Il Tribuno
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News by Dire
28 Settembre 2010
CAOS NELL'IDV CAMPANO. PORFIDIA ACCUSA DI PIETRO DI NON RICHIAMARLO NEL PARTITO NONOSTANTE LA SUA VICENDA GIUDIZIARIA SI STIA CHIARENDO. "IL DISAGIO C'E' E STIAMO RIFLETTENDO SE RESTARE" DICE UN SUO UOMO. MA DOMANI VOTERA' LA FIDUCIA A BERLUSCONI?
SI PROFILA UN NUOVO CASO DE GREGORIO. IL DEPUTATO CASERTANO AD UN GIORNO DAL VOTO ALLA CAMERA, ATTACCA IL SUO PARTITO E ACCUSA LE FRONDE ESTREMISTICHE DI DE MAGISTRIS DI IMPEDIRGLI DI TORNARE NEL PARTITO. SI PARLA DI UN SUO PASSAGGIO A "NOI SUD" CHE NESSUNO SMENTISCE.
Luigi Passariello, coordinatore provinciale di Caserta ammette al Tribuno.com il forte disagio della componente che fa capo a Porfidia e parla di riflessione in corso dalla quale potrebbe scaturire anche un'uscita definitiva del sindaco di Recale.
Americo Porfidia, il deputato dell'Italia dei Valori, e boss del partito a Caserta, ha aperto una riflessione sulla opportunità di restare nel partito di Di Pietro. Com'è noto, il sindaco di Recale, è indagato dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere per violenza privata ma, precisa, non per il 416 bis, ovvero associazione mafiosa. Da questa riflessione, spiega il coordinatore Idv di Caserta, Luigi Passariello, potrebbe scaturire anche la decisione di uscire dal partito e confluire nella formazione "Noi Sud" che a Montecitorio si appresta a votare la fiducia al governo Berlusconi alla disperata ricerca di voti. Porfidia non chiede nulla, dichiara Passariello, piuttosto dovrebbe essere il partito a fare il primo passo, così come in passato lo ha fatto lo stesso Porfidia che, lealmente e per non mettere in difficoltà Di Pietro, ha deciso di autospendersi passando al gruppo misto allorchè si è diffusa la notizia del suo coinvolgimento nella vicenda giudiziaria. Ora però, rivela Passariello, c'è un fatto nuovo, ovvero un'ordinanza del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere che darebbe implicitamente ragione alle tesi difensive di Porfidia, commissariando la Clinica del Sole di Caserta, la struttura al centro delle indagini. Per questo, sostiene Passariello, Di Pietro dovrebbe fare il primo passo e chiedere a Porfidia di rientrare nel partito. Ma, attacca Passariello, Di Pietro non lo fa perchè è frenato dalle fronde estremistiche di De Magistris, dall'onorevole Barbato e da Lorenzo Diana, l'ex deputato dei Ds noto per essere stato minacciato di morte dai casalesi, che, dichiara Passariello, non risulta nemmeno iscritto nell'Idv. Secondo Passariello i problemi giudiziari di Porfidia sono stati artatamente amplificati proprio allo scopo di decretare la sua morte politica. E anche se il coordinatore regionale Formisano si è sempre impegnato presso Di Pietro per far sì che Porfidia fosse riammesso nel partito, evidentemente le spinte contrarie dei giustizialisti, conclude Passariello stanno avendo la meglio. Ma perchè, chiediamo, questo disagio di Porfidia è stato esternato proprio in questi giorni, alla vigilia del voto di fiducia alla Camera?  Una domanda alla quale Passariello non ha risposto. Intanto secondo fonti giornalistiche locali, il consigliere provinciale casertano, Francesco Ommeniello, legato a Porfidia, sarebbe già passato a "Noi Sud", mentre il consigliere regionale, Eduardo Giordano, anche lui di osservanza porfidiana", si sarebbe rifiutato di farlo. 

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Commenti
Mirco Marchetti 2010-09-29 01:59:50

In pratica è una forma di ricatto inaccettabile. Se viene allontanato confluisce nella formazione " "Noi Sud" che a Montecitorio si appresta a votare la fiducia al governo Berlusconi". Io rispondo, s'accomodi senz'altro. Vada! Vadi!!

I "giustizialisti" di De Magistris hanno ragione, quale linea di coerenza può essere riconosciuta a chi sta in un partito per osteggiare la linea di Governo di Berlusconi, ma è pronto, se non si riconoscono le sue personali esigenze, a passare a votare la fiducia nel governo che, stando nel partito, dichiara di voler osteggiare.

Al di la dei risvolti giudiziari e dei loro esiti, io non credo che sia indispensabile la sua presenza nell'IDV. Fuori!

 

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