La storia si ripete: a Matera, come già a Potenza lo scorso anno, l’attività del Consiglio Comunale è paralizzata dalle pretese dei soliti fratelli coltelli dell’Idv. A soli tre mesi dalle comunali che hanno visto prevalere il centrosinistra al ballottaggio e per appena 179 voti di differenza, nella coalizione è già crisi a causa del mancato accordo sull’elezione a Presidente del Consiglio di Brunella Massenzio, fedelissima della padrona dell'Idv di Matera, Rosa Mastrosimone e appena sbarcata al suo seguito nel partito. Il sindaco Salvatore Adduce (Pd) dopo ben quattro consigli comunali non è riuscito a convincere i suoi a far convergere le preferenze sulla Massenzio che ora lamenta il mancato rispetto degli accordi e chiede addirittura le dimissioni del primo cittadino. In realtà sono ben otto su dodici i consiglieri del Pd che si oppongono al conferimento della carica di Presidente alla lady Idv la quale, solo pochi mesi fa, era segretario di una formazione (l’Addc della Mastrosimone) che alle provinciali del 2009 si è schierata contro il centrosinistra e probabilmente per questo motivo non è gradita. Anche Rosa Canitano, neosegretario provinciale dell’Idv materana e anche lei vicinissima all’assessore Mastrosimone, ha tuonato contro l’alleato Partito democratico che a suo dire non sarebbe più in condizione “per le lotte interne, di essere elemento di sintesi della coalizione” ed ha messo in dubbio “la possibilità che il sindaco Adduce possa guidare autorevolmente … la civica amministrazione”. Insomma, la poltrona negata assume importanza maggiore del progetto di governo del secondo capoluogo lucano appena uscito da una assai deludente amministrazione di centrodestra. La Canitano, infatti, minaccia che "alle prossime elezioni amministrative di primavera nessuna alleanza è data per scontata…. Basta con i matrimoni indissolubili”. La cosiddetta unica opposizione ancora una volta non si smentisce: l’Idv lucana continua a recitare la sua "soap opera" tra amplessi di comodo, litigi, gelosie e presunti chiarimenti. Per la cronaca, nel Comune di Potenza, dalle elezioni di giugno 2009 e fino ad ottobre inoltrato, una medesima pretesa aveva bloccato i lavori del Consiglio; in quel caso il senatore Belisario voleva ad ogni costo l’elezione a presidente di Roberto Galante, ex An e Udeur, entrato in Consiglio solo grazie alla rinuncia (frutto di precedenti accordi) del candidato sindaco Autilio. Anche allora, però, i consiglieri della coalizione di centrosinistra non si sentivano rappresentati dall’uomo del senatore ed il tutto si risolse con un nulla di fatto. Roberto Galante di lì a poco sarebbe ritornato nella sua antica “casa” lasciando l’Italia dei Valori priva di un proprio rappresentante in Comune. La storia, dunque, si ripete, ma all’Idv non riesce ad insegnare mai niente.
|