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La Redazione 10 Settembre 2010
"DI PIETRO? UN UOMO PROFONDAMENTE FASCISTA PRESTATO ALLA SINISTRA PIU' ESTREMA". RADICE ANCORA CONTRO IL LEADER IDV.
L'EX COORDINATORE DELLA BASILICATA TORNA A PARLARE DI TONINO DOPO IL RECENTE ABBANDONO DEL PARTITO IN QUESTA LETTERA-TESTIMONIANZA: "UNA VOLTA VISTO DA VICINO LO DEVI EVITARE".
Il leader Idv copia e va anche oltre Berlusconi, scrive Aldo Michele Radice, e oggi nei partiti dei capi indiscussi, aggiunge, si compiono atti indecenti sui quali si sorvola o si tace mentre il voto popolare è manipolato dagli intrighi. A questo punto, vista la metamorfosi di Radice dobbiamo riconoscere che Di Pietro fa davvero miracoli: trasforma i democristiani in campioni della contestazione e del ribellismo come non ce n'erano neanche nel '68.

Poteva sembrare pretestuoso il mio addio dall’IDV, ma quanto sta accadendo in questi ultimi giorni a livello nazionale e a livello regionale mi hanno non solo confortato, ma addirittura dato ragione.

L’abbandono di Radice per qualcuno può essere ben poca cosa, non lo è la fuoriuscita di Pino Arlacchi prima e di Enzo Iovine dopo. Sono abbandoni senza alcun dubbio politicamente pesanti.  

Di Pietro se non lo conosci puoi anche apprezzarlo, una volta visto da vicino lo devi evitare per le sue contraddizioni e falsità. Ciò che mi meraviglia è come mai personalità come Leoluca Orlando, Luigi Ligotti, Vattimo, Cambursano, De Magistris ed altri sopportino questo modo di fare e di concepire la politica e la gestione del partito da parte di Di Pietro.

Un uomo profondamente fascista nei modi e nella concezione della politica, ma oggi simbolo prestato alla sinistra più estrema ed intransigente.

Lo stesso avviene in Basilicata dove qualche “bravo” decide chi deve partecipare e chi no alle manifestazioni del Partito. Storia già vissuta ed da molti già accettata.

Si può criticare quanto si vuole Berlusconi, ma lo si copia e addirittura si va oltre sino alla degenerazione. Si è in questi anni costruita l’idea dei partiti padrone, del pensiero unico, del capo indiscusso anche quando si compiono atti indecenti o su cui si sorvola o si tace con troppa disinvoltura.

E’ vero ci sono cricche e cricche e faccendieri e faccendieri.

Si è voluto costruire partiti lideristi, dove la dialettica interna è un fastidio e pertanto da azzerare, dove la democrazia rappresentativa è condizionata da un centralismo becero e in molti casi dannoso, dove il voto popolare è manipolato dagli intrighi romani o potentini.

Questo avviene quando la democrazia è fragile e poggia su uomini non espressi dalla gente e quando i partiti o presunti tali sono una cricca dagli interessi più svariati.

Questo è ciò che ho sempre contrastato e che continuerò a contrastare, proponendo nei prossimi giorni un contenitore politico culturale esattamente all’opposto dell’attuale concezione e pratica politica, che si chiamerà “VERI VALORI“.

Aldo Michele RADICE

La Redazione

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Commenti
Mirco Marchetti 2010-09-13 21:50:21

Monia, ho fatto delle ricerche su molti che scrivono e rispondono qui, ne ho trovate di tutti i colori che gettano fango su un unioco partito, l'IDV.

Ho trovato uno che inneggia al fascismo, un leghista, una iscritta all'UDC di Cuffaro, uno iscritto al PDL, un conclamato razzista ed antisemita, tutti a spiegare a me e ad altri di che pasta è Di Pietro. A parte alcuni che credo siano in buona fede, molti gettano benzina sul fuoco.

La mia libertà mentale, la lasci a me, che mi pare di saper argomentare bene le mie motivazioni.

Mi spieghi, piutosto, la sua libertà mentale nello stare nel partito di Cuffaro.

Monia Lustri 2010-09-13 16:46:06

@Mirco Marchetti: Anche nell'espressione : noi dell'Italia dei valori, si tende a compiare il capo.. quindi la libertà mentale è abbastanza scarza oppure vi fanno firmare un contratto con la clausola imposta?

Mirco Marchetti 2010-09-11 02:25:09

Il problema è che io, a differenza sua, caro Gianni, non ho creduto in Di Pietro. Non è nella mia indole l'andar dietro qualcuno. E pure come credente, sono piuttosto scettico. Non mi vien mai bene insomma, il credere in qualcuno, quanto invece il credere in qualcosa.

