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News by Dire
Marco Lelli 14 Ottobre 2010
FALSI RINNOVAMENTI. IN MOLISE ELETTO NUOVO COORDINATORE REGIONALE IDV, PIERPAOLO NAGNI, UN "TRAVET" DELLA POLITICA CHE VIENE DALLA DC.
NELLA REGIONE CHE NEL 1999 HA INAUGURATO LA STAGIONE DEI RIBALTONI, DA 20 ANNI NAGNI E' UN ABILE "SURFISTA" DELLA POLITICA LOCALE. E PENSARE CHE DI PIETRO AVEVA PROMESSO FACCE NUOVE. DI FRONTE ALL'ENNESIMA DELUSIONE PERSINO UNA NIPOTE DI TONINO, VALENTINA BOZZELLI, SI E' AUTOSOSPESA DAL PARTITO.
Già legato a Giuseppe Fioroni, l'esponente del Pd contrario all'alleanza con l'Idv, Nagni ha lasciato il partito di Bersani insieme ad altri sette marpioni ex Margherita e Forza Italia provocando con il suo ingresso in Idv la fuga di 23 dirigenti dipietristi. Poi ha subito rotto con il presidente della provincia D'Ascanio che gli ha tolto le deleghe di assessore provinciale. Insomma una carriera fatta di capriole e imboscate, ma per Tonino l'unica cosa che conta è che vada d'accordo con Cristiano "sgombro" Di Pietro, il vero figlio-padrone del partito. Quanto durerà?
Pierpaolo Nagni (foto) è il nuovo coordinatore regionale dell'Idv Molise. Eletto per acclamazione, la sua è stata l'unica mozione presentata. In realtà ne era stata preparata anche un'altra, molto radicale sul piano dei contenuti e che chiedeva la trasformazione dell'Idv da consorteria padronale a partito vero e proprio, ma come spesso accade alla fragile e titubante dissidenza Idv, la mozione non è stata nemmeno presentata, un pò per le pressioni di Di Pietro, un pò perchè i rappresentanti termolesi del partito, estensori della mozione alternativa, si sono accontentati del piatto di lenticchie dei tre posti nel coordinamento regionale. Nagni subentra a Giuseppe Caterina che ha accettato di non ricandidarsi e di non presentare una sua mozione, già pronta, perchè questi sono stati gli ordini arrivati dall'alto. Caterina, ex sindaco di Isernia, è persona dabbene e quindi non è detto che l'avvicendamento sia un affare per l'Idv. Nagni, infatti, è il navigato rappresentante di una classe politica, quella molisana, scaltramente opportunista e trasformista, abituata a districarsi tra pacchetti di tessere e voto di interesse. Esattamente il contrario di quanto ci si aspettava dopo che Di Pietro aveva più volte affermato la necessità di rinnovare la classe dirigente della sua regione. Nato nella Dc, ha sempre vissuto di politica. Sul suo curriculum scrive che è un imprenditore, e in effetti è proprietario di un caseificio, ma di lui la gente ricorda soprattutto i trascorsi calcistici, sia come giocatore che come allenatore. Nagni ha militato nel Ppi, poi nella Margherita, dove era legato a Giuseppe Fioroni, il quale da ministro della pubblica istruzione nel 2007 gli ha affidato l'importante incarico di subcommissario straordinario dell'agenzia nazionale per lo sviluppo dell'autonomia scolastica con competenza su Abruzzo, Molise, Basilicata e Calabria. Una nomina che, si legge in un'interrogazione dell'allora deputato dell'Idv Astore, ha provocato, "un impatto negativo sul mondo scolastico regionale dando vita a vibrate proteste". Nagni infatti, che non è nemmeno laureato, non si era mai occupato di scuola in vita sua. Gia consigliere regionale nella legislatura 2001-2006, con altri amici della Margherita nel 2003 si è rifiutato di firmare un ordine del giorno del centrosinistra contro una delibera del governatore Iorio che assegnava un'assoluta libertà d'azione al ras della sanità privata e allora consigliere regionale dell'Udc, Aldo Patriciello. Il suo ex grande amico, Roberto Ruta, uno dei leader del disastrato Pd molisano, ha infatti sempre teorizzato che Patriciello debba far parte del centrosinistra. Nel 2005 Nagni è stato iscritto nel registro degli indagati della Procura di Campobasso per una vicenda di assunzioni sospette al supermercato Pianeta avvenute quando era assessore al commercio del comune del capoluogo, ma poi è stato prosciolto.  
