Alessandro Milani è stato nominato coordinatore cittadino Idv di Varese. La nomina è avvenuta poco prima di ferragosto, all'insaputa di tutto il partito, e forse chissà, anche all'insaputa dello stesso Milani. La decisione è di Marco Bertoldo, il neo coordinatore provinciale eletto lo scorso luglio quando sconfisse per un voto lo stesso Milani. Il tribuno. com aveva in quell'occasione manifestato la propria soddisfazione per la sconfitta di Milani ma aveva anche messo in guardia sulla figura di questo ventunenne, Bertoldo, che presentava tutte le caratteristiche per rivelarsi un fuoco di paglia e una finta alternativa politica. Fummo facili profeti. Il giovanissimo ha preso infatti a comportarsi come se di anni ne avesse sessanta, come se fosse cioè un clone dei soliti Piffari, Cimadoro, Rota e compagnia. Nominare anzichè far eleggere Milani, che del partito a Varese è da sempre il vero padrone, è un'episodio di malapolitica che conferma quanto grave sia lo stato di salute democratica nell'Idv lombardo, un partito gestito in modo autoritario e "castale" in spregio a ogni più elementare principio di trasparenza e partecipazione, un esempio negativo che conferma come soprattutto nel lombardo-veneto l'egemonia culturale e politica del berluscon-leghismo coinvolga a tutti gli effetti anche un partito come l'Idv che a certe prassi dovrebbe opporsi concretamente e fornendo esempi di gestione illuminata. Niente di tutto ciò. Uno degli epurati dell'Idv del varesotto, il missionario cattolico, Alberto Boschi, ricorda chi sia effettivamente Alessandro Milani. Secondo Boschi, "Milani ha creato un partito nepotista, autoritario, in cui non c’è spazio per nessuno che non sia disposto a subire umiliazioni e a restare sempre in silenzio. Chi scrive dà fastidio, chi fa domande peggio, dobbiamo solo tacere, pagare la tessera e lasciar fare a lui ed alle persone da lei scelte non in base ai
meriti ed alle capacità, ma alla fedeltà totale. Le persone migliori si ritrovano così demotivate, non hanno nessuno spazio per lavorare: molti abbandonano il partito. Quelli che restano ed osano dissentire vengono emarginati, insultati. Nelle ultime elezioni comunali abbiamo ottenuto il risultato di 1 consigliere comunale su 1230 eletti. In un comune di 701 abitanti, Azzio, dove hanno votato 476 elettori, la nostra lista ha preso 55 voti. Abbiamo presentato liste col nostro simbolo solo in 5 comuni su 87 che andavano al voto. Abbiamo presentato nostri candidati in 4 liste civiche su 87: abbiamo perso le elezioni in tutte e 4. Nessun nostro candidato nelle liste civiche è risultato eletto. In almeno 9 comuni dove c’erano le condizioni teoriche per presentare i nostri candidati non siamo riusciti a farlo. In 78 comuni che andavano al voto non abbiamo presentato né il simbolo del partito né candidati in liste civiche".
Boschi è stato espulso dal partito insieme ad Alessandra Piva e Dario Borghi, non solo perchè contestava con loro i deludenti risultati politici di Milani, (che, ricordiamo, non è mai riuscito a farsi eleggere quando si è presentato al giudizio degli elettori, e che alle ultime regionali, dove è stato allo stesso modo trombato, ha apertamente ostacolato la candidatura di Giulio Cavalli) ma soprattutto perchè ponevano delle domande. Come le seguenti: "abbiamo più volte chiesto al segretario Alessandro Milani:
1. il resoconto economico (bilancio) dell'Italia dei Valori della provincia
di Varese degli ultimi tre anni (2006, 2007 e 2008);
2. una relazione della nostra eletta nel consiglio provinciale di Varese,
Vilma Borsotti, che è anche sua moglie (interventi in consiglio
provinciale, iniziative, come ha votato,...);
3. relazione dell'attività 2009 della nostra rappresentante per le politiche
femminili Giada Gatto (prese di posizione pubbliche, iniziative, partecipazione
a convegni, manifestazioni, .........);
4. almeno i dati numerici sul tesseramento IdV provinciale del 2009 divisi
per comune di appartenenza;
5. i nominativi, recapiti e telefoni degli iscritti IdV del comune di Somma
Lombardo, onde poter contattarli per iniziare a lavorare per la presentazione
della nostra lista per le comunali 2010;
6. la strategia generale per le elezioni comunali del 2010, sperando fosse
diversa da quella del 2009 che ha portato al risultato di ottenere un solo
consigliere comunale su 1230;
7. le ragioni per cui non vengono nominati referenti locali nei comuni di
Cadegliano Viconago, Gerenzano, Somma Lombardo e a Malpensa, dove ci sono
iscritti in grado di far crescere il partito;
8. le ragioni per cui non si cerca di appoggiare referenti che sono certamente in difficoltà, che non si possono contattare perché sul sito hanno una e-mail inesistente o perché non rispondono alle e-mail o perché semplicemente non stanno svolgendo nessuna attività di partito (Leggiuno, Besozzo, Cassano Magnano, Fagnano, Gorla Maggiore);
9. le ragioni per cui il segretario provinciale non cerca di far cessare il crescente dissenso interno sul suo operato, ricercando il dialogo anzichè inviare lettere di insulti agli iscritti: Alberto Boschi è ignorante, mistificatore, detrattore, prevaricatore; Dario Borghi infiltrato del PD, Tommaso Marino ha difficoltà di comprensione, Alessandra Piva opportunista,
tutti gli iscritti di Saronno con la sindrome di Stoccolma,….;
10. le ragioni per cui permette al suo rappresentante Eliseo Sanfelice di
discriminare gli iscritti in base alle persone che frequentano all’interno degli iscritti del partito, come nel caso del referente di Sesto Calende
Alessandro Zonca e di Besnate Giovanni Colangelo;
11. le ragioni per cui all’Assemblea provinciale del 13 luglio a Varese i partecipanti non hanno potuto scegliere il segretario, avendo trovato la figlia di Alessandro Milani già pronta per fare il verbale.
