Il Tribuno
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"Il nostro Presidente non vuole dei leccapiedi. Ciò che vogliamo sono uomini indipendenti e integri che, una volta che avremo preso le nostre decisioni, concorderanno con ognuna di esse". Joseph Heller, "Gold" (1979)
 
News by Dire
Alberico Giostra 22 Ottobre 2010
LA REALTA' ROVESCIATA DELL'IDV SICILIANO. GRAZIE A ORLANDO NELL'ISOLA IL PARTITO DI DI PIETRO PRESENTA MOLTE LUCI E POCHE OMBRE. E SE A ROMA A POSTO DI TONINO CI FOSSE LEOLUCA?
IN SICILIA LE COSE NELL'IDV VANNO MOLTO MEGLIO CHE ALTROVE. HA SCELTO DI NON APPOGGIARE LA GIUNTA REGIONALE DI LOMBARDO CHE A ROMA STA CON BERLUSCONI. CHI GOVERNA CON LA DESTRA VIENE SOSPESO E CHI CHIEDE LE CANDIDATURE A SUON DI PACCHETTI DI TESSERE E VOTI VIENE CORTESEMENTE MESSO ALLA PORTA. ESATTAMENTE IL CONTRARIO DI QUANTO ACCADE NELL'IDV DELLE ALTRE REGIONI.
Il limite politico di Orlando sta nel non voler esportare in tutta Italia il suo modello di gestione siciliano e di fermarsi davanti alle doverose battaglie riformiste interne all'Idv che dovrebbe condurre alleandosi con l'amletico Luigi De Magistris. Ma se l'ex leader della Rete non farà scelte radicali in questa direzione nel giro di pochi anni vedrà spegnersi la sua parabola politica della quale ricorderemo solo virtù isolane e scarsi successi nel continente. E per un uomo con relazioni internazionali del suo livello sarebbe un vero paradosso.
In Sicilia l'Italia dei valori è una realtà al contrario. Se nel resto del paese le cose nel partito di Di Pietro vanno malissimo, nell'isola vanno quantomeno molto meglio. E non è poco, soprattutto perchè stiamo parlando di una realtà, la Sicilia, che invece ci riserva spesso cattive sorprese. Il merito è di Leoluca Orlando. Il partito da quelle parti è in mano a lui, Di Pietro glielo ha messo a disposizione come fa con gli altri colonnelli. La differenza la fa dunque l'uomo, perchè non ci vuole molto a capire che Orlando non c'entra nulla con gente come Piffari, Favia, Maruccio o Schiavone e che è abituato a fare politica in un modo del tutto diverso. Anche se viene dalla Dc. Alcuni esempi. Cominciamo dalla decisione di non appoggiare la giunta Lombardo, decisione quant'altre mai condivisibile. Il Pd invece, in un rigurgito di milazzismo, ha deciso di sostenere anche il Lombardo quater, insieme all'Mpa e all'Udc rimasto con Casini. Una scelta che sta spaccando il Pd, con Enzo Bianco del tutto contrario alla svolta "entrista" voluta da Giuseppe Lumia. La posizione dell'Idv è stata da subito molto chiara: siamo disposti ad ad appoggiare una governo regionale di transizione che approvi la finanziaria e faccia qualche altra riforma ma poi si torni al voto perchè siamo contrari ad un patto di lesgislatura con il leader dell'Mpa che a Roma appoggia il governo Berlusconi. Il Pd ha deciso diversamente fingendo di non sapere che Lombardo ha stretto un'intesa con il cavaliere in base alla quale il premier, in cambio del voto dei parlamentari Mpa al suo pericolante governo, garantisce a Lombardo il voto di 3 o 4 deputati regionali del Pdl in caso di necessità. A palazzo dei Normanni, è noto, il Pdl sta all'opposizione. Come può il Pd accettare una realtà come questa? L'Idv siciliano non l'accetta e fa bene. Altri esempi? Il caso