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News by Dire
Anna R.G. Rivelli 05 Luglio 2010
A POTENZA IL SOLITO SPETTACOLO: IL CONGRESSO PROVINCIALE IDV LO VINCE FELICE BELISARIO TRA TESSERE SPARITE E LISTE "CIVETTA".
NULLA DI NUOVO SOTTO IL SOLE DELLA SONNOLENTA BASILICATA.
Un altro congresso dove il partito delle regole e della trasparenza ha dato pessima prova di sè. La differenza però è che nel capoluogo lucano non esiste più nemmeno una vera dissidenza come altrove e i pochi che si oppongono a Belisario aspirano solo a sostituirlo per continuarne la stessa politica di occupazione del potere e di spartizione di poltrone.

Il 3 luglio scorso si è tenuto anche a Potenza il congresso provinciale dell’Italia dei Valori, preceduto dagli auspici del consigliere regionale Antonio Autilio: “il partito ha bisogno di regole certe per la gestione e per la selezione della sua classe dirigente, ha dichiarato,  e, cosa che sinora non è avvenuta, di una maggiore attenzione a quanti, non da oggi, non hanno risparmiato energie ed impegno…”. Le due mozioni presentate al Congresso vedevano aspiranti coordinatori provinciali da una parte Sergio Manieri e dall’altra Mauro Torciano. Poi, miracolosamente si sono ricomposte in un unicum e, come da copione, è stato eletto per acclamazione Manieri, che già era stato segretario provinciale del partito prima del 2006 e che la stampa locale definisce candidato di Belisario. E' stato di fatto un congresso "bulgaro", come piace ai colonnelli di Tonino, perchè Torciano, ex di Forza Italia, è sembrato tutto meno che il rappresentante di una mozione politicamente alternativa a quella del "boss" locale, Don Felice e qualcuno ha addirittura parlato di candidatura "civetta". L'unica possibile alternativa sarebbe stata quella di un uomo di Aldo Michele Radice, si parlava di Angelo Zambella, ma l'ex vicepresidente della Regione Basilicata ha preferito desistere, forse appagato dalla proroga al 31 dicembre ottenuta per la sua carica di commissario dell' "Alsia", l'ente subregionale che si occupa di agricoltura,  ma, piucchealtro sembra, che la rinuncia dipenda da una sua ormai scarsa competitività politica. 

Il capo dei senatori dipietristi controlla dunque un partito che in provincia di Potenza vanta la bellezza di 1200 iscritti, un numero ragguardevole se si pensa che in tutta la provincia di Milano, con una popolazione dieci volte superiore a quella del capoluogo lucano, gli iscritti a Idv sono poco più di 700. Peccato però che nella sala dell'Hotel Vittoria, domenica 3 luglio i presenti fossero solamente 150 circa. Ma per Belisario, è andata bene lo stesso, e ad acclamazione di Manieri, avvenuta, ha esclamato soddisfatto, “alla faccia di chi ci vuole male…l’unione delle due mozioni garantisce la rappresentanza di tutte le espressioni provinciali del partito”. E appena incassato il risultato, ha immediatamente ripreso a praticare lo sport preferito, attaccare gli alleati del Pd, ai quali rimprovera persino quei recenti tagli operati nel settore sanitario che l’assessore del suo partito, Rosa  Mastrosimone, ha regolarmente approvato. Ma in realtà anche al congresso di Potenza non sono mancate le contestazioni. Prima dell’inizio dei lavori un iscritto che preferisce restare anonimo, ha eccepito sulla legittimità del congresso stesso per una questione non da poco. Pare che circa duecento persone (qualcuno riferisce il numero esatto di 194) pur avendo regolarmente rinnovato la tessera entro i termini stabiliti per poter partecipare al congresso, misteriosamente non sono risultate iscritte. La reazione alla contestazione è stata da parte di Belisario quella di chiedere di allontanare chi contestava, mentre la Mastrosimone, presidente e garante del congresso, assicurava che tutto era stato fatto, “secondo i principi del regolamento e della trasparenza”. Certo è che un numero così elevato di tessere avrebbe potuto consentire una diversa conclusione del congresso, anche se tra gli esclusi non tutti si possono identificare con posizioni politiche realmente alternative a quella di Belisario, e sono al massimo degli antagonisti sullo stesso terreno, quello delle lotte di potere per poltrone e incarichi di sottogoverno. Una vera e propria "dissidenza" ispirata da motivi ideali, infatti, nell'Idv Basilicata non esiste più da quando a dicembre, insieme ad altri, sono usciti quelli del circolo Giugni di Matera. 