In occasione delle elezioni comunali a Campobasso nel 2009 ha formato il terzo polo con la lista "Primavera democratica" candidando sindaco Gaetano Di Niro, ex coordinatore regionale Idv. Una lista ostile sia a Idv che al Pd e ai quali ha portato via voti, favorendo in parte la vittoria al primo turno del centrodestra dopo 20 anni di governo del centrosinistra. Dopo il fallimento dell'iniziativa terzopolista, Nagni convinceva Di Niro a dimettersi da consigliere comunale promettendogli di lanciarlo come protagonista di un importante progetto politico. L'ingenuo Di Niro accettava e al suo posto subentrava il consigliere provinciale, Maurizio Tiberio, ex di Forza Italia. Ovviamente del progetto politico annunciato a Di Niro si sono perse le tracce. L'unica cosa che è rimasta è una doppia poltrona per Tiberio. Qualche mese dopo Nagni, che nel frattempo era stato espulso dal Pd, organizzava un clamoroso ribaltone insieme al presidente della provincia di Campobasso, Nicola D'Ascanio, anche lui del Pd ed ex sindaco di Montenero di Bisaccia. Insieme ad altri cinque esponenti del Pd passavano all'Idv, tra questi l'ex di Forza Italia, Tiberio. Il tutto dopo che D'Ascanio per reggere baracca e burattini si era servito del voto di un'esponente dell'Udc legata a Patriciello e ad un esponente del centrodestra, Remo Grande. L'arrivo della mandria di transfughi del Pd provocava un maremoto nell'Idv molisano con la fuoriuscita di 23 dirigenti, tra i quali il senatore Giuseppe Astore e il consigliere regionale, Massimo Romano. Ma il legame tra D'Ascanio, da sempre acerrimo nemico dei Di Pietro, e l'ex pm, durava poco, anche a causa delle sconfitte elettorali di Termoli e Montenero di Bisaccia. Il presidente della provincia si rifiutava di sottostare ad alcuni diktat del lider maximo e di suo figlio Cristiano e veniva espulso insieme agli assessori dell'Idv da poco nominati da D'Ascanio e che si erano rifiutati di dimettersi come richiesto dal partito. Dietro la rottura naturalmente c'era la mano di Nagni. Sembra infatti che D'ascanio abbia mosso a Nagni rilievi piuttosto pesanti sul suo modo di fare l'assessore. Liberatosi dell'ingombrante D'Ascanio, che mirava a fare il candidato presidente della Regione, Nagni racimolava un congruo numero di tessere, c'è chi dice 200, chi 400, insieme al suo amico Domenico De Angelis, eletto coordinatore provinciale. E le metteva sul tavolo convincendo Di Pietro padre e figlio che gli si poteva affidare il partito. E per il momento l'ex Dc e Cristiano vanno d'amore e d'accordo. La condicio sine qua non in Molise per chiunque voglia fare politica nell'Idv è nota a tutti ed è quella di accettare la leadership del figlio del grande capo. Tonino Di Pietro infatti ha un solo obiettivo cui subordina ogni altra cosa: far eleggere suo figlio in consiglio regionale nel 2011. In fondo è lo stesso obiettivo di Nagni: anche lui infatti brama di tornare a sedersi in consiglio regionale e ricominciare a percepire le laute mensilità della generosa regione Molise, non si capisce perchè tra le più alte d'Italia. Così vanno le cose nella terra natale di Tonino, dove l'Idv è il primo partito del centrosinistra (28% alle Europee) e dove a Venafro l'Idv governa insieme al centrodestra. Qualche giorno fa, dopo che Di Pietro ha paragonato il governatore Iorio a Totò Riina, il sindaco di Venafro ha protestato attaccando l'ex pm. E il presidente del consiglio comunale, Palumbo e l'assessore Iannaccone, entrambi dell'Idv, non hanno nemmeno replicato. Silenzio di tomba. Perchè meravigliarsi? Tonino in fondo non è mai stato profeta in patria e all'ultimo congresso regionale persino una sua nipote, Valentina Bozzelli, si è autosospesa per protesta dal partito insieme ad Antonio di Cesare e Anna Aurisano, che aveva preparato una mozione per candidarsi coordinatrice regionale delle donne. Poi, con una classica congiura di palazzo, pochi giorni prima del congresso alla Aurisano sono improvvisamente venute a mancare alcune delle dieci firme necessarie alla presentazione. Le signore defilatesi hanno eseguito indicazioni trasmesse dai vertici locali per favorire la scalata al potere di Maria Teresa D'Achille, anche lei ex Dc e Margherita, legata ovviamente a Nagni e soprattutto moglie di un facoltoso uomo d'affari di Isernia, Camillo Colella, che è titolare di varie aziende di imbottigliamento, e recentemente è stato rinviato a giudizio per furto d'acqua in un acquedotto comunale. Naturalmente la D'Achille è diventata come da copione coordinatrice donne dell'Italia dei valori molisana.  