Gela. Nella cittadina in provincia di Caltanissetta, Orazio Rinelli, contro le decisioni del partito, ha deciso di appoggiare una giunta comunale dove c'è l'Mpa. E' stato sospeso insieme al coordinatore cittadino dell'Idv. Rinelli nel 2006 ha sottoscritto una mozione di sfiducia contro Rosario Crocetta insieme ad alcuni suoi compagni del Pdci solo perchè accusavano il primo cittadino di Gela di aver convinto Oliviero Diliberto ad optare per il collegio siciliano lasciando a casa il primo dei non eletti del Pdci, amico di Rinelli. Non è un bel precedente. Se una critica semmai si può fare è che, nonostante fosse sospeso, gli è stato consentito di presentare una mozione al congresso regionale del 10 ottobre, mozione appoggiata anche da Sonia Alfano poi non candidata perchè non tesserata. Ma è una critica che francamente non ci sentiamo di rivolgere perchè è stata una chiara manifestazione di tolleranza e democraticità da parte dei dirigenti locali. Altrove a Rinelli non sarebbe stato possibile presentare la sua mozione, che comunque ha raccolto il 15% dei consensi. Un altro esempio: Scordia. Nella cittadina del catanese, Santo Todaro, esponente locale dell'Idv, era diventato assessore in una giunta di destra retta da un sindaco del partito di Storace. Giacomo Porrovecchio dell'Idv etneo gli ha detto: "caro Todaro non puoi". "Ma il sindaco è mio amico", ha replicato Todaro. "Non importa, l'Idv con la destra non può governare, devi scegliere: o ti dimetti da assessore o dal partito". E lui ha scelto di restituire la tessera. Vi ricordiamo che a Venafro, in Molise, la regione di Di Pietro, l'Idv governa insieme al centrodestra, e governa molto male. Se in Molise ci fosse stato Orlando il caso Venafro non si sarebbe verificato. Ma in Molise ci sono i Di Pietro, padre e figlio.  Un altro esempio ancora. Un paio di anni fa, un esponente politico catanese si rivolge all'Idv chiedendo di entrare nel partito. "Io dispongo di 10.000 voti circa, ve li metto a disposizione, in cambio voglio una candidatura alle prossime elezioni". L'uomo non aveva problemi penali ma ciononostante Orlando e Giambrone gli hanno risposto così: "caro amico se vuoi entrare nel partito le porte sono aperte ma sappi che prima di essere candidato devi lavorare insieme agli altri per almeno cinque anni, poi, se te lo sarai meritato, prenderemo in considerazione la tua candidatura". L'esponente politico catanese ha risposto che ci avrebbe pensato. Ci ha pensato e ha scelto l'Udc. Immaginate come sarebbe andata a finire se a posto di Orlando e Giambrone ci fossero stati Formisano e Belisario. Sarebbe andata a finire come con Sergio De Gregorio o con Giacomo Olivieri, ex Forza Italia, che appena eletto nel consiglio regionale pugliese con la bellezza di 14.000 voti, dopo una settimana è uscito dall'Idv. Con quella gente di solito va a finire così. Di Pietro lo sa  benissimo eppure se li prende lo stesso. Orlando no e infatti nell'Idv siciliano le cose vanno molto meglio. Magari arriva qualche voto in meno che altrove, ma almeno si sa che sono voti puliti.  