Il Tribuno
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News by Dire
La Redazione 09 Novembre 2010
TONINO INFURIATO PER L'ATTACCO DI BORGHESI A DE MAGISTRIS CONVOCA L'EX LEGHISTA. IL PARTITO DELL'EX EROE DI MANI PULITE STA ANDANDO IN MILLE PEZZI, TRAVOLTO DALLE SUE CONTRADDIZIONI.
IL VICECAPOGRUPPO ALLA CAMERA HA PUBBLICATO SUL SUO BLOG UN DURISSIMO ATTACCO ALL'EUROPARLAMENTARE CHIEDENDOGLI IN SOSTANZA DI SOSPENDERSI DAL PARTITO IN NOME DEL CODICE ETICO. UN'INIZIATIVA CHE NON E' PIACIUTA AFFATTO AL LEADER DEL PARTITO CHE HA RIUNITO L'UFFICIO DI PRESIDENZA PER STRIGLIARE BORGHESI. CHISSA' SE NEL CODICE ETICO L'EX LEGHISTA AVRA' TROVATO CHE E' GIUSTO PRENDERE LE IMPRONTE AI BIMBI ROM COME EGLI HA SOSTENUTO.
Ad Antonio Borghesi, ex presidente leghista della Provincia di Verona ed alfiere della destra dipietrista, ha alzato la voce sul rinvio a giudizio a Salerno di De Magistris. Ma al congresso di febbraio era tra quelli che applaudiva il sindaco di Salerno, De Luca, peraltro già condannato. E' evidente che tanto "giustizialismo" è strumentale e funzionale solo alla lotta contro la sinistra del partito rappresentata dall'ex pm di Why Not. Nel merito si tratta di un rinvio a giudizio molto opinabile. La vicenda del commerciante salentino era già stata archiviata da due procure, quella di Lecce e quella di Potenza. Torniamo perciò a chiedere a De Magistris: che cosa aspetta ad agire? Due le possibilità: o avvia una dura battaglia interna per sconfiggere i vari Cimadoro e Borghesi o se ne deve andare da un partito privo di prospettive. In appendice anche una lettera a Borghesi di Gianni Occhiello.
Lettera aperta a Luigi De Magistris di Antonio Borghesi:

Caro Luigi,
ho appreso oggi che saresti stato rinviato a giudizio dal Tribunale di Salerno per il"delitto p. e p. dall'art. 328 co 1° CP perché, quale sostituto procuratore in servizio presso la Procura della Repubblica di Catanzaro ed assegnatario del procedimento penale n.2552/05/Mod.21 a carico dei magistrati di Potenza IANUARIO ROBERTA e IANNUZZI ALBERTO, omettendo di procedere alle indagini ordinate ai sensi dell'art.409 co. 4° CPP dal GIP presso il Tribunale di Catanzaro...indebitamente rifiutava di compiere un atto del suo ufficio...".
I fatti sarebbero i seguenti: un commerciante salentino, ridotto sul lastrico, nel vero senso della parola perché da una posizione florida ora è un senza tetto, denunciò alcuni magistrati per favoreggiamento con banche usuraieTi saresti rifiutato d'indagare, come ordinato dal GIP, su collusione fra magistrati di Lecce e magistrati di Potenza con ipotesi di reato gravissime che vanno dall'associazione per delinquere, all'estorsione, al favoreggiamento di banche che applicano tassi usurari e che gli erano state ordinate da un GIP.
Intervistato da un quotidiano che ti contestava il rigore con il quale chiedevi il rispetto di regole etiche  in Idv avresti detto, tra l’altro, frasi del seguente tenore:
…..dicevo pure che bisogna guardare ai reati. Una cosa è la corruzione e l’associazione mafiosa, un’altra l’omissione o altre vicende minori. E che facciamo, lasciamo che ogni denuncia blocchi l’attività di un politico?».
…..«È un clamoroso errore giudiziario». …..«Bisogna conoscere i fatti, prima di parlare…..
…..«I magistrati possono commettere errori. E io pago le mie denunce contro le toghe sporche, il malaffare della magistratura, il correntismo dell’Associazione nazionale magistrati»
Domanda il giornalista: Scusi, per il sindaco (imputato) di Salerno Vincenzo De Luca c’è una questione morale, per l’europarlamentare (imputato) Luigi de Magistris no. Dov’è la differenza?
Risposta: «Sta nel reato»
Se è tutto vero,  tu hai il dovere di osservare quel codice etico che tu stesso hai contribuito a scrivere. Le tue risposte sono assolutamente strabilianti e gravissime. Credevo che il ricorso alla teoria del complotto fosse una delle tipiche forme di difesa di quella politica(a partire da Berlusconi) che noi osteggiamo e per la quale abbiamo fondato Italia dei Valori. Credevo che le critiche alla politicizzazione di una magistratura in grado di bloccare l’attività di un politico fosse patrimonio di gente come Cicchitto, Bonaiuti, Angiolino Alfano e non certo di esponenti di Idv. Credevo che “i clamorosi errori giudiziari” fosse una frase costantemente in bocca a Silvio Berlusconi.
Le accuse che ti vengono rivolte sono assai gravi per un magistrato e non possono essere derubricate alle querele per diffamazione (rispetto alle quali credo anch’io che non meritino di essere considerate dal nostro codice etico).
Tra l’altro mi pare giusto ricordare che anche per effetto dei tuoi attacchi un nostro ex parlamentare, Americo Porfidia, solo indagato e non come te rinviato a giudizio, e per fatti privati (non inerenti un’attività pubblica) è stato costretto ad autosospendersi dal partito trasferendosi al gruppo misto.
Sarebbe davvero sorprendente se dovessimo scoprire che anche in Italia dei Valori “la giustizia non è uguale per tutti” e che c’è qualcuno che è “più uguale degli altri”.
Poiché leggo che l’udienza avrà luogo tra circa un mese e se davveri credi nei principi sui quali il nostro partito è stato fondato, io ti invito a rispettare il codice etico di Italia dei Valori evitando di crearci gravi danni e di esporci a facili aggressioni politiche da parte dei nostri avversari.
Sono certo che saprai dimostrare la tua estraneità ai fatti ma ciò che vale per tutti gli altri deve valere anche per te. Viceversa sarà accreditata l’ipotesi che anche Italia dei Valori non sia diversa dagli altri, ma lo sarà con riguardo ad uno dei principi cardine che sono alla base della sua stessa essenza.


