Il Tribuno
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News by Dire
04 Luglio 2010
MONZA: LA CASTA BRIANZOLA RICORRE AI CONSUETI MODI PER VINCERE IL CONGRESSO PROVINCIALE IDV. ELETTO COORDINATORE, GIOVANNI PASCARIELLO, EX GEOMETRA ANAS, GIA' LEGATO AD UN DIRIGENTE SOCIALISTA ARRESTATO NEL 2003 PER CORRUZIONE.
PER BATTERE LA MOZIONE DI STEFANO UNGARELLI MOBILITATI ANCHE I PENSIONATI.
Piffari-Rota-Zamponi, il Gre-No-Li dell'Idv lombardo, si è aggiudicato anche l'assise di Monza, negando le liste degli iscritti e decidendo di far slittare l'orario di chiusura del voto. Giusto in tempo per far votare dei vecchietti arrivati con un pulmino da Limbiate. Una coincidenza?

Il 3 luglio scorso è stato celebrato il congresso provinciale Idv di Monza-Brianza. Coordinatore è stato eletto Giovanni Pascariello con 109 voti. Contro di lui si era schierato Stefano Ungarelli, la cui mozione ha raccolto 87 voti.  Insomma, apparentemente sembra sia stato un congresso normale, con tanto di mozione di minoranza cui è stato concesso "democraticamente" di votare e sfidare la maggioranza, e di questi tempi, visto l'andazzo dentro il partito, è un evento che fa notizia. Purtroppo però ancora una volta non è tutto oro quel che luccica. A cominciare dal nome del vincitore.
Giovanni Pascariello è un geometra ex impiegato e sindacalista dell'Anas di Milano. Ex Cgil e poi Cisal e Confsal, Pascariello era legato a doppio filo a Dario De Cesare, importante dirigente dell'Anas del capoluogo lombardo arrestato per tangenti nel 2003 e che successivamente ha patteggiato la pena. Il nome del neo coordinatore Idv brianzolo è citato a pag. 28 dell'ordinanza che portò in carcere decine di persone. Vi si racconta come De Cesare gli chiese di compilare delle pratiche del tutto fittizie per coprire l'affidamento di un appalto ad una ditta amica.
Pascariello non fu nè arrestato nè condannato, ma è lecito chiedersi: era a conoscenza del meccanismo frodatorio in atto? E se sì perchè non lo ha denunciato? De Cesare, ex Psi poi transitato in An via Santanchè, quando era dirigente Anas, nel muro alle spalle della sua scrivania teneva una caricatura di Antonio Di Pietro e chiedeva ai suoi fedelissimi di tirare freccette appuntite contro l'odiato pm di Mani Pulite. Tra i lanciatori di freccette c'era naturalmente anche Giovanni Pascariello, il quale come molti all'Anas al tempo in cui si pensava che fosse un temibile giustiziere, odiava profondamente il magistrato molisano.
Una volta, racconta l'ex dirigente dell'Anas che nel 2003 denunciò il sistema di corruttela, nella sede milanese si organizzò una festa per brindare al ritorno al lavoro del geometra Mussoni, un altro della cricca De Cesare finito dietro le sbarre. Dove si tenne la festa ? Nella stanza del futuro dirigente dipietrista, Pascariello, il quale scrisse e appese nella bacheca dell'ente, una lettera al presidente dell'Anas, Vincenzo Pozzi chiedendo che riassumesse tutti i funzionari arrestati e sospesi dal servizio in occasione della retata.
Questo per quanto concerne il coordinatore Pascariello.

