Si avvia inesorabile al tramonto la stagione di IDV. I segnali sono chiari: l'intervista di Antonio Di Pietro al "Riformista", in altri tempi, avrebbe scatenato un putiferio. Che dice infatti il sedicente antiberlusconiano Antonio Di Pietro? Sentenzia definitvamente che la casa di Montecarlo è di Tulliani, non c'è dubbio, e aggiunge che Fini si dovrebbe dimettere. Tale e quale Berlusconi e Feltri.
Il gioco di Antonio Di Pietro è fin troppo esplicito: gli italiani hanno capito che Fini è l'unico politico in grado di mettere in difficoltà Berlusconi, mentre i riflettori antiberlusconiani - qualche tempo fa al suo completo servizio - oggi sono puntati ininterrottamente sul Presidente della Camera.
Ma nessuno se lo fila, e questo è indicativo. Se Di Pietro chiede le dimissioni di Fini non frega niente a nessuno.
Peggio: mentre Di Pietro scrive a vuoto le sue sentenze sulla casa Tulliani nell'indifferenza generale, le telecamere finiscono su Beppe Grillo, il suo avversario più insidioso, il parente-serpente, il cuginetto indiciplinato, il guru sponsorizzato fin troppo sfacciatamente da Travaglio e Santoro, uno capace di rubargli metà dei voti. E un altro boccone di consenso se lo mangia Fini.
Se il PD decidesse finalmente di rompere l'alleanza con Di Pietro, una decisione che noi auspichiamo per il bene del PD e della democrazia italiana, IDV sarebbe finito.
Per quanto Di Pietro corteggi Grillo, il Movimento 5 Stelle correrebbe comunque da solo, condannando il partito ad personam di Tonino all'isolamento e al definitivo annientamento.
Per quanto il PD ci abbia deluso, non credo che possa essere così masochista da confermare un'alleanza con Di Pietro, quando Di Pietro non riceve più nemmeno le attenzioni del suo ideologo Marco Travaglio.
Rimarrà il ricordo di un'occasione perduta.
@Valerio, nessuno ti censura perché hai espresso le tue opinioni.
I soliti slogan "vi paga Berlusconi" e "fate campagna elettorale a favore di Berlusconi", risposta standard di grillini e tunnini, è talmente bislacca e ridicola da ritorcersi contro gli autori.
Il nostro punto di vista è che il partito carismatico-personale di Antonio Di Pietro sia esattamente funzionale a Berlusconi e all'assetto di potere politico e mediatico che sta consolidando.
IDV è devastante per i suoi alleati: da anni logora sistematicamente il PD, e da mesi lo attacca ancora più violentemente con il beneplacito di un gruppo editoriale particolarmente ostile al Partito Democratico, quello di Travaglio & co.
Il recente avvicinamento a Beppe Grillo, colui che ha creato l'assurda equazione qualunquista "PDL = PDmenoELLE", che già ha danneggiato il centrosinistra in Piemonte con il suo slogan "No Tav No Bresso", che ogni giorno accusa il PD delle peggiori nefandezze, non fa che confermare la veridicità delle nostre tesi.
@Libero Gaudì
Il PD esiste oggi ed esisterà domani. Su IDV e Movimento di Grillo ho seri dubbi.
Il motivo è semplice. Il PD è l'unico partito democratico e non personalistico rimasto in Italia.