Il Tribuno
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Alberico Giostra 07 Agosto 2010
SIMUL STABUNT SIMUL CADENT

C’è un’evidenza che colpisce in questa crisi politica. Ad essere in difficoltà sono soprattutto Berlusconi, Bossi e Di Pietro. Il primo dopo soli due anni di governo si scopre senza maggioranza, il secondo per l’ennesima volta vede svanire l’agognato federalismo e il terzo, dopo aver raddoppiato i voti e svoltato al centro per farli rendere in termini di potere contrattuale, si ritrova comunque emarginato. E ora tutti e tre gridano in coro: elezioni subito.
I tre “Tribuni” della seconda repubblica, i campioni del populismo autoritario, i più fulgidi rappresentanti dell’antipolitica, sono dunque all’angolo insieme e questo di per sé costituisce un’ottima ragione per guardare con fiducia al futuro, perché vuol dire che la fase storica inauguratasi nel 1994 sta per giungere a conclusione. Di questo il paese dovrebbe sinceramente rallegrarsi.
La cosiddetta seconda repubblica, nata per curare la crisi di una democrazia presa in ostaggio dalla partitocrazia, ne ha in realtà approfondito il declino per effetto di una spiccata propensione dei suoi protagonisti al populismo e al plebiscitarismo, il tutto accompagnato da un massiccio ricorso alle armi di un’inquietante politica spettacolo che ha fatto della tv il medium prediletto.
Il risultato è stato un aumento della delegittimazione della democrazia stessa e della politica, con la conseguente crescita dell’astensionismo elettorale, e una più marcata ed estesa corruzione. L’ondata di demagogismo che ha investito il paese è servita per occultare il più devastante dei vizi cui le nostre classi dirigenti si sono abbandonate: la sistematica confusione tra pubblico e privato, e la conseguente incapacità di concepire la politica come ricerca del bene comune. Berlusconi cercando di attuare una dissoluzione dello stato di diritto a vantaggio degli “animal spirits” del capitalismo finanziario, Bossi lacerando il paese in nome degli interessi di una sola parte geografica, Di Pietro incarnando un’altra delle patologie di questi anni, il trasformismo, un truffaldino rimescolamento di carte dal quale far emergere alla fine solo la testa di medusa del capo carismatico. Per chi scrive vedere che in questa fase il leader dell’Idv versi in cattive acque, è motivo di supplementare soddisfazione. Da tempo cerchiamo di far capire che dietro le apparentemente virtuose parole d’ordine del dipietrismo, legalità, trasparenza, partecipazione, si nasconde in realtà un partito con una gestione piena di ombre, coartato da uno spietato culto della personalità e da una sistematica repressione del dissenso interno. Un partito costruito come fosse di destra ma che guarda fraudolentemente a sinistra, e il cui leader ha cambiato idea praticamente su tutto, arrivando a compiere un gesto che in qualunque paese civile avrebbe stroncato la carriera politica a chiunque: raccogliere le firme per un referendum e poi dare indicazione di votare no.
D’altra parte in quale paese serio si consentirebbe di parlare di legalità a chi affitta appartamenti di sua proprietà al partito del quale è leader? Ora Di Pietro vorrebbe tirarsi fuori dall’epoca del berlusconismo, di cui è incarnazione, con la stessa prodigiosa abilità con la quale è uscito da quella craxiana, un’epoca che ha preparato l’avvento di quella berlusconiana e dalla quale l’allora pm aveva tratto modesti ma coscienti benefici. Gli è andata bene una volta, non gli può andare bene anche una seconda.
Ecco dunque perché ci rallegriamo se un personaggio del genere, inaffidabile e sleale come alleato, viene relegato ai margini dello scacchiere politico.
Di Pietro chiede al Pd e a Vendola di fare fronte comune contro Berlusconi. Se solo non fosse lui a proporlo ci sarebbe da restare basiti. Forse all’ex eroe di mani pulite piacerebbe che ci dimenticassimo che da due anni sgomita contro il Pd autoproclamandosi “l’unica opposizione”, che in tutte le giunte di centrosinistra punta i piedi per strappare posti di potere fino a metterle in crisi, e che continua a strappare consiglieri e assessori al Pd, come di recente a Firenze.
L'ex pm inoltre chiede di cooptare Vendola nel centrosinistra quando per cinque anni, dal 2005 al 2010 in Puglia, è stato all’opposizione della sua giunta e quando alle ultime primarie del centrosinistra i suoi gerarchetti locali hanno dato indicazione di votare per Francesco Boccia, il candidato del vituperato “inciucista”, D’Alema. Propone di includere nello schieramento di centrosinistra “i movimenti”, dopo che al congresso ha svoltato al centro definendo la piazza “sterile”. E tuona contro il cosiddetto “terzo polo”, di Fini, Casini e Rutelli, accusando i tre di cercare solo il potere. Lui che per anni, prima di accorgersi che i giri di valzer a sinistra gli fruttavano più voti, ha teorizzato la necessità di dar vita proprio ad un polo di centro. Ma la verità è un'altra. E' che Di Pietro si sente detronizzato dal ruolo di presunto “unico oppositore”,e pr questo attacca Fini, Casini e Rutelli, accusandoli di essere finti nemici del premier. Si accorge che la loro opposizione può risultare assai più efficace della sua, ormai prigioniera di quella sinistra che ha dovuto forzatamente abbracciare. E' vero: di sicuro il terzo polo non rappresenta un'alternativa al berlusconismo. Ma nemmeno Di Pietro la rappresenta. Con la differenza che i primi con il Pd possono liberarci dall'incubo per la nostra democrazia rappresentato dal cavaliere. Di Pietro invece non può nulla. Nè da solo nè in compagnia. Lui è bravo al massimo a rubare voti e consiglieri comunali agli alleati.
La sua angoscia in questi giorni nasce dalla constatazione che il terzo polo e il centrosinistra insieme possono disarcionare Berlusconi. Separati invece non ce la possono fare. Hanno bisogno l’uno dell’altro. La “necessità” di questa azione politica comune vede Di Pietro relegato in un angolo con le sue contraddizioni. Nell’ottica politicamente irresponsabile dell’ex pm deve essere lui e solo lui a svettare nella lotta al cavaliere. Guai se a farlo cadere fosse qualcun’altro. Dovesse accadere Di Pietro troverebbe sicuramente qualcosa da recriminare. E magari farebbe pure un referendum.

