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Alberico Giostra 11 Settembre 2010
DEDICATO ALLE DONNE IDV

Questo articolo è dedicato alle donne dell'Italia dei Valori. Perchè se è sicuramente impossibile per un uomo onesto resistere in quel partito figuriamoci per una donna.  Diceva Friedrich Engels che il livello di una civiltà si giudica in base alla posizione che occupa in essa il genere femminile. Se questo è vero il livello dell'Idv è sicuramente basso. Nel drappello di parlamentari che ancora resiste accanto a Di Pietro le donne sono solo quattro. In percentuale nel gruppo Idv ce n'erano di più nel 2006 e ce n'erano molte di più, sempre in percentuale, nel 1998 a San Sepolcro, quando l'Idv fu fondato.
Ma a parte il numero quello che importa è il loro ruolo. Delle quattro parlamentari solo Silvana Mura, la ragioniera di Chiari, occupa un posto di rilievo. Le altre contano meno del due di picche, brave donne per carità, ma totalmente ininfluenti e del tutto prive di quell'autonomia ideativa e propositiva, almeno sui temi più propriamente femminili che il loro ruolo richiederebbe. Per questo chiediamo: a quale prezzo restano in quel partito? Una domanda che in fondo, non senza qualche fatica, estendiamo anche a Silvana Mura. Forse è un'illusione, ma chi scrive continua a immaginare "l'eterno femminino" come qualcosa di irriducilmente estraneo al cinismo e al disincanto tipicamente maschili, e ci sembra che la componente femminile agisca spesso da antidoto al proliferare di certi ignobili comportamenti.
Il partito di Di Pietro non fa eccezione. Senza arrivare a concludere che lì dentro il dissenso è donna, (a impedircelo resta pur sempre Silvana Mura) gli esempi di "pasionarie" che contestano e hanno contestato l'andazzo nell'Idv e hanno denunciato la truffa politica che esso rappresenta, sono tantissime e la spietata macchina repressiva dei mediocrissimi gerarchetti di Tonino non le ha risparmiate, non facendosi scrupolo di calunniarle e offenderle. La regina delle dissidenti, la madre di tutte le battaglie, potremmo dire, è senz'altro Wanda Montanelli. La Wandissima di Tonino è stata la prima a denunciare i torti che le donne dell'Idv subivano, arrivando a fare persino due scioperi della fame contro la mancata erogazione dei contributi finanziari che per legge spettano alle donne in politica, scioperi interrotti dal preoccupato intervento del capo dello stato, che forse anche per questo l'ex pm detesta.
  La sua passione per la giustizia l'ha spinta a citare in giudizio Di Pietro costringendo ad un autogol clamoroso il difensore del leader Idv, il quale in una memoria ha affermato che la Montanelli non aveva alcun diritto di chiedere soldi al partito non essendo socia della famosa associazione a tre, quella di cui Di Pietro nega l'esistenza, l'unica, secondo il legale, legittimata a occuparsi delle finanze Idv. Neanche a Elio Veltri è mai riuscito tanto. Forse solo una donna poteva tirare fuori così magicamente la verità.
Come dimenticare poi Angela Zeoli, una "pasionaria" Idv della prima ora che nel beneventano ha creato dal nulla il partito e ingaggiato una lotta senza quartiere contro Mastella e il suo modo di fare politica, fino a quando è stata estromessa dal più opaco dei colonnelli dipietristi, Nello Formisano, che con Mastella ha stretto un'intesa politica poco prima che fosse travolto dallo scandalo giudiziario. La Zeoli è stata emarginata e costretta ad andarsene dopo essere stata additata come "impolitica".
Perchè il leit motiv delle accuse alle donne Idv che provano ad alzare la testa è proprio quello di non saper fare "politica", termine che in questo modo assurge a sinonimo di ogni più losca e inconfessabile pratica.
