In Toscana grazie al Tribuno. com sta emergendo un volto impresentabile dell'Idv. In vista del congresso del 24 ottobre Alessandro Cresci, coordinatore provinciale di Firenze, ha deciso di sfidare il commissario uscente, Fabio Evangelisti, come d'altra parte documentato su queste colonne da mesi. Dopo l'articolo di Luigi Settembrini, si è sviluppato un dibattito nel corso del quale, un certo Enrico da Pisa, un vigliacco che non ha nemmeno il coraggio di firmarsi con il suo nome, ha pensato bene di colpire sotto la cintola Cresci, rivelando nello spazio dei commenti l'omosessualità del consigliere provinciale e persino il nome del suo compagno, anche lui militante dell'Idv fiorentino. L'intento non era certo informativo ma subdolamente denigratorio, al punto da arrivare a far credere che essere omosessuali vuol dire essere ricattabili e quindi incandidabili. Una bestemmia che tuttavia fa capire quale sia il livello civile e ideale di una purtroppo vasta componente del partito di Di Pietro la cui doppiezza strutturale emerge anche in questa occasione. Non dimentichiamo infatti che in Emilia Romagna, uno dei fondatori del movimento dei gay italiani, Franco Grillini, è consigliere regionale dell'Idv. E quindi, dopo aver constatato che in Idv ci sono quelli favorevoli alla caccia e quelli contrari, quelli che vogliono la fecondazione eterologa e quelli come Di Pietro che non la vogliono, quelli che ci vuole il ponte sullo stretto e quelli che non ci vuole, quelli che prenderebbero le impronte ai bimbi rom, come Antonio Borghesi e quelli che aborrono la sola idea, ora scopriamo che i gay debbono sopportare le mascalzonate degli omofobi. Nessuna meraviglia. All'interno del partito che l'ex pm ha messo insieme con una furbesca strategia combinatoria e interclassista, troviamo molte anime tra loro irriducibilmente diverse che Di Pietro ha la pretesa di far coabitare sotto l'ala protettrice del suo demiurgico carisma. Il risultato di questa arrogante pretesa è che le varie anime non convivono affatto, al massimo si odiano e si azzuffano e alla fine quella che prevale, per precisa responsabilità di Di Pietro, è inevitabilmente l'anima peggiore. Quella degli Enrico da Pisa, per capirci. Il quale sta con quell'Evangelisti che è il rappresentante locale dell'ortodossia dipietrista. Ma Evangelisti è uomo d'onore, infinitamente migliore del suo supporter Enrico da Pisa e allora dovrebbe fare una cosa molto precisa, guardarsi allo specchio e, visto il livello dei suoi sostenitori, dovrebbe riconoscere lealmente di aver messo insieme uno schieramento impresentabile che, con tutte le attenuanti del caso (Evangelisti non può certo controllare i suoi militanti anche quando scrivono sui blog) non è degno di governare l'Idv in Toscana. La civilissima Toscana, la regione più democratica e avanzata tra tutte, come anche la dialettica emersa all'interno dell'Idv sta dimostrando. Evangelisti infatti non deve dimenticare di aver portato nell'Idv quel Gabriele Fogli che nel 2005 si dimise da assessore di una giunta di centrosinistra di San Miniato per protesta contro una manifestazione gay nella sua città. Un pericoloso e imbarazzante precedente. Dunque se l'ex deputato del Pds vuole essere un cittadino davvero rappresentativo della sua regione non si limiti a manifestare solidarietà verbale ad Alessandro Cresci, in modo peraltro tardivo. Si produca in un gesto nobile: si ritiri dalla corsa a coordinatore regionale e lasci il partito in mano al suo antagonista. Se Evangelisti vincerà rischia di guidare l'Idv insieme a Enrico da Pisa. A lui piace questa prospettiva?
P.S. Ci accorgiamo solo ora dell'incredibile commento di Franco Grillini sul caso Cresci che ci accusa di aver sollevato la questione omosessualità come problema. Siamo certi che Grillini non abbia nemmeno letto l'articolo di Settembrini e quindi non si sia accorto che a parlare vigliaccamente dell'omosessualità di Cresci non è stato il Tribuno.com ma un lettore anonimo. Siamo altresì certi che una volta appurato il colossale equivoco Grillini ritiri rapidamente l'intollerabile insulto riservato a questo blog, che secondo il consigliere regionale dipietrista opererebbe ricatti verso l'Italia dei valori. Un'accusa volgare e infamante. Per molto meno i suoi compagni di partito querelano. A noi per ora bastano le scuse di Grillini. Ma che arrivino rapidamente.
Sono seguite a questa aggressione una serie di misure “punitive” nei confronti della dirigenza dell'IDV lucchese, culminate in un commissariamento illecito ed illegale, contro cui nulla hanno potuto i ricorsi agli organi di garanzia del partito, rivelatisi inesistenti. In tale circostanza è brillata l'assenza di interesse di Di Pietro che, mentre si è precipitato per telefonare a Cresci esprimendogli solidarietà, ha sicuramente cestinato tutti i messaggi e gli appelli che la dirigenza lucchese gli ha inviato.
Quanto al capo dell'organizzazione del partito, On. Ivan Rota, possiamo soltanto testimoniare il suo interesse per l'ambiente calcistico, dal linguaggio adoperato nel corso di una riunione pubblica degli iscritti IDV di Lucca, quando alle proteste ed ai quesiti sulla illegalità dei provvedimenti adottati ha risposto con un piglio da allenatore che gli interessi del partito andavano tutelati facendo “squadra”.
Bruno Rossi
Presidente dell'Associazione “Ideali e Valori”
aderente alla “Rete dei Valori”
Via Geminiani, 65 - 55100 Lucca