Il Tribuno
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Alberico Giostra 15 Giugno 2010
RIMINI. DURO SCONTRO POLITICO INTERNO DOPO UN CONGRESSO PROVINCIALE PILOTATO DALLA CASTA IDV.
UN COPIONE CHE SI STA RECITANDO IN TUTTA ITALIA.
Ancora un discutibile congresso nel presunto partito della trasparenza e in cui le regole sono applicate solo ai nemici. Il nodo resta però politico: i gerarchi locali non vogliono interferenze e critiche dei militanti nel rapporto con il Pd per la spartizione di posti di sottogoverno.

Che l'Idv fosse un partito in cui trasparenza e rispetto delle regole sono molto declamate ma poco praticate lo sapevamo da un pezzo e soprattutto ne abbiamo avuto plateale conferma in occasione del farsesco primo congresso nazionale, risoltosi in un un mero rito plebiscitario e acclamatorio al quale si è giunti attaverso altrettanto farseschi congressi provinciali in cui i delegati sono stati eletti su liste bloccate e senza alternative e dunque nominati. Altrettanto notorio è che invece in Idv esista la voglia di discutere da parte della base le decisioni politiche da prendere, a tutti i livelli, ma si tratta di istanze che però vanno a scontrarsi inevitabilmente con i diktat dei vari gerarchetti locali che, nominati a immagine e somiglianza del leader Di Pietro sulla base di un sostanziale servilismo e conformismo politici, stroncano qualsivoglia discussione bollandola come denigratoria e calunniatoria e sbattendo fuori dal partito chi si azzarda a farla. A questo proposito è illuminante quello che è solo l'ultimo episodio avvenuto in ordine di tempo, ovvero il congresso provinciale di Rimini celebratosi il 28 maggio scorso. A Rimini esisteva da tempo un forte malessere politico. A determinarlo è la nomina, autoritaria e impositiva quant'altre mai, di un leader locale da parte dello "zar" Di Pietro e della "zarina", Silvana Mura, la coordinatrice regionale. Si tratta di Carlo Bulletti, (nella foto) nominato segretario cittadino nel 2009 su segnalazione dell'onorevole Idv, Palagiano, ginecologo come lo stesso Bulletti. Il quale Bulletti non è del tutto nuovo alla politica visto che nel 2004 si è candidato come sindaco a Cattolica con una lista civica di centrodestra appoggiata da Forza Italia, An, Udc e Lega Nord, e dunque è l'uomo ideale per un partito che fa dell'antiberlusconismo il cuore della sua proposta politica. Perchè il malessere? Perchè gli iscritti da quelle parti vogliono discutere. Sono militanti generosi ma non passivi come vorrebbero a Roma. E di cose da discutere ce ne sono parecchie, a cominciare dalle scelte dell'amministrazione della città in mano al Pd e che Idv appoggia, sostengono i militanti, acriticamente. Vedi il caso della terza corsia della A14, il cui impatto sulla città sarebbe devastante, oppure il problema dell'impianto fognario o ancora, di quello dell'inceneritore che la tentacolare società pubblica "Hera" vorrebbe gestire a Riccione. Su tutte queste questioni, ma ce ne sono anche delle altre, la cittadinanza attiva vuole discutere, nascono dei movimenti (uno dal nome molto esplicito "Basta merda in mare") e parecchi militanti Idv vorrebbero ascoltarli e dialogare con loro. Ci provano fondando un circolo, ma i boss del partito boicottano l'iniziativa e e cercano di neutralizzarla. Tra tutti naturalmente si distingue Carlo Bulletti che nel frattempo è stato eletto in provincia e diventa vicepresidente con delega alla cultura. A far infuriare i militanti è una decisione di Bulletti che nomina cinque saggi della cultura senza neanche discuterne i nomi con il partito e, dicono i militanti, adottando passivamente le indicazioni del Pd. "Gli iscritti", lamenta l'architetto Aurelio Lucarelli, "volevano solo parlarne, partecipare, far presenti eventuali alternative, volevano solo discutere la decisione di un nostro rappresentante nelle istituzioni eletto anche grazie al nostro lavoro", spiega Lucarelli. "Ma è evidente che la Mura", aggiunge Lucarelli, "non vuole