NOMADI:IMPRONTE;BORGHESI (IDV), IDENTIFICARE ANCHE BIMBI ROM 20080630 05932 ZCZC1098/SXR R CRO S0A S41 QBXV NOMADI:IMPRONTE;BORGHESI (IDV), IDENTIFICARE ANCHE BIMBI ROM (ANSA) - VENEZIA, 30 GIU - ''Di fronte a episodi come questi, mi sembra giusto il rilevamento delle impronte digitali dei nomadi rom, anche per i bambini''. E' quanto afferma l'on.Antonio Borghesi, coordinatore regionale veneto dell'Italia dei Valori, commentando l'arresto da parte della Questura di Verona di otto nomadi di nazionalita' croata accusati di aver costretto i propri figli a compiere furti. Il parlamentare dell'Idv sottolinea tuttavia che ''le problematicita' di una decisione del genere sono molte'' e che ''cautela e sensibilita' devono andare di pari passo con i controlli''. ''Episodi del genere - prosegue Borghesi - dimostrano che i delinquenti che usano i bambini per i loro turpi traffici non hanno nessun rispetto dell'eta', dell'innocenza e dei diritti dei piu' piccoli. Per loro i minori sono solo un mezzo, una scorciatoia per l'impunita'. Di fronte a questa situazione - conclude - bisogna contrastare l'illegalita', anche se le problematiche di una misura simile sono innegabili e le procedure dovranno essere molto prudenti e attente quando si trattera' di identificare i bambini''. (ANSA). BOG/FC 30-GIU-08 17:17 NNNN


