Il Tribuno
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"Il nostro Presidente non vuole dei leccapiedi. Ciò che vogliamo sono uomini indipendenti e integri che, una volta che avremo preso le nostre decisioni, concorderanno con ognuna di esse". Joseph Heller, "Gold" (1979)
 
News by Dire
17 Settembre 2010
"L'IDV E' UN PARTITO FAMILISTA, VERTICISTA E BERLUSCONIANO, DOVE CHI DISSENTE E' EMARGINATO E ALLE PRESE CON UNA QUESTIONE MORALE DAL NORD AL SUD". QUESTO IL DURO J'ACCUSE DI TRE CONSIGLIERI COMUNALI DEL BOLOGNESE CHE ABBANDONANO DI PIETRO.
MENTRE TONINO A VASTO FESTEGGIA UN PARTITO IN EVIDENTE DECLINO MORALE E POLITICO, CONTINUANO GLI ABBANDONI DI ELETTI E MILITANTI. A LUGLIO A BOLOGNA SE NE SONO ANDATI DUE CONSIGLIERI E UN'ASSESSORE PROVINCIALI. IN APPENDICE PUBBLICHIAMO IL DOCUMENTO POLITICO ELABORATO DAI TRE CONSIGLIERI USCITI.
L'Idv Emilia Romagna è sempre più in crisi grazie al malgoverno della coordinatrice regionale Silvana Mura (che non si ricandida) e alla concorrenza dei grillini. A queste uscite ne seguiranno presto delle altre. Decisiva la regia politica di Domenico Morace, ex coordinatore cittadino di Bologna e organizzatore della conferenza stampa in cui sono state annunciate le uscite dei tre consiglieri. Presente anche Elio Veltri che farà da padre nobile del nascente "Movimento della federazione democratica".
Domani mattina alle 11,50 in Piazza re Enzo a Bologna, tre consiglieri comunali Idv di Imola, Casalecchio di Reno e San Lazzaro di Savena, annunceranno l'addio al partito. Questo l'esito di un'insostenibile situazione di disagio che dura da tempo. I tre sono Luigi Bacci, Federico Cinti e Mirco Montebugnoli. Le loro uscite seguono a ruota quelle di Fabio Tartarini e Francesco Pagnetti, consiglieri provinciali che lo scorso luglio hanno scelto di passare al gruppo misto di Palazzo Malvezzi. Contro questi ultimi due, l'Idv bolognese ha cercato di inscenare una gazzarra dal sapore "squadristico" con contestazione durante una riunione del consiglio provinciale, ma la decina circa di consiglieri comunali che a fatica i responsabili del partito sono riusciti a mettere insieme, sono stati immediatamente zittiti e hanno dovuto rinunciare alla loro azione. A questo punto l'Idv in Emilia Romagna comincia a mostrare serie e vistosissime crepe, inevitabile esito di anni di cattiva gestione del partito che, se tollerata in regioni che non hanno l'altissima tradizione civica e democratica emiliana, in quella regione risulta insostenibile. Non a caso proprio a Bologna nel novembre del 2009 è nata la prima manifestazione di dissenso organizzato nell'Idv che prese forma nella riunione del cosiddetto Baraccano, dal nome della sala dove oltre 100 militanti di tutta Italia si incontrarono. Il tentativo di organizzare una contestazione su scala nazionale con una struttura chiamata "La Base Idv" non è stato felice per sopraggiunti dissapori tra l'ala romana e quella bolognese, ma quanto sta accadendo nel capoluogo emiliano è sicuramente l'esito di quelle iniziative e il leader che sta lavorando per dare uno sbocco politico alla irreversibile crisi del suo ex partito è Domenico Morace, avvocato calabrese di 51 anni, trapiantato sotto le due torri da 22 e che fu l'anima del Baraccano nonchè uno dei fondatori de "La Base Idv". Morace ha imparato a conoscere sulla sua pelle la prepotenza e il tratto antidemocratico del suo partito quando nel 2009 fu immediatamente destituito da coordinatore cittadino (dopo essere stato democraticamente eletto e non nominato) per aver osato chiedere a Silvana Mura di partecipare alle riunioni politiche con il Pd. Da lì è nato il suo percorso critico culminato con l'uscita da Idv lo scorso giugno quando la Mura chiese e ottenne la testa dell'assessore provinciale alla cultura del suo partito, Maura Pozzati, accampando la scusa dell'inconciliabilità tra i suoi impegni di madre e quelli di assessore. Una bugia naturalmente, che comunque ebbe il merito di far conoscere in tutta Italia il livello di degrado morale e culturale raggiunto dal partito che sfoggia la parola "valori" nella sua ragione sociale. All'incontro di domani che prelude ad altri incontri di questo tipo con altri abbandoni in ambito emiliano, sarà presente Elio Veltri, un'altra vittima della prepotenza e dell'ingratitudine dipietresca, presenza che lascia pensare ad un possibile sbocco organizzato di queste manifestazioni di dissenso, visto che sarà anche reso pubblico un documento politico. Ma quale può essere questo sbocco? Probabilmente quello di un rapporto di maggiore sinergia con il Pd. Una soluzione che tuttavia, vista la crisi permanente di quel partito, potrebbe presentare, come di fatto ha presentato, qualche problema. Il partito di Bersani non ha nessuna intenzione di premere sull'acceleratore per distanziare l'Idv e nel rapporto con Di Pietro si mostra ancora titubante e incerto. Una situazione che oggettivamente favorisce l'ex ministro delle infrastrutture perchè è chiaro che in questo modo il Pd continuerà ad essere per l'Idv un comodo serbatoio di voti. Tonino infatti pur dovendo tutto al Pd in realtà non dà mai niente indietro e anzi continua imperterrito a prendere. Fino a quando? 