Ora veniamo al congresso vero e proprio, quello che il geometra ha vinto, e che ha comunque segnato un risultato degno di nota: la minoranza locale che da tempo lotta contro i metodi di gestione del partito a Milano e dintorni, ha ottenuto ben 5 consiglieri su 18 a disposizione (a questi bisogna aggiungere però i membri di diritto, ovvero gli eletti, tutti legati alla maggioranza) e questo potrebbe forse rendere la vita un pò più difficile, almeno a Monza e provincia alla casta lombarda, ovvero alla linea di comando Piffari-Zamponi-Rota-Cimadoro-De Toni. Il problema è sapere se questo risultato poteva essere diverso, e cioè contemplare addirittura una vittoria della mozione Ungarelli. La risposta è sì. Lo scarto è stato infatti minimo, 22 voti.
Vero è che a votare sono stati in 203 su 320 iscritti, (molti per la media nazionale) e nessuno può dire per chi avrebbero votato gli assenti, ma il punto è sapere che cosa è successo prima e durante le operazioni di voto. Intanto come al solito gli elenchi degli iscritti sono stati negati agli organizzatori della mozione di minoranza, mentre erano di fatto a disposizione di quelli della maggioranza.
E questo significa che nessuno dei "dissidenti" ha potuto fare proselitismo e far conoscere la propria mozione.
Poi il 2 luglio, è arrivata a Ungarelli una mail con la quale la direzione del partito annunciava che la chiusura delle operazioni di accreditamento era stata posticipata dalle 11 alle 12. Il perchè Ungarelli e gli altri lo avrebbero capito il giorno dopo quando, non solo l'orario è ulteriormente slittato alle 12,20, ma quando Ungarelli e gli altri hanno assistito a dei barbosissimi e palesemente artificiosi interventi di Piffari e Rota (nella foto)  in cui i due big lombardi hanno parlato di tutto e di più allo scopo di guadagnare tempo e allungare la fase preliminare al voto.
Aspettavano qualche ritardatario? Sembrerebbe di sì. Almeno a giudicare da un pulmino giunto da Limbiate alle 11,40 con una trentina di vecchietti che nessuno al partito aveva mai visto e con una signora che ne faceva parte che, interrogata al proposito, ha candidamente ammesso di essersi iscritta a maggio, ovvero dopo la scadenza  del termine del 30 aprile.
Vogliamo criminalizzare la gitarella di alcuni vecchietti al congresso brianzolo dell'Idv? Non sia mai, certo è che se le operazioni di voto fossero rimaste fisse alle 11, quei simpatici nonnetti, che sicuramente saranno dei dipietristi convinti almeno quanto Pascariello, non avrebbero potuto votare e il congresso sarebbe finito in un altro modo.
Il fenomeno delle truppe cosiddette "truppe cammellate" è una specialità brianzola? No, anche al congresso di Milano provincia ad esempio, vinto da Vito Giannuzzi, un altro fedelissimo di Piffari, Rota e Zamponi, il 5 giugno è piombato improvvisamente un pulmino organizzato da un consigliere comunale, e dal quale sono scesi i soliti vecchietti uno dei quali, smarrito e confuso, ha ansiosamente chiesto, "scusate, ma dov'è che devo firmare?".
E adesso il 10 luglio tutti in gita sociale al congresso Idv di Milano città....   














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Commenti
Luigi Daverio 2010-07-07 09:57:00

Ho avuto modo di parlare un paio di volte con il signor Gianni Pascariello a un banchetto dell'IDV qualche mese fa. Devo dire che non ho avuto una gran bella impressione. Ho provato a discutere di politica locale con lui ma sembrava non saperne quasi nulla.

Michele Acanfora 2010-07-06 17:26:32

Io cero al congresso prov. di Monza Brianza
e posso confermare che quello che è stato scritto nell'art. rispecchia la pura verità.
Ora mi chiedo e vi chiedo ma dove siamo finiti!!!!
Mentre votavo mi si avvicinava una vecchietta di Limbiate che conosco di vista e mi chiedeva , dove devo firmare per favore.......
Penso che uscirò da questo partito.
Michele

Stefano Mandelli 2010-07-05 22:18:18

Roba da non credere. E questo sarebbe il partito che vuole migliorare l'Italia?
A questo punto l'unica speranza sono i Grillini. Certo che dal partito di Di Pietro una cosa del genere non me la sarei aspettata.

frangella pasquale 2010-07-05 20:44:35

a tonino no intressa il partito a lui intressano i rinporsi elettorali per far funzionare la finanziaria di famiglia altrimenti avrebbe messo fine a questo scenpio noi iscritti siamo dei poveri illusi io sono iscritto ma da metà dicembre non sono più informato di quello che si fa sul mio territorio che è varese forse perchè abiamo fatto canpagna alle provinciale per cavalli è il cordinatore non condivideva alcuni suoi fidati mi dissero che cavalli doveva chiedere permesso per venire a varese

salvatore miri 2010-07-05 12:42:00

Sento spesso critiche nei confronti di IDV, in particolare sul tema della democrazia interna. Tuttavia non posso non rilevare una costante tra gli autori delle critiche, ovvero un concetto quantomeno strano della democrazia stessa. Infatti, gli autori alla fine di ogni comunicato, fanno appello ad un intervento diretto di Di Pietro per "regolare" le varie situazioni. Questa non credo sia vera democrazia, credo invece che nei vari contesti di partito si debba discutere di tutto con gli iscritti e far valere le proprie ragioni politiche. Questo è l'unico metodo veramente democratico che formano le maggioranze e le minoranze. Con simpatia Salvatore Miri

Sandro Scalercio 2010-07-05 09:14:11

Bisogna portare Di Pietro a confrontarsi con le realtà dell partito interno, non può più sfuggire a questo se realmente vuole costruire un partito vero che nelle sue componenti sia di alto profilo. Deve indicarne senza mezze misure le coordinate : vuole un partito senza regole e dalle porte girevoli che accumuli semplicemente voti e stabilisca alleanze solo con l'obbiettivo di conquistare poltrone, o lo vuole serio, trasparente fatto di gente con la schiena dritta che rifiuta concretamente le vecchie logiche clientelari? A Di Pietro l'ardua sentenza.

 

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