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News by Dire
Gaetano Montalbano 09 Ottobre 2010
SICILIA. ISCRITTI DELL'IDV CHIEDONO L'ANNULLAMENTO DEI CONGRESSI PROVINCIALI E LA SOSPENSIONE DI QUELLO REGIONALE. E DENUNCIANO VARIE IRREGOLARITA'.
PUBBLICHIAMO L'ISTANZA INOLTRATA A DI PIETRO E A ROTA DA GAETANO MONTALBANO, PORTAVOCE DI S.O.S ITALIA DEI VALORI.
Contestata la legittimità di Giommaria Uggias come garante congressuale, la negazione delle liste degli iscritti a chi voleva sfidare il candidato Fabio Giambrone e lo svolgimento del congresso di Agrigento definito "surreale".

Il partito dell'Italia dei Valori in Sicilia vive giorni difficili. Da settimane circolava con insistenza la voce di una possibile candidatura di Sonia Alfano alla segreteria regionale del partito. Al congresso di domani, però, l'On.le Fabio Giambrone, commissario regionale in carica, sarà sfidato da Orazio Rinelli (assessore gelese). Sembra che lo stop alla candidatura dell'Alfano sia arrivato direttamente dalla dirigenza nazionale del partito: niente tessera, niente candidatura. 

 

Il clima surriscaldato che sta precedendo l'inizio del Congresso Regionale si arricchisce di un ulteriore elemento di tensione. Sul tavolo del Presidente Antonio Di Pietro e del Responsabile Organizzativo Nazionale Ivan Rota è giunta una istanza di annullamento dei congressi provinciali siciliani e di sospensione del congresso regionale. Un gruppo (sembra nutrito) di delegati e tesserati dell' Idv siciliano ha deciso di formalizzare le proprie rimostranze chiedendo il rispetto delle regole e dello statuto nella gestione del Partito. Il tutto motivato sia a livello sostanziale che a livello formale.

 

In attesa di conoscere i nomi dei firmatari  pubblico , in forma integrale, il documento ancora inedito:

 

 

PRESIDENTE DEL PARTITO

On. Antonio Di Pietro

UFFICIO NAZIONALE ORGANIZZATIVO

On. Ivan Rota

 

 

ISTANZA DI ANNULLAMENTO

DEI CONGRESSI PROVINCIALI SICILIANI

E DI SOSPENSIONE

DEL CONGRESSO REGIONALE

 

 

 

 

In una fase delicatissima della vita democratica nazionale, un vulnus espone il nostro partito ad una debacle in Sicilia. In preparazione del Congresso regionale siciliano sono stati lesi i diritti fondamentali di partecipazione alla vita associativa del partito, elementi che caratterizzano, necessariamente, un'organizzazione politica su base democratica. 

 

Negli ultimi tre anni l'occupazione della segreteria regionale del partito ad opera del commissario Fabio Giambrone ha impedito la formazione sui territori comunali e provinciali di una classe dirigente all'altezza delle rispettive sfide politiche. Italia dei Valori in Sicilia non ha parlamentari regionali, non ha presidenti di provincia, non ha sindaci, è assente totalmente dalle Province Regionali di Agrigento, Caltanissetta, Enna, Siracusa e Trapani, ha 5 consiglieri provinciali e 16 consiglieri comunali presenti in soltanto 10 dei 390 comuni siciliani. Oggi, Fabio Giambrone propone la propria candidatura alla carica di segretario regionale del partito per i prossimi tre anni e lo fa in un clima di particolare malessere e malcontento all'interno del partito in Sicilia.

 

Con la presente istanza i sottoscritti formalizzano le proprie rimostranze già espresse in colloquio e chiedono l'annullamento dei Congressi provinciali e la sospensione della celebrazione del Congresso Regionale programmato per il prossimo 10 ottobre 2010. 

 

Ciò perché riteniamo intraneo, interno, l'On. Giommaria Uggias alla struttura regionale del partito dacché eletto in Sicilia, con voti di siciliani, e quindi delegato di diritto e per definizione. 

Tale condizione personale, nel caso concreto, costituisce la causa formale per l'adozione del provvedimento di annullamento dei congressi provinciali. Ma riteniamo, ancor più convintamente, che l'intraneità dell'On. Giommaria Uggias nella vita elettorale siciliana costituisca il vero motivo sostanziale che debba muovere l'U.N.O. ad annullare i congressi provinciali celebrati in Sicilia nei mesi scorsi.

 

Pur nella sintesi, infra si indicano motivi sostanziali con riserva di produrre documenti, foto, video, rassegne stampa, testimonianze, ammissioni.

