Il Tribuno
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Alberico Giostra 05 Settembre 2010
L'INFILTRATO

Quando una notizia fa comodo al centrodestra te ne accorgi subito. I giornali prezzolati dal pifferaio di Arcore te la sbattono subito in primo piano e ci rovesciano sopra tutto il veleno di cui dispongono. Una di queste notizie è la contestazione di Schifani alla festa del Pd di Torino. Certo, Fini resta il bersaglio prediletto, ma grillini e popolo viola stavolta hanno concesso un pò di respiro alla maggioranza. In Rai ad esempio ogni volta che Berlusconi parla lo schiaffano in apertura anche se un meteorite si è abbattuto su Manhattan radendola al suolo. Ieri sera invece, guarda caso, il cavaliere che annunciava la gloriosa marcia indietro sul processo breve era addirittura scivolato al terzo posto e l'apertura, roba da non credere, era per il povero Schifani. Insomma i contestatori torinesi sembrano aver dato una mano ad un centrodestra in profonda crisi politica e in preda ad una sindrome ansioso-depressiva alla vigilia del fatidico discorso di Mirabello.  E quando il centrodestra è in ginocchio di solito c'è una persona che si fa in quattro per rianimarlo: Antonio Di Pietro. Un esempio tra i tanti? Ricordate durante il governo Prodi la vicenda Speciale/Guardia di Finanza? Ebbene il leader dell'Idv, allora in maggioranza, si schierò apertamente contro il viceministro Visco, contestando la nomina del nuovo comandante delle fiamme gialle. Il tutto in compagnia di quell'Udc e di quei finiani con i quali oggi non prenderebbe neanche un caffè. Di lì a poco sarebbe venuto fuori lo scandalo delle spigole volanti e dei voli "ad personam" degli Atr 42 per i quali il generale, fedelissimo del cavaliere, è stato condannato. Un vero fiuto da segugio e baluardo della legalità quello dell'ex pm, non c'è che dire. Ovviamente di esempi di questo tipo ne potremmo fare a bizzeffe, ma la posta in gioco stavolta è un altra, e riguarda i rapporti tra la sinistra e Di Pietro. Chi scrive condivide le ragioni della contestazione a Schifani e a Dell'Utri. E non si preoccupa più di tanto se la notizia fa respirare il centrodestra, perchè la loro indignazione è fasulla e ipocrita visto che se ci fosse stata l'annunciata contestazione di Fini a Mirabello, che qualcuno stava per organizzare, sicuramente sarebbe stata spacciata dai soliti giornalisti prezzolati come una legittima manifestazione di protesta di cittadini giustamente indignati. E' vero che è odioso impedire a qualcuno di parlare, ma è altrettanto vero che esiste il diritto di contestare esponenti politici che peraltro hanno infinite occasioni per esprimere il loro pensiero. La gente che ha protestato per parlare aveva invece solo questa occasione. Alla fine di quella che troppo frettolosamente è stata bollata come "indegna gazzarra", i contestatori sono tornati a casa a fare i conti con la loro sostanziale impotenza democratica, con la loro emarginazione, con la disoccupazione e la precarietà, con le miserabili pensioni dei loro genitori grazie alle quali tirano avanti, con i treni dei pendolari ridotti a carri bestiame, con le periferie assediate dal cemento dei palazzinari collusi con i politici, con le scuole che crollano in testa ai loro figli, con un inquinamento che nelle città cresce di giorno in giorno e di fronte al quale la classe politica allarga inerme le braccia. Quelle proteste, inoltre avevano in sè una legittimità supplementare. I due esponenti del Pdl sono accusati o sospettati di aver avuto rapporti con la mafia. E quei ragazzi, pochi o tanti che fossero, sanno benissimo che la mafia, con la ripugnante e barbara violenza che esprime, è il simbolo di uno stato che con alcuni suoi esponenti ha tradito i cittadini che dalla criminalità devono essere difesi. Finendo così per proteggere cosche e uomini d'onore e da ciò traendone consapevoli vantaggi. Quei ragazzi insomma sanno che senza un personale politico amico la mafia come il terrorismo sarebbe già stata sconfitta. Per questi motivi chi scrive è d'accordo con chi ha contestato Dell'Utri e Schifani. Quest'ultimo peraltro ha potuto portare a termine il suo intervento, e dunque non si capisce quale sarebbe stato il deprecabile vulnus alla democrazia. Lo stesso giorno non è forse stato contestato Tony Blair? Gli hanno persino lanciato delle scarpe. Che avrebbero detto Bersani e Pigi Battista se fosse accaduta una cosa del genere a Torino? Se dunque questa è la posizione del Tribuno.com, allora perchè critichiamo Di Pietro che ha difeso coraggiosamente  i contestatori? Perchè non è credibile. Perchè il suo è un gesto opportunistico. La scelta di un infiltrato. Di Pietro infatti è e resta un infiltrato. Un poliziotto di destra infiltrato a sinistra. Chi scrive se li ricorda bene gli infiltrati. Loro credevano di mimetizzarsi alla perfezione e invece noi studenti ce ne accorgevamo subito che erano dei poliziotti. Erano vestiti