ECCO IL DOCUMENTO DI PROTESTA DI VALENTINA BOZZELLI E ANNA AURISANO.

Cari iscritti e care iscritte, cari consumatori e cari utenti e soprattutto grazie a tutti Voi iscritti e simpatizzanti  dell’Italia dei Valori Molise per l’attenzione che riservate alla lettura della presente dichiarazione di autosospensione.
Da mesi – ormai – giungono segnali d’allarme per l’Italia dei Valori Molise. Chi, come noi, intravedeva la possibilità di identificarsi in un partito post ideologico autenticamente nuovo e innovativo e capace di distinguersi realmente nel panorama politico regionale, è rimasto deluso.
Precisiamo, da subito, che la presente dichiarazione non vuole e non deve avere come meta finale la soddisfazione di ambizioni soggettive o l’acquisizione di spazi individuali, ma quello di informare obiettivamente iscritti e simpatizzanti dell’IdV Molise dello stato delle cose, di come è stato “gestito” il partito negli ultimi tempi e delle note vicende che hanno interessato IdV Molise, notoriamente appiattito sulle posizioni e sugli interessi politico-elettorali di 4 (QUATTRO) o 5 (CINQUE) persone.
L’Italia dei Valori Molise, i vertici del partito, il suo  “ Gruppo dirigente” ha già dimostrato e sta dimostrando in queste ore di non distinguersi affatto dagli altri partiti. Anzi, è un Dèjà vu   e assomiglia di più ad una piccola oligarchia che non ad un partito vero e proprio. E i fatti lo dimostrano.
Molti di noi hanno aderito all’IDV proprio perché volevano e vogliono un partito della gente e quindi effettivamente rappresentativo della molisanità e dei valori di legalità, solidarietà e Giustizia sociale tipici della stragrande maggioranza dei nostri corregionali, persone laboriose, serie ed oneste ; - un partito autenticamente e sostanzialmente dalla parte del cittadino e in difesa delle collettività locali e degli interessi generali, insomma un partito dove ciascuno iscritto e simpatizzante avesse lo spazio per esprimersi potendo partecipare al processo decisionale di una linea politica (ammesso che oggi ve ne sia una!) e non solo un partito degli eletti e degli “ ex qualcosa “ come da mesi ormai siamo abituati a vedere.  Molti volevano e vogliono un partito dove “tutti sono utili e nessuno è indispensabile” e non una piccola oligarchia. Un partito dei “molti”e non un partito dei “pochi”. Insomma un partito dove la base dovrebbe contare davvero. E invece ? Per mesi i vertici del partito sono rimasti insabbiati nella palude della questione Provincia di Campobasso e dei quattro consiglieri e dei 2 (due) assessori esterni (ovviamente ex amministratori o amministratori in carica pure loro) come se il partito rappresentasse solo costoro invece di occuparsi dei contenuti, dell’organizzazione di gruppi di studio e di lavoro, dei dipartimenti tematici, della formazione della classe politica dirigente, dei problemi reali della gente e dei bisogni quotidiani dei cittadini –consumatori e delle istanze che provengono dal territorio. Invece i “vertici” del partito hanno pensato bene di “sistemare” solo i due assessori esterni (senza peraltro riuscire nell’intendo!) offendendo competenze e dignità personale e professionale di tutti gli altri iscritti che secondo NOI avrebbero potuto ricoprire degnamente quell’incarico. Invece, per ricompensare i  gli ultimi arrivati (…..ultimi arrivati, prima serviti!)  