LETTERA APERTA AD ANTONIO DI PIETRO.

  Il Governo Berlusconi ha messo in ginocchio il Paese, già prostrato da una grave crisi economica che ha il suo aspetto più drammatico negli esiti sul profilo occupazionale. Le percentuali di disoccupazione giovanile e femminile sono a livelli di assoluta emergenza.
Le riforme che il Paese aspettava sono scomparse dall’agenda di governo che si occupa principalmente di garantire l’impunità al premier. In questo momento l’Italia avrebbe bisogno di una reale alternativa di governo, di un programma forte e condiviso e di valori comuni.
Purtroppo, nell’azione dell’Italia dei Valori non vediamo una posizione responsabile e costruttiva, ma una corsa spasmodica verso elezioni che potranno eventualmente portare un miglioramento delle percentuali per alcuni, ma che non sarebbero di alcuna utilità per il Paese; soprattutto se effettuate con l’attuale legge elettorale e senza la costruzione di un’alternativa di governo che abbia identificato contenuti, valori e leadership.  
Le scriviamo pubblicamente nell'impossibilità di conferire direttamente con Lei, preso atto della scarsa dialettica all’interno dell’Italia dei Valori, che, per alcuni aspetti, ricalca quella forma-partito personale e padronale propria del berlusconismo.
Abbiamo dato al Partito il nostro impegno, una dedizione totale per migliorare società e Paese.
Ad oggi, con profonda amarezza dobbiamo constatare l’assoluta mancanza di spazi per il dialogo interno. Abbiamo partecipato al congresso nazionale, convocato inopinatamente prima dei congressi territoriali, sperando in una svolta democratica e di partecipazione che fino ad oggi, però, non c’è stata.
    Abbiamo promosso mozioni tese al rinnovamento di una struttura di partito profondamente verticistica e personale. 
   Abbiamo auspicato una diversa selezione della classe dirigente basata sul merito e sulla competenza, sulle qualità morali e sulle capacità organizzative.
Siamo stati invece spettatori, impotenti, dell’affermazioni di privilegi basati sulla rete dei rapporti personali e familiari.
 E si resta ancora più perplessi davanti a personaggi dalle storie personali discutibili, reclutati secondo schemi berlusconiani e valorizzati con l’assegnazioni di incarichi e vantaggi.
Abbiamo sollecitato più volte una linea politica del territorio, e non solo “banchetti per referendum”. 
Ci ha particolarmente amareggiato la scelta di proporre un referendum sulla normativa sull’acqua diverso da quello proposto dai Comitati spontanei.
Gli organismi di partito non hanno alcun peso ed alcuna rilevanza politica e sono sottoposti alle Sue scelte personali adottate senza il benchè minimo contraddittorio.
Le recenti defezioni manifestatesi in tutto il territorio nazionale provano il grave stato di disagio che non può essere ignorato. 
Ma chi critica le Sue scelte viene emarginato ed allontanato. 
  Allo stato dei fatti l’IdV non è certo un esempio di partito albergo di speranza e di democrazia. E tutto questo lo diciamo con immenso dispiacere, per la grande delusione sul piano politico di un progetto nel quale ci siamo profondamente riconosciuti e che abbiamo proposto con forza agli elettori.
      Non possiamo inseguire esclusivamente traguardi di percentuali elettorali che, senza un adeguato programma ed una politica sul territorio e per il territorio, non possono rappresentare da sole l’obiettivo per il quale, da cittadini, ci siamo impegnati in politica.
      Il nostro desiderio più grande sarebbe vedere un IdV che non rappresenti il Partito della persona ma il Partito delle Persone. Che sia capace di privilegiare merito, competenza e le qualità morali più che una cieca obbedienza.
            Chi di noi è stato eletto nei vari consigli comunali è stato abbandonato a se stesso.
    L'Italia dei Valori oggi rappresenta un pessimo esempio di partito dove gli spazi di democrazia sono esigui se non completamente nulli.
 Ricordiamo ancora con sconforto come personaggi a Lei vicini possano affermare che il Partito, cioè Lei, preferisce un imbecille fedele a chi è dotato di capacità e competenze e, quindi, di autonomia critica.