Una situazione ingarbugliata in realtà c'è, ed è a Catania. A rivelarla sono gli stessi esponenti del partito, quelli che lo governano, quelli che altrove, raccogliendo magari le indicazioni di "Invan" Rota, l'avrebbero negata o minimizzata, si sarebbero cioè comportati in modo omertoso, quasi staremmo per dire da "siciliani", se solo in Sicilia non ci fossero, appunto, gli orlandiani. All'ultimo congresso provinciale vinto dall'ex socialista, Silvio Di Napoli, si è verificato un caso di tessere gonfiate. Gonfiate non vuol dire false, illegittime, vuol dire che a Biancavilla, un paese del catanese, il locale rappresentante dell'Idv forte della gestione di un patronato ha messo a disposizione di Di Napoli 100 tesserati quando nel paese l'Idv prende in tutto 200 voti. Un rapporto un tantinello sospetto, hanno detto quelli dell'Idv catanese, che pure con Di Napoli erano in ottimi rapporti. Questi 100 tesserati hanno fatto vincere il congresso a Di Napoli in un modo che non è piaciuto affatto al consigliere provinciale Giacomo Porrovecchio, "retino" della prima ora, e che a Di Napoli gli ha detto papale papale che vincere i congressi con le truppe cammellate non va bene. Ora accade che almeno quattro degli uomini del direttivo provinciale di Catania entrati anche grazie a queste tessere un pò "farlocche" si stiano disinteressando della vita di partito anche perchè hanno visto che Giambrone appoggia Porrovecchio nella sua battaglia legalitaria e ha rifiutato il loro diktat di punire il consigliere provinciale con una collocazione sfavorevole nella lista congressuale. Giambrone infatti Porrovecchio l'ha messo al secondo posto. Insomma hanno visto che non c'è trippa per gatti. C'è poi il caso del sindacalista Franco Tomasello, ex Cgil e ora segretario siciliano dell'Unicobas, che è entrato in Idv forte del suo background come rappresentante dei lavoratori ed è come se avesse lanciato una sorta di Opa sul partito. Anche questo ha creato un certo disagio nell'Idv di Catania. Nessuno discute il Tomasello sindacalista e le sue battaglie nella scuola o nelle aziende partecipate comunali e provinciali, quello che si mette in discussione è il suo doppio ruolo. Tomasello insomma non può servirsi del sindacato per fare politica e viceversa. Nell'Idv etneo però si dicono certi di riuscire a gestire virtuosamente anche questo caso. E vedrete che sarà così. 
Insomma in Sicilia il partito di Di Pietro non sembra nemmeno di Di Pietro, sembra il partito di un altro. L'ex pm lo sa, per questo teme il carisma di Orlando. Alle ultime politiche lo ha costretto a optare per il collegio del Lazio per paura che scegliendo il seggio vinto in Sicilia si rafforzasse troppo. Orlando lealmente ha chinato il capo. Il limite dell'ex sindaco di Palermo, infatti, è solo uno: a livello nazionale ha rinunciato ad una sacrosanta battaglia riformista e si adegua passivamente alla gestione dipietrista. Chiude un occhio, anzi tutti e due sulle brutture del suo leader, fingendo di credere che tutto vada bene. Come ha potuto accettare, ad esempio, di mettere la sua firma sullo scandaloso cambio di statuto del dicembre 2009 con il quale Di Pietro ha restituito a sè stesso la nomina del tesoriere nazionale del partito? Se il collaborazionismo dell'ex sindaco di Palermo poteva essere tatticamente tollerabile, giusto il tempo di far crescere il partito, ora non lo è più e quella del pur stimabilissimo Orlando rischia di essere una colpevole complicità. 