E' esattamente quello che è capitato ad Anna Rivelli che a Potenza ha sfidato i ras locali dell'Idv pigramente e pavidamente adusi ad ogni impresentabile compromesso, ha gettato i suoi sassi nel paludoso stagno del dipietrismo lucano con alcuni coraggiosi articoli e alla fine, dopo essere stata accusata da Felice Belisario appunto, di "non saper fare politica", è stata costretta ad andarsene dal partito tra le minacce di querela di Don Felice.
Minacce e calunnie infatti hanno spesso dovuto subire le donne che si sono opposte alle liturgie di potere dei gerarchetti di Tonino. E' capitato ad Alessandra Piva, di Varese, una delle fondatrici dell'Idv nel '98 e della Base Idv, il primo movimento organizzato del dissenso interno, subdolamente accusata di aver avuto rapporti con esponenti politici condannati penalmente e, udite, udite, di essere stata iscritta alla Margherita, come se l'Idv non fosse un partito di riciclati e transfrontalieri della politica.
Di calunnie è ad esempio oggetto in questi giorni, Serenella Moroder, assessore regionale che ha deciso di candidarsi a coordinatrice del partito nelle Marche. Minacce ha subìto una giovane dissidente marchigiana, Cristina Casturà costretta a fuggire dall'Idv per abbracciare le fabbriche di Vendola. Calunnie ha subìto Alessandra Sartorio, ex assessore provinciale a Torino, dimessa dal presidente della giunta senza essere stata difesa dal partito dell'ex pm.
La Sartorio era troppo per l'Idv: troppo elegante, troppo bella, troppo alta, troppo ricca, troppo onesta, troppo indipendente, troppo disinteressata alla politica dei compromessi e dei ricatti. E anche troppo coraggiosa perchè ha denunciato al nostro Fabrizio Colonna le indecorose pressioni e le richieste subìte dai capibastone Idv. Mai nessun'uomo aveva trovato questo coraggio, mai nessuno aveva vuotato il sacco come ha fatto lei. Per questo doveva andarsene, era un granello di polvere in un ingranaggio che prevede sì le donne, ma al massimo come angeli del focolare burocratico, segretarie tuttofare, portaborse, e se possibile amanti. In un partito familista e di destra come l'Idv l'unico spazio lasciato alle donne è questo: segretarie, mogli, figlie e amanti. Di queste il partito di Di Pietro è pieno.
E vengono esibite senza imbarazzo, come nel caso della bellissima Marylin Fusco, fidanzata del ras ligure del partito, Giovanni Paladini, che perdutamente innamorato di lei (e lo capiamo) l'ha fatta arrivare con le sue indubbie capacità fino alla poltrona di vicepresidente della Regione Liguria, prestigioso traguardo raggiunto in soli due anni di militanza in Idv, un record impensabile in qualsiasi partito che non fosse il Pdl.
All'ombra di questa carriera "monstre" è stata sacrificata un'altra donna, Carmen Muratore, dieci anni di militanza e una certa pericolosa tendenza all'autonomia di giudizio e di azione: un soggetto inaffidabile, dunque da cestinare il prima possibile. In fondo le donne nell'Idv per affermarsi devono assomigliare ai loro "carnefici" maschi, vittime di una sindrome di Stoccolma grazie alla quale si guardano allo specchio e ripetono compiaciute che il sesso debole non esiste più.
Ma forse a non esistere è proprio quello specchio nel quale credono di vedere riflessa la loro immagine. Per questo siamo vicini alle donne che resistono ancora nell'Idv, stordite dalla bruttura morale degli spettacoli ai quali assistono e comunqne coscienti del profondo disagio che provano.
Pensiamo a Emma Tedesco, Franca Carbone, Rosanna Bevilacqua, ed Emanuela Ferrari, tanto per citarne solo alcune, militanti che ogni giorno lottano per provare a cambiare un partito che le sta deludendo mortalmente. E siccome una donna delusa sembra ferita assai più gravemente di un uomo, anche a loro dedichiamo queste righe.

