come fossero I SOLI IDONEI e CAPACI  dell’IdV Molise a ricoprire l’incarico di Assessore esterno -  secondo i vertici del partito –  mettendo – addirittura – in crisi la maggioranza e la coalizione alla Provincia di Campobasso. Per questo NOI oggi diciamo basta al partito piegato solo su alcuni eletti ed ex amministratori o appiattito solo e soltanto su talune persone …. o “personaggi”. Gli iscritti dovrebbero pretenderlo subito in attesa che gli assetti precostituiti facciano altri danni. Noi diciamo basta con l’avvitamento. Bisognava tornare a fare vera politica del territorio, a discutere dei contenuti della politica e non solo di contenitori (vuoti o strumentali solo alla visibilità di qualcuno!) o di partito servente e strumentale alle ambizioni e agli obiettivi di 4 (quattro) o 5 (cinque) persone.  La gente si aspettava risposte concrete dall’Italia dei Valori. Invece il partito si è appiattito solo sulle esigenze di una piccola oligarchia. La gente vuole chi si interessa dei gravi problemi quotidiani che li riguardano. Ma l’IDV Molise, che ad oggi è altra cosa da IDV nazionale, per essere un protagonista reale, autorevole ed affidabile avrebbe dovuto dare fiducia ai giovani, alle donne, ai dipietristi della prima ora, alla meritocrazia, alle competenze, agli innovatori attenti e agli amministratori di comprovata capacità politico-programmatica e di specchiata ed illibata integrità morale e non solo ai signori delle tessere e agli “ex qualcosa”. I problemi… quelli veri…. che avrebbero fatto dell’IdV Molise il partito di riferimento della gente. Non più solo il partito che dà asilo, il partito degli “ex qualcosa”, il taxi-partito, il partito dagli assetti precostituiti ma il partito della capacità propositiva, delle competenze e della meritocrazia. Invece finora abbiamo assistito ai personalismi e alle uscite SOLO di denuncia e di propaganda. A NOI attenti osservatori non è sfuggito che perfino la Rassegna stampa del partito è tarata solo  su 4 o 5 “esponenti”. Gli ultimi tempi abbiamo assistito a forme di autoreferenzialità. Quasi tutte le nomine di partito sono state concesse solo sulla base dell’amicizia e della sudditanza agli attuali vertici del partito. Ormai tutte le decisioni prese e che si prenderanno da qui ad un anno sono e saranno appannaggio solo di un quadriumvirato. Bisognava favorire il dibattito interno e non ingessare il partito nella logica di amico-nemico. Ma ancora :  bisognava dire basta con la premialità dei soliti noti. Invece siamo alla riedizione dei soliti e vecchi nomi tanto che un noto quotidiano locale ieri (02.10.2010) ironizzava sul “nuovo” che avanza in IdV Molise.
NOI diciamo basta alle riedizioni. Basta con i tuttologi ed “ ex di qualcosa” come se solo chi è in carica, ha avuto un passato da amministratore o  amministra possa dare il suo contributo di esperienze.
NOI diciamo basta al partito contenitore ma vogliamo così come volevamo un partito dei contenuti, dell’individuazione delle priorità e dell’impegno. Purtroppo anche in queste ultime settimane i vertici del partito si sono sì impegnati ma al solo scopo di cercare una propria personale visibilità sic et simpliciter , una visibilità  a tutti i costi o una visibilità trita e ritrita, insomma diciamo basta ad un “ gruppo dirigente “ vocato solo alla denuncia e alla propaganda giammai foriero di proposte politico-amministrative e idee fattibili.
