Prendiamo "Il Fatto Quotidiano", da molti considerato l'house organ ufficioso di Beppe Grillo e Antonio Di Pietro, nonché testata fortissimamente ostile al PD. Il giornale due settimane fa annuncia in home page: "Basta con la casta! Le primarie le facciamo noi!", e giù accuse contro l'odiatissimo PD additato al pubblico ludibrio come partito inciucista e filoberlusconiano, insensibile al fermento democratico di cui i giornalisti de "Il Fatto" sono naturalmente gli unici interpreti a livello mondiale. Peccato che nessuno abbia ricordato loro che le primarie - quelle vere, con tanto di scrutatori e rappresentanti di lista - siano state introdotte proprio dall'odiatissimo e antidemocratico PD. Ed è curioso che nessuno abbia fatto presente a Travaglio & co. come i loro partiti ad personam di riferimento non rappresentino esattamente un esempio di democrazia diretta ateniese, considerato che da quelle parti decide il capo assoluto inamovibile mentre i sottoposti obbediscono al padrone senza discutere.
Appurato che per i giornalisti de "Il Fatto" è naturale autoergersi paladini della democrazia violata dai perfidi Bersani e Franceschini, non poteva mancare la seconda puntata: "Il Fatto" online infatti pubblica una lista - naturalmente stilata a propria totale discrezione - in cui viene chiesto di votare quale tra i sei personaggi proposti è il più adatto "a battere Berlusconi": Bersani, Pannella, Fini, Vendola, e i due prediletti Antonio Di Pietro e Beppe Grillo. Pensare che Grillo possa battere Berlusconi urlando da un palco è, a nostro avviso, già demenziale. Ma l'andamento del sondaggio è ancora più assurdo. La sera dell'11 settembre Nichi Vendola infatti era in netto vantaggio, e lo stesso la mattina del 12. Il totale dei voti era di circa 15.000 unità. Poi, improvvisamente, la stessa mattinata, guarda un po' il caso, la classifica si ribalta grazie a una quantità abnorme di voti in poche ore: e così Beppe Grillo e Tonino Di Pietro, improvvisamente, si ritrovano subissati di voti mentre Vendola e gli altri rimangono al palo. E' una coincidenza davvero strana: i due leader ricevono 30.000 voti in pochissime ore, un dato assolutamente anomalo tenendo conto della distribuzione del traffico.
La prima cosa che viene da chiedersi è: questo sondaggio è taroccato? E' comunque taroccabile? Decidiamo così di verificare il sistema di votazione, e notiamo che la versione utilizzata è WP-Polls 2.5, un plugin per Wordpress ("Il Fatto Quotidiano" online utilizza un software gratuito anziché un programma dedicato). Decidiamo allora di scaricare e analizzare il software utilizzato da "Il Fatto". E qui si svela l'arcano. Per i programmatori e gli addetti ai lavori (ci scusiamo con gli altri) il possibile trucco è alla riga 720 del codice scritto in PHP, dove troviamo la funzione get_ipaddress(), la quale dovrebbe evitare il voto multiplo se proveniente dallo stesso indirizzo IP (tale indirizzo è un codice che distingue univocamente un dispositivo di rete rispetto a un altro) if (empty($_SERVER["HTTP_X_FORWARDED_FOR"])) { $ip_address = $_SERVER["REMOTE_ADDR"]; } else { $ip_address = $_SERVER["HTTP_X_FORWARDED_FOR"]; } La variabile $ip_address prende il valore dell'indirizzo ip diretto della macchina (REMOTE_ADDR) solo se l'header "HTTP_X_FORWARDED_FOR" è vuoto. Ma l'header "HTTP_X_FORWARDED_FOR", a differenza del "REMOTE_ADDR", è modificabile dall'utente. Rimanendo a PHP, basta usare il comando curl_setopt($curl, CURLOPT_HTTPHEADER, array("HTTP_X_FORWARDED_FOR: <ip casuale>")) all'interno di un ciclo.
Se le cose stanno così, il sondaggio è taroccabile non solo internamente attraverso l'invio di una query locale al database - ed era ovvio - ma anche dall'esterno - ed è molto meno ovvio. In altre parole, un software automatico utilizzato da chiunque puo' votare decine di migliaia di volte in un intervallo limitato di tempo, e tali voti generati da un software saranno ritenuti validi. Ergo il sondaggio de "Il Fatto" non solo non ha alcun valore statistico in quanto non rispondente alle regole della statistica (i dati non sono ponderati) ma non ha nemmeno valore dal punto di vista meramente quantitativo.
Nulla di che, si penserà, è solo un esercizio di stile giornalistico. Ma allora perché "i cronisti della Provvidenza", che bacchettano col ditino ammonitore i loro nemici per la pelle del PD, si prendono così dannatamente sul serio? E perché i loro paladini del Bene e della Verità, Beppe e Tonino, dai loro blog fanno affidamento a quel sondaggio, attribuendogli un valore che non ha?
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In merito al fatto che le primarie siano state introdotte dal democraticissimo PD, occorre anche ricordare come le stesse si svolgano e, che nonostante siano previste dal loro statuto, sono a discrezione degli apparati nazionali...Inoltre è difficile considerarle democratiche, basti ricordare il caso Bindi - Franceschini.