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Elio Veltri 25 Ottobre 2010
MARCHIONNE E I CRITICI DE' NOANTRI
Nella trasmissione di Fazio Machionne ha parlato chiaro. E’ stato irritante? Si lo è stato per quanti, e sono la stragrande maggioranza, abituati al politichese, al dico e non dico, alle mezze verità, al “tanto ci pensa lo stellone”. E anche per quanti hanno scritto, con geniale intuito politico, cercando di accasare L’AD della FIAT a palazzo Grazioli, che l’Italia è diventata la Repubblica di Marchionne e Berlusconi. Ma cosa ha detto di tanto inusuale Marchionne da diventare altrettanto irritante? Ha detto che la FIAT altrove va bene e in Italia no; che la FIAT non può continuare a lavorare e produrre in perdita; che sono gli stabilimenti italiani a perdere e a far diminuire i profitti; che per diventare una azienda produttiva la FIAT ha bisogno di un accordo con i sindacati e un clima favorevole nel paese; che se questo clima si costruisce insieme la FIAT diventerà produttiva anche in Italia e lui, Marchionne si impegna ad aumentare gli stipendi e a portarli ai livelli francesi e tedeschi perchè è consapevole che i nostri sono troppo bassi; che tutto ciò che la FIAT ha fatto per non chiudere è merito dei tecnici, dei manager e dei lavoratori. La reazione di Fini ( mi dispiace perchè lo stimo), dei capi del sindacato, del ministro Calderoli somiglia molto all’invito: Marchionnne ritorna in Canada perchè ce la caviamo da soli. Tutti uniti e tutti smemorati. Hanno già dimenticato che solo 5 anni fa la FIAT stava chiudendo. Che l’attuale Presidente del Consiglio ricevette a casa sua ad Arcore i dirigenti di allora e ostentatamente arrivò con una macchina estera per dargli uno schiaffo in faccia e che gli Agnelli, per non farselo dare, mandarono all’incontro i loro collaboratori; che si parlò per settimane di trovare qualche commerciante di tappeti per salvare il salvabile perchè si facevano già i conti di quali stabilimenti bisognava chiudere e quanti operai lasciare a casa. Poi arriva Marchionne, fa il miracolo, convince la proprietà a diversificare di meno e a investire nell’auto, riesce a fare alleanze internazionali sul cui successo nessuno avrebbe scommesso un euro e riesce persino a fare intervenire il governo Obama per sostenere una delle più grandi aziende americane e di affidarne la leadership alla FIAT. Ora Marchionne potrebbe anche lasciare e tornarsene in Canadà così i venditori di tappeti ritornano in pista, la Fiat diventa cliente obbligata dello Stato e il suo prossimo amministratore delegato prima di parlare telefona e chiede il permesso a Palazzo Chigi. Avanti signori. Forse c’è speranza che l’Italietta si ridesti.

Elio Veltri

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Commenti
un lucchese scontento 2011-02-10 16:29:34

Caro Dario Morotti, mi sembra che tu pontifichi dall'alto di non sò quale predellino, è ovvio che il tuo commento è palesemente partigiano, non sò se sei un benestante o peggio ancora un nullatenente che crede di essere qualcuno x un qualche non chiarito privilegio, comunque x giudicare bisogna sapere, quindi x giudicare il mondo del lavoro BISOGNA LAVORARE!!!!!!!!!! Tu cosa fai?????????????

Carlo Cipriani 2010-10-30 18:02:18

@Dario,
diciamo che domani il mio Sindaco di Firenze, invece di quella robaccia gattopardesca, quella dei 'rottamatori', il loro motto è: perchè tutto rimanga com'è, bisogna che tutto cambi!, mi dicesse, senti pallino da domani nel territorio comunale ci entri solo con l'elettrico, io il giorno dopo mi compro un'auto ibrida.
O la FIAT fa questa roba qua, o chiude da noi.