 









Alberico Giostra

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Commenti
Anna R.G.Rivelli 2010-08-08 22:56:27

Comprendo benissimo il rischio, signor Gaudì, ma allo stato attuale io vedo solo incertezze; liberarsi di qualsiasi "ricatto" è però necessario per dare forza ad una coalizione di sinistra in grado di governare e ( magari!!!!) di migliorarsi. E poi stiamo facendo i conti senza l'oste, anzi senza gli osti. Di Pietro cederebbe subito a Vendola, ma Vendola cederebbe a Di Pietro senza deludere gran parte del suo elettorato? Comunque le do appuntamento a tra un po'... vedremo l'evoluzione ...

Libero Gaudì 2010-08-08 18:36:00

Premetto che mi scuso per aver citato una censura che non è avvenuta ma il mancato inserimento del post era dovuto a problemi con il codice.....Replico a Rivelli:
Il PD alleato di Vendola in coalizione con Casini e Fini?? Guardi sig.ra Rivelli,non dissento sulla sua analisi del voto IDV e sui metodi,anzi,condivido.
Piuttosto adesso sorrido a bocca torta e non rido nel vedere che la sua analisi è parziale e priva di uno spunto oggettivamente realistico in tema di alleanze elettorali.
Vede sig.ra Rivelli, Lei può supporre tutte le possibili alchimie politiche pur di sganciare IDV da una coalizione di "opposizione" a Berlusconi (mi vergognerei di chiamarla di centro-sinistra);il problema è che ciò deve trovare il banco di prova degli elettori.
E lei capirà benissimo che la formula che ci prospetta potrà far vincere e governare Bossi-Berlusconi a man bassa fino a che.....morte non li separi (citazione matrimoniale....)!!