Se questo è il modello che vogliamo rappresentare alle Italiane e agli Italiani allora siamo costretti a prendere le distanze.
In forza di quei principi di legalità per i quali abbiamo chiesto il consenso agli elettori abbiamo il dovere di continuare ad effettuare una politica scevra da ogni sorta di condizionamento ed effettivamente rivolta ai cittadini, considerando che all’interno del partito non è stato e non è possibile.
Verremmo meno al mandato elettorale se rimanessimo in silenzio, scelta comoda per chi ha scambiato il partito per un ufficio di collocamento ma inaccettabile per noi.  
Non possiamo tacere su una questione morale esistente nell’IdV e rappresentata dalle condotte di alcuni personaggi al sud come al nord. 
In caso contrario il berlusconismo sarà per molti anni padrone della politica e della società.
  Questa  lettera aperta vuole aprire un dibattito vero, pubblico e democratico, sulla sua gestione e sulla linea politica. 
      Noi dissociandoci da questa linea di condotta di gestione del Partito, apriamo un dibattito vero, pubblico e democratico con la cittadini per addivenire alla costruzione di Partiti che siano libere associazioni di cittadini che concorrono con metodo democratico a determinare la politica nazionale (art. 49 della Costituzione).
     Ci auguriamo che tutto ciò possa avvenire, per il bene della democrazia nel nostro Paese.
Bologna, 18 settembre 2010

   Luigi Bacci Federico Cinti Mirco Montebugnoli

























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Commenti
Pietro Tansini 2010-09-29 17:11:56

E' storia consolidata....due anni orsono fui indotto ad abbandore il Partito (IDV) perchè Dipietro e Silvana Mura non gradirono la mia richiesta di poter verificare il bilancio del Partito ("non pretenderai di essere più dipietrista di Dipietro") e non mi diedero alcuna risposta, in concomitanza dell'approvazione del progetto del ponte sul Po tra Cremona e la provincia di Piacenza, sui rapporti tra l'allora Ministro Dipietro e tal Testa Tristano (leggere sito internet) mostrando una grande insofferenza. Mi dimisi anche da assessore al bilancio provinciale per non condividere alcune irregolarità della Giunta, segnalate al direttivo regionale, ("ma sono nostri alleati").
Pietro

Anche in toscana... 2010-09-22 15:27:55


All' arrivo del commissario regionale (e non coordinatore), la toscana si e' spaccata per il suo modo verticistico familista...

Da quando e' commissario ha piazzato tutte le sue pedine per cercare strategicamente di prendersi voti al prossimo congresso regionale che, da come dicono anche suoi devoti, perderà... il partito in toscana si e' trasformato in una azienda che oltretutto va contro le linee del partito stesso ma che, come si puo' pensare, aiuta a mantenerLo a galla.

L'ultima delle bravate e' stata la "donazione" di una poltrona a sua moglie c/o la segreteria di un assessore... Per non parlare della crocerossina S.C. che dopo non aver fatto niente in comune (nonostante fosse stata "trombata" dai cittadini) e' stata fatta dimettere e premiata con una posizione in regione...

L'astio che conosciamo tutti tra il commissario regionale e il sindaco R. dipenderà forse dal fatto che ha spinto molto la crocerossina e dopo poco che e'stata nominata si è dimessa perchè desiderata in regione?

