Il Tribuno
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News by Dire
28 Settembre 2010
CAMPANIA. LASCIA IL PARTITO, TOMMASO MORLANDO, RESPONSABILE REGIONALE CRIMINALITA' ORGANIZZATA: "DI PIETRO DEVE SCEGLIERE: O I VOTI O LA LOTTA CONTRO LA CAMORRA". FORMISANO & MARRAZZO VOLEVANO ESPELLERLO.
SECONDO IL MILITANTE DI CASTELVOLTURNO, NOTO PER IL SUO IMPEGNO CONTRO LE COSCHE E IN DIFESA DEL TERRITORIO, ERA IMPOSSIBILE RESTARE IN UN PARTITO INFASTIDITO DA CHI SI IMPEGNA E CHE SI PREOCCUPA SOLO DI NOMINE, TESSERE E VOTI.
Dal caso Morlando si capisce che ormai parole come legalità, questione morale, lotta alla criminalità, nell'Idv sono solo specchietti per le allodole. E proprio in Campania, dove questi valori dovrebbero contare più che altrove, l'immagine del partito di Di Pietro è del tutto diversa dalla realtà. A cominciare da Caserta, dove Americo Porfidia, nonostante fosse indagato, e si fosse autosospeso dal gruppo alla Camera, ha continuato di fatto a gestire il partito.