 

Sul carattere di intraneità e di parzialità dell'On. Uggias

 

 

L'On. Giommaria Uggias è stato eletto dai cittadini siciliani in Sicilia (in circoscrizione con la Sardegna). Pertanto, non è disinteressato allo svolgimento della vita democratica del partito in Sicilia, dacché la sua elezione al Parlamento Europeo è stata determinata dalla campagna elettorale condotta dal Sen. Fabio Giambrone. Il legame di amicizia tra il garante ed il commissario è implicito proprio per la campagna elettorale che il gruppo Orlando-Giambrone- Messina ha svolto per Uggias in occasione dell'elezione di questi ultimo. Una circostanza che ha suscitato in tanti iscritti, già nel tempo, motivati dubbi sulla effettiva imparzialità del garante.

 

Ed in vero, i criteri di individuazione del garante di un congresso, che peraltro rendono necessaria la sua presenza, si ispirano a profili di imparzialità e rigore ed esigono che colui che sia chiamato a garantire il rispetto delle regole, le faccia effettivamente rispettare.

 

Ebbene, l'On. Giommaria Uggias, in qualità di garante in Sicilia, non ha fatto rispettare le regole democratiche che il nostro partito si è dato per disciplinare la competizione politica interna.

 

Non di meno, l'On. Giommaria Uggias è un delegato di diritto al congresso regionale, quindi è un <span>interno</span> alla struttura regionale del partito in qualità di eletto in Sicilia e di delegato di diritto.

 

Ciò confligge con le indicazioni dello Statuto Regionale, approvato dall’Ufficio di Presidenza nazionale di IDV il 23 settembre 2010, che all'articolo 7 statuisce che il Congresso deve essere presieduto da un Garante esterno. Statuto, peraltro come ribadito nella convocazione inviata agli iscritti IDV Sicilia da Ivan Rota e dallo stesso Uggias, sostituisce ogni altra disposizione e statuizione preesistente.

 

Sostanzialmente, le gravi violazioni del regolamento congressuale non censurate da Uggias, stanno falsando la competizione interna, inibiscono il lavoro sui contenuti ed ha impedito la formazione di una tavola di confronto. Per senso di concretezza della domanda, si portano alla vostra conoscenza due casi emblematici, due singole violazioni, tra le decine, di norme basilari di comportamento associativo.

 

 

Il caso Agrigento

 

 

Al Congresso provinciale di Agrigento il 20 giugno 2010 è stato eletto Nicolò Hamel, unico candidato, in un clima surreale e con pochi aventi diritto al voto in sala. Su 560 tesserati in provincia, al congresso sono state presenti poche decine di aventi diritto al voto. In tale occasione il garante provinciale non ha provveduto a raccogliere le candidature per le deleghe regionali come previsto dal regolamento a pena di decadenza. Posto che le deleghe regionali per la provincia di Agrigento sono state previste nel numero di 120, la distribuzione delle stesse è stata operata, successivamente, secondo criteri non ammessi dai regolamenti del partito e da persona non legittimata. Nicolò Hamel, nel frattempo nominato segretario provinciale, ha distribuito mesi dopo parte delle 120 deleghe sulla base della propria capacità di mediazione con i territori, secondo una logica di lottizzazione delle deleghe congressuali regionali. (Sic!)

 

Questo uso improprio delle deleghe consentirà la presenza di oltre 100 delegati scelti con criteri spartitori e correntizi e reverbera un modus agendi di lottizzazione del partito a livello regionale, quanto più che in altri contesti provinciali si raccolgono testimonianze di analoghi episodi di continuate irregolarità formali e sostanziali finalizzate alla costruzione di una maggioranza a tavolino.

 

L'uso improprio delle deleghe è di per sé invalidante di ciascun congresso provinciale perché la funzione del garante di presa in consegna delle candidature è di garantire una reale presenza dei candidati durante i lavori congressuali secondo forme che legittimino e garantiscano la sostanza degli atti compiuti, con lo scopo di inibire le tendenze e devianze di imberlusconimento del partito.

