Il Tribuno
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Alberico Giostra 26 Ottobre 2010
IL MARCIO IN DANIMARCA C'E' ANCORA
Un anno fa l'inchiesta di Micromega, "C'è del marcio in Danimarca", scuoteva l'Italia dei Valori. Il bimestrale di Flores metteva in discussione la presentabilità di gran parte della classe dirigente locale del partito e chiedeva un cambiamento forte. Di Pietro in quell'occasione prometteva che il cambiamento ci sarebbe stato. Dopo dodici mesi possiamo tranquillamente concludere che il leader dell'Idv non ha tenuto fede alla sua promessa. I ventuno congressi regionali celebrati tra settembre e ottobre hanno infatti restituito l'immagine di un partito che ha scelto la linea della più assoluta continuità, peraltro caldamente suggerita da Di Pietro stesso. Nonostante le evidenti difficoltà politiche che l'Idv sta attraversando, messo ai margini dello scacchiere dell'opposizione per via dell'insorgente protagonismo di Fini e del cosiddetto terzo polo, difficoltà rappresentate anche dalla sensibile flessione del partito nei sondaggi, la pancia dell'Idv ha optato per la soluzione più comoda, quella del consenso ai suoi vertici. Il risultato non deve meravigliare. Primo perchè anche i militanti dell'Idv fanno parte di questa Italia di inizio millennio, impaurita, sfiduciata, ripiegata su sè stessa e preda di pulsioni contradditorie, divisa tra slanci ideali e chiusure egoistiche, tra liberalismo e corporazioni, tra interessi generali e cura del "particulare", sullo sfondo della chiara percezione che il benessere raggiunto è messo a rischio dalla globalizzazione. L'Italia che non ne può più di Berlusconi e che se si votasse domani lo rivoterebbe ancora. Secondo perchè l'Idv è un partito padronale, gestito in modo proprietario, autoritario e verticistico da Di Pietro e dai suoi pavidi colonnelli. E per chi controlla il potere in una struttura siffatta è molto facile conservarlo. I vari alter ego del leader nazionale hanno infatti spesso utilizzato le leve del potere interno sia intimidendo potenziali manifestazioni di dissenso, sia blandendole e finendo così per manipolare il consenso dei militanti con concessioni e prebende tipiche di ogni campagna elettorale. Il problema comunque quando c'è qualcuno che "compra" è che c'è anche qualcuno che "vende", e tutto ciò, al netto dei possibili "realismi", della serie "e questa è la politica", contribuisce ancora una volta a qualificare l'Idv come il portatore di una finta alternativa valoriale, confermandone viceversa la "facies" bottegaia da partito di assessori. 
Su ventuno congressi regionali in dieci occasioni i candidati sono stati unici. Di Pietro aveva richiesto esplicitamente mozioni solitarie ed è stato accontentato all'incirca nel 50% dei casi. Dieci sono stati i coordinatori uscenti confermati, un dato che farebbe pensare che comunque il rinnovamento c'è stato in quasi la metà delle regioni. Ovviamente non è così. Perchè laddove c'è stato un mutamento al vertice, vedi il Lazio, le Marche, il Friuli Venezia Giulia, la Puglia, il Molise, la Calabria e l'Umbria, è stato meramente nominale e i nuovi coordinatori o lo erano già di fatto (Favia nelle Marche) o sono emanazioni dirette di Di Pietro (Maruccio nel Lazio, Feraudo in Calabria, Nagni in Molise, De Feudis in Puglia, Brutti in Umbria). E laddove il cambio è arrivato dopo una battaglia congressuale anche cruenta, vedi Puglia e Friuli, a prevalere sono stati personaggi locali di estrazione tutt'altro che progressiva e riformatrice, trattandosi viceversa dei soliti esponenti ex democristani che da tempo infestano il partito dei presunti valori. Dunque se cambiamenti ci sono stati, sono stati in peggio. Unica eccezione il Piemonte dove a prevalere su Andrea Buquicchio è stato Luigi Cursio, legato al deputato Renato Cambursano, uno dei pochi esponenti di vertice dell'Idv sui quali chi scrive è disposto a mettere la mano sul fuoco, a riprova che l'ostilità che manifestiamo nei confronti degli ex dc non è affatto "ideologica". Ma non sarà purtroppo la rondine piemontese a fare primavera. 
Le rondini piuttosto si erano messe in volo in Toscana e Sardegna ma sono state brutalmente impallinate dai detentori del potere, Fabio Evangelisti e Federico Palomba e da quelle parti, due regioni che chi scrive ama in modo particolare per via di un loro "ethos", tutto "antitaliano", lo sbocciare della primavera è stato rimandato, speriamo solo temporaneamente. Quello toscano è senz'altro il risultato più doloroso. Il congresso pisano è stato infatti preceduto da un episodio di razzismo omofobico che ha colpito Alessandro Cresci, il candidato della minoranza che ha sfidato il commissario dipietrista, Evangelisti. Proprio sulla pagina dei commenti del Tribuno. com un militante che si è vigliaccamente firmato senza il suo vero nome, Enrico da Pisa, (un post che come risulta dall'Ip registrato è stato effettivamente inviato dalla provincia di Pisa) ha rivelato l'omosessualità del Cresci accusandolo di non averne messo al corrente il partito ed evocando possibili future sue difficoltà in caso di elezione. Gli aspetti deprecabili di questa vicenda sono stati soprattutto due: la tardiva solidarietà manifestata da Evangelisti a Cresci, e la sordida, losca, reazione della pancia del partito di fronte ad un così rivelatore episodio. Un partito composto da militanti davvero progressisti e non interessati meramente alla propria carriera politica avrebbe senz'altro sostenuto in massa Cresci spostando su di lui i suffragi proprio per prendere le distanze, esorcizzare, quei fantasmi omofobici e fascistoidi che in un improvviso e disgustoso rigurgito erano affiorati in superfice. Così non è stato e l'Idv della civilissima Toscana ha perduto una grande occasione per scrivere una pagina di bella politica. Ma le battaglie delle minoranze toscane e sarde non sono state inutili. Il partito, gestito in quelle due regioni in modo opaco e discutibile, con vari episodi di familismo e nepotismo, con congressi provinciali vinti grazie a parenti e amici, e con linee politiche contraddittorie e impacciate, non è più lo stesso: dopo i congressi si ritrova diviso, lacerato, con una minoranza che ha preso coscienza di sè e che intende continuare a far sentire il suo peso. Minoranze che stanno realizzando finalmente l'irrealizzabile, ovvero che il "marcio" nell'Idv non sta in Danimarca ma a Roma.