LA REPLICA DI LUIGI DE MAGISTRIS 

Caro Antonio Borghesi, vorrei rispondere alle critiche che mi muovi in una lettera aperta che hai pubblicato sul tuo sito (http://www.antonioborghesi.it/index.php?option=com_content&task=view&id=327&Itemid=35). Per quanto riguarda la vicenda per cui sono stato rinviato a giudizio dal Gup di Salerno, ti invito a leggere il post pubblicato sul mio blog in cui affronto il caso (http://www.demagistris.it/index.php?t=P1575). Brevemente però voglio comunque rispondere anche in questa sede. Tu scrivi che mi sarei rifiutato di indagare su una presunta collusione fra magistrati di Lecce e Potenza, denunciati da un cittadino che reputava di non aver avuto giustizia da parte di questi stessi magistrati. Ebbene non mi sono rifiutato di indagare su niente, non l’ho mai fatto, anche quando indagare significava toccare il ghota del potere colluso e dell’economia opaca, della massoneria e delle istituzioni deviate, esponendosi professionalmente a ritorsioni pesanti che, puntualmente, sono poi arrivate, tanto da costringermi a lasciare il lavoro che amavo. Per quanto riguarda la vicenda, ho semplicemente svolto le mie prerogative di magistrato, come prescritto dalla legge, valutando che i miei colleghi di Potenza (che dovevo giudicare) avessero agito correttamente. Mi viene contestata un’interpretazione giuridica, l’aver agito con discrezionalità, cioè l’essenza dell’attività del magistrato. Come previsto anche da una sentenza della Corte Costituzionale, nonché come sostenuto da dottrina autorevolissima (prof.Cordero), non esiste obbligo per il PM di compiere indagini disposte dal giudice qualora le ritenga non doverose e/o necessarie al fine della sua autonoma valutazione, essendo il PM ‘dominus’ delle indagini (almeno finchè non interverrà la contro-riforma della giustizia del ministro Alfano). Comunque mi difenderò nel processo – per altro sicuro che emergerà la correttezza del mio operato- come del resto ho sempre fatto fino ad oggi e sempre continuerò a fare, perché convinto di aver svolto la mia professione nel rispetto della legge, guidato solo dalla Costituzione, e con coscienziosità. Sino ad ora, ricordo, sono uscito sempre indenne dai procedimenti a mio carico, mentre chi mi ha accusato è imputato per reati gravissimi.  Sono consapevole che per come ho svolto l’attività di magistrato, per come sto espletando il mandato politico, per gli interessi enormi che ho contrastato e contrasto –comprese gravissime collusioni all’interno delle istituzioni- sono stato, sono e sarò obiettivo di esposti e denunce, dai quali mi difenderò senza farmi condizionare, essendo certo della mia onestà e orgoglioso del mio rigore morale. Detto questo, veniamo al nodo politico della critica che mi indirizzi, citando un’intervista rilasciata al Corriere del Mezzogiorno in cui a tuo avviso avrei rilasciato dichiarazioni “strabilianti” e “gravissime”, le stesse che invece rivendico e che afferiscono al tema della questione morale: tema fondamentale che non è però riducibile al casellario giudiziario pulito (un casellario giudiziario che, grazie alla legislazione di questo governo, sarà immacolato per gli evasori e i corrotti, mentre si macchierà per i migranti senza permesso di soggiorno e per il popolo delle carriole dei cittadini abruzzesi). Con un briciolo di onestà intellettuale non si può non ammettere che i reati che riguardano un politico non possono essere considerati fra loro parimenti gravi: un conto è la diffamazione, un conto l’incasso di una tangente; un conto è il vilipendio, ben altro il pilotare una gara d’appalto pubblico. Penso se ne debba tenere conto per evitare furiose derive forcaiole e burocraticistiche. Come si deve tenere conto di un altro fattore: caro Antonio, ho svolto un’attività di magistrato che mi ha esposto e mi esporrà, probabilmente, a nuovi processi di varia natura, perché ho indagato libero dal condizionamento politico e convinto che nella magistratura, come in tutte le istituzioni, esista un cavallo bianco e un cavallo nero, per citare Platone. Questo non vuol dire pensare alla Berlusconi maniera, cioè delegittimare tutta la magistratura come politicizzata, ma significa riconoscere l’umanità delle istituzioni, il fatto che in esse, giustizia compresa, esistano tanto i servitori dello Stato quanto i traditori dello Stato. Nella magistratura è diffusa una questione morale detonata in modo pubblico con l’affaire P3, un cancro che va debellato e di cui c’è traccia nelle inchieste da me istruite (nelle indagini di Firenze e Perugia ricorrono infatti gli stessi nomi di Why Not e Poseidone). Ti chiedo: affermare e denunciare tutto questo significa credere ancora nella giustizia oppure, come tu sostieni, essere uguali a Berlusconi e Cicchitto? Credo la risposta sia la prima. Mi spiace constatare che per te io sarei assimilabile a Bonaiuti e Alfano e aggiungo, magari, perche no, anche a Verdini o Dell’Utri. Lo sarei a causa proprio di queste mie affermazioni di denuncia, anche istituzionale, e degli strascichi giudiziari che ho ereditato dalla mia attività precedente. Mi sembra pazzesco, uno spericolato e ingiusto accostamento. Ultima riflessione. Mi inviti a “rispettare il codice etico del partito evitando di crearci gravi danni”. Abbi coraggio, caro Antonio, e formula la domanda in modo netto: vuoi che mi dimetta e lasci l’IdV? Quali danni posso arrecare a questo partito? Forse il consenso che ho ricevuto alle ultime elezioni è un danno? Oppure è un danno girare tutto il paese per prendere parte alle iniziative organizzate dal Nord al Sud dell’Italia? Oppure, ancora, è un danno incontrare giovani e cittadini, ascoltare la loro richiesta di giustizia e moralità, il loro bisogno di buona e onesta politica, prospettando una speranza da parte dello stesso partito che rappresento? Sei mai stato in Campania e in Calabria, dove i riferimenti partitici, anche dell’IdV, sono spesso modelli positivi e rispettati ma, altrettanto spesso, rappresentanza della politica collusa e affarista? Porfidia, che pure citi come target di una mia campagna di discredito, non è un problema per Luigi de Magistris, lo è per gli studenti universitari che ho incontrato e che mi hanno chiesto il perché della sua presenza in un partito come il nostro. Qui non parlano le sentenze, parlano le persone sul territorio. Come nel caso della magistratura, lo possiamo dire o si deve aver paura perché la ‘famiglia’ non si deve toccare? Possiamo guardare anche la nostra trave o dobbiamo solo concentrarci sulla pagliuzza nell’occhio politico altrui, aspettando il prossimo puro che ci epuri senza esserc


