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La Redazione 18 Agosto 2010
L'ITALIA DEI VALORI OFF SHORE. ANTONELLA ALLEGRINO, CONSIGLIERE PROVINCIALE IDV, INDAGATA A PESCARA PER EVASIONE FISCALE. LE SUE SOCIETA' AVREBBERO SEDE NEL PARADISO FISCALE DI MADEIRA.
LA NOTA IMPRENDITRICE, FIGLIA DI UN EX SINDACO DI PESCARA (DC E POI CCD) SI E' DIMESSA DA CAPOGRUPPO IDV MA NON DA CONSIGLIERE PROVINCIALE. IN UN COMUNICATO SEMBRA DARE LA COLPA AL SUO COMMERCIALISTA. INSOMMA SE EVADEVA LA ALLEGRINO LO FACEVA A SUA INSAPUTA.
Tra i dipietristi abruzzesi è tutto un coro unanime in difesa della sfortunata collega, nota per il suo impegno nel sociale. C'è chi definisce la vicenda "una questione privata" e chi si avventura a sostenere che quello della Allegrino non è un reato contro la Pubblica amministrazione! Nessuno che si sogni di chiederle di dimettersi anche da consigliere come farebbero se nei guai fosse finito qualcun'altro, magari del Pd. Eppure la Allegrino non è una qualunque: nel 2009 è stata la candidata del centrosinistra alla presidenza della provincia di Pescara. Suo zio, nel '93 è stato arrestato per bancarotta fraudolenta. Per questo suo padre si dimese da sindaco ma dopo due giorni ci ripensò e ritirò le dimissioni.
Un'evasione fiscale da 10 milioni di euro attraverso false fatture e societa' fittizie costituite a Madeira.
E' quanto ha scoperto la Guardia di Finanza di Pescara. Quarantasette le societa' perquisite, 29 gli imprenditori italiani indagati. Tra questi, il patron della Fortitudo basket, Gilberto Sacrati, il consigliere provinciale di Pescara, poi autosospesosi, Antonella Allegrino, l'imprenditore della sanita' abruzzese e dirigente nazionale della Federazione Calcio, Vincenzo Marinelli, l'imprenditore pescarese nel settore dell'abbigliamento Paride Albanese.
Le aziende individuate dagli uomini del Nucleo di Polizia Tributaria hanno sede, oltre che in Abruzzo, Emilia Romagna,
Lombardia, Lazio, Piemonte, Molise e Veneto e l'attivita' d'indagine ha abbracciato un periodo dal 2000 al 2008.
L'operazione ha preso le mosse da un'indagine fiscale nei confronti di alcune societa' riconducibili a un affermato
consulente tributario, esperto di fiscalita' internazionale, con studio a Pescara. Il professionista avrebbe agito nella duplice
veste di ''suggeritore'' e di ''raccordo'' tra i gestori delle imprese coinvolte, facendo risultare l'Isola di Madeira, in
Portogallo, come sede delle false societa' utilizzate per la truffa, di cui curava anche la contabilita', mentre i loro
amministratori erano in realta' soggetti italiani residenti sul territorio nazionale.
In sostanza, quelle costituite a Madeira non erano altro, secondo le Fiamme Gialle, che societa' ''esterovestite'', con
sede in un territorio a fiscalita' agevolata, ma di fatto amministrate in Italia. In base al regime fiscale dell'isola
portoghese, infatti, le societa' residenti beneficiano dell'esenzione ai fini delle imposte dirette e sono soggette
solo a una tassa di 1.000 euro per ogni periodo d'imposta.
Attraverso fatture intestate alle societa' estere sulle quali apponevano false annotazioni e dichiarazioni, gli imprenditori
indagati avrebbero quindi ridotto il proprio carico fiscale evadendo le imposte sui redditi dovute al fisco italiano.
Nelle indagini, coordinate dal sostituto procuratore della Repubblica di Pescara Paolo Pompa,
sono stati impiegati cento militari della Guardia di Finanza nella sola provincia abruzzese. Le perquisizioni sono scattate
gia' alla fine di giugno. Tra gli indagati figura anche il commercialista che, secondo gli investigatori, operava insieme
alle societa': si tratta di Luca Del Federico, che, fanno sapere dalla Gdf, e' tra l'altro autore di alcuni testi proprio sui
vantaggi fiscali dell'isola di Madeira, che pur non essendo un vero e proprio paradiso fiscale, ha caratteristiche che si
avvicinano a queste realta' per quanto riguarda il regime delle imposte. Le false societa' costituite a Madeira erano intestate
a prestanome, soggetti portoghesi utilizzati per ''schermare'' i reali proprietari e amministratori italiani.
Quanto alla posizione della patron della Fortitudo Basket, Sacrati, e' da collegarsi a due societa' a lui riconducibili,
fanno sapere dalla Guardia di Finanza, attive nel settore immobiliare.


