rovinarsi i rapporti con il Pd che noi intendiamo criticare e questo perchè", ipotizza ancora il militante membro del coordinamento provinciale, "potrebbe aver bisogno di alcune concessioni in termini di nomine in società, come ad esempio la Hera, in mano al Pd". Il partito infatti secondo Lucarelli "non discute mai di politica e contenuti, parla solo di incarichi e poltrone". Contro questa situazione, un altro militante, Carmine Stellaccio, pubblica prima del congresso su un giornale locale un articolo molto critico. La cosa viene presa malissimo dai gerarchetti riminesi. Soprattutto da Bulletti. Per Stellaccio le ore sono contate. Vorrebbe rinnovare l'iscrizione e candidarsi nella lista di Arrigo Ardini che al congresso sfida il candidato della casta locale, Mauro Montanari.  Ma la sua iscrizione viene bloccata. Il garante del congresso è un uomo della Mura, Mandini, un geometra di Bologna, eletto consigliere regionale nel listino. Il problema è che il no all'iscrizione di Stellaccio viene scorrettamente comunicato solo alle 19,30 del 27 maggio, quando la presentazione delle liste scadeva alle 12 del giorno stesso. E Stellaccio è uno dei 15 nomi della lista del candidato Ardini, che così, con una decisione alquanto discutibile, nel merito e soprattutto nel metodo, diventa di 14, cioè non rispetta la norma dei 15 nomi stabilita dal regolamento congressuale. Eppure viene accettata lo stesso. Poi il voto e la vittoria della lista Montanari, 120 voti contro 80. Al congresso però la regola dei 15 nomi, che non era stata rispettata nemmeno in occasione di quello comunale di Rimini, dove la lista Ardini viene accettata quando di nomi ne ha 11 invece che 12, viene tassativamente applicata ad un'altra lista, quella di un altro militante critico, Vincenzo Cicchetti, che di nomi ne aveva messi insieme solo 6. Perchè una regola vale in un caso e non in un'altro? Lucarelli e gli altri di fronte a queste palesi irregolarità chiedevano solo di rinviare il congresso, nulla di eversivo. Chiedevano cioè di poter presentare una lista fatta di 15 nomi veri. Ma la richiesta è stata respinta da Mandini. La gestione di Idv in Rimini e in tutta Italia è piena zeppa di applicazioni molto discrezionali delle regole interne. Basti pensare a quanto capitato ad un altro militante critico con la maggioranza, Domenico Ottaviani, al quale è stato impedito di candidarsi al congresso comunale in quanto residente a Sant'Arcangelo e dunque appartenente all'area Nord mentre questo è stato tranquillamente consentito a Mauro Montanari pur essendo responsabile dell'area Sud. E guarda caso Montanari è schierato con Bulletti e la maggioranza del partito. Dietro le discrezionalità formali però si nasconde un nodo politico. La dittatura della maggioranza che è tale proprio perchè cerca scorrettamente di impedire alla minoranza di non continuare ad esserlo, si sostiene politicamente in base al suo rapporto ancillare con il Pd, che Mura e compagni omettono di criticare su scelte politiche non certo neutrali ma dalle quali emerge una visione dello sviluppo e dell'economia locali del tutto conciliabili con logiche berlusconiane. Vedi a Rimini il problema della cementificazione del territorio che Lucarelli ha affrontato tecnicamente con un suo documento critico nei confronti del PTCP del centrosinistra, documento pubblicato sul sito del partito ma mai discusso e di fatto ignorato. La fenomenologia dei rapporti tra Pd e Idv prevede dunque un'accesa e pubblica conflittualità laddove il Pd al governo neghi incarichi e poltrone, viceversa è ispirata ad una curiale e omertosa complicità se il Pd si mostra disponibile a concedere quanto Idv chiede. Mai però che Idv sollevi questioni di critica complessiva alle politiche sociali e di gestione del territorio del Pd, mai cioè una critica programmatica e "ideologica" insomma.  Questo nel cosiddetto partito del "fare" è proibito. Ma che cosa intendano per partito del "fare" in Idv ormai l'abbiamo capito.   