Un’altra fuga, un altro dirigente che lascia l’Italia dei Valori dopo aver toccato con mano come il partito di Di Pietro sia l'esatto opposto di ciò che appare. Si tratta di Tommaso Morlando, responsabile criminalità organizzata e  trasparenza della P.A. dell’Idv Campania. Cinquantasette anni, ingegnere civile, Morlando se ne è andato qualche giorno fa, dopo che nel corso di una riunione a Vasto, Nello Formisano e Nicola Marrazzo, i ras dipietristi sotto il Vesuvio, hanno chiesto a Palagiano la sua testa. Qual era la colpa dell’ex assessore all’ambiente di Castelvolturno, responsabile del centro studi Officina Volturno, e a tutti noto nella terra di Gomorra come un infaticabile attivista anticamorra? Quella di aver criticato il silenzio dell’Idv sul ribaltone di Santa Maria Capua Vetere, dove il sindaco di centrosinistra è passato armi e bagagli nel centrodestra. Morlando ha chiesto ragione della totale indifferenza all’evento da parte del consigliere comunale dipietrista, Gaetano Di Monaco, esortandolo a far sentire la sua voce. E Di Monaco per tutta risposta è passato anche lui con il centrodestra, autosospendendosi dall’Idv. Una scelta che evidentemente il consigliere aveva già in animo di fare ma che Formisano e Marrazzo hanno assurdamente addebitato a Morlando, accusandolo di essersi arrogato il privilegio di parlare a nome del partito, privilegio riservato, pare di capire solo ai due strateghi napoletani e ai loro caporali. Ma è chiaro che Morlando era da tempo un corpo estraneo in un Idv che in Campania è un partito afflitto da tutte le patologie tipiche della politica meridionale, il trasversalismo, l’opportunismo, l’affarismo, con una classe dirigente messa insieme senza alcuna selezione e che poi, appena può, va dove la porta qualcosa di molto diverso dal cuore. Vedi il caso dei due consiglieri provinciali Idv di Napoli, Palomba e Filoia, che hanno seguito nel Pdl il sindaco di Torre del Greco, Borriello, altro prestigioso acquisto del Moggi dell'Idv campano. Morlando viene da destra, prima dal Fronte della Gioventù e poi da An, ma a differenza della stragrande maggioranza delle destre meridionali ha scelto la strada della lotta ai soprusi contro il territorio e la salute dei cittadini, organizzando manifestazioni contro l’inquinamento dei Regi Lagni e le discariche abusive gestite dalla camorra, oppure contro i depuratori che non depurano, mentre ora si appresta a combattere contro la costruzione del mega porto della famiglia Coppola a Castelvolturno, un impianto da 85 milioni di euro che sorgerà su terreni gravati da usi civici gentilmente offerti alla potente famiglia dalla locale giunta di centrodestra per la bellezza di 60 anni e senza nulla in cambio per la collettività. Morlando è entrato in Idv quattro anni fa perché cercava un partito che lo sostenesse nelle sue battaglie. Vedendo in tv la grinta e la determinazione di Di Pietro pensava di aver trovato quello giusto. Oggi ammette di aver preso un abbaglio e ripete quello che tutti i galantuomini entrati in Idv pieni di speranze recitano amaramente di fronte al fallimento del loro impegno: l’Italia dei valori è un partito in cui l'immagine non corrisponde affatto alla realtà. Insomma un sortilegio, un incantesimo mediatico, una fata morgana televisiva. Peggio ancora una truffa politica. E questa verità in Campania sembra ancor più vera. Morlando non ha impiegato molto tempo a capire di essere a mala pena sopportato, e che il suo impegno dava fastidio. Le sue richieste di interrogazioni regionali e nazionali cadevano regolarmente nel vuoto. Le sue proposte rimanevano regolarmente sulla carta. Nessuno voleva sentire parlare di camorra, di discariche, di inquinamento. Le tessere che inviava a Napoli sparivano e a Morlando non è mai stato mostrato un bilancio del partito, né provinciale né regionale. Così come a Castelvolturno non è mai arrivato neppure un soldo per le sue iniziative. I soldi: anche in Campania un problema sul quale bisognerebbe saperne di più a cominciare dal fatto che i versamenti delle tessere devono essere spediti al regionale su un conto non di Napoli ma del Credito cooperativo di Torre del Greco, la città natale di Formisano. A parole il partito sembrava tenere in considerazione l'impegno di Morlando. Il coordinamento di Caserta, pochi giorni prima che i big del partito cercassero di espellerlo, difeso solo da Luigi De Magistris, gli ha tributato una nota di encomio per il suo impegno. Anche il coordinatore regionale Formisano di Morlando parlava bene, ne lodava pubblicamente le iniziative e in occasione delle elezioni regionali del marzo scorso gli ha addirittura chiesto di candidarsi. Una proposta che Morlando ha respinto perché si è accorto che era intinta nel curaro: Formisano lo avrebbe usato per togliere voti a Lorenzo Diana, l’ex deputato dei Ds con una vita passata sotto scorta per il suo impegno anticamorra che Di Pietro ha fatto di tutto per strappare al Pd e mettere in lista e che Formisano ha fatto di tutto per boicottare. Tanto è vero che Diana non è stato eletto mentre in compenso è arrivato in consiglio regionale, Eduardo Giordano, uomo di Americo Porfidia, il deputato autosospesosi dal gruppo della Camera ma che in realtà continua a guidare il partito nonostante un’indagine giudiziaria a carico. Formisano, è noto a tutti, difende a spada tratta Porfidia, “dovreste andare a casa sua e vedere come ha educato i figli”, ama spesso ripetere a chi storce il naso di fronte al sindaco di Recale. E sembra che insista continuamente presso Di Pietro perché riammetta il deputato nel gruppo, proprio mentre Porfidia si dice sia tentato di fare il salto verso il Pdl.  Intanto  l'Idv a Castelvolturno non esiste più. Dopo l’uscita di Morlando la locale sezione, che si era già autosospesa il primo luglio in segno di protesta per l’indifferenza dei vertici regionali, ha chiuso definitivamente i battenti e tutti gli iscritti hanno restituito la tessera. Così vanno le cose nell'Idv campano, dove nessuno ha trovato il tempo di partecipare alle esequie del sindaco di Pollica, Angelo Vassallo. Quando Morlando infatti ha chiamato la sede regionale del partito a Napoli chiedendo che qualcuno andasse ai funerali o facesse un comunicato, si è sentito rispondere, ci dispiace, ma non ci possiamo muovere, siamo tutti impegnati nella scelta dei nomi dei presidenti delle commissioni regionali. 


LA LETTERA DI DIMISSIONI DI TOMMASO MORLANDO


Il dirigente settore:                                                                          Castel Volturno 2O/09/2010

Criminalità organizzata

Trasparenza pub. Amministrazione 

Prot. n° 026/10  (da citare nella risposta)

OGGETTO: Dimissioni irrevocabili.