 

la lettera a Borghesi di Gianni Occhiello: 

Caro Antonio,

non mi sorprende la tua lettera a Luigi de Magistris. Era nell’aria. Se ne annusava l’odore da un po’ di tempo, come le prime piogge che arrivano dopo l’estate calda. Roba da leccarsi i baffi. La tua legittima invocazione di trasparenza, finisce col diventare poi mera strumentalità anche per due fatti specifici: non aver pubblicato sul tuo sito la lettera di risposta di Luigi ed il successivo commento che hai lasciato al suo post.  Chiedi a Luigi un atto di coerenza invitandolo a rispettare il codice etico dell’Italia dei Valori perché dai per scontato che esso sia stato violato. Ti affidi comodamente all’atto formale senza andare a fondo e valutare appieno il rinvio a giudizio che lo ha "colpito". E comunque proprio su quel regolamento, sarebbe il caso di aprire una riflessione interna al partito. Ci sono casi, come questo, in cui quelle norme mostrano, a mio parere, limiti e condizionamenti. Per fare un esempio, l’iscrizione del nostro presidente nel registro degli indagati, per presunto vilipendio al Capo dello Stato nella manifestazione in Piazza Farnese  era un motivo per chiedergli di sospendersi?  La mia risposta è: assolutamente NO. E mi fermo qui con gli esempi, ma potrei continuare e tu lo sai. Io credo che la politica debba seguire il principio sacrosanto di precedere la magistratura nel candidare persone moralmente ineccepibili. Ma sono persuaso che bisogna distinguere anche caso per caso. Potrei poi citarti numerose circostanze, anche recenti, in cui il nostro codice etico ha avuto delle deroghe. Il partito ha appoggiato il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, quale candidato alla presidenza della regione Campania, nonostante i suoi gravissimi problemi giudiziari ( una condanna in primo grado e due rinvii a giudizio). Antonio Di Pietro in quel caso ha ragionato, a torto o a ragione, da capo partito.  Ha rimesso la decisione all’assemblea del congresso nazionale. E tu eri tra quelli che applaudiva la scelta di appoggiare De Luca. Il rispetto del codice etico da te oggi invocato, l’avevi mandato in vacanza? Oggi dici che le regole devono valere per tutti (?). Nella tua lettera aperta rivolgendoti a Luigi scrivi: “Tra l’altro mi pare giusto ricordare che anche per effetto dei tuoi attacchi un nostro ex parlamentare, Americo Porfidia, solo indagato e non come te rinviato a giudizio, e per fatti privati (non inerenti un’attività pubblica) è stato costretto ad autosospendersi dal partito trasferendosi al gruppo misto”. Due falsità comprate al mercatino rionale. Prima: quando Americo si è autosospeso dall’Italia dei Valori, aderendo al Gruppo Misto della Camera, Luigi de Magistris era a Catanzaro e faceva qualcosa di nobile per il Paese subendo attacchi gravissimi. Seconda falsità: le critiche a Porfidia, anche durante il congresso regionale tenutosi a Napoli, si sono unicamente riferite all’atteggiamento tenuto dall’ex parlamentare dell’IdV  assente alle votazioni per l’autorizzazione all’utilizzo delle intercettazioni telefoniche di Nicola Cosentino. Mai si è mossa alcuna critica riguardo alla situazione giudiziaria di Porfidia. Devono averti raccontato qualcosa di diverso.   Il tuo disappunto è per il rinvio a giudizio che il Tribunale di Salerno ha comminato a Luigi. I fatti, che riporti si riferiscono ad un episodio a dir poco sconcertante che Luigi ha spiegato bene sul suo blog e in più occasioni; chiunque può prenderne visione e ascoltare anche la registrazione delle intercettazioni di un autorevole rappresentante della magistratura il quale, parlando di Luigi, dice chiaramente: “lo dobbiamo ammazzare”. E’ difficile non capire che quell’episodio ha una matrice che noi dell’IdV avremmo dovuto condannare senza se e senza ma, pur nel totale rispetto delle leggi e della magistratura. Quella stessa matrice che colpì più volte anche Antonio Di Pietro quando da pubblico ministero lavorava a “Mani Pulite”. La stessa che uccise Falcone e Borsellino. E che colpirà tutti i servitori dello Stato che osano “toccare” il sistema. Dovremmo essere orgogliosi di avere nel nostro partito persone come queste e che Antonio Di Pietro ha fatto bene a candidare.  Basta poco per capirlo. (Gianni Occhiello)