Comunque resta il fatto che più di trenta persone possono testimoniare la veridicità di quanto denunciato mostrando la fotocopia del modulo di adesione regolarmente compilato e sottoscritto; qualcuno mostra anche una tessera che però è priva del numero. Le date riportate su questi moduli di adesione oscillano tra i mesi di settembre, ottobre e novembre 2009, ma fino a giugno nessuno degli interessati ha avuto comunicazione di un diniego alla propria iscrizione al partito. Eppure nello statuto Idv, al comma 5 dell’art. 13, è scritto chiaramente che “l’adesione si intende pienamente accettata e valida decorsi trenta giorni dalla ricezione da parte dell’organo regionale qualora nello stesso termine non venga espresso diniego”. Anzi, uno degli esclusi si è accorto di non essere stato iscritto a giugno e ha cercato immediatamente di regolarizzare la propria posizione, ma dopo aver ripresentato l'iscrizione, che stavolta è stata accettata, si è sentito dire che comunque, essendo stata presentata dopo il 30 aprile, non poteva partecipare al congresso. Cosa sia successo con queste tessere nessuno lo chiarisce; pare che si siano perse le tracce delle iscrizioni, insieme evidentemente a quelle delle relative quote versate, nel tragitto che va dalla sede del partito, dove sarebbero state ricevute da Pasquale Caroppo, all’ufficio dell’allora coordinatore regionale Michele Radice, assente, però, a lungo per motivi di salute. Che fine hanno fatto queste tessere? Quello che per ora sembra chiaro è che, ancora una volta nel partito delle regole e della trasparenza, alcuni militanti hanno subito un trattamento che con le regole e la trasparanza non c'entra nulla. Intanto Caroppo, che non aveva incarichi di natura politica, ma che, in forza di un contratto co.co.pro, era addetto a mantenere aperta la sede e a svolgere piccoli incarichi di segreteria, ha denunciato il partito per il mancato pagamento di circa metà degli importi dovutigli. L’udienza, che si doveva tenere il 13 giugno, è stata rinviata di un mese esatto su richiesta del partito stesso che chiedeva tempo per studiare la situazione. E la Cgil ha intenzione di portare Idv Potenza davanti ad un giudice del lavoro per contestare che a Caroppo è stato richiesto un tipo di lavoro subordinato, con obblighi di orario, incompatibile con il contratto da co.co.pro. E così, tra gli auspici di Autilio, i coordinatori eletti per acclamazione, i soldi e le tessere che  scompaiono, la soddisfazione di Belisario non si capisce ancora che “c’azzecca”.

 

                         

Anna R.G. Rivelli

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Commenti
Lucano Amaro 2010-07-16 09:46:29

E' la solita farsa in quel partito non si è mai votato per eleggere i rappresentanti nei coordinamenti provinciali e regionali. E' una vergogna e poi volete fare i moralisti ma guardatevi allo specchio siete il partito dei riclicati, entrano - chiedono ottengono e poi vanno via (vedi i vari De Franchi, Galante, Mastrosimone ecc.). Non ultimo Manieri era fuori uscito dal partito ora è tornato da "figliul prodigo" ed addirittura diventa coordinatore della provincia di Potenza... Ai posteri l'ardua sentenza...

enrico della gatta 2010-07-06 00:50:31

il solito "gioco delle tre carte"!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Complimenti agli eletti ........ed..............auguri agli elettori!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Finalmente! legalità e trasparenza hanno trionfato, caro avv. F. Belisario ed expm A. Di Pietro!

 

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