Il Tribuno
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"Il nostro Presidente non vuole dei leccapiedi. Ciò che vogliamo sono uomini indipendenti e integri che, una volta che avremo preso le nostre decisioni, concorderanno con ognuna di esse". Joseph Heller, "Gold" (1979)
 
News by Dire
09 Novembre 2010
DI PIETRO E' CONVINTO CHE NON SI ANDRA' AL VOTO ANTICIPATO MA SUL GOVERNO TECNICO L'IDV E' DIVISO. DONADI POSSIBILISTA, ORLANDO CONTRARIO. "STIAMO ALLA FINESTRA A VEDERE CHE COSA SUCCEDE", HA DETTO TONINO. INTANTO DE MAGISTRIS SI MUOVE...
NELL'ESECUTIVO NAZIONALE DI LUNEDI' NUOVO SCONTRO TRA