La Redazione

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Commenti
Mirco Marchetti 2010-11-12 23:03:13

Giù le mani da De Magistris.

Anonimo Veneto 2010-11-12 20:23:35

Nel 2006 nel Veneto 1 e nel Veneto 2 erano capi di lista alla Camera dei deputati, rispettivamente Antonio Borghesi (passato leghista) e Eduardo Rina (ex Ulivo e Consigliere comunale di IdV a Conegliano, ma di origini meridionali). Nel Veneto 2 IdV prese il 2,4% dei voti e nel Veneto 1 il 2,1%. Il risultato di Veneto 2 era dovuto anche alle numerose battaglie e iniziative del Prof. Rina ( Responsabile nazionale Enti Locali di IdV e membro dell'Ufficio di presidenza di IdV). Di Pietro fece opzione di elezione su Veneto2 e tolse a Rina la possibilità di entrare in Parlamento. Preferì ( non si è mai capito perchè) portare in Parlamento i Borghesi, i Porfidia, il voltagabbana di "Italiani nel Mondo" De Gregorio che dopo un mese ritornò con Forza Italia! Quindi Rina sacrificato per Borghesi: questa la grande scelta di Di Pietro! Nel Veneto tutti i militanti di base avevano avuto modo di apprezzare il lavoro enorme fatto da Rina. Basti pensare che nel 2002 a Trevso Rina organizzò una grande manifestazione sul tema "Informazione e Democrazia" con Di Pietro, Travaglio, Santoro e Pardi e la gente accorsa non potè entrare nel più grande cinema di Treviso, patria della Lega Nord. Lo stesso Di Pietro promosse il Prof. Rina a Responsabile Nazionale degli Enti Locali e all'Ufficio di Presidenza per le sue indubbie capacità e il suo attaccamento a IdV dalla sua fondazione. Di Pietro non spiegò mai al Prof. Rina perchè non lo portò in Parlamento, ma glielo comunicò con una e-mail 2 giorni dopo che a Treviso e provincia erano entusiasti dell'elezione di Rina. Dopo pochi mesi Rina ebbe un grave problema familiare, scoprì il cancro del figlio di 15 anni.... ma Di Pietro non gli ha mai fatto nemmeno una telefonata.... Chissà se De Magistris sa di questa tristissima storia... Leoluca Orlando lo sapeva... ma nessuno ha mai spiegato a Rina, perchè Di Pietro scelse nel Veneto il leghista Borghesi e perchè, pur promettendogli in quella famosa e-mail che gli avrebbe riservato un incarico istituzionale, non lo ha mai più sentito neanche per telefono! Di Pietro fu nominato Ministro di Prodi... ma non lasciò a Rina il seggio parlamentare, accumulando DUE incarichi, quando nello Statuto di IdV c'è scritto tondo tondo che c'è incompatibilità! Adesso Borghesi ha il coraggio di chiedere le dimissioni di De Magistris.. Che vergogna!!