Alberico Giostra

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Commenti
paro paro 2010-10-03 11:58:33

cosa volete.... anche nell'idv ci sono dirigenti sensibili all'allargamento cosciale femminile...

Monia Lustri 2010-10-03 00:45:43

Mirco e proprio queste sono le persone donne o uomini che in idv non vedo...
"più persone preparate, motivate e sensibili. Persone, siano esse donne o uomini." sanno nascondere bene le loro capacità oppure semplicemente come appare non ne hanno! E Di Pietro vuole chi non sa fare altrimenti si rischia di essere migliori di lui e ci vuol molto poco!

cosimo geraci 2010-09-19 12:47:56

credo che il problema della promozione delle donne in politica sia un problema che riguarda tutti i partiti, più o meno. E' un problema generale di insufficiente civiltà politica del popolo italiano. E' un problema di cultura maschilista della società e di assenza dei supporti sociali che , affrancando le donne da obblighi familiari aggiuntivi a loro addebitati da una tradizione difficile da rimuovere, consentano una adeguata competizione ad armi pari nella disponiobilità di tempo per la formazione e per la lotta.
Io sono un sostenitore dell'ingresso delle donne in politica ad alto livello, ma devo dire che fra le donne c'è chi sbandiera l'essere donna per perseguire una politica che non è per nulla di rinnovamento. Ho esperienza di donne che perseguono obiettivi di tipo mastelliani, strumentalizzando il vittimismo dell'esser donna per atteggiamenti golpisti nei confronti di uomini che realmente vogliono rinnovare la politica. Come pure ho esperienza di donne veramente con una mente politica di valore, che potrebbero dare un forte contributo alla spinta rinnovatrice del partito nella società e che invece vengono sacrificate in un ruolo marginale , non perchè donne, ma perchè pericolose rispetto a chi vede in loro un possibile ostacolo alla propria carriera politica. L'errore delle donne è proprio quello di andarsene dal partito quando subiscono una sconfitta, o di assumere atteggiamenti che provochino l'epurazione. Debbono imparare come gli uomini ad aspettare il momento propizio per la rivincita e cercare le alleanze giuste per la loro causa con pazienza certosina, associando la loro causa ai temi più vasti della promozione complessiva della società.

filippo massa 2010-09-15 19:27:44

sono daccordo con Giostra in lungo e largo, com'è vero che le donne giuste dell'IDV sono poche e quelle poche non sono giuste per l'IDV, ma non arrendetevi perchè ci sono, anche se pochi, uomini che vi sosterranno perchè abbiate in un futuro non lontano giusta considerazione e rispetto, a dispetto degli uomini che vi considerano ancora nulla.
Forza donne, non mollate

Francesco 2010-09-14 17:07:46

Anche in famiglia si compiono delle ingiustizie; è umano sbagliare. Dire che IDV abbia sbagliato nelle sue scelte si smentisce con i risultati che ha conseguito; logicamente, come in ogni situazione, ci sono dei risvolti positivi e dei risvolti negativi e le reazioni umane sono conseguenti alla posizione in cui ci trova.L'articolo in questione non tiene in minima considerazione queste realtà ma propone solo ciò che gli interessa per arrivare a conclusioni che gratifichino le sue aspettative e quelle delle sue ispiratrici. Insisto nel dire che non è un metodo accettabile da chi si vorrebbe proporre come giornalista professionista.

Salvatore Miri 2010-09-13 22:16:41

Mah! A sentire le dirette interessate, viene davvero un colpo nel sentire che in IDV, senza motivazioni politiche serie, sono state espulse? Allontanate? Epurate? Io non credo che il partito di Di Pietro, per le battaglie politiche che fa, possa fare tanto. Le ragioni di questi "allontanamenti", probabilmente si possono trovare nell'attività "politica" post allontanamento delle signore in questione, la quale attività è tutta rivolta contro Di Pietro ed all'intero IDV.
Cordiali saluti

Mirco Marchetti 2010-09-13 21:54:44

E, le ripeto pure qui Monia, come fa a stare tranquilla nel partito di Cuffaro e fare la morale a chi sta in IDV

Mirco Marchetti 2010-09-13 21:38:08

Monia, io argomentavo un'affermazione di Giostra in base alla quale sostanzialmente si va ad affermare che, è impossibile rimanere in IDV ed essere onesti per un uomo, figuriamoci per una donna.