Alberico Giostra

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Commenti
Alberico Giostra 2010-11-15 02:19:31

In effetti, come anche Lei ha capito, volevo scrivere Giovanni e non David Favia. Ma mi creda, nonostante non condivida il suo modo di fare politica, non sono affatto ossessionato da Lei. Con tutto il rispetto, e fatto salvo che siamo entrambi marchigiani, ho altri oggetti cui dedicare le mie ossessioni. Cordialmente, Alberico Giostra

david favia 2010-11-14 23:20:17

Caro Giostra,
leggo sopra che noi saremmo stati a cena assieme a Bologna.
Non mi risulta.
Temo che lei sia talmente ossessionato da me da aver scritto Davide (mi chiamo David) al posto di Giovanni (Favia), consigliere regionale grillino dell'Emilia-Romagna, peraltro omonimo di mio padre (avevo parenti a Bologna, dove ho fatto l'università, gli unici Favia di Bologna, chissà che non siamo parenti con Giovanni e che così io possa così piacerle di più causa DNA.......).
Ovviamente il tono è garbatamente scherzoso.
Cordialmente.

david favìa

Rocco 2010-11-07 19:58:38

Unica eccezione il Piemonte?! Se questo è il metro di giudizio probabilmente gli altri congressi sono andati bene...

Marco Demmini 2010-11-07 14:27:57

@Matteo
Ti ringrazio per la difesa d'ufficio, molto appassionata, ma temo tu non abbia capito bene la dinamica dei fatti: nessuno mi ha "espulso", non è una partita di calcio.
Molto più prosaicamente, io non sono un giornalista e non ho il tempo necessario per dedicarmi a questo blog dal punto di vista dei contenuti.
Per ciò che riguarda l'articolo sui grillini, la questione è assai semplice: il direttore ha scelto, legittimamente, una linea editoriale precisa: Di Pietro e basta.
Visto che nessuno sul Tribuno - nemmeno la Rivelli e nemmeno Giostra - viene retribuito, se uno dissente dalla linea se ne va, tranquillamente e senza traumi.
Per me è stata un'esperienza positiva.
Concludendo: conosco Giostra di persona e ti assicuro che non è affatto un "grillino". E non credere che ci sia tutta questa affinità tra IDV e il movimento di Grillo, per il semplice fatto che le due forze politiche si contendono il medesimo bacino elettorale.
Attualmente Di Pietro è certamente più subdolo e pericoloso per il centrosinistra rispetto a Grillo. E in questo Giostra ha ragione. Credo anche che il movimento di Grillo sia assai pericoloso per la sua demagogia, per la sua tendenza a fornire risposte semplici e semplificate a questioni complesse, facendo leva su fattori emozionali.
Ha qualcosa di sinistramente fascistoide.

Ma questa, appunto, è un'altra storia.

Ora, gentilmente, chiederei a tutti di smettere di citarmi.
Grazie :-)

Matteo Righini 2010-11-07 16:52:38

AGGIUNTA: metto anche il cognome altrimenti mi dite che non vale.....

