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Alberico Giostra 18 Giugno 2010
PADANIA DEI VALORI? A MILANO UN CONVEGNO IDV PER NON MORIRE LEGHISTI E FARE CONCORRENZA A BOSSI.
PROVE DI FEDERALISMO INTERNO AD IDV MA ANCHE SEGNALI DI DIPLOMATICA INQUIETUDINE.
Un convegno organizzato dal consigliere regionale Stefano Zamponi per capire come parlare al Nord che vota Lega senza diventare leghisti. "Non è una fronda", dice Zamponi, "ma abbiamo problemi diversi dall'idv del Sud".

Non è una fronda nè il tentativo di far nascere un'Italia dei Valori del Nord. E soprattutto, dice il consigliere regionale lombardo, Stefano Zamponi, (nella foto) l'organizzatore, nella locandina di "Padania dei valori?" c'è un punto interrogativo. E in effetti il punto interrogativo fa la differenza. La differenza tra un convegno e un manifesto politico. Perchè quello del 12 giugno scorso  all'Hotel Hilton di Milano, si affrettano tutti a dire, è stato solo un convegno, un brain storming per riflettere come  Idv può lavorare politicamente al Nord dove la Lega regna sovrana e che messaggi politici deve lanciare per farsi ascoltare da artigiani, lavoratori, imprenditori e cittadini che scelgono Bossi. Per far questo Zamponi, che da tempo riunisce i capigruppo regionali dell'Idv del Nord, ha chiamato due docenti universitari, Marco Marturano che insegna Comunicazione Politica  allo IULM di Milano e Matteo Colle titolare della cattedra di Ricerca e Metodi di Analisi alla Business School del Sole 24 Ore. A loro è stato chiesto in che direzione Idv può crescere al Nord. La risposta è stata che: 1) Idv sull'elettorato della Lega ci può fare una croce sopra perchè è impermeabile a ogni fattore esterno; 2) il tentativo di sgraffignare voti al Pd ha il fiato corto. Alle ultime regionali infatti lo scambio è stato alla pari, l'Idv in Lombardia ha preso al partito di Bersani lo 0,9% e il Pd ha a sua volta rosicchiato a Di Pietro lo 0,9%. E allora? Allora a Idv non resta che rivolgersi alla ormai sempre vasta platea degli astensionisti per cercare di convincerli a tornare a votare. Il problema è come. Soprattutto al Nord dove il verbo leghista domina. La questione di fondo è infatti il rapporto con il partito di Bossi e con i suoi messaggi che Zamponi giudica quanto meno contraddittori, partito di lotta e di governo, dice il consigliere regionale, che a Roma fa leggi contro il federalismo e il decentramento e poi quando torna tra i suoi valligiani reindossa i panni del partito di lotta. "Noi non vogliamo scimmiottare la Lega", dice Zamponi, ma il problema resta, aggiunge, perche una cosa è certa, "al Nord ci siamo resi conto che anche Idv è troppo lungo come l'Italia, che tra noi e i meridionali ci sono sensibilità politiche differenti e che il nostro modo di cercare il consenso è diverso", spiega Zamponi. Un concetto sottolineato anche da Bruno Firmani, consigliere regionale Idv del Trentino che insieme ai quattro consiglieri lombardi, (oltre a Zamponi) Cavalli, Patitucci, e Sola, ai due liguri, Scialfa e Piredda, al friuliano Agnola e ai parlamentari Orlando, Donadi e Piffari, hanno partecipato al convegno. Insomma, la giornata milanese non è stata certo una manifestazione scissionista e separatista e nemmeno una protesta contro Di Pietro, è stata però una prima concreta esternazione di una volontà ancora piuttosto vaga e ipotetica che nasce da una domanda: "a difendere il Nord si diventa leghisti"? Il problema è leggere che cosa c'è dietro questo circospetto e prudenziale interrogativo. Al Tribuno.com sembra ci siano un'insoddisfazione e un'inquietudine. Insomma nell'Idv del Nord qualcosa si muove. Verso dove non si sa.

 

Alberico Giostra

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