Francamente mi pare un sunto discriminatorio, essendo un uomo non credo di essere meno corruttibile di una donna, ma se alle donne piace quel che Giostra ha scritto, a me, invece, che sono una persona che milita da 8 anni in quel partito, la cosa scritta non va bene, perché ribadisco la mia onestà non ostante gli anni che nel partito ho passato. Aggiungo che quando scrivo dell'offendermi, anche questo atteggiamento non mi appartiene e lo uso nei miei confronti in maniera impropria. D'altra parte ho sempre pensato che se offendere significa, attaccare, l'offendersi è un esercizio riflessivo e significa, attaccare se stessi. Tranquilla ;-) non mi offendo facilmente, semmai mi capita di incazzarmi

Per il resto, devo dire che non mi ha mai appassionato il discorso quote rosa, casomai tempo fa io scrivevo di "quote arcobaleno", avere nelle liste non tanto percentuali garantite per sesso, quanto percentuali garantite per status: 10% meno abbienti, 10% cassintegrati, 10% precari, 10% disabili... ecc. Però poi non rimaneva posto per i notabili e tutti prendevano per pazzesca o, al meglio, provocatoria la mia proposta. E non mi riferisco all'IDV, mi riferisco ai partiti in genere, dal PD alla sinistra più estrema altrimebnti sembra che gli altri partiti siano da santificare, mentre hanno più o meno le stesse tentazioni che qui parrebbe le abbia solo IDV.

A me non interessa avere più donne in politica, mi basterebbe avere più persone preparate, motivate e sensibili. Persone, siano esse donne o uomini.

elisabetta di carlo 2010-11-07 19:22:10

Forse alberico ha dimenticato di inserire qualche altro nome...........come mai?

Monia Lustri 2010-09-13 16:04:11

Mirco Marchetti lei non può asserire che sia disonesto Alberico Giostra, fondamentalmente perchè non è una donna o ex donna idv in primo luogo, secondo perchè le vicende che si sono ripetute ed hanno investito TUTTE le donne di idv, me compresa, sono state devastanti, fatta eccezione per quelle donne che si sono prestate ai giochi di potere ed interessi. Per cui Mirco lei difende l'indifendibile e qui ogni donna, in un modo o nell'altro, lo sa bene.

Monia Lustri 2010-09-13 16:02:05

Spesso sono riocordate per gli accompagnamenti a cena fuori le donne in idv ;-)

pina de gaetani 2010-09-13 14:49:42

Alberico,
il nome potrà non dirti nulla, ma a Catania, il primo circolo idv fu aperto su iniziativa di Grazia Giurato, una donna combattiva, che fu tra le fondatrici a S.Sepolcro.
Fu tra le prime, e idv non esisteva ancora se non come movimento..a denunciare che stavano entrando truppe cammellate, che c'erano tessere false e molto di più.
Durante un convegno, Grazia disse a Di pietro, di stare attento perchè stava offuscando con persone poco pulite i valori per cui era nato il movimento., e lui rispose: Vedi ombre ovunque.
Grazia era una risorsa , a Catania è notissima e di grande valore politico e morale, qualche giorno fa mi ha detto: racconta come io stessa ho denunciato i mali di idv..che purtroppo sono uguali, identici a quelli di anni fa.

Francesco 2010-09-13 12:01:50

Malcom X "Se non state attenti, i media vi faranno odiare le persone che vengono oppresse e amare quelle che opprimono!"
Per evitare questa grande verità si deve sempre portare alla luce le varie versioni e chi legge deve trarre le sue conclusioni senza essere ne pilotato ne indirizzato.
In questo articolo vedo molta faziosità e nessuna obiettività evidentemente chi scrive è di parte e non è accettabile che si definisca GIORNALISTA.
Dichiari apertamente la sua posizione e dopo, chi legge, saprà valutare se quanto scrive risponde a verità o a opinioni personali.

Anna R.G. Rivelli 2010-09-12 20:02:27

Mirco, siamo pienamente d'accordo; i mali non appartengono ad un partito, ma alle persone; ma se il partito è retto e farcito da quel tipo di persone, naturalmente tutto il partito va in malora. E purtroppo, salvando gli idealisti che di solito sono tenuti ai margini, l'IdV è già andato in malora.
Ricambio l'abbraccio.