Ha effettuato una vera e propria campagna pubblicitaria strategica per la sua azienda mobiliare: famosa soprattutto per sedie, poltrone ed acquisti che hanno destabilizzato completamente la coalizione con il PD, nonostante non fosse perfetta altrimenti eravamo del PD anche noi, al quale Di Pietro tendeva già e tende ancora la mano: Ipoteca su Fittante (gli avrà promesso? lo vedremo...).

remo bartoli 2010-09-19 00:22:19

Guardate quello che e' successo in Abruzzo, dove L' idv ha imbarcato un personaggio DI STANISLAO AUGUSTO la cui integrita' fa semplicemente rabbrividire. (date un occhiata al suo curriculum su OPENPOLIS).(non e' nulla quello che leggerete). Meglio fare un giro al mega centro commerciale della val vibrata.
VENTI, 20, anni nel calderone politico a nutrire i propri sporchi interessi di bottega. Case a go go, terreni e dulcis in fundo ha fondato una BANCA. Dovrebbe chiamarsi Banca della Val Vibrata. Uno che non conosce la parola lavoro. Uno che in campagna elettorale usava lo slogan "la politica del fare". Fare cosa??? Inciuci, commistioni, malversazioni. Tre anni fa scraricato (finalmente dai DS) lui che fa.....bussa alla porta di Forza Italia.
FI risponde picche...ovvero caro Di Stanislao sei stato appena eletto come fai a cambiare subito???...fai gruppo indipendente per un po e poi entri. Ma lui non puo attendere e allora entra con l'UDEUR di Mastella. Dopo un anno mentre la nave di Mastella andava a fondo....ecco che spunta L' idv. Io sono di teramo. Posso capire che Di Pietro non abbia approfondito sul tizio. Ma come e' possibile che il segretario regionale Mascitelli, di provata serieta, non abbia sollevato la questione.. Ora DI STANISLAO si trova a fare il deputato per ripescaggio. Ma non basta a GIugno Si e' incoronato coordinatore provinciale con il bene placet di DI PIETRO. E allora caro Antonio ma come fa uno ad avvicinarsi al suo partito?? Legalita, onesta, trasparenza, integrita. Che c'azzecca Di stanislao con il suo partito?

gian lorenzo costa 2010-09-18 15:14:44

ancora una volta si capisce dalla grammatica che uno è dell'Idv. guardate come scrive questo pata qui sotto. Idv in italiano è un caso pata-logico!

francesco pata 2010-09-18 10:36:06

Pur con dovuta, attenzione nell'analizzare, il dissentire. Senza costrutto. Non fa altro che
rispecchiare la cultura italiana, sia in politica che nella vita quatidiana.
Mio malgrado, commento con un po di malinconia quello che in quel di Bologna, da tempo il partito non riesce a trovare la quadra.Tutto questo è figlio, del non rispetto delle regole demogratici e meritorie. Penso che tante cose,sono da cambiare. Come persona, impegnata da tempo nel IDV Ho costatato sulla mia pelle quello che auspicavo non accadesse. Incontrare il non rispetto della linea del presidente.Nonostante tutto ho deciso di non mollare. Convinto, che ci sarà una svolta importante per il partito: di questo Tonino lo sa> Italia dei valori.
Segretario cittadino (quasi ex ) Francesco Pata

Tommaso 2010-09-17 22:57:19

Non avevo menzionato alcuna ma se tu sospetti che la mia descrizione potesse anche lontanamente corrispondere a quella signora, hai fatto bene a tirarla via.

;-)

Marco Demmini 2010-09-17 22:37:00

Ho equivocato, Tommaso? :-)

Tommaso 2010-09-17 22:19:43

Scusa Marco, se ti riferisci al mio commento vorrei chiederti: chi ti dice che il riferimento fosse alla Mura?

Marco Demmini 2010-09-17 22:17:01

Ho appena eliminato due commenti che ingiuriavano l'on. Mura.
Lo chiariamo pacatamente per il futuro: in questo sito non sono tollerati insulti gratuiti o insinuazioni personali. Siamo aperti alla critica politica, anche la più estrema, ma senza accetare velenose accuse o allusioni sul privato di questo o quell'esponente politico.

Luigi Pisu 2010-09-17 21:38:39

Sono scioccato.

 

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