 

Preg.mo Presidente IDV

On. Antonio Di Pietro

 

p.c. On. Antonio Palagiano

p.c. On. Luigi De Magistris

 

Carissimo Presidente di Pietro, nel 2006 ho aderito all’IdV insieme alla mia associazione (Officina Volturno) e con l’incarico di assessore comunale del mio comune e presidente dell’Ente Riserva Licola Foce Volturno, insieme a 2 consiglieri comunali perché ho creduto nella Tua persona e nei valori che rappresenti.

 

Ho avuto incarichi e soddisfazioni importanti dal partito e da Te personalmente quando sei venuto a Castel Volturno e con l’ultima interrogazione parlamentare fatta per il nostro comune e credo di aver ricambiato con serietà ed impegno, anche se in terra di camorra e disperazione se non fai politica clientelare il voto, specialmente alle comunali non è facile. 

 

Ultimamente sembra che il rapporto fiduciario si sia rotto con alcuni autorevoli dirigenti, i quali personalmente mi continuano a manifestare la loro fiducia affermando…”che rappresento una risorsa per il partito”, ma in altra sede (Vasto), invece, sembra avanzino richieste di provvedimenti disciplinari nei miei confronti, il tutto a mia insaputa.

 

Non amo fare polemiche, sono un operativo, gli inciuci delle comari di partito non mi hanno mai appassionato,come non mi appassionano le correnti interne, io faccio politica per passione, ma  certamente resto deluso e amareggiato da simili comportamenti che non avrei mai immaginato possibili da persone di tale spessore e livello e,  pertanto,  senza sbattere la porta tolgo il disturbo. 

 

Io resto idealmente vicino alla Tua persona e al Partito, ritorno a fare associazionismo, ringrazio per la possibilità politica che mi è stata data, in particolare ringrazio gli amici Antonio Palagiano e Luigi De Magistris per la costante vicinanza alle problematiche sociali affrontate(camorra-extracomunitari-ambiente), ma  comprenderai che venendo meno il rapporto fiduciario con i responsabili regionali a cui devo fare riferimento, visto il mio incarico di area tematica, ogni ulteriore rapporto diventa impossibile.

 

Io lavoro per costruire e sono un passionale, ma leale e corretto,rispettoso delle regole e gerarchie interne, ma ho il difetto di non essere diplomatico e su ciò è facile costruire giudizi fuorvianti.

 

Infine qualcuno mi dice… ma che fai, dando le dimissioni fai il loro gioco… sei un ingenuo…

Ma io ho risposto: scusate ma se nel MIO partito esistono simili personaggi e questi sono i metodi… (compreso boicottare la  richiesta di tesseramento) e visto che non ho altri scopi che vadano oltre la militanza, credo di essere nel posto sbagliato e, almeno in Campania, questo non è il MIO partito.

 

Ti saluto con affetto e immutata stima e che il Buon Dio Ti preserVi perché il Paese ha bisogno di Te. 

                                                                                                      

                                                                                                     (Tommaso Morlando )                                                                                                   

 

 

 

 

 

 Italia dei Valori – Sezione di Castel Volturno – Si dimettono tutti e la sezione chiude!

 

Alla segreteria Nazionale IDV Fax 0245498412

info@italiadeivalori.it  Prot. N° 10/2010.

 Il sottoscritto Avv. Fabio Russo, in qualità di segretario cittadino dell’Italia dei Valori di Castel Volturno, facendo seguito alla comunicazione trasmessa in data 01/07/2010, e con la quale rendeva noto al partito di autosospendersi dal proprio ruolo unitamente a tutto il direttivo cittadino, prendendo atto delle dimissioni già inoltratevi da parte di Tommaso Morlando, già Presidente di questa sezione e dirigente regionale, e manifestando la più ampia solidarietà nei suoi riguardi, nonché prendendo atto dell’insanabile contrasto di questa sezione con i vertici provinciali dell’IDV, con la presente rassegna formalmente, ed in via definitiva, le sue dimissioni, rappresentando che a far data da oggi il direttivo della locale sezione viene sciolto. 

Distinti saluti.

Castel Volturno, lì 23/09/2010                                                             

Il segretario cittadino

                                                                                               Avv. Fabio Russo




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