Per questo NOI ci siamo autosospesi.
Noi diciamo basta a chi non ha la capacità di progettare il futuro. In definitiva, manca un gruppo dirigente con una vera capacità propositiva al passo con i tempi e capace di riannodare i rapporti con giovani, professionisti, piccoli imprenditori, associazioni e sindacati.  Mancano iniziative che aggregano e pullulano – invece – solo quelle iniziative finalizzate esclusivamente alla visibilità personale e basta.  Finora il vertice formale e sostanziale di IdV Molise non ha mai indicato soluzioni e percorsi da seguire per affrontare e risolvere i gravi e persistenti problemi quotidiani dei molisani, salvo qualche rarissima e recente eccezione. Eppure si tratta di problemi cronici che dovrebbero facilitare l’indicazione di soluzioni da parte dell’attuale vertice regionale dove figurano esponenti navigati ed ex amministratori con un vissuto pluripartitico da veri decani della politica. Sembra che il partito, qui, in Molise, è come se non avesse un’anima. Noi riteniamo che bisognerebbe interrompere questa spirale e dare ascolto anche agli iscritti, ai simpatizzanti, ai giovani, alle donne, alle associazioni, ai sindacati, alla società civile così come dovrebbe fare un partito post-ideologico qual’ è Italia dei Valori e per questo da oggi invitiamo iscritti e simpatizzanti a fare una seria riflessione perché domani potrebbe essere troppo tardi. Invero, in questi ultimi giorni i vertici di IdV Molise si sono molto spesi nel bollare e liquidare le iniziative politiche altrui come vecchie e/o come contenitori vuoti, chiedendo al contempo l’azzeramento della classe politica dirigente regionale. Ma, a tal proposito, a molti di noi è sorto un interrogativo spontaneo : non bisognerebbe prima mettere ordine in casa propria  per poterlo pretendere – poi – in casa altrui ? Come dire :  forse  non  sarebbe meglio che fosse l’intero assetto precostituito di IdV Molise a dare esso stesso l’esempio con il classico passo indietro da mitologia greca e salvare l’unità e l’integrità del partito?  Ma, si sà, l’autocritica - in politica - è dote rara anche se gradiremmo essere smentiti. Tuttavia, semmai questo miracolo dovesse accadere ” lo scopriremo solo vivendo”, come recita un famoso motivo, anche se sono in molti, ormai, dentro e fuori IdV Molise ad auspicare – addirittura - una catarsi.
Per concludere. NOI non partecipiamo alla odierna votazione o – se si vuole – all’acclamazione anzi alla ratifica di una nomina che pare abbia avuto già la sua investitura in precedenza e in altre stanze e comunque espressione – a nostro avviso – di un disegno coerente con quell’assetto precostituito che da mesi – ormai – caratterizza IdV Molise.
Per tutti i motivi dinanzi esposti, abbiamo deciso – di comune accordo – di dare un segnale forte di rottura con questa situazione e con questo gruppo e di mandare un messaggio altrettanto forte ai vertici nazionali.
Si depositi agli atti del Coordinamento regionale per l’inoltro in copia conforme  all’Ufficio della Presidenza Nazionale dell’Italia dei Valori.  Atonio DI CESARE-  Valentina BOZZELLI-  Anna AURISANO”.