Claudia (Sardegna dei VERI valori) 2010-11-11 01:36:30

BORGHESI SPARISCI! DE MAGISTRIS NON SOLO NON SI TOCCA, MA SPERO PROPRIO CHE PRENDA IL VOLO INSIEME ALLA PARTE MIGLIORE DI IDV CHE SI STA ORGANIZZANDO!!!

Maurizio Corte 2010-11-10 13:11:46

condizionamenti politici.
Condivido queste sue frasi piene di passione: “Forse il consenso che ho ricevuto alle ultime elezioni è un danno? Oppure è un danno girare tutto il paese per prendere parte alle iniziative organizzate dal Nord al Sud dell’Italia? Oppure, ancora, è un danno incontrare giovani e cittadini, ascoltare la loro richiesta di giustizia e moralità, il loro bisogno di buona e onesta politica, prospettando una speranza da parte dello stesso partito che rappresento, convinto che nella magistratura, come in tutte le istituzioni, esista un cavallo bianco e un cavallo nero, per citare Platone.
Caro Luigi, senza andare tanto lontano, ti citerò una frase che diceva sempre mia madre: “la cicala 40 giorni cantò, poi schiattò”. Lasciali cantare, prima o poi schiatteranno, è solo invidia.
Ad Antonio Borghesi vorrei dire: se ne torni dai leghisti perchè la demagogia si addice al loro modo di mostrarsi sul territorio: solo parole e niente fatti (le impronte ai minori, orrore del 21° secolo - lampante la questione dell’alluvione: dopo decenni di governi leghisti la Padania è solo il “lago più grande d’Europa” e non hanno mai fatto niente per difendere il loro territorio, o come quando Zaia dice: “prima il lavoro ai padani poi agli extracomunitari”, ma non ha mai proposto un disegno di legge per tradurre, in realtà legislativa, la sua stupida idea irrealizzabile: non si può fare una legge che imponga di licenziare extracomunitari ed assumere padani, oppure una legge che obblighi gli industriali padani, che sfruttano questa gente, ad assumere prima i padani e poi gli extracomunitari: sarebbero i primi a protestare. Pertanto le proposte di Zaia e dei suoi amici leghisti sono solo demagogia per prendere voti e prendere per i fondelli quel 71% di analfabeti che ci sono in Italia, ivi compresi “gli analfabeti di ritorno”.)
Caro Luigi, dopo il nostro faccia a faccia del 4 novembre, dove ti ho lasciato un mio articolo pubblicato su Orizzonti Nuovi-Web, “Il coraggio di essere libero”, cosa penso di te lo puoi trovare sul mio profilo di facebook e nessuno potrà mai farmi cambiare opinione sulla tua correttezza morale, professionale, umana sia come uomo che come ex magistrato, oggi come politico.
In merito alla domanda che ti ha posto il Tribuno.com, ovvero: “che cosa aspetta ad agire? Due le possibilità: o avvia una dura battaglia interna per sconfiggere i vari Cimadoro e Borghesi o se ne deve andare da un partito privo di prospettive”.
La tua risposta la conosco già perché me l’hai detta il 4 novembre a Porto Recanati.
Auguri – Aspetto le tue prossime mosse politiche per aderirvi con tutto il mio vigore e tutta la mia passione.