Alberico Giostra

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Commenti
giggi 2010-09-25 21:20:16

bhà... che l' IDV abbia tirato su un pò di tutto è cosa risaputa...
Per questo che il suo è ancora un elettorato con voto d'opinione (quella di DIPietro) per il resto gl'amministratori locali che si trovano eletti fanno più danni che altro...

Riccardo 2010-06-21 17:55:52

L'articolo è in certi punti fazioso e impreciso oltre che per certe affermazioni anche falso. I regolamenti andrebbero rispettati da tutti ma se si è fatta un'eccezione per la lista Ardini a cui mancava un solo nome, lo stesso non si può dire per la lista Cicchetti che si presenta con 6 nomi su 15.
Certo se persone come Ottaviani firmano per sostenere 2 liste antagoniste più che parlare di democrazia si dovrebbe parlare di giochetti da furbetti. Poi ci si stupisce se mancano i candidati.
Infine le stesse persone che oggi parlano male di Bulletti e della Mura, un anno esatti fa si facevano nominare responsabili di area dalla Mura stessa, scavalcando gli organi preposti.
Ai tempi però non si lamentavano costoro.


Stefano Salvi 2010-06-20 10:14:31

Ne dico solo alcune delle cose inventate presenti nell'articolo (perché anche io l'ho vissuta internamente) che fanno capire con quanta oggettività è stato scritto:

1) si parta di 120 voti a favore di Montanari e 80 a favore di Ardini. FALSO: sono 119 a 64 poco del 30% dei voti (e non aggiungo altro);
2) si dice di non capire il motivo dell'esclusione della lista di cicchetti, ve lo spiego io. Nel regolamento del congresso c'è scritto"Nel caso di 2 (due) o più liste presentate, risulteranno eletti i primi candidati della lista vincente nella misura di 2/3 ( il coordinatore eletto)" Qualcuno di voi, mi può spiegare come avrebbe fatto cicchetti a raggiungere i 2/3 di 15 se ne aveva 6? (e non aggiungo altro)

In un partito, ma in generale in ogni gruppo strutturato, tutti devono rispettare le regole, il buonsenso ed avere rispetto di chi la pensa in modo diverso.
Le regole chiaramente qualcuno non le ha neanche lette, perchè altrimenti non mi spiego certe osservazioni.
Il buonsenso serve nella misura in cui la limitatezza delle regole non permette di seguirle e mi chiedo dove sta il buonsenso quando i componenti di una lista firmano per il sostegno dell'altra?! (e per favore non mi parlate di democrazia perché è tutta un'altra cosa)
Il rispetto, che è la cosa importante, l'avete perso fin prima di questo articolo e fin prima del congresso: quando si ricevono email con motivazioni assurde per non votare la lista Montanari (di cui io ne faccio parte e certe cose mi hanno parecchio offeso) e chiamate altrettanto strambe da persona neanche iscritta ma facilmente collegabile ad una delle liste partecipanti per dire di non votare la lista Montanari perchè vuole trovare un accordo con il PDL....chissà cosa voleva dire?!
Ora, dopo queste bassezze non abbiamo detto niente speravamo che si potesse trovare un punto di incontro dopo la conclusione del congresso, invece...a volte sarebbe importante anche saper perdere.

Un augurio: spero si possa mettere da parte vecchi malesseri e cercare di costruire qualcosa insieme. Che poi ci siano molte cose da mettere a posto lo sappiamo tutti (il partito in pochi anni ha avuto una crescita esponenziale faticosa da gestire), però se non si è disposti a porre un minimo di fiducia in questo nuovo direttivo provinciale la vedo un pò dura.

Stefano Ciancarelli 2010-06-20 02:11:11

Sono d'accordo con Maicol, avendola vissuta dall'interno, la vicenda descritta non solo è realistica ma ci sarebbero sfumature peggiori...... Ma è meglio soprassedere

Maicol Urbinati 2010-06-19 20:37:16

Ciao Stefano,
mi dispiace dirlo ma purtroppo quanto scritto in questo articolo rispecchia la pura verità, apri gli occhi ;-)

Stefano Salvi 2010-06-18 20:42:07

Voglio fare i complimenti all'autore di questo articoletto.
Non deve essere facile mettere insieme un insieme infinito di inesattezze (per non dire di peggio).
Non vale la pena neanche rispondere e correggere gli errori, perché è fin troppo chiaro fino dalla prima riga che il fine è quello di discreditare e non di criticare in modo costruttivo.

Cosimo Luppino 2010-06-17 22:41:10

Ma che dite? Non posso credere che i "signori delle tessere" della prima repubblica si siano appropriati di IDV senza neanche la fatica di portare (o di far finta di portare) i tesserati a votare nelle sezioni.

maria cristina gattei 2010-06-17 18:28:58

gentilissimo GIOSTRA,
ho letto con interesse quanto da lei scritto, sono rimasta piacevolmente sorpresa nel vedere citato il nome di BMinM.
Vorrei solo precisare che noi siamo un'associazione di volontariato - ambientalista ONLUS e non un movimento ( forse delle onde?). Non vorrei apparire fastidiosa, ma di questi tempi è sempre meglio chiarire chi si è per non essere confusi con i tanti movimenti con o senza stelle.
Cordialmente
M.Cristina Gattei - presidente ass. Bastamerdainmare

Francesco Contini 2010-06-16 16:19:11

"al quale si è giunti attaverso altrettanto farseschi congressi provinciali in cui i delegati sono stati eletti su liste bloccate e senza alternative e dunque nominati. "

è falso. i delegati per il congresso nazionale sono stati scelti dagli organi territoriali sulla base della disponibilità. In ogni caso, chiunque avesse raccolto il sostegno di 10 tesserati poteva portare la sua candidatura ad essere delegato.

carlo fresco 2010-06-16 13:23:22

è evidente che questo spazio on line è rivolto solo a ''informare' i propri lettori sulle attività e l'organizzazione di un partito in particolare. risulta pertanto molto complicato comprendere come mai in bella vista in home page ci sia un editoriale/articolo(???) sul pd, addirittura a sua difesa.
segnalare una nuova rivista (sa tanto di 'marchetta' ma tant'è il giornalismo pare che sia anche questo), offrire una versione più o meno attendibile ma comunque solo negativa dell'attività e dell'organizzazione di un solo partito e poi difenderne un altro fa apparire iltribuno.com più vicino ad una (pseudo)testata prezzolata che ad un libero, indipendente, civicamente eroico spazio di informazione e riflessione.
detto questo, speriamo vivamente che cambi direzione.

 

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