Alberico Giostra

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Commenti
Vincenzo Paternò 2010-11-15 19:05:44

Egregio dott. Alberico Giostra,
ai sensi delle norme vigenti, le chiedo di voler apportre le modiche apparse sull'articolo LA REALTA' ROVESCIATA DELL'IDV SICILIANO. GRAZIE A ORLANDO NELL'ISOLA IL PARTITO DI DI PIETRO PRESENTA MOLTE LUCI E POCHE OMBRE. E SE A ROMA A POSTO DI TONINO CI FOSSE LEOLUCA?
secondo le precisazioni da me inviate in dat 07.11.2010.
Distinti e cordiali salui.
Vincenzo patrnò
Presidente Associazione Nazionale Consumatori Italiani - A.NA.CO.I.

Vincenzo Paterno' 2010-11-07 14:02:04

Un articolo lunghissimo quello di Alberico Giostra, rispettabilissimo nella sua analisi politica meno nel fare nome di persone di cui probabilmente non conosce storia personale ed attività. Io sono il dirigente dell'associazione e non del patronato, non esiste nessun patronato ( questo è solo l'errore iniziale ). Si dice che il Circolo di IDV di Biancavilla, a fronte di soli 200 voti nelle elezioni precedenti. Ed ecco il secondo errore. Il locale esponente di IDV ha portato complessivamente al partito e non a Di Napoli, ha fatto votare Di Napoli, dando ovvisamente la piena libertà di esprimersi liberamente, perchè più idoneo dell'altro concorrente alla guida del partito, qualcosa in più 100 tessere cumulativamente fatte in più Comuni e non solo del Comune in questione. E' un delitto organizzare, far prosperare ed radicare il Partito nel territorio o dobbiamo lasciare questo " delittuoso " compito ai vari PDL, PD senza elle, UDC ecc.? Poi si parla di gonfiaggio che a dire dell'articolosita non vuol dire che siano false o illegittime.... esiste un gonfiaggio con significato diverso da ciò che normalmente si da? Quanto a Porrovecchio, che sembra uscire e rientrare, autosospendersi, non rinnovare la tessera per poi rifarla non so dove..... è di una pochezza politica disarmante, invece di parlare di tessere e tesserati, perchè non parla delle sue iniziative, da consigliere provinciale, di forte contrasto al governo, appunto della provincia di Catania. Vorrei sapere delle sue interrogazioni, diffide, esposti...insomma tutta l'attività di oppososizione che dovrebbe fare un alto esponente..... dell'opposizione.Quanto poi a chi sa di fatti e persone..., a onor del vero, sulla realtà di IDV catanese, perché non si chiede come mai il Partito nelle elezioni Europee prende il il 4,29% con Di Pietro che prende 418 voti, Alfano 159 e De Magistris 232, mentre nelle concomitanti elezioni Comunali la lista presentata, presumo dato il nome, dallo stesso Di Pietro in unione con sinistra e libertà ne prende complessivamente 828 mentre l'esponente più autorevole del Partito acese si ferma a 35 voti personali? E questo il risultato del suo radicamento nel territorio ed il rispetto che gode nell'elettorato acese? Poiché non credo che i Cittadini Acesi, votanti plebiscitariamente la coalizione di destra, siano autolesionisti, mi chiedo come mai, nel predetto Comune, individuano nel Sindaco Garozzo e la di lui Giunta i soggetti politici cui chiedere di essere tutelati? In cosa ha sbagliato il nostro Presidente Di Pietro, nel presentare la propria lista, sempreché sia stato lui a farlo, per non essere stato considerato credibile? Lottiamo quindi, ben uniti, contro questo sistema e, se poi dobbiamo per forza rompere a qualsiasi costo, individuiamo beni i nostri bersag

Maria 2010-10-27 03:55:30

Leo sarà al tramonto, ma purtroppo condiziona ancora il partito in Friuli, infatti dopo un periodo di "illuminismo relativo" il gruppo a lui collegato ha favorito l'elezione di un ex udeur (profugo Mastelliano), così adesso in friuli l'IdV è ripiombato nel MedioEvo.
Tutto questo, grazie anche ai consiglieri IdV regionali che nella speranza di garantirsi una ricandidatura per le prossime elezioni, hanno apertamente appoggiato il nuovo coordinatore regionale IdV FVG.
Peronalmente ritengo che il nuovo coord. non sia espressione dei valori che si era cercato di esprimere fino ad ora.
Maria da Udin

Giurgintano.... 2010-10-26 19:41:26

Orlando ormai è al tramonto. ma la cosa più assurda è che il suo segretario particolare, Fabio Giambrone, sia diventato senatore. se ci fossero state le preferenze non sarebbe diventato neanche consigliere di condominio! Orlando ha monopolizzato il partito alla vecchia maniera democristiana. ed è da li che lui arriva. la base se ne andata, perchè non vuole partecipare al gioco delle tessere. e poi un coordinatore che subentra ad un commissario che è lo stesso che in 3 anni non ha portato nulla di buono al partito. Di Pietro guarda la Sicilia prima che affondi!!!

Anna R.G. Rivelli 2010-10-24 20:11:07

" La coesione va ricercata non nella logica amicale o inimicale, quanto nel perseguimento di un obiettivo acclarato e condiviso. E qui si vede la grandezza di un leader".
Concordo, ma mi permetto di aggiungere che la grandezza si vede quando e se c'è. E se grandezza ci fosse, le cose non sarebbero a questo stato.

Mirco Marchetti 2010-10-24 17:20:45

Voglio provare a rispondere io, anche perché mi pare che il tono di questo articolo sia leggermente differente dai tanti articoli, sin d'ora apparsi e che miravano, nell'obiettivo, a distruggere un partito. Il mio partito. Qui mi pare si venga ad evidenziare una via percorribile, una possibilità di decenza che l'IDV ha dinanzi a sé.