Anna R.G. Rivelli 2010-09-12 19:56:45

Che persona è uno che giudica gli altri senza avere la benché minima idea del lavoro che c'è dietro un articolo? Sarà mica uno che il reich nazista lo conosce bene essendo allevato a quella scuola? Signor Speranza, perché non si è preoccupato di chiedere a Giostra quante donne IdV sono state sentite e quante volte e quante tesi alternative non sono state in grado di esprimere?

Francesco Speranza 2010-09-12 19:02:27

Che giornalista è uno che scrive ascoltando la sola versione che gli interessa per screditare ma non per arrivare alla verità. Porta l'esempio di una decina di donne senza portarne neppura una che possa esprimere una tesi alternativa. Le uniche due che non rientrano nel gruppo sono descritte come se fossero oggetti e senza prendere in minima considerazione altre prospettive. Se questo è giornalismo Joseph Goebbels, cancelliere del reich nazista e ministro della propaganda, deve essere l'ispiratore.Non dimentichiamo cosa disse Malcom X "Se non state attenti, i media vi faranno odiare le persone che vengono oppresse e amare quelle che opprimono!"

MIrco Marchetti 2010-09-11 22:26:40

Ti ringrazio Anna per la fiducia che mi concedi pur non conoscendomi. Sposo però la riflessione di Giancarlo Deodato soprattutto quella delle 16,50, poiché pure io sono convinto che certe battaglie debbano essere condotte dall'interno. Capisco quel che intendi, ma sono pur convinto Anna, che i mali che tu evidenzi, non sono propri di un partito specifico, ma sono nostri, attengono alle persone. Ho visto gente entrare nel mio partito per cogliere l'opportunità di avere un posto di lavoro, una sistemazione per la figlia, la moglie, una nomina in qualche ente... Noi uomini lo facciamo, non l'IDV. C'è chi lo fa anche in IDV. All'inizio dell'anno è entrato un ragazzo, si è tesserato, ha chiesto subito che io trovassi lui un lavoro, se ne è uscito ed è entrato in un altro partito perché non ho saputo accontentarlo. Adesso milita in un altro partito e parla male di IDV. In otto anni ne ho visti diversi, negli ultimi anni ancor più.

Non credo di essere meglio di altri, credo però che ci sia molto da fare per cambiare le nostre consuetudini. Siamo un popolo immatura, alla perenne ricerca di un leader, di un padre che ci indichi la strada. Ma siamo anche pronti a crocefiggerlo per lavare i nostri peccati. E' la nostra cultura, basata sui sensi di colpa, ed in cui il conflitto archetipico tra fratelli, ad iniziare da Caino ed Abele, è uno dei più cruenti e violenti. E' insito nel socius tutto questo, e fare una battaglia da autsider a cosa serve? Anche io credo che la battaglia vada condotta all'interno. All'interno della società, delle istituzioni, dei partiti.

Un detto a me caro e che uso in pratica nelle dinamiche di gruppo dice: se vuoi veramente conoscere qualcosa, prova a cambiarla. INfatti, nel momento che tenti di mutare un sistema, ti piombano addosso gli anticorpi preposti allo status quo, al conservatorismo. Ma gli anticorpi, escono solo quando c'é la reale ipotesi che qualcosa muti. Solo allora inizi a comprendere i reali ingranaggi che fanno girare il meccanismo, ed è quello il primo passo per conoscere qualcosa. Lo sa da subito il bambino, che nel distruggere il giocattolo compie l'atto creativo del conoscere.

Siamo noi uomini, il nostro rapporto con il potere che deve essere messo in discussione. La politica ha bisogno di rivisitazioni importanti, ad iniziare magari anche dalle forme partitiche di rappresentanza, o tentando magari nuove modalità di ricerca del consenso. Ma l'importante è la legittimazione delle diversità. Non la squalifica.