Dario 2010-10-29 21:36:25

@Carlo. Tutte le cose che dici sono giuste; nuove energie, materie innovative, robotica e servizi vari legati a nuove esigenze. Tuttavia sono tutte cose innovative frutto di studi e investimenti che per mille ragioni purtroppo in Italia è difficile fare e che occupa ahimè poche persone. Il fatto è che oggi stiamo parlando di un industria che occupa decine e decine di migliaia di persone e che non puo' certo convertirsi da un momento all'altro in qualcosa di diverso. Prima che le attività vincenti che dici tu possano assorbire tutte quelle persone richiederà tempi molto lunghi temo. Certo, è anche vero che se non si comincia mai ...
Ma per il momento la Fiat non puo' che continuare a fare quello che fa, migliorandosi quanto vuoi, innovandosi quanto vuoi ma sempre auto deve fare. Per caso lavoro nel settore e ti posso dire che il mercato non assorbe cosi'' facilmente certe novità. Il mercato delle ibride è di nicchia e numericamente trascurabile. Tra qualche decennio viaggeremo su auto alimentate a idrogeno, trarremo energia da centrali a fusione che non producono scorie radiattive ma nel frattempo non facciamo morire la Fiat perchè l'Italia riscia di morie con lei.

pasquale frangella 2010-10-29 20:42:53

il problema è uno la politica non à tempo di occuparsi di una politica industriale ormai vecchia i sindacati difendono loro stessi forse sarebe ora che tutti farebero un passo indietro chidiamo ai politici è sindacati perchè gli inprenditori italini spostano le loro azzinde nella vicina svizzera dove non c'è larticolo 18 però quando ti licenziano ti danno tutti i tuoi diritti alcontrario da noi co l'articolo 18 passano 3 anni prima che porti a casa i tuoi soldi , nella svizzera ci gli ammortizatori sociali che ti permettono di poter vivere noi abbiamo mille leggi che nessuno rispetta fatte apposta per non arrivare mai a risolvere i problemi allora che ne facciamo l'articolo 18 e tutto il resto burogratico allora poche norme ma chiare per tutti

Carlo Cipriani 2010-10-27 00:36:00

...@Dario,
una per tutte, se è vero come è vero che il petrolio è una risorsa esauribile, non è che ci troveremo ad avere energia bruciando i fiammiferi, non ti pare?...
1) materie avanzate, tipo lo starlight, polimero inventato in GB, considerato in grado di bloccare energia elettromagnetica, il calore e le particelle radioattive, si è inabissato nelle enormi fauci dell'impero della magia neradell'industria bellica.
2)nuovi media: nuovi canali satellite e via cavo, nuovi sistemi informativi via internet.
3)robotica4)rilevamenti a distanza5)sanità: si faranno strada protocolli testati per cure relativamente poco costose per malattie a grande diffusione6)sicurezza dei lavoratori7)purificazione: gli esseri umani si avvelenano a veri livelli, servono prodotti per purificare alimenti, acqua, aria, carburanti, edifici e perfino i media...

Dario Morotti 2010-10-26 20:21:01

Concordo pienamente con quanto detto da Veltri ( mi ha un po' stupito) . La verità va accettata anche se spesso brucia. L'unica cosa che non credo si possa mai realizzare è portare gli stipendi degli operai Fiat al livello di quelli dei francesi e dei tedeschi che sono anche del 40% superiori e per vari motivi. Come ha detto un noto economista torinese la differenza tra noi e i tedeschi sta nel fatto che una buona fetta della loro produzione è composta da auto di segmento medio/alto. facile capire che il costo/ lavoro su una BMW da 50.000 euro ( e oltre) sia in proporzione molto inferiore che su una panda da 8000. Produciamo macchine piccole e su quelle non potremo permetterci certo grossi "regali"temo.
Quanto all' intervento di Carlo vorrei invece che mi tediasse con la lista delle attività vincenti da fare in Italia. A lui sembrerà strano ma ci sono migliaia di imprenditori che non aspettano altro che saperlo.

Carlo Cipriani 2010-10-26 17:48:31

...come diceva il leggendario film di Benigni,
comincerò con: Elio,Ti voglio bene!
e questo è un fatto.
Secondo il mio modesto parere, tutto l'affaire FIAT, gira intorno ad un equivoco: che l'industria automobilistica faccia parte di un futuro industriale possibile.
Desolatamente, come le compagnie aeree, quelle automobilistiche, andranno incontro ad un decadimento inarrestabile.
Un paese che avesse ben chiara questa visione prospettica, agirebbe di conseguenza, buttandosi anima e corpo su attività industriali 'vincenti', ormai lo sanno anche i sassi quali sono, e non Vi tedio con la 'lista'.
Ahimè il Parlamento starà in chiusura forzata per non so quanti giorni, perchè non c'è nulla da prendere in considerazione per il paese: ma siamo fuori di testa?
Dovrebbe esser questa l'agenda politica, e non se stare pro o contro Marchionne.
Cari saluti,
Carlo Cipriani, Firenze

 

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