Nei diversi anni di militanza ho avuto modo di dissentire, anche in maniera aspra con il partito, ma francamente non ho mai trovato nessuno che mi impedisse di farlo. Sicuramente, visto che non ho mai rivendicato o lottato per un posto di potere per me, essendo solo il coordinatore di un partito in due piccoli comuni e, da poco tempo dirigente provinciale, non mi sono mai gettato nella "greppia" come dicono gli anziani. Mi sono sempre interessato di politica locale cercando di infondere i valori in cui credo e che l'IDV può interpretare meglio di altri. A me piace costruire assieme ad altri, progettare un futuro e condurre altre persone verso obiettivi condivisi e che si richiamano alla trasparenza, alla giustizia sociale, alla legalità.

Non mi risulta che in altri partiti non via siano conflitti, in tutti i partiti lo scoglio da superare è dato dalla conquista del potere da parte di poche persone che poi addomesticano come meglio possono le basi consensuali. Come ho avuto modo di dire, l'IDV non fa differenza, anzi, posso convenire con chi sostiene che in IDV il conflitto è coltivato da una maggiore acredine. Ma è normale per un partito che stà allargando la sua base consensuale e che vede l'ingresso di anime differenti, sia per motivazione che per cultura. Ora il conflitto va gestito ed aggiungo con competenza. In fin dei conti, per lavoro mi occupo di gruppi e, quindi, di gestione di conflitti. Quindi di cambiamenti. L'IDV si trova in una fase transitoria, ma estremamente fragile. Qualsiasi dirigismo o accentramento di potere, soprattutto in questa fase, che invece rivendicherebbe una base partecipativa allargata, lederebbe la stabilità del partito ed andrebbe a detrimento delle motivazioni dei partecipanti. Dobbiamo far nascere l'Italia dei Valori "con" Di PIetro. Siamo ancora all'Italia dei Valori "di" Di Pietro. Dobbiamo forgiare un sentimento diffuso ed identitario che si ispiri ai principi etici fondanti. E' per questo che se faccio critiche, non le faccio sul "tribuno", le faccio nei luoghi preposti. E le faccio dall'interno cercando maggioranze genuine. Io non esco dal partito, soprattutto in questa fase cruciale ed interpreto le alleanze su base programmatica.

Aggiungo solo, da esperto del settore, non da politico, che i richiami alle gerarchie ed ai vertici in questo momento sono fuori luogo e demotivanti, indirizzandosi verso ulteriori lacerazioni. E' doverosa una gestione del conflitto con scienza e coscienza. La coesione va ricercata non nella logica amicale o inimicale, quanto nel perseguimento di un obiettivo acclarato e condiviso. E qui si vede la grandezza di un leader.

la redazione 2010-10-24 14:26:59

caro dagoberto, il motivo è molto semplice: l'articolo in questione è stato integrato in un altro più ampio e che "leggeva" l'elezione di De Lorenzi insieme a quella dei coordinatori di Marche e Puglia. Cogliamo l'occasione per precisare che Alberico Giostra non è il direttore di questo sito, bensì il fondatore e ne è, ovviamente, un redattore. Grazie a lei per l'attenzione.

Dagobert 2010-10-24 12:45:20

«La ricerca della verità è più preziosa del suo possesso Alberto E.»

Gent. Sig. Alberico Giostra,

Vorrei cortesemente sapere come mai l’articolo di Fabrizio Colonna del 17 Ottobre 2010
e trattava la discutibile elezione del coordinatore regionale IDV del Friuli V.G. dal titolo:

NELL'IDV FRIULANO VINCE MASTELLA. ELETTO COORDINATORE GIOVANNI DE LORENZI ecc…….

E’ stato da lei rimosso?

La ringrazio anticipatamente per l’attenzione che vorrà prestarmi.