12. le ragioni per cui Alessandro Milani ha sempre mortificato il talento e le iniziative dell’amico Andrea Bagaglio bloccando tutte le sue proposte sui temi della giustizia, su Malpensa, sulla sicurezza nell’ambiente di lavoro;
13. le ragioni per cui Milani non permette agli iscritti di conoscersi, avendo diviso il lavoro del partito in tre zone che non hanno mai l’opportunità di incontrarsi;
14. le ragioni per cui Milani non permette agli iscritti di utilizzare la sede del partito di via Marcobi 10, in Varese, e che potrebbe essere aperta almeno i venerdì sera per permettere a tutti gli iscritti all’Italia dei Valori di incontrarsi a parlare di politica;
15. che cosa ha fatto il segretario provinciale per valorizzare le capacità
degli iscritti al partito: abbiamo infatti tra gli altri: esperti di informatica (Giovanni Colangelo) di energia nucleare (Giuseppe Rotolo), di medicina del lavoro (Andrea Bagaglio), di organizzazione dell’aeroporto di Malpensa (Nicola Del vecchio), di solidarietà internazionale ed accoglienza profughi (Alberto Boschi), di prevenzione incidenti stradali (Ernesto Restelli), di organizzazione feste (Andrea Bagaglio), capigruppo di consiglio
comunale (Dario Borghi), direttori di banca (Carlo Turconi), dirigenti della
polizia locale (Edoardo Angotti, Raffaele Esposito). Talenti sprecati, a nessuno di essi è stata data l’opportunità di poter far crescere il partito utilizzando le proprie competenze;
16. le ragioni per cui non si vuole permettere la nascita di circoli sul nostro territorio, essendo i circoli previsti dallo Statuto dell’Italia dei Valori;
17. le ragioni per cui Milani impone la sua persona come coordinatore dell’area di Varese sud, non permettendo ai partecipanti alle riunioni quindicinali a Gallarate di eleggere democraticamente il proprio coordinatore;
18. quando inizierà a lavorare e cosa intende fare come referente
autonominato di Somma Lombardo, giacché nel marzo prossimo ci saranno le elezioni. "
Milani, aggiunge Boschi, non ha mai risposto a nessuna di queste domande. E questo non deve meravigliare perchè, continua Boschi, "Sua moglie è responsabile di un tesseramento tenuto segreto, è consigliere provinciale e nessuno ha mai ricevuto notizie dei suoi interventi in Provincia; sua figlia è assistente della Tesoriera nazionale del Partito e viene imposta contro ogni logica di trasparenza e democrazia come segretaria nell’unica assemblea provinciale tenuta nel 2009; e Milani stesso si è anche autonominato responsabile di Varese sud e referente di Somma Lombardo. Così ci ritroviamo una tesoriera provinciale che non fa il bilancio e che è talmente priva di autonomia che sua moglie, le controlla anche la posta elettronica: Angela Salvia, la tesoriera, ha infatti come e-mail: msns@libero.it, la stessa di sua moglie".
Questo in sostanza è il politico Alessandro Milani, questo il modo in cui viene gestito il partito a Varese, questo è l'uomo che Marco Bertoldo, la presunta speranza di rinnovamento dell'Idv, ha nominato, contro ogni logica democratica, coordinatore cittadino di Varese.
bravo tom spero che l'amico Mazzani uomo dell'istituzione farà tacere questi signori che infancano la memoria di unepoca dove gentiluomini come Mazzani anno dato il loro contributo x la demograzia di questo paese , si propongono come paladini della giustizia è legalità dovrebero almeno lavarsi la bocca prima di parlare