Nella trasmissione di Fazio Machionne ha parlato chiaro. E’ stato irritante? Si lo è stato per quanti, e sono la stragrande maggioranza, abituati al politichese, al dico e non dico, alle mezze verità, al “tanto ci pensa lo stellone”. E anche per quanti hanno scritto, con geniale intuito politico, cercando di accasare L’AD della FIAT a palazzo Grazioli, che l’Italia è diventata la Repubblica di Marchionne e Berlusconi. Ma cosa ha detto di tanto inusuale Marchionne da diventare altrettanto irritante? Ha detto che la FIAT altrove va bene e in Italia no; che la FIAT non può continuare a lavorare e produrre in perdita; che sono gli stabilimenti italiani a perdere e a far diminuire i profitti; che per diventare una azienda produttiva la FIAT ha bisogno di un accordo con i sindacati e un clima favorevole nel paese; che se questo clima si costruisce insieme la FIAT diventerà produttiva anche in Italia e lui, Marchionne si impegna ad aumentare gli stipendi e a portarli ai livelli francesi e tedeschi perchè è consapevole che i nostri sono troppo bassi; che tutto ciò che la FIAT ha fatto per non chiudere è merito dei tecnici, dei manager e dei lavoratori. La reazione di Fini ( mi dispiace perchè lo stimo), dei capi del sindacato, del ministro Calderoli somiglia molto all’invito: Marchionnne ritorna in Canada perchè ce la caviamo da soli. Tutti uniti e tutti smemorati. Hanno già dimenticato che solo 5 anni fa la FIAT stava chiudendo. Che l’attuale Presidente del Consiglio ricevette a casa sua ad Arcore i dirigenti di allora e ostentatamente arrivò con una macchina estera per dargli uno schiaffo in faccia e che gli Agnelli, per non farselo dare, mandarono all’incontro i loro collaboratori; che si parlò per settimane di trovare qualche commerciante di tappeti per salvare il salvabile perchè si facevano già i conti di quali stabilimenti bisognava chiudere e quanti operai lasciare a casa. Poi arriva Marchionne, fa il miracolo, convince la proprietà a diversificare di meno e a investire nell’auto, riesce a fare alleanze internazionali sul cui successo nessuno avrebbe scommesso un euro e riesce persino a fare intervenire il governo Obama per sostenere una delle più grandi aziende americane e di affidarne la leadership alla FIAT. Ora Marchionne potrebbe anche lasciare e tornarsene in Canadà così i venditori di tappeti ritornano in pista, la Fiat diventa cliente obbligata dello Stato e il suo prossimo amministratore delegato prima di parlare telefona e chiede il permesso a Palazzo Chigi. Avanti signori. Forse c’è speranza che l’Italietta si ridesti.
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Caro Dario Morotti, mi sembra che tu pontifichi dall'alto di non sò quale predellino, è ovvio che il tuo commento è palesemente partigiano, non sò se sei un benestante o peggio ancora un nullatenente che crede di essere qualcuno x un qualche non chiarito privilegio, comunque x giudicare bisogna sapere, quindi x giudicare il mondo del lavoro BISOGNA LAVORARE!!!!!!!!!! Tu cosa fai?????????????