E stasera torno a riascoltarmi Guccini, e rivedermi nella mia stupidità giovanile, con l'eskimo addosso, e la speranza di poter cambiare un mondo solo grattando davanti al fuoco le corde di una chitarra stanca. SApevo già da allora che un popolo di santi ci avrebbe dato in rappresentanza un gruppo di santi, ma un popolo di ladruncoli e furbastri, non può che darci ciò che abbiamo in nostra rappresentanza. Nel bene o nel male, i primi responsabili siamo noi.

un abbraccio (se po

Anna R.G. Rivelli 2010-09-11 22:01:12

Se nulla servisse "a far trionfare la causa più giusta" , ma solo a far sopravvivere uomini onesti capaci di fare semplicemente il proprio dovere, nel ruolo che pro tempore gli è stato assegnato a servizio della collettività , il mondo sarebbe di per sè migliore. Tante porte sbattute, insomma, potrebbero riuscire a far crollare il palazzo e un palazzo crollato è un monito. Per questo, caro Giancarlo, io insisto nel dire che le perle non sono per i porci. Ti abbraccio

Giancarlo Deodato 2010-09-11 19:15:21

Ah ah ah, grazie tanto Rivelli !
Essere una "margarita ad suos" ? Non ci avevo mai pensato. Ma non credo proprio che gli uomini onesti, anche se in questo paese sono forse ormai rari come le perle, servano solo per fare delle collane.
Mi dispiace polemizzare proprio con te, cara Anna, che stimo e apprezzo immensamente, ma la tua mi è sembrata questa volta una battutaccia.
Io ho lavorato trent'anni negli uffici della pubblica amministrazione, senza contare gli impegni tra sindacati, partiti, e altre associazioni; ovunque purtroppo ho trovato del marcio e a volte me ne sono andato sbattendo la porta. Ma questo non è servito a far trionfare la causa più giusta.
La cosa più utile invece che ho potuto fare credo sia stata quella di fare semplicemente il mio dovere, nel ruolo che pro tempore mi era stato assegnato, a servizio della collettività. No ne ho mai tratto profitto, non ho intascato mazzette (come invece avrei potuto), non ho mai chiesto favori agli uomini di potere, nemmeno per sistemare mia figlia (come hanno fatto molti miei colleghi), e le battaglie che ho fatto dall'interno dell'Amministrazione non sono certo servite a cambiare il sistema, ma a dare il buon esempio e a conquistarmi il rispetto di molti, questo almeno credo di si.

Anna R.G. Rivelli 2010-09-11 17:50:12

Non credo che gli uomini abbiano da offendersi; nessuno più di chi in questo partito ha militato sa che esso si regge grazie ai voti e alla militanza degli idealisti. Quello che c'è da chiedersi è se conviene con la propria lealtà ed onestà e con il proprio impegno far rimanere in piedi un partito che di ideale e di leale ha solo le chiacchiere fatte dal suo presidente e che, invece, nella pratica utilizza gli stessi identici sistemi del berlusconismo più becero, servendosi e premiando gli uomini e le donne che riescono a mostrare maggior spregio proprio per quei valori che dovrebbero tutelare. Clientelismo, trasversalismo, salti da un partito all'altro sull'onda della convenienza, familismo assai più che amorale sono tutto quello che l'Italia dei Valori oggi offre. Uomini come Giancarlo ( che conosco bene) e probabilmente come Mirco ( che invece non ho il piacere di conoscere) sono le classiche perle gettate ai porci che, come è noto, sono animali onnivori e voraci e prima o poi ingurgitano tutto. Con voi uomini onesti, insomma, preferiremmo farci una collana.

Giancarlo Deodato 2010-09-11 16:50:46

Un bell'articolo, che definirei un cavalleresco omaggio all'"eterno femminino".
E tuttavia condivido la precisazione della Rivelli, peraltro molto spiritosa; c'è donna e donna, e come tra gli uomini anche tra le donne purtroppo ci sono le opportuniste, le carrieriste, e quelle pavide o servili., nell'IdV come altrove.
Quanto all'affermazione secondo la quale sarebbe impossibile per una persona onesta , uomo o donna che sia, rimanere nell'IdV, non mi offendo, anche se per il momento ho deciso ancora nonostante tutto di rimanere pur considerandomi un uomo assolutamente onesto, perchè sono assolutamente convinto che le battaglie, in situazioni come queste, si devono combattere e si possono vincere solo dall'interno.
Pur condividendo tutte le ragioni e avendo comunque il massimo rispetto per i tanti delusi che sono usciti o si sono fatti cacciare dal partito di Di Pietro (al quale ho aderito poco dopo San Sepolcro), penso che andarsene è servito solo a fare un favore ai furbacchioni e ai riciclati, e togliere loro il disturbo.
E contestare da fuori è inutile e può servire solo a favorire Berlusconi e la banda di lelinquenti che governa questo Paese.
Se un domani anch'io me ne andrò, non sarà per dare un contributo ad una più giusta causa ma solo per stanchezza.

