Il Tribuno
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"Il nostro Presidente non vuole dei leccapiedi. Ciò che vogliamo sono uomini indipendenti e integri che, una volta che avremo preso le nostre decisioni, concorderanno con ognuna di esse". Joseph Heller, "Gold" (1979)
 
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Giulietto Chiesa 05 Agosto 2010
Un atto di coraggio per il PD.
Fascista, Dracula, Nerone e perfino Videla, il dittatore argentino che faceva torturare e uccidere i desaparecidos. Sono alcune definizioni di Berlusconi coniate da Antonio Di Pietro, colui che si autocelebra come "unico oppositore".
E' ovvio: di fronte a un primo ministro come Videla, che da un giorno all'altro potrebbe far catturare migliaia di oppositori per seviziarli con la corrente elettrica (ricordate il bellissimo "Garage Olimpo" di Bechis?), l'emergenza è altissima.
Sarebbe quindi doveroso da parte di Tonino, che con coraggio ci avverte del pericolo incombente, fare di tutto per liberarci dal crudele e sanguinario dittatore.
C'è chi ci ha provato: il PD, ad esempio, ha dato la sua disponibilità al sostegno di un governo di transizione che cambi la legge elettorale e che metta Berlusconi in un angolo.
Ma Di Pietro, inspiegabilmente, si è opposto.
Gianfranco Fini, per fare un altro esempio, ha siglato la sua rottura definitiva con Berlusconi e per questo è sotto l'attacco concentrico delle artiglierie pesanti del demiurgo televisivo. In questo momento, quindi, chi si oppone al dittatore dovrebbe sostenere, politicamente e psicologicamente, il ribelle che ha creato una frattura nella maggioranza.
Ma Di Pietro, inspiegabilmente, invece di apprezzare il gesto carica Fini a testa bassa, lo apostrofa come politico "senza dignità", si associa alla campagna denigratoria de "il Giornale" facendo di un appartamento (proprio lui!) una questione di Stato.
E poi le elezioni anticipate. La Porcellum, mostro giuridico e politico, consentirebbe a Berlusconi e Lega di conquistare la maggioranza assoluta dei seggi pur non ottenendola nel Paese, grazie all'attuale contingenza politica che vede l'opposizione democratica frantumata e debole, anche perché attaccata tutti i giorni da un blocco mediatico molto vicino allo stesso Di Pietro.
Una cosa l'hanno capita anche i sassi: Il tempo gioca a favore di Fini e dell'opposizione, le elezioni immediate invece favorirebbero Berlusconi.
Che fa Di Pietro? Inspiegabilmente si associa alle richieste di Berlusconi-Videla e preme per tornare alle urne, mettendo in difficoltà il progetto di Fini e ridando ossigeno al "dittatore fascista".

Tutti sono capaci di urlare insulti al vento, ma è nei momenti decisivi che l'essenza di un movimento politico viene svelata, è lì che cade la maschera.
E ciò che si evince dal comportamento a nostro avviso irresponsabile di Tonino è la conferma di ciò che scriviamo da tempo: Di Pietro ha bisogno di Berlusconi.
Come dice saggiamente Enrico Letta, "Di Pietro sta con Berlusconi".

Cerchiamo di capirne i motivi.
Senza il Cavaliere il suo partito non avrebbe più senso se non come mero distributore di poltroncine e prebende, poiché tutta l'azione politica di IDV si basa sulla critica sistematica al crudele "Videla".
Quello di Di Pietro è un elettorato di opinione, che sceglie IDV per protesta, perché "è l'unico che a Berlusconi non gliele manda a dire" (ma solo a parole). E' un partito che che intercetta la frustrazione, che raccoglie la rabbia e la trasforma in rimborso elettorale, seggi e potere.
Senza il Cavaliere, appunto, la celebrità di Tonino & co. sarebbe destinata a scemare, mentre i partiti democratici potrebbero tornare a discutere di politica senza il continuo ricatto dell'anomalia mediatica berlusconiana.
Se Berlusconi crollasse ci sarebbe ancora lo spazio per un partito ad personam come IDV, gestito dall'alto con modalità autocratiche o si tornerebbe al partito inteso come dimensione collettiva, come collettore di opinioni, come struttura di mediazione tra elettorato e istituzioni, come laboratorio politico e culturale di progetti e aspirazioni sociali, come ambiente democratico di discussione che accetta le opinioni discordanti e perfino dissenzienti?