 




































Marco Lelli

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Commenti
Mirco Marchetti 2010-10-19 23:02:40

Forli, che significa.."O ha paura di finire male.." Prima o poi..finirò, comunque sia. Non mi piace come ti esprimi Forli e non mi piacciono i toni che usi. Non m'ero neppure reso conto di avere un tesoro sotto il culo.

La protervia e l'arroganza che mostri nei confronti di paesi e cittadini, foss'anche facciano gli ambulanti di abbigliamento. Esseri comunque pensanti, tanto quanto te Forli.

Mi giudichi senza conoscermi, giudichi paesi senza conoscerli. Si tratta di pre-giudizio. Comunque fondato sull'ignoranza. Canestrari scriveva che il pregiudizio è l'anticamera del razzismo.

forleo 2010-10-19 19:06:08

c'è chi categorizza e chi non capisce e non sa niente, come lei marchetti, se ne torni a fare il venditore ambulante di abbigliamento invece di cianciare a vanvera. perchè piuttosto, lei che è marchigiano non ci dice qualcosa di favia ? O ha paura di finire male, caro il mio riccardo cuor di leone? Ha paura di perdere la poltroncina? L'incaricuccio? Ha paura di tornare a far l'ambulante? Ma non è meglio fare l'ambulante che il servo?

Mirco Marchetti 2010-10-17 21:21:30

Condivido, salute mentale a parte, lo sdegno di Romeo M.

Purtroppo è la logica di chi è abituato a categorizzare. Solidarietà al Molise (almeno, visto che trattasi di nome proprio, lo si scriva con la emme maiuscola) ed ai molisani.

forleo 2010-10-17 20:59:34

Romeo è la prima volta che parlo del molise di che cavolo di accanimenti stai parlando, sarai tu che hai qualche problema di salute mentale

Romeo M. 2010-10-17 10:08:23

LEGGO SPESSO ED OVUNQUE,I COMMENTI DEI LETTORI,PER RENDEMI CONTO DEL PENSIERO ALTRUI.
MA QUESTO ACCANAMINENTO,VERSO LA REGIONE MOLISE E LA SUA GENTE SEMPLICE E LABORIOSA,LA DICE LUNGA SULL'ASTIO DI QUESTO SIGNORE,VERSO QUESTA TERRA.
SONO CONVINTO CHE IL PROBLEMA VIENE DA LONTANO ,CHE ABBIA LO STESSO ,UN PROBLEMA DI SALUTE MENTALE .? NON TROVO ALTRE GIUSTIFICAZIONI.
NON GUARDARE LA PAGLIUZZA,NELL'OCCHIO DI CHI TI STA DI FRONTE,MA GUARDA LA TRAVE CHE STA NEL TUO.
CON QUESTO ACCANIMENTO NON SI VA DA NESSUNA PARTE.
RIFLETTIAMO.......

forleo 2010-10-16 13:00:24

che tristezza il molise, nemmeno in calabria e in sicilia sono messi male come dalle parti di campobasso. e pensate che a isernia è peggio ancora. in centro c'è una via intitolata ad un delinquente fascista di salò. nemmeno quando ha governato il centrosinistra gl'hanno cambiato il nome. corruzione, omertà, pavidità, conformismo, è la peggiore regione italiana, perchè lì manca quel poco di buono che c'è nelle altre regioni del sud. in molise non troverete mai un giornalista come giancarlo siani, un giudice come falcone, un industriale come lo bello, uno scrittore come saviano, politici come pio la torre o piersanti mattarella. i molisani si consolano che da loro non si spara. la pax mafiosa è quella. e poi si sfogano con le lettere anonime. uno come di pietro non poteva che nascere in quella palude che è il molise.

 

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