRIS

CATANZARO - 28 GIU 2010 - “Ritengo particolarmente grave che il congresso di Italia dei Valori della provincia di Cosenza si sia svolto in un clima di forte tensione e inquinato soprattutto dal sospetto del mancato rispetto delle regole congressuali. Era invece necessario garantire il sereno svolgimento del congresso e soprattutto la trasparenza della procedure”. E’ quanto dichiara Luigi de Magistris, europarlamentare Idv. “Quando vengono poste questioni che riguardano il tema della trasparenza e del rispetto delle regole di democrazia interna – prosegue de Magistris – bisogna immediatamente dipanare tutte le ombre e fugare ogni dubbio. Deve essere questa la coerente regola di comportamento di un partito come Italia dei Valori che fa della trasparenza, della legalità e del rispetto delle regole i propri valori fondanti”. “Dispiace registrare il permanere di una accesa conflittualità di Italia dei Valori in Calabria – continua de Magistris –, che probabilmente è legata ad un inspiegabile atteggiamento di ostilità nei confronti di tutti coloro che si sono impegnati a portare un contributo di entusiasmo, rinnovamento e progettualità ad un partito che nella regione, prima delle ultime elezioni europee, aveva un peso politico certamente minore. L’atteggiamento di chiusura rispetto alle istanze di rinnovamento serve solo a produrre un ridimensionamento del partito, sia in termini di consenso che di qualità della classe dirigente, e una sua involuzione sotto il profilo della democrazia interna”. “Esprimo forte rammarico – prosegue l’europarlamentare – per il fatto che una situazione così spiacevole si sia verificata proprio a Cosenza, laddove anche alle ultime elezioni regionali il partito ha registrato una forte crescita, quantitativa e qualitativa, con l’elezione di Mimmo Talarico, il più votato tra i consiglieri di Idv”. Conclude de Magistris: “Italia dei Valori fonda il proprio consenso, e le ragioni stesse della propria azione politica, sulla serietà, la credibilità, la trasparenza e la moralità. Un partito delle tessere può servire soltanto a consolidare posizioni di potere”. 

(nella foto, Antonio Di Pietro, Nicola Marrazzo, consigliere regionale Idv e Nello Formisano, coordinatore regionale Idv e deputato) 













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Commenti
Nicola Atzeni 2010-07-05 12:40:44

Volevo verificare la storia del 30% degli iscritti che votano per rendere valido il Congresso provinciale.
Qui a Bologna ha votato un pò meno del 30% ed il Congresso provinciale è stato formalmente regolare.
Se qualcuno mi sa rispondere lo ringrazio altrimenti chiederò al Garante.

Alberto 2010-06-29 19:57:37

E' vero l'attuale regolamento dell'Italia dei Valori non prevede il 30% mentre tale percentuale era chiaramente riportata in un precedente regolamento. Ma si sa che i regolamente dell'Idv cambiano ccon una frequenza inusuale. Tuttavia mi pare scandaloso che, da quanto leggo, su 1800 iscritti si presentino solo 100/150 tesserati. Il garante del congresso avrebbe dovuto comunque annullarlo perchè non c'era una rappresenttività adeguata. E come non può nascere il sospetto che quei 1800 tesserati siano pacchetti pilotati? Trasparenza, legalità, moralità...???

stefano zamponi 2010-06-29 18:54:29

Una precisazione.
Non è corretto sostenere che il Regolamento congressuale richiede la presenza del 30 % degli aventi diritto al voto.
Il testo lo trovate qui :http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/documenti/reg_congres_ter_2010.pdf

Guido Fiorenzano 2010-06-29 08:04:51

Enrico della Gatta...Enrico della Gatta. Ah sì, ora ricordo. E' quel personaggio che ha gironzolato per mesi attorno a Di Pietro e all'Italia dei Valori sbavando per ottenere un incarico che ha poi ottenuto , anche lautamente ricompensato, grazie alla mediazione del suo padrino Formisano dall'allora ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro? E se non ricordo male all'Anas. Ma forse posso anche sbagliarmi e si tratta solo di un caso di omonimia.

Mimmo Genchi 2010-06-29 00:17:36

Mah!
Il non credibile stupore e rammarico di De Magistris e Occhiello, che parlano come se non fossero già da molto tempo a conoscenza dei gravissimi problemi che affliggono l'IdV IN TUTTA ITALIA, è deludente!
E se anche, come spera Claudio, De Magistris dovesse finalmente trovare il "coraggio e chiamare a sè la propria gente", smettendola di preoccuparsi per la sua "giacchetta", penso sia già troppo tardi. Chi, come me, gli ha dato credito alle europee ed ha sperato, purtroppo vanamente, che lui rappresentasse alla perfezione l'ala movimentista e genuina di IdV, non penso sarà disponibile a nuove delusioni.
Spero sinceramente che Sonia Alfano, vera mente e cuore indipendente, decida di raccogliere intorno a sè i movimenti e le persone che hanno creduto, credono e si battono tuttora per quei principi e quei valori che sono ormai un lontano ricordo dell'IdV.

enrico della gatta 2010-06-28 23:25:48

Gli interventi di Occhiello e De Magistris sono degni dei migliori sudditi e, pur essendo napoletani, nel denunciare fatti così gravi non sanno che "il pesce puzza dalla testa"!
"Elogi", chiamiamoli così, al loro Presidente che fa finta che tutto vada bene e che da sempre assiste inerme all'immobilismo di un Collegio dei Garanti di fronte a così gravi denunce d'irregolarità.

claudio mazzoccoli 2010-06-28 22:34:48

Anna, il momento della pazienza è terminato. Se queste cose stanno accadendo, significa che questo è il partito. Ma se questo è il partito ed il partitosi identifica nel presidente...
il sillogismo dovrebbe servire a De Magistris a uscire con coraggio ed a chiamare a sè la propria gente..

non è per questa monnezza che lo abbiamo votato in massa alle europee.

Anna R. G. Rivelli 2010-06-28 17:31:15

Antonio Di Pietro non può e non deve accettare più questo intollerabile andazzo ????? Ma di cosa stiamo parlando!!! Antonio Di Pietro è esattamente colui che delinea questo percorso ed è non solo consapevole, bensì artefice di questo andazzo. In tutta Italia i militanti hanno creduto che i problemi dell'Idv fossero locali; in tutta Italia si sono fatti coraggio sperando prima o poi di arrivare a denunciare a Di Pietro la situazione per fargli porre rimedio. Di Pietro sa, sa e sa tutto e sa anche più di quello che i militanti non sanno. Per esempio sa che fine fanno i soldi dei rimborsi elettorali, mentre i militanti spesso pagano di tasca loro per qualsiasi piccola iniziativa. Dalle politiche del 2001 fino alle ultime europee l'Italia dei Valori ha incamerato circa 60 milioni di euro. Antonio Di Pietro non può e non deve accettare più questo intollerabile andazzo ????? Ma per piacere!!!! Facciamo le persone serie!

 

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