Il 3 luglio scorso è stato celebrato il congresso provinciale Idv di Monza-Brianza. Coordinatore è stato eletto Giovanni Pascariello con 109 voti. Contro di lui si era schierato Stefano Ungarelli, la cui mozione ha raccolto 87 voti. Insomma, apparentemente sembra sia stato un congresso normale, con tanto di mozione di minoranza cui è stato concesso "democraticamente" di votare e sfidare la maggioranza, e di questi tempi, visto l'andazzo dentro il partito, è un evento che fa notizia. Purtroppo però ancora una volta non è tutto oro quel che luccica. A cominciare dal nome del vincitore.
Giovanni Pascariello è un geometra ex impiegato e sindacalista dell'Anas di Milano. Ex Cgil e poi Cisal e Confsal, Pascariello era legato a doppio filo a Dario De Cesare, importante dirigente dell'Anas del capoluogo lombardo arrestato per tangenti nel 2003 e che successivamente ha patteggiato la pena. Il nome del neo coordinatore Idv brianzolo è citato a pag. 28 dell'ordinanza che portò in carcere decine di persone. Vi si racconta come De Cesare gli chiese di compilare delle pratiche del tutto fittizie per coprire l'affidamento di un appalto ad una ditta amica.
Pascariello non fu nè arrestato nè condannato, ma è lecito chiedersi: era a conoscenza del meccanismo frodatorio in atto? E se sì perchè non lo ha denunciato? De Cesare, ex Psi poi transitato in An via Santanchè, quando era dirigente Anas, nel muro alle spalle della sua scrivania teneva una caricatura di Antonio Di Pietro e chiedeva ai suoi fedelissimi di tirare freccette appuntite contro l'odiato pm di Mani Pulite. Tra i lanciatori di freccette c'era naturalmente anche Giovanni Pascariello, il quale come molti all'Anas al tempo in cui si pensava che fosse un temibile giustiziere, odiava profondamente il magistrato molisano.
Una volta, racconta l'ex dirigente dell'Anas che nel 2003 denunciò il sistema di corruttela, nella sede milanese si organizzò una festa per brindare al ritorno al lavoro del geometra Mussoni, un altro della cricca De Cesare finito dietro le sbarre. Dove si tenne la festa ? Nella stanza del futuro dirigente dipietrista, Pascariello, il quale scrisse e appese nella bacheca dell'ente, una lettera al presidente dell'Anas, Vincenzo Pozzi chiedendo che riassumesse tutti i funzionari arrestati e sospesi dal servizio in occasione della retata.
Questo per quanto concerne il coordinatore Pascariello.
Ora veniamo al congresso vero e proprio, quello che il geometra ha vinto, e che ha comunque segnato un risultato degno di nota: la minoranza locale che da tempo lotta contro i metodi di gestione del partito a Milano e dintorni, ha ottenuto ben 5 consiglieri su 18 a disposizione (a questi bisogna aggiungere però i membri di diritto, ovvero gli eletti, tutti legati alla maggioranza) e questo potrebbe forse rendere la vita un pò più difficile, almeno a Monza e provincia alla casta lombarda, ovvero alla linea di comando Piffari-Zamponi-Rota-Cimadoro-De Toni. Il problema è sapere se questo risultato poteva essere diverso, e cioè contemplare addirittura una vittoria della mozione Ungarelli. La risposta è sì. Lo scarto è stato infatti minimo, 22 voti.
Vero è che a votare sono stati in 203 su 320 iscritti, (molti per la media nazionale) e nessuno può dire per chi avrebbero votato gli assenti, ma il punto è sapere che cosa è successo prima e durante le operazioni di voto. Intanto come al solito gli elenchi degli iscritti sono stati negati agli organizzatori della mozione di minoranza, mentre erano di fatto a disposizione di quelli della maggioranza.
E questo significa che nessuno dei "dissidenti" ha potuto fare proselitismo e far conoscere la propria mozione.
Poi il 2 luglio, è arrivata a Ungarelli una mail con la quale la direzione del partito annunciava che la chiusura delle operazioni di accreditamento era stata posticipata dalle 11 alle 12. Il perchè Ungarelli e gli altri lo avrebbero capito il giorno dopo quando, non solo l'orario è ulteriormente slittato alle 12,20, ma quando Ungarelli e gli altri hanno assistito a dei barbosissimi e palesemente artificiosi interventi di Piffari e Rota (nella foto) in cui i due big lombardi hanno parlato di tutto e di più allo scopo di guadagnare tempo e allungare la fase preliminare al voto.
Aspettavano qualche ritardatario? Sembrerebbe di sì. Almeno a giudicare da un pulmino giunto da Limbiate alle 11,40 con una trentina di vecchietti che nessuno al partito aveva mai visto e con una signora che ne faceva parte che, interrogata al proposito, ha candidamente ammesso di essersi iscritta a maggio, ovvero dopo la scadenza del termine del 30 aprile.
Vogliamo criminalizzare la gitarella di alcuni vecchietti al congresso brianzolo dell'Idv? Non sia mai, certo è che se le operazioni di voto fossero rimaste fisse alle 11, quei simpatici nonnetti, che sicuramente saranno dei dipietristi convinti almeno quanto Pascariello, non avrebbero potuto votare e il congresso sarebbe finito in un altro modo.
Il fenomeno delle truppe cosiddette "truppe cammellate" è una specialità brianzola? No, anche al congresso di Milano provincia ad esempio, vinto da Vito Giannuzzi, un altro fedelissimo di Piffari, Rota e Zamponi, il 5 giugno è piombato improvvisamente un pulmino organizzato da un consigliere comunale, e dal quale sono scesi i soliti vecchietti uno dei quali, smarrito e confuso, ha ansiosamente chiesto, "scusate, ma dov'è che devo firmare?".
E adesso il 10 luglio tutti in gita sociale al congresso Idv di Milano città....
Ho avuto modo di parlare un paio di volte con il signor Gianni Pascariello a un banchetto dell'IDV qualche mese fa. Devo dire che non ho avuto una gran bella impressione. Ho provato a discutere di politica locale con lui ma sembrava non saperne quasi nulla.