Ho iniziato ad avvicinarmi ad un certo attivismo politico con i girotondi, il movimentismo e, quindi, mi sono poi imbattuto in IDV. Scrissi alcune mail a Di Pietro, alle quali con mia grande sorpresa rispose (era il 2001). Come uomo di sinistra, ci tenevo a fargli sapere la mia visione di mondo e di futuro. Le nostre visioni erano simili, molto simili. Decisi di iscrivermi al partito. Presi i contatti con un ragazzo del luogo, che pure lui aveva iniziato la militanza da poco tempo e per promuovere un referendum. Noi non credevamo, signor Gianni, in Di Pietro. Abbiamo sposato una causa nata dietro l'input iniziale di Tangentopoli e che guardava con interesse una società in movimento.

A differenza sua, non ho mai avuta l'occasione di conoscere Di Pietro, figuriamoci se posso permettermi di darne un giudizio personale, non possiedo elementi. E lei, essendomi più sconosciuto ancora, non può aggiungere elementi basati unicamente sulla pretesa di fiducia.

In alcune occasioni l'ho criticato e pure aspramente, ma a livello di scelte politiche. Io sono comunque libero di farlo, proprio perché credo in qualcosa. Il credere invece in qualcuno, l'andargli dietro, come lei pare aver fatto, signor Gianni, con Di Pietro, è comune e praticato, e forse aggiungerei che è una visione abbastanza comune di leadership. Purtroppo, crea per contrapposizione la logica del capro espiatorio e colui che era la salvezza, diviene il ricettacolo dei nostri mani limiti. E' una logica deresponsabilizzante, ma funziona comunque come una sorta di condono.

Forse si, un uomo c'é, cui ho creeduto e cui ancora credo. Mio padre.

Mirco

gianni schiuma 2010-09-11 01:05:40

ho creduto in di pietro...ho consociuto di pietro...ho sentito cosa dice....ho visto cosa ha fatto da noi....ho conosciuto molta gente che predica bene e razzola malissimo...lui non è uno di quelli....ne è il capo...caro mirco, non si fa la guerra alla macelleria sociale e culturale portando avanti personaggi che della guerra alla macelleria sociale se ne fottono, anzi la promuovono con comportamenti ed atteggiamenti clientelari che alimentano quella macelleria...e se il fuoriuscito parla solo da amante deluso tradito, basta guardare come sono coerenti le azioni ed i comportamenti delle persone che quell'amante tradito denuncia...ps io, ilmio tempo, lo passo benissimo, e riesco persino a guardarmi nello specchio senza darmi dell'imbecille per il fatto di andare dietro a venditori di fumo...

Mirco Marchetti 2010-09-11 00:57:23

Rispondo come segretario comunale e dirigente provinciale di un partito, quindi dico: noi dell'Italia dei Valori.

Al proposito, ti invito, ed invito i lettori, a visitare un sito che ho visto nascere e che è un'ottima fonte di informazione avvicinandosi ai principali concetti di base dell'informazione. Si chiama "Openpolis" (UN progetto cui lavorano ragazzi volontari, partecipai alla fase iniziale) . Su Openpolis si possono leggere le dichiarazioni e gli atti di tutti i nostri amministratori, locali e nazionali. Non vi sono mire tendenziose. Si informa. Quel che il "Tribuno" non fa invece, e forse non ha neppure intenzione di fare. Dire che Di Pietro è "profondamente fascista" prestato alla sinistra più estrema, è uno sprezzo anche contro militanti e soprattutto contro l'Italia dei Valori, che negli atti ha mostrato di essere un partito invece, profondamente antifascista, e se ne trova notizia anche attraverso i vari atti parlamentari rintracciabili anche su "Openpolis".

Anna R.G.Rivelli 2010-09-10 15:55:34

"...noi la facciamo contro la macelleria sociale e culturale ..."
Mirco NOI chi? Ti dai il plurale maiestatis?

Mirco Marchetti 2010-09-10 10:39:20

Evabbé, voi fate la guerra contro il nostro partito, noi la facciamo contro la macelleria sociale e culturale che questo governo, con l'aiuto di qualcuno all'opposizione, sta portando avanti. Ognuno passa il proprio tempo come vuole d'altronde.

D'altra parte il fuoriuscito del caso, non mi pare una fonte proprio credibile da cui attingere per fare una guerra...Mi pare faccia una guerra su questioni di nomenclatura, non ideali o sostanziali.

 

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