Matteo 2010-11-07 16:52:38

guardi giostra che l'avevo capito non cè bisogno affatto della sua ironia. Non è mai una bella cosa quando un giornalista va a cena con un leader politico. scusi ma ironia a parte lei davvero crede che Grillo e Di Pietro siano uno contro l'altro? mai sentito parlare di casaleggio? provi a informarsi. Il suo caro Grillo ce l'ha con tutti tranne uno......indovini un po' chi... eheheh
Grazie comunque dei complimenti, sono sempre graditi. aggiungo anche lei è certamente intelligente e ho letto il suo libro.

Alberico Giostra 2010-11-06 20:26:22

ebbene sì, lo ammetto, mi piacciono i grillini, mi piacciono da morire, ho la mia camera da letto tappezzata con poster di Beppe Grillo, conservo gelosamente i suoi autografi, per mesi non mi sono lavato la mano destra dopo avergliela stretta, e per anni ho frequentato di nascosto il suo barbiere di Genova per raccogliere i suoi riccioli e i peli della sua barba che custodisco in una teca speciale in zirconio. Mia moglie l'ho sposata solo perchè mi ha detto che in gioventù è stata corteggiata da lui e spesso mi masturbo segretamente guardando le foto di sua moglie. Per andare alla convention di Cesena non ho dormito per due notti e ho registrato l'intervento di Davide Favia che riascolto ogni sera prima di addormentarmi e il giorno più bello della mia vita è stato quando sono stato a cena con lui, il mitico Davide Favia, a Bologna. E' in quell'occasione che abbiamo stretto un accordo segreto, una roba che la massoneria al confronto è roba da chierichetti, per censurare i pericolosissimi articoli di Marco Demmini. Cosa vuoi Matteo noi grillini siamo fatti così, sappiamo di essere il principale ostacolo allo sviluppo della sinistra e all'affermazione delle magnifiche sorti e progressive, e allora per vendetta, per pura ritorsione, prendiamo a censurare tutti, anzi proprio tutti no: il tuo messaggio lo lasciamo volentieri, tanto per far toccare con mano a che punto ci si riduce quando ci si priva volontariamente dell'intelligenza. Perchè in fondo Matteo tu non sei stupido...

Matteo 2010-11-07 16:52:38

Giostra non si vergogan a censurare gli articoli dei suoi collaboratorti se rivelano VERITA sul movimento di Grillo?
A lei piacciono i grillini ma questo è un argomento sufficiente per cancellare le nortizie VERE sui grillini?

Dopo la censura dell'articolo del grandissimo Demmini questa testata non ha più nessuna credibilità. Nessuna. Meno di zero.
Lei ha cancellato l'0arftgicoloo sui grillini perché è un propagandista groillino.

VERGOGNA.
VERGOGNA.
VERGOGNA.

Peggio dei berluschini.

Invito Demmini a fare un altro sito NON CENSURATO.

Matteo Venezia 2010-11-07 16:52:38

Giostra critica di pietro e si comporta come lui...perchè è stato censurato l'artticolo di demmini sul movimento di grillo?

FRANCESCO 2010-10-30 00:13:09

Caro Giostra la tua analisi è impeccabile. La fotografia di quello che è diventata l'idv. Non quello che appare.

A suffragare il tuo pensiero una nota inviata di recente dall'ufficio di presidenza (Di Pietro ,Rota e Messina in sostanza) a tutti gli eletti ed iscritti.

..."per chi dissente, per chi critica, per chi non rispetta le gerarchie saranno previste sanzioni..."

Cos'altro aggiungere???????????

La gestione è pari pari a quella del PDL. Perchè scegliere la copia?? ..Tanto vale supportare l'originale!!!!!!!!!!!

Francesco 2010-10-28 11:10:21

tutto ok, tranne il Piemonte, qui si è assistito alla vera e effettiva morte dell'idv.
Chi ha i soldi tessera di tutto (gente che vota PD e PDL, extracomunitari, persone a cui è stato promesso il parcheggio nel condomio ecc...) si fa eleggere e addio veri valori.
In Piemonte la base sta muovendo guerra contro le persone che tu citi!!!

Giacomo 2010-10-28 11:05:23

Cosa in Piemonte!!!! qui i signiri delle tessere hanno fatto arrivare pure i marocchini da Alessandria, hanno fatte arrivare gente che vota PD...Tribuno vieni qui da noi a Torino e ti facciamo vedere tutte le prove...
In Piemonte c'e' stata la riprova di un sistema malato che sta trionfando, quello che ti scrive fa parte della base che si sta lentamente allontanado...il gabbiano a Torino è morti e il tesserifico vice sui veri valori.
POI QUEI PERSONAGGI CHE TU CITI, IN PIEMONTE VATTI A INFORMARE BENE CHI SONO.

SARA 2010-10-27 00:10:26

E perchè, a Pisa non c'erano truppe???? Altro che....pulman c'erano! ovvia!!!!

Paolo 2010-10-26 23:15:10

Tutto vero. L'unica cosa opinabile è il discorso sul Piemonte, dove qualche centinaio di truppe camellate ha deciso il congresso.

 

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