Dagoberto

Anna R. G. Rivelli 2010-10-24 10:49:49

Non conosco la situazione della Sicilia e per questo non posso permettermi di dare né ragione né torto a nessuno. Una cosa, però, mi viene di chiedermela e di chiederla a tutti. Che partito è un partito nel cui interno ci sono inimicizie feroci e quella che dovrebbe essere dialettica politica sfocia continuamente in tentativi di farsi reciprocamente le scarpe con sistemi anche piuttosto discutibili? Che partito è? Dove sono i valori? In Basilicata, ad esempio, giungono alla sottoscritta dall'interno del partito "denunce" continue, alcune anche anonime che, in ogni caso, verificate si dimostrano vere e palesano una conoscenza approfondita delle dinamiche interne che solo chi è nel partito può avere. Giungono persino "voci" di questioni personali; "voci" a cui la sottoscritta, per propria convinzione e per rispetto di una professione giornalistica che spesso viene messa da parte da troppi, non dà peso né tanto meno diffusione. Non ci interessano le beghe personali, non ce ne frega nulla degli amanti e delle amanti, non ci tocca nulla di quello che non sia strettamente connesso al ruolo politico delle persone di cui si parla. Tuttavia le notizie arrivano e ci danno modo di registrare un'acrimonia interna all'IdV che in altri partiti non esiste. E' l'odio di chi non può parlare apertamente, è il sommerso che diventa viscido laddove non esiste democrazia e non c'è possibilità di esprimere dissenso senza essere in qualche modo messi alla porta. Sono le tecniche di chi non ha appeal politico personale e cerca di distruggere gli altri per timore di essere surclassato. E' una politica che non è politica.
Al Presidente Di Pietro, che pare sia assiduo lettore di questa testata, vorrei chiedere se a lui sta bene che tutto sia così. E' una domanda retorica, in fondo, perché ci siamo già parlati in altra occasione e quello che ha detto la sua bocca non è uguale a quello che ha fatto la sua mano e la sua longa manus regionale. Però ho voglia di chiederglielo ed ho anche voglia di farlo riflettere sul fatto che quando la lealtà dei nemici diventa più certa della fedeltà degli amici, allora si è avviati ad un declino inesorabile. Lo insegna la storia. Un Bruto e un Cassio sono sempre in agguato.

mirko 2010-10-24 03:02:13

Purtroppo in FRIULI è stato eletto coordinatore regionale il Giovanni De Lorenzi con il decisivo appoggio di un uomo di Leoluca.
Il De Lorenzi è un ex UDEUR che perso il Mastella si è riciclato nel IDV.
La prova del trasformismo:

Comune di Belluno
Elezioni Amministrative 2007
(Elezioni Comunali)
DATI PROVVISORI SOGGETTI A POSSIBILI RETTIFICHE

Situazione Scrutini
Tutte le sezioni 34/34

BELLUNO POPOLARE – UDEUR

CandidatoVoti
1 GIOVANNI DE LORENZI 23
2 GIOVANNI CECCHET 13
3 SIMONE DE ZORZI 9
4 ROSSELLA PADOVANI 4
5 ANDREA ALLEGRO

http://elezioni.comune.belluno.it/elezioni/risultati/comunali/comune.jsp?maggiore_15000=1&path=comunali07&id_elezione=12&cache_refresh=30&id_elezione_tipo=16&id_comune=51&nome_comune=Belluno

Michele Barbagallo 2010-10-23 19:37:08

Come presentatore dell'altra mozione al Congresso Provinciale di Catania e come militante di IDV sin dalla sua nascita e pertanto a conoscenza di fatti e persone, a onor del vero, debbo proprio dire che il "racconto" sulla realtà locale di IDV appare quantomeno edulcorato e, come al solito, pervaso da accanimento nei confronti di Antonio Di Pietro.