troppo male, avevano dei tratti somatici diversi e soprattutto si esprimevano con una violenza e una carica eccessive. Proprio come Di Pietro di cui è sospetto soprattutto il tono, sempre sopra le righe. Il tono di chi si sente estraneo e fa di tutto per farsi accettare dalla compagnia. Perchè mai Di Pietro, che appena sette mesi fa, ha dichiarato che la piazza è sterile e che bisogna fare politica nelle istituzioni, si mette dalla parte di chi fischia la seconda carica dello stato? Per il proprio tornaconto elettorale. Nient'altro che per un miserabile calcolo di bottega. L'ex eroe di mani pulite ha capito che ormai al centro non può rubare voti visto il protagonismo di Fini, Casini e Rutelli, per cui non gli resta che continuare a trafugarne al Pd cercando di difendersi dall'aggressiva competizione di Vendola i cui seguaci a Torino non c'erano. Qualcuno ricorda la solenne pagliacciata della svolta al centro annunciata al congresso del Marriott? Che fine ha fatto? Fummo facili profeti nell'avvertire che si trattava al massimo di una finta, dell'ennesima maschera indossata da uno scaltro trasformista che non poteva svoltare nè al centro, nè a destra o a sinistra e che avrebbe continuato a fare quello che aveva sempre fatto: mimetizzarsi, nascondendo la sua ideologia tutta legge e ordine per strappare voti ad una sinistra messa in ginocchio da Veltroni e D'Alema, senza però perdere d'occhio quell'elettorato piccolo borghese che ancora lo segue grazie al clientelismo dei suoi gerarchi ex democristiani. Ecco perchè Di Pietro rappresenta il pericolo maggiore a sinistra. Il più insidioso. Di Pietro quando strappa voti ad ex elettori di Rifondazione o del vecchio Pci non fa nulla di straordinario. Non è forse vero che gli operai al nord votano per Bossi e Berlusconi ? E al Sud i sottoproletari non si vendono forse da sempre al miglior offerente? L'ex pm con il suo partito di riciclati e marpioni rientra tranquillamente in questa tragica deriva. Ma mentre un manovale che vota per il cavaliere sa perfettamente di vendere l'anima al diavolo in cambio di una (illusoria) salvezza, chi a sinistra vota per Di Pietro continua a credere di appoggiare una forza antisistema, un partito di duri e puri che svolge una funzione di stimolo ad una sinistra in ginocchio. Niente di più falso.  L'elettore di sinistra chiede una politica alternativa. Chiede una svolta antiliberista, vuole salvaguardare l'ambiente, chiede giustizia sociale e non solo penale, vuole vedere funzionare le scuole e i trasporti pubblici, chiede uno stato presente e vicino alla gente e non in perenne svendita.  L'elettore di sinistra si sente migliore e ha ragione di sentirsi tale. Lo è. Lo erano i loro nonni che hanno fatto la resistenza e lo erano i loro padri che hanno combattuto la Dc, andando in piazza contro le brigate rosse ma anche per protestare contro le stragi di stato e la corruzione. Oggi i loro figli e nipoti hanno il diritto di contestare Schifani e Dell'Utri in nome di questa eredità politica. Ma Di Pietro in questa eredità non può trovare posto. Quale alternativa a questo sistema economico e politico rappresenta uno il cui programma politico si può riassumere in un solo punto: applicare il codice penale? Uno che ha sempre deriso gli ambientalisti, e che chiede di depenalizzare il reato di bracconaggio? Che era favorevole alle centrali nucleari, ai termovalorizzatori, ai rigassificatori e al ponte sullo stretto e che, una volta passato all'opposizione, ha di colpo cambiato idea? Che ha piazzato i suoi uomini nei consigli di amministrazioni di autostrade del tutto inutili? Uno che votava Dc e Msi, che nel 1994 ha votato per Forza Italia e che nel 2001 ha cercato di candidare un ex piduista e golpista legato all'estrema destra. Ecco, uno così non c'entra nulla con le piazze della sinistra. Un crumiro che è stato contrario allo sciopero dei magistrati, che ha votato contro la commissione d'inchiesta sui fatti del G8 di Genova, che ha lasciato che un suo deputato criticasse la sentenza di condanna dei responsabili del massacro della Diaz, che è favorevole all'attuale legge sulla droga, che diavolo c'entra con chi protestava contro Schifani? Che diavolo c'entra con il popolo delle agende rosse uno che se ne andava in Costarica con la moglie mentre Paolo Borsellino, avvertito come lui che era in pericolo di vita, restava al suo posto a Palermo, affermando "lo stato non fugge"? Uno che andava a cena con Bruno Contrada che già nel 1993 era sospettato di essere un poliziotto al servizio della mafia? Chissà perchè quella sera a tavola con il numero tre del Sisde non c'erano Borrelli, Davigo, D'ambrosio e Colombo. Ecco, loro sì che li avremmo graditi se si fossero schierati con i giovani che hanno fischiato Schifani. Ma a differenza di Di Pietro non hanno il dono dell'ubiquità politica e soprattutto non hanno quello di bucare il video. Nel tempo del berlusconismo la dote principale.