Concludiamo con una nota di speranza: finalmente il PD ha reagito duramente alle continue provocazioni di Antonio Di Pietro.
In uno slancio di coraggio Letta ha fatto capire che si potrebbe rivedere l'alleanza con IDV: finalmente "qualcosa di sinistra". Hanno finalmente capito che non possono permettersi anni di logoramento, provocazioni, punzecchiature.
Certo, tale decisione provocherebbe la reazione di un vasto blocco editoriale, che pur dichiarandosi "antiberlusconiano" ogni giorno attacca violentemente il PD addossandogli anche le colpe che non ha.
Ma anche questo sarebbe salutare, perché se il fuoco avversario è dannoso, il "fuoco amico" è letale.



























Giulietto Chiesa

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Commenti
Mirco Marchetti 2010-08-11 21:03:33

All'inizio questo giornale mi pareva interessante, poi leggendo trovo una costante inquietante e che evidenzia, o un'alleanza con il PDL o persone paranoiche che non hanno ancora saputo gestire con equilibrio l'oggetto fobico. Non è un giornale, ma un organo di propaganda nato per demolire Di Pietro e tutti coloro i quali sono nell'IDV. Certo di gente marcia ve n'è nell'IDV come in altri partiti, però questo punto fisso, o indica una malafede o una patologia. Sicuramente l'obiettivo editoriale non ha la intenzione di informare, quanto di demolire l'oggetto fobico. A questo punto, seppur a tratti abbia potuto condividere, mi rendo conto che ci stavo cadendo. Fosse stato di carta, mi sarei pulito il culo con il "tribuno" (maddeché?) purtroppo è virtuale, mentre la merda è reale. Dite la verità, sotto sotto vi paga Berlusconi o qualche banca...

Libero Gaudì 2010-08-10 01:40:35

Vede caro Marco Demmini,da quanti seguaci di una sinistra eternamente sconfitta ed incapace di capire la realtà, riesce a farsi accompagnare da buon "pifferaio magico"? Basta leggere poco sotto!!

enrico della gatta 2010-08-09 22:18:41

Marco, mi permetto di aggiungere soltanto che l´ invidia che Di Pietro ha per Berlusconi credo che non si plachera´mai perche´non tornera´mai a fare il magistrato e per diventare come lui ha dovuto scegliere di fare politica, ma non credo che riuscira´ad avere i sui soldi pur avendo la stessa falsita´.
Trovo, a mio avviso, ottima la tua visione del momento politico che stiamo attraversando e credo anche bisogna cominciare ad unire tutti i movimenti e le associazioni per prepararci alle politiche, isolando sempre di piu´tutti quelli che stanno con IDV o che la criticano pur rimanendo dentro. Ciao

Enrico P. 2010-08-08 22:19:12

Condivido totalmente l'analisi di Marco Demmini. Il centrosinistra deve sbarazzarsi uan volta per tutte di questi parassiti che vogliono solo il potere e se ne strafregano dei cittadini.
Di Pietro e Grillo dovrebbero allearsi con Berlusconi, così Berlusconi perde.
Con questa gente si perde per forza....io stesso non potrei mai votare una coalzione che abbia al suo interno Di Pietro o Beppe Grillo.
Speriamo che il PD se ne renda conto e si liberi di questi populisti ipocriti che gesticono i propri partiti come dittature peggiodella Corea del Nord.......

Libero Gaudì 2010-08-07 19:32:05

Secondo Marco Demmini quindi,con grande sagacia politica,l'unico atto vero di coraggio sarebbe liberarsi dell'abbraccio mortale di Di Pietro. E fare cosa??
Ma che bella trovata!! Ricostruire una fantomatica coalizione che da sola riesca a fronteggiare Berlusconi con anti-berlusconiani DOC....e chi sono questi anti-berlusconiani DOC ? Ma certo....non c'è alternativa!! Casini e Fini!!
Moro..Gramsci..Almirante...si stanno rivoltando nelle tombe!!!

Mimmo 2010-08-06 22:57:05

Articolo molto bello, chiaro e acuto. Complimenti.

Antonella 2010-11-07 18:20:53

Quelli del Tribuno sono i migliori editoriali che si trovano in rete.

 

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