La Redazione

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Commenti
Nexus 2010-08-26 14:06:38

Sacrati sta per far fallire a Bologna la Fortitudo baket dicendo che non ha soldi, è un delinquente e vedere che l'IDV finisce in queste porcate fa schifo

GIOVANNI 2010-08-19 01:18:30

"Non capisco proprio come non siano venute nette e dure prese di posizione del partito idv per chiedere immediate dimissioni della signora Allegrino anche da consigliere provinciale."

Egr. Sig. Carlo Fulci, provo ad abbozzare una risposta alla sua domanda: Come mai il figlio di Di Pietro non si è mai dimesso dalla carica di Consigliere Provinciale, ma semplicemente dal partito, per poi essere riammesso dopo qualche mese?

Conclusione in IDV deve esserci una regola secondo la quale quando qualche dirigente o amministratore di quel partito ha problemi con la giustizia, si dimette dal partito ma non dalla carica istituzionale che ricopre e tutto si sistema. In altre parole il partito (cioè Di Pietro) si guarda bene dall'espellere chi ha questioni aperte con la magistratura, non si sa mai che un giorno capitasse anche lui di trovarsi nella stessa situazione....
Allora vanti con il fumo negli occhi all'opinione pubblica, parola d'ordine: "sospensione dal partito", cioè NULLA.

Auguri, Sig. Fulci, ma alla larga da Di Pietro.

carlo fulci 2010-08-18 23:32:06

A me sembra un reato gravissimo per un amministratore pubblico.
Non capisco proprio come non siano venute nette e dure prese di posizione del partito idv per chiedere immediate dimissioni della signora Allegrino anche da consigliere provinciale.

Anna R.G. Rivelli 2010-08-18 15:30:20

Ma quale certificato penale? Questo è uno specchietto per le allodole; in Basilicata, ad esempio, non è mai stato chiesto a nessuno dei candidati e si sono chiusi gli occhi anche quando su alcuni di essi c'erano indagini già in corso. A Di Pietro interessa solo l'entità del pacchetto di voti ( =rimborsi elettorali) che uno porta; nemmeno sapere perché uno ha tanti voti gli interessa... e i voti, si sa, a volte si hanno per merito, più spesso si hanno per clientela!!!

enrico della gatta 2010-08-18 15:24:28

Bisogna domandare all' on Di Pietro, interregimo Presidente di IDV su queste questioni sopratutto prima delle candidature, quali garanzie Lui da al partito perche' queste cose non si verifichino e possa sventolare ai quattro venti che il Suo partito, Lui, sceglie candidati integerrimi, mentre gli altri non vanno tanto per il sottile? A Lui e' forse sufficiente sapere solo se in quel momento dell' iscrizione nelle liste si abbia la fedina penale pulita o non si abbiano avvisi di garanzia o rinvii a giudizio? La storia delle persone non conta niente per Lui?
Sappia che in altre parti del Mondo, Paesi in via di sviluppo, cioe' che vogliono veramente crescere in qualita' e non solo in numero di voti, ci sono partiti o grosse societa' pubbliche o che gestiscono la "cosa pubblica" che, prima di incaricare o convenzionare Soggetti per cariche di amministrazione, assumono informazioni su di loro per un periodo precedente variabile tra i 5 e 10 anni, oltre i cirricula da loro stessi presentati. Son matti questi?!!!

 

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