 

Alberico Giostra

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Commenti
Militante IdV 2010-09-10 14:53:02


Io milito in IdV perche riconosco che questo partito e' la destra della sinistra e non la sinistra estrema...

Difatti, prima di iscrivermi al partito di Di Pietro, ho ben valutato la sponda in quale si sarebbe posto...
Posso esprimere pure che chi pensa che IdV sia di estrema sinistra e' proprio uno sciocco e soprattutto di politica ci capisce ben poco...

oltretutto per me, che ha 18 anni ero guarda nazional padana, adesso n ho 33, essere chiamato di estrema sinistra sarebbe pure offensivo...

Poi non capisco il discorso sul fatto che IdV toglie i voti al PD... IdV non toglie niente al PD, sono i votanti del Pd che si accorgono che il loro partito è soltanto il PDL senza L e quindi si nascondono in una Falsa politica di sinistra che ad oggi grazie a dio non regge piu'... Sono finiti i tempi degli ignoranti analfabeti del dopoguerra che alle elezioni facevano la X solo nei loghi rossi o di simboli comunisti, le persone adesso usano anche il cervello quando votano e leggono... Il vero problema del PD è l'informazione che, anche grazie alla rete, comincia ad essere incontrollabile.

Cmq, tornando alla mia avventura, all'inizio valutai bene le linee del partito nelle sedi IdV e mi accorsi che era la destra della sinistra... praticamente centro... anche se col centro destra berlusconiano non potrebbe legare, non tanto per il modo di pensare liberale il partito ha, ma per un fatto di leadership (il perchè e' palese)... Vedreste mai insieme Berlusconi e Di Pietro? Io sono uscito dalla Lega da quando si e' alleato con Berlusconi perchè in quel momento per conto mio "alla Lega gli venne moscio da DURO!!!" E' vero che poi sono cresciuti, ma sono cresciuti in modo diverso da come erano gli ideali iniziali...

Io lo vedo da anni: Di Pietro, Bossi, e Fini... terza grande coalizione... quella coalizione che lavora molto sul territorio ed a contatto con le persone... che non parla di lavoratori attraverso politici che vestono prada o che regalano pasta Barilla nelle piazze ai poveri pensionati per un voto in piu'...

Stefano Ilariucci 2010-09-08 12:00:05

Il furbetto del partitino è giunto al capolinea grazie alla propria incoerenza politica, al populismo spinto, all'arrivismo sfrenato, all'insensatezza tra il dire e il fare, all'inconcludenza delle proposte; nulla a che dire, ottimo progetto per illudere tanti e sistemare i più affezionati....che torni a coltivare la terra, ma anche così offenderebbe milioni di agricoltori che sputano sudore e sangue per ricavare il poco di cui vivere. Lui, invece, può contare sulla gestione privata dei milionio del finanziamento al partitino.....SEMPLICEMENTE VERGOGNOSO!!

enrico della gatta 2010-09-06 15:38:56

Semplicemente: OTTIMO E DA DIVULGARE!

Morella Savino 2010-09-05 20:45:04

Signor Giostra perchè non ci parli mai dell'altro infiltrato Berlusconiano che lei "appoggia".... Tipo ci può parlare del rapporto tra Vendola e Don verzè? oppure Di vendola e la Mercegaglia? Vendola secondo lei è di Sinistra? E che ne pensa dei "dissidenti" che stanno nascendo anche in sinistra ecologia e libertà? Mi può rispondere per cortesia?y

Tommaso (VA) 2010-09-05 19:45:51

Come sempre il ragionamento di Giostra non fa una grinza

Anna R. G. Rivelli 2010-09-05 19:01:58

Persino un nemico vero è sempre preferibile ad un finto amico.
Sottoscrivo. Bisogna che la gente apra gli occhi.

Alessandra Piva 2010-09-05 16:41:53

Caro Alberico,
mi ritrovo in quello che scrivi ed è racapricciante il tutto !
Riflettete amici, riflettiamo...

 

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