Emilio 2010-10-23 15:20:26

Questo articolo sembra scritto sotto dettatura... forse di tal Gino Porrovecchio? Mah!

alberico giostra 2010-10-23 13:44:03

gentile alberto, quelli che precedono questo post sono due documenti tratti dall'archivio ansa che riguardano orazio rinelli e l'idv gelese. Legga pure e si faccia una cultura. La prossima volta si firmi con nome e cognome, come i siciliani che hanno parlato con me. Forse lei conosce meglio la situazione di Gela, ma non conosce per nulla la situazione dell'idv delle altre regioni. Inoltre abbia la dignità intellettuale di dire quali sono le cose false che avrei scritto anzichè limitarsi a declamarlo.

alberico giostra 2010-10-23 13:37:29

20100610 06039
ZCZC1138/SXR
Politica --> Elezioni --> Amministrative
R REG S45 QBKS
COMUNALI: BALLOTTAGGI;GELA,IDV SOSPENDE COORDINATORI NISSENI
(ANSA) - GELA (CALTANISSETTA), 10 GIU - Sono stati sospesi
dall'Idv i coordinatori provinciale di Caltanissetta e di Gela
Orazio Rinelli e Fabrizio Morello per avere annunciato
l'appoggio del partito ad uno dei candidati a sindaco nei
prossimi ballottaggi.
''A seguito delle scelte assolutamente personali che i
dirigenti locali di Gela, Rinelli e Morello, hanno seguito,
contraddicendo la linea nazionale di Idv, - afferma il senatore
Fabio Giambrone, commissario regionale siciliano di Italia dei
Valori - si e' deciso di sollevarli dai rispettivi incarichi e
di sospenderli, in via cautelare, dal partito''.
''Pertanto, al momento, - annuncia Giambrone - viene affidato
all'attuale vicecoordinatore Angelo Gallo l'incarico di
commissario provinciale di Caltanissetta''.
''La posizione di Italia dei Valori, con riferimento alle
elezioni amministrative a Gela, e' stata espressa con chiarezza
nella lettera - aggiunge il portavoce di Idv, Leoluca Orlando -
inviata il 7 maggio a Pierluigi Bersani, segretario nazionale
del Partito Democratico''(ANSA).

FI/GIU
10-GIU-10 17:08 NNNN

alberico giostra 2010-10-23 13:36:22

20060720 06509
ZCZC0932/SXR
R POL S45 QBKS
COMUNI: GELA; 14 FIRMANO MOZIONE SFIDUCIA A SINDACO CROCETTA
EX DEPUTATO MORINELLO E 2 CONSIGLIERI SI DIMETTONO DA PDCI
(ANSA) - GELA (CALTANISSETTA), 20 LUG - Undici consiglieri
dell'opposizione di centrodestra, con il sostegno di un
indipendente e dei due consiglieri del Pdci, stesso partito del
sindaco di Gela, hanno avviato la procedura per la mozione di
sfiducia a Rosario Crocetta, che andra' discussa e votata entro
i prossimi 30 giorni. Per essere approvata pero' non bastano i
14 voti dei promotori ma 20 sul plenum di 30.
Quasi contemporaneamente, l'ex deputato regionale del Pdci,
Salvatore Morinello, in aperta polemica con il sindaco Crocetta,
ha tenuto una conferenza stampa durante la quale ha comunicato
la sua uscita dal partito insieme con i due consiglieri
firmatari della mozione di sfiducia, Ignazio Di Dio (segretario
cittadino dimissionario del Pdci) e Giuseppe Bonura, con
l'assessore presso la provincia regionale di Caltanissetta,
Orazio Rinelli, e con tanti altri dirigenti e semplici iscritti.
Motivo della mozione di sfiducia e del terremoto tra i
comunisti italiani e' quello che viene definito ''il fallimento
della politica amministrativa di Crocetta'', che secondo i suoi
avversari avrebbe ''lasciato la citta' nell'abbandono, mentre
quanto fatto in questi mesi e' il frutto del lavoro delle
amministrazioni precedenti''.
Morinello, ex deputato regionale del Pdci, primo dei non
eletti alla Camera alle scorse politiche, ha anche accusato
Crocetta di fare ''uso sistematico e pianificato della stampa
per costruire la propria immagine e per ottenere risultati
politici personali, utilizzando il denaro pubblico con
consulenze facili e costose''.
''Il sindaco ha aggiunto in conferenza stampa e'
prigioniero dell'immagine artificiosa che si e' fatta di se'. Si
e' arrivati all'assurdo dice, Morinello di vedere indicato o
sospettato, se non tacciato di connivenza con la mafia, chiunque
si permetta di criticare l'operato del sindaco di Gela''. Subito
dopo le elezioni regionali del 28 maggio i partiti del
centrosinistra contrari alla permanenza di Crocetta al Comune,
ritirarono i loro assessori. E sempre secondo gli stessi partiti
da allora sarebbero cominciati gli attacchi sulla stampa, che,
secondo Morinello, sarebbero stati ispirati da Crocetta e da
alcuni dei suoi consulenti, tra cui quello per la Comunicazione,
Klaus Davi.
Morinello ha anche denunciato di essere stato oggetto di
minacce, di intimidazioni e di diffamazioni, anche con lettere
anonime. Ha accusato infine Crocetta di essere stato il
''persuasore occulto'' del segretario nazionale del Pdci
Oliviero Diliberto, il quale ha optato per il seggio alla Camera
scattato nella circoscrizione Sicilia Occidentale, impedendo
allo stesso Morinello di essere eletto.
Ritenendo che il sindaco abbia organizzato persino ''i finti
attentati e le false minacce di morte, che Crocetta ha
denunciato ma che organi inquirenti hanno