Mirco Marchetti 2010-09-11 13:12:05

Essendo poi marchigiano, e giusto per aggiungere informazioni, voglio proporre un articolo dei giovani del PD di Ancona, rivolto alla Moroder nel febbraio di quest'anno quando Ella si distacca dal PD e si candida al Consiglio regionale con IDV. Poi mi si spiegherà pure quali sono le calunnie che oggi verrebbero rivolte alla Moroder, tanto per esserne informato. Per essere chiari, dico che il Governatore Spacca ha intenzione di un rimpasto in Giunta, e tra i rimpastati ci potrebbero essere pure la succitata Moroder. Non vorrei che la Moroder, che ha in poco tempo avuto un posto nel nostro partito anche per il tramite di Favia, adesso che se lo vede traballare sputa nel piatto che da subito l'ha nutrita. Che tristezza, dividersi tra poltronari buoni e poltronari cattivi e che tristezza vedere pressapochismi giornalistici che asservono certi giochi.
Non conosco la Moroder, quindi non mi permetto un giudizio, ma vorrei si riflettesse di più e con maggiore onestà, altrimenti finiamo per far guerre d'altri.

Comunque questo è il comunicato inviato a mezzo stampa dei giovani del PD di Ancona su Serenella Moroder scritto pochi mesi fa:

"I Giovani Democratici della Città di Ancona criticano con fermezza la decisione della Consigliera Comunale del PD Serenella Moroder di dimettersi.

Il Partito Democratico non è un autobus dell’interesse ,in cui si sale quando fa comodo e solo se sono liberi i posti più confortevoli per affrontare il viaggio.

I valori che incarna questo partito, e che vede noi giovani continuamente impegnati nell’ascoltare le cittadine e i cittadini, i ragazzi che frequentano scuola e università, e tutte le categorie, sono anzitutto coerenza e senso di appartenenza, valori che evidentemente non sembrano far parte della neo iscritta all’IDV, Moroder, che al contrario ha utilizzato il PD solo per tentare una scalata tutta politica e personale.

Chiediamo alla ex iscritta al PD, di rassegnare le dimissioni anche dal ruolo di Consigliere Comunale e da Presidente della Commissione Urbanistica, poiché è stata eletta (neanche un anno fa) da cittadine e cittadini che credono tutt’ora all’idea originaria del Partito Democratico e che ora probabilmente si sentono traditi dalla Moroder.

La Consigliera Comunale Serenella Moroder ha sempre rivendicato la sua non appartenenza ai vecchi partiti che hanno fatto nascere il PD, reclamando di incarnare lo spirito di quella società civile distante dall’opportunismo della politica di oggi: ma alla prova dei fatti si dimostra ancora più attaccata di altri alle vecchie logiche di poltrone, potentati e gestione del potere.

Questo è un monito anche per tutti gli iscritti al PD e soprattutto eletti con il PD, che sono tentati dai posti promessi dallo stratega Favia: anche voi svenderete la vostra faccia per 30 denari?

Sappiano costoro che questo Partito, il NOSTRO PD, non può permettersi ancora di essere tradito e di tradire i cittadini elettori!"

Dino Cristino – Segretario Comuna

Anna R.G. Rivelli 2010-09-11 09:14:48

"Evviva le donne in politica se le donne sono portatrici di valori, se non si piegano al sistema, se sanno riportare l’aria che viene a mancare, altrimenti non servono che a differenziare le toilettes in Parlamento"

(da "L’isola felice che non c’è" pubblicato su IL QUOTIDIANO DELLA BASILICATA del 03/11/2006)

Chiedo venia se mi autocito, ma mi è parso d'obbligo

PS
Alberico, hai dimenticato Francesca Tomasini

 

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