 

Un caso nel caso, quando durante le fasi di accreditamento del congresso provinciale, Ravanusa consegna la candidatura per 5 delegati presenti in sala con altri 15 sottoscrittori delle candidature sempre presenti in sala. In quella occasione nessuna altra delegazione cittadina ha consegnato candidature. Successivamente, in modo speculare i 5 candidati di Ravanusa, unici peraltro ad avere applicato il regolamento, non sono stati inseriti nell'elenco ufficiale, unico a far fede, e non risultano altresì accreditati 9 delegati di Menfi. Analoghi episodi si sono ripetuti con frequenza anche nelle altre province. Destano sospetto le circostanze dell'esclusione dei candidati delegati notoriamente vicini

all'On. Sonia Alfano o in rapporti di astio con il Sen. Giambrone ed è paradossale che la provincia di Agrigento abbia espresso più delegati regionali di quanti fossero presenti gli aventi diritto al voto in occasione del congresso provinciale.

È, infine, in modo preminente censurabile il comportamento omissivo del garante regionale che non ha verificato e certificato le presenze, i verbali e le firme. Per la sua funzione di garanzia, il garante Uggias, che sconosciamo per i motivi di intraneità, avrebbe dovuto verificare le firme dei candidati raccolte in occasione del Congresso provinciale, come previsto dal 4 punto del regolamento sui congressi territoriali di Italia dei Valori.

 

Appare evidente, allora, che l'omessa verifica formale e sostanziale delle candidature al ruolo di delegato per il congresso regionale ha consentito un'azione autonoma, del tutto illegittima, di Nicolò Hamel che ha distribuito deleghe inesistenti secondo i criteri sopra descritti. Questa anomalia si riproduce e amplifica nella conta degli aventi diritto al voto nel Congresso Regionale ed impedisce, in molti casi, a chi ne ha il diritto di partecipare.

 

 

Il diniego dei nomi e dei contatti dei delegati regionali 

 

 

Il secondo caso emblematico riguarda l'assoluta disparità delle prerogative essenziali per la partecipazione concreta alle operazioni precongressuali e congressuale.

 

Fabio Giambrone ha, ed è solo un esempio, inviato la comunicazione email che segue a tutti i delegati siciliani, potendo egli disporre dell'elenco ufficiale e di tutti i contatti degli aventi diritto al voto. Ha allegato al breve saluto la propria mozione congressuale a

coordinatore regionale ed un invito a contribuire alla sua elezione.

 

Care Amiche e cari Amici,

allego alla presente email il testo della mozione per la mia candidatura a

Coordinatore Regionale del partito in Sicilia certo di un Vostro riscontro ed

di un eventuale gradito contributo.

 

Un cordiale saluto

Fabio Giambrone

 

La trasmissione della mozione di Fabio Giambrone ai 1000 delegati regionali impedisce una parità effettiva delle prerogative e delle facoltà di tutti i potenziali e aspiranti componenti del coordinamento regionale perché l'elenco dei delegati è stato più e più volte richiesto per consentire a tutti i delegati di disporre dei contatti per comunicare tra loro ed organizzare iniziative autonome nello spirito del partito, presentare mozioni e contributi, programmi e candidature. Giambrone ha sempre rifiutato di ottemperare al suo dovere di trasparenza e di tutela del diritto alla partecipazione dei dirigenti, prerogativa che si manifesta anzitutto attraverso l'acquisizione di – almeno – i nomi e i

contatti degli altri dirigenti del partito nelle altre province.

 

Per le su esposte ragioni, che solo accennano a questioni macroscopiche

 

                                                                                               CHIEDIAMO

 

1. il riconoscimento dell'intraneità formale e sostanziale di Giommaria Uggias nella vita regionale del partito e conseguentemente la revoca del mandato di garante del congresso;

 

2. l'annullamento dei Congressi provinciali per le gravi ed insanabili irregolarità;

 

3. la fissazione di scadenze per l'espletamento delle attività formali poste a garanzia sostanziale del diritto di ciascuno alla piena partecipazione democratica, con nuovo tesseramento, ricelebrazione dei congressi provinciali ed espressione regolare dei delegati regionali;

 

4. la sospensione del Congresso Regionale poiché privo di delegati e di garante e la fissazione di scadenze per la sua successiva          celebrazione.

 

 

Palermo, 4 ottobre 2010

 

 

Nota sulle sottoscrizioni. Firmano il presente documento per accettazione ed adesione delegati regionali, iscritti, simpatizzanti, dissidenti e disaffezionati.


(*) Gaetano Montalbano è portavoce dell' Associazione "S.O.S Italia dei Valori"


Gaetano Montalbano

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Commenti
paro paro 2010-10-10 22:42:07

e cosa volete aspettarvi da rota, purtroppo occupa un posto che dovrebbe fare da garante a tutti gli iscritti, ma come al solito guarda solamente i suoi orticelli ed a quelli vicini a lui come il mussolesi di sturm truppen, chiedere a rota è come chiedere a nessuno

 

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