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Alberico Giostra 24 Ottobre 2010
IL TALK SHOW DELL'ANNO? QUELLO DI SILVIO&TONINO.
Finora lo sospettavamo. Ora ne abbiamo la conferma. Antonio Di Pietro è un beniamino dei talk show televisivi. E nonostante sbraiti sempre contro le truffe del regime mediatico del cavaliere, Tonino viene da questo generosamente ricompensato a discapito di altri partiti, guarda caso il Pd, l'unica forza politica che può davvero battere il pifferaio di Arcore. 

Finora abbiamo sospettato che Di Pietro godesse di privilegi nelle "ospitate" e nelle attenzioni delle varie Tv. Per il suo modo di parlare, di gesticolare, di spararla grossa, sempre più grossa di quello che gli sta vicino, un genere che tanto piace alle "intellighenzie" che organizzano le trasmissioni tv. Ora ne abbiamo la certezza. I dati nudi e crudi dei vari osservatori ce lo confermano: nel tempo di attenzione riservato ai politici da tutti i programmi Rai tra il 25 settembre e il primo di ottobre, Di Pietro sta tra i primi cinque leader, terzo dietro Berlusconi e Bocchino. Come Gasparri, più di Lupi. 

Stessa solfa o quasi dal 2 all'8 ottobre, Di Pietro è quinto e segue di poco Tremonti, Bertolaso, La Russa, superato solo da Fini, dalla Santanchè (!!!) e naturalmente da Silvio. Per la Rai insomma il leader dell'opposizione è Di Pietro, non Bersani, non Casini. E' come se l'Idv avesse il 25% dei voti e non solo il 4,4. Prendiamo Porta a Porta: tra gennaio e settembre Di Pietro si è seduto sulle orrende poltrone in pelle bianca dello studio di Vespa 6 volte. Il terzo miglior piazzamento dietro Cota e La Russa. Meglio di Casini, Buttiglione, Lupi, Cicchitto. A seguirlo con 5 presenze è Massimo Donadi. Ergo l'Idv è stato presente a Porta a Porta 11 volte, più dell'Udc e naturalmente del Pd che con Letta e La Torre colleziona 8 presenze in tutto. 

Stesso copione con il vespino del centrosinistra, Floris. A Ballarò per ospitate Di Pietro è secondo alle spalle di Lupi e a pari merito di Bondi. Meglio di Bersani e Casini. Solo Annozero ha conservato un minimo di equità: Santoro ha invitato il leader dell'Idv 3 volte, come Bersani e Vendola. Invece a "Otto e mezzo" Di Pietro balza addirittura in testa alla classifica: 8 presenze, a pari merito con Casini. E' una circostanza fortuita che l'ex eroe di mani pulite sia sempre presente negli studi televisivi? Non lo è affatto. 

Intanto ci accorgiamo di un particolare: ancora una volta Di Pietro in una fase di egemonia della destra si avvantaggia rispetto al centrosinistra. Esattamente come accade con le elezioni. Dal 2001 a oggi quando il centrosinistra vince l'Idv va male, quando il centrosinistra perde l'Idv ottiene lusinghieri risultati. Una regola fissa. Il motivo è semplice. Di Pietro viene sentito come ostile al centrosinistra e per questo viene scelto dagli elettori. Non per battere Berlusconi ma per punire D'Alema, Bersani, Bertinotti e chi per loro. Ma il problema è che Tonino non toglie voti a Silvio. Li ruba al centrosinistra. Per questo piace al Pdl. Da questi dati poi, emerge uno strapotere delle destre in Tv, un dilagare di presenze e attenzioni al quale, guarda caso, si associa il primato di Di Pietro tra i leader dell'opposizione. 

Insomma i marescialli televisivi del cavaliere hanno scelto Tonino. Sono impazziti? Si mettono a regalare preziosissimi spazi al più acerrimo nemico del lodo datore di lavoro? Al suo pericolosissimo antagonista, l'unico che gliele canta veramente a sentire gli aedi dell'ex pm? Oppure dobbiamo pensare che i lacchè di Silvio siano stati colti da un rigurgito di onestà e che davanti al giustiziere che ha messo a ferro e fuoco la prima repubblica diventino improvvisamente ligi ai bilancini dei minutaggi? Ecco, questo è forse il primo caso in cui la Tv ci aiuta a capire come stanno davvero le cose.  Questi dati ci fanno toccare con mano che Di Pietro fa comodo al regime mediatico di Berlusconi e che tra il leader dell'Idv e la televisione c'è un legame profondo. Qualcosa che puzza lontano un miglio di berlusconismo. 

Nel protagonismo televisivo del leader Idv infatti si vede la firma del cavaliere. Sia per come Di Pietro si muove davanti alla telecamera, sia per come il sistema complessivo, che vede ancora mattatore il premier, privilegia oggettivamente l'ex pm. A unire i due finti nemici è il cordone ombelicale della seconda repubblica, un connubio inquietante e venefico tra telecamere e populismi, tra censura e spazzatura. Un brodo di coltura impregnato di sapori fasulli, di politistirolo e cartapesta, di plexiglass e chromakie, lo strumento principe che "delocalizza" la realtà e che crea fondali astratti e arbitrari nei quali collocare soggetti ormai privati della loro identità. Non è un caso che nell'era dello strapotere della tv i partiti siano diventati le sentine di un personalismo alla perenne ricerca di leader carismatici. E non è un caso che nella pericolante democrazia italiana i privilegiati dell'etere siano i capi di due partiti personali dei quali più che i leader sono i proprietari e dove vige uno spietato autoritarismo. Lì non c'è spazio per il dissenso, per i ragionamenti dissonanti. Se ci provi a farli come in un talk show il conduttore ti toglie la parola. E il tuo grido resta senza voce.  Chi lo conosce bene sa che Tonino non ha mai scritto un programma politico in vita sua e forse non lo ha mai nemmeno letto. Ormai è chiaro: lui di programmi preferisce quelli televisivi.














   


  






















Alberico Giostra

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Commenti
Mario Petrone 2010-10-25 15:48:49

Attenta Anna: tri sfrecano.

 

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