Anna R.G.Rivelli 2010-08-08 10:42:07

Gentile Gaudì (non ho capito chi la censurerebbe, ma non fa niente), i voti di Di Pietro sono voti da vasi comunicanti, vale a dire che non uno ne è stato sottratto alle destre, ma molti gli sono giunti dalla sua continua campagna denigratoria nei confronti delle sinistre (Pd in testa) e molti da quei movimenti che , all'occorrenza, il Tonino ha ripudiato, definendo sterile la lotta di piazza che pur tanto ha istigato. Prova di ciò è il fatto che quando si è risolto a candidare personalità eccellenti ( salvo poi a far di tutto per ridurle al silenzio) i consensi elettorali sono stati ben maggiori di quelli che l'IdV detiene solitamente; un de Magistris, insomma, è stato votato dai movimenti e dalle sinistre assai più che dai signori IdV a cui, per la verità, quella candidatura ha dato piuttostoi fastidio. L'alleanza con Vendola, dunque, andrebbe benissimo, perché basterebbe da sola a far confluire nella coalizione quei voti di cui Di Pietro ha fatto incetta con il miraggio di un'unica opposizione che in sostanza non c'è. Perché, tanto per non farla ridere da solo, gentile signor Gaudì, rido ( e piango) anche io ripensando a tutte le parole di Di Pietro e dei suoi colonnelli di fronte alle mosse di Fini e allo scenario che si è aperto. Ciò che interessa il gotha IdV sono le elezioni ed elezioni con questa legge elettorale, unica capace di garantire la rielezione di certi personaggi che tra Basilicata, Campania, Calabria ecc... riescono a godere di un consenso così basso che non entrerebbero nemmeno in consiglio comunale. Di Pietro ha bisogno di loro, perché tacciono e acconsentono. Insomma, quello Vendola- Di Pietro non è un binomio inscindibile.

Libero Gaudì 2010-08-08 02:02:13

Sempre che non si abbia nuovamente intenzione di censurare la risposta alla Sig.ra Rivelli....ci riprovo!!
cara Sig.ra Rivelli,il bacio del Principe rischia di essere portatore di virus letali,per l'una o l'altra parte!! Pare alquanto comico pensare che talune difficoltà di governo del PD, siano da ascrivere a Di Pietro,visto lo spessore della classe politica di sinistra nel nostro paese. Che il Pd voglia cambiare in meglio il registro di questo stato di cose dovrebbe farselo spiegare da Prodi e dagli anni di governo nei quali,grazie al PD,si è costruita e rafforzata questa anomalia tutta italiana. Per non fare filosofia lei,ci dovrebbe spiegare quale coalizione (di sinistra? Di centro-sinistra?) potrebbe mai sperare di sfondare elettoralmente senza l'apporto di Vendola e Di Pietro....(?). Forse l'asse Bersani-Casini-Fini?? Mi viene da ridere!!....

Libero Gaudì 2010-08-08 00:46:28

Cara Anna R.G.Rivelli, nessuno intende deprezzare o sottovalutare.
Ritengo però opportuno precisare che se non si compie un'analisi sui mali endemici dell'opposizione a Berlusconi nella sua complessità e totalità,si rischia di fare una scelta tale e quale a quella di quel marito,che per fare dispetto alla moglie,si tagliò....l'organo di riproduzione maschile....!!
Ed il Pd tale e quale appare !! Il centro-sinistra, e bisognerebbe precisare quale centro e quale sinistra, ha bisogno dei numeri per vincere; può pretendere di farlo senza Vendola e Di Pietro?? Fantasie....
Si è mai chiesta per quale motivo molti elettori del PD sono stanchi della politica di un partito che sempre meno è di sinistra e sempre più "inciuciona", e riversano il loro voto su IDV? Ma se lei prospetta un'asse con Fini e Casini per il ribaltone.....i miei auguri vivissimi!!!

Anna R.G. Rivelli 2010-08-07 22:20:55

Uno dei campanelli per dare la sveglia al Pd è proprio quello di sottrarlo al ricatto dipietrista che non è l'unica, ma certamente è un'anomalia, non è assoluto, ma certamente è un male della politica italiana. Il centrosinistra ha bisogno di governare, non solo di vincere le prossime elezioni; governare con Di Pietro, a giudicare da quello che avviene più o meno in tutte le regioni d'Italia, è impossibile, perché Di Pietro lotta per guadagnare potere sugli alleati, per diventare leader della coalizione e non per sconfiggere il nemico comune. Le sue chiacchiere filosofiche sono la menzogna con cui viene vanificata la forza di quanti veramente vogliono cambiare le cose. L' "attacco univoco a Di Pietro" di Giostra, gentile signor Gaudì, è il bacio del principe azzurro alla "Bella addormentata nel bosco". Non lo sottovaluti e non lo deprezzi!

Libero Gaudì 2010-08-07 19:38:23

Superata la fase dell'attacco univoco a Di Pietro,considerato unica anomalia e male assoluto della politica italiana,riuscirà,caro Alberico Giostra,a trovare il tempo per risvegliare la "Bella addormentata nel bosco" PD,o auspica per essa l'eterno sonno??

 

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