Maurizio Corte 2010-11-10 13:09:17

Vorrei ribadire, all’ex leghista Antonio Borghesi e a tutti coloro che, sulla scia delle elucubrazioni di gente invidiosa, stanno intasando i blog di commento all’allusivo invito a Luigi De Magistris di dimettersi, quanto segue:
il Pubblico Ministero non è obbligato a compiere indagini qualora non le ritenga necessarie “al fine della sua autonoma valutazione” o se superflue e pleonastiche ai fini decisori, così come previsto anche da una sentenza della Corte Costituzionale, nonché come sostenuto dalla dottrina (prof.Franco Cordero, titolare della cattedra di diritto processuale penale presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano), “essendo il PM ‘dominus’ delle indagini”.
I fatti a cui si riferisce Antonio Borghesi, ovvero, cito testualmente,: “un commerciante salentino, ridotto sul lastrico, nel vero senso della parola perché da una posizione florida ora è un senza tetto, denunciò alcuni magistrati per favoreggiamento con banche usuraie”. De Magistris si sarebbe rifiutato d'indagare, come ordinato dal GIP, su una presunta collusione fra magistrati di Lecce e magistrati di Potenza con ipotesi di reato gravissime che vanno dall'associazione per delinquere, all'estorsione, al favoreggiamento di banche che applicano tassi usurari.
Nel merito si tratta di un rinvio a giudizio molto opinabile anche perché, la vicenda era già stata archiviata da due procure, quella di Lecce e quella di Potenza.
Ma vi sembra possibile che un commerciante, ridotto sul lastrico, senza tetto ecc.ecc. abbia la capacità economica e la forza giuridica di pagarsi già due processi (persi) ed ora un altro contro Magistrati e Banche che avrebbero usato tassi usurai? Per quanto riguarda le banche ed i tassi (anatocismo) dovremmo fare milioni di cause tutti i giorni.
Non credete che questo commerciante sia un po’ manovrato prima da soggetti che intendono delegittimare l’azione di un Magistrato onesto, e ora i politicanti dello stesso partito ne prendono la scia? Non vi sembra che stiano usando, con De Magistris, lo stesso “procedimento diffamatorio” che hanno usato, i vari Berlusconi, Storace, De Gregorio ecc.ecc., contro il nostro Presidente Di Pietro, per screditarlo?.
Non credete che, per come hanno svolto l’attività di magistrati, contro chi l’hanno esercitata, per come oggi si pongono sulla scena politica e per “gli interessi enormi che ho contrastato e contrasto – comprese gravissime collusioni all’interno delle istituzioni”, sono e saranno sempre obiettivi di esposti e denunce, dai quali si sono difesi, ne sono usciti indenni senza leggi “ad personam”, e continueranno a difendersi?
Luigi comunque si difenderà nel processo sicuro che emergerà la correttezza del suo operato, rispettoso delle leggi e della Costituzione in quanto è consapevole che, per la sua passata attività, continuerà ad essere esposto ad altri processi, dossieraggi e killeraggi mediatici perché “ha indagato libero da condizion

claudio 2010-11-09 21:08:45

Il codice etico del partito chiarisce perfettamente cosa fare.. Basta leggerlo.

http://www.antoniodipietro.com/documenti2/Codice_etico_idv.pdf

Stefano 2010-11-09 17:59:10

Sono un iscritto IDV e come Borghesi anch'io dico che le regole vanno rispettate da tutti.
Condivido la risposta postata sul blog di DE MAGISTRIS nel p.m. che riporto di seguito

"Antonio Borghesi 09/11/10, 15:40
Caro Luigi,
solo per precisare.
Io non ti accuso: ho solo riportato, al condizionale, quanto sarebbe contenuto nel provvedimento che riguarda il tuo rinvio a giudizio, invitandoti, se vero, ad adeguarti al "codice etico" di Italia dei Valori, che anche tu hai approvato.
Permettimi di dirti che la tua risposta non è soddisfacente. Non è nel merito che devi rispondere. Sono certo che al tuo giudice naturale saprai dimostrare la tua estraneità ai fatti.
Non è questo il tema. Se il tuo caso rientra tra quelli discplinati dal "codice etico" devi solo prenderne atto e comportarti di conseguenza. Non posso non ricordare che in molte occasioni ne hai sollecitata l'applicazione ad altri, che si sono adeguati, in qualche caso trovandosi addirittura nella situazione di "semplici indagati" e non di "rinviati a giudizio. A mio sommesso avviso le regole devono valere per tutti. Altrimenti: dovesta la specialità di Italia dei Valori?"

L'IDV ha sottoscritto un Codice Etico e allora perchè non rispettarlo?

la redazione 2010-11-09 17:18:35

ci scusiamo con Pino per i caratteri troppo piccoli della replica di De Magistris, ma si tratta dei caratteri originali del suo sito. Davvero sciocco però è pensare che ciò sia accaduto per evitare che la gente leggesse quanto scritto dall'europarlamentare.

Pino 2010-11-09 15:02:24

Scusate ma potrei sapere il motivi di un carattere microscopico (la risposta).
Lo fate apposta perchè si legga una parte e l'altra no?
Non riesco a capire queste scelte.

 

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