Alberto 2010-10-23 12:46:58

Qualore Ella fosse, caro Giostra, un buon giornalista e, mi pare non lo sia, avrebbe dovuto verificare le notizie o pseudo tali che ha inserito in questo articolo.In particolare, avrebbe potuto informarsi sul caso Gela attingendo a documenti che, evidentemente, non ha o non ha ritenuto di procurarsi.
ha riferito notizie assolutamente false su persone e fatti, la cui falsità si può provare documentalmente. Si documenti !! ed abbia, spero, l'onestà intellettuale di darne conto pubblicamente facendo ammenda.
Alberto, tesserato idv gela

Antonella 2010-11-07 18:20:53

Un articolo pessimo, di gran lunga il peggiore che abbia letto sul Tribuno.
Ma questo è un sito contro i tribuni o un sito che si occupa esclusivamente di Antonio Di Pietro e il suo partito che va scomparendo?

emilio 2010-10-23 09:35:48

Articolo superficiale e non veritiero. Le cose in Sicilia sono ben diverse da questa fantasiosa e piccante descrizione. DI fatto in Sicilia il partito è in mano ad Orlando e a tutti gli ex democristiani a lui vicini, compreso Porrovecchio. Pertanto in Sicilia IDV non esiste, bensì esiste un partito di exDC. Nonostante tutto esiste una base convinta di Dipietristi che hanno rappresentato per l'appunto il 15% del congresso.

dario morotti 2010-10-22 21:06:58

"caro amico se vuoi entrare nel partito le porte sono aperte ma sappi che prima di essere candidato devi lavorare insieme agli altri per almeno cinque anni, poi, se te lo sarai meritato, prenderemo in considerazione la tua candidatura"

se solo questa frase fosse stata detta a tutti quelli che si sono avvicinati al partito forse oggi parleremmo di una realtà moto molto diversa

Marianna Antona 2010-10-22 20:05:55

Articolo paradossale. Orlando è peggio di altri, non migliore. Nell'articolo è stato mitizzato come un fumetto...

Marco 2010-10-22 18:33:42


Cmq se parlano sempre di Ex e' perche ci sono sempre Ex e quasi mai News...

A buon intenditor poche parole...

Sherlock 2010-10-22 18:28:57

Sbaglio o è il buon Leoluca a vedere di buon occhio la scalata di ex UDEUR che stà avvenendo in IDV?

Si, il fatto che questo sito metta in buona luce Leoluca (che per carità è una bravissima persona) la dice lunga sulla strategia di screditamento che è in corso a danno di Antonio di Pietro.

Il bel tentativo di screditare IDV facendolo diventare il partito degli EX è sotto la lente di molti...

a buon intenditore poche parole!

Ivan Napoleone Fichera 2010-10-22 18:07:38

Beh, diciamo che la situazione è migliore che in altre parti, ma non è comunque la migliore.

In particolare all'epoca delle vicende Catanesi mi ha demoralizzato parecchio l'appoggio di fatto di Orlando nei confronti delle Tessere Gonfiate.

La sensazione che ho avuto del partito in Sicilia è che non sia "Italia dei Valori " ma "Orlandiani per Di Pietro, forse è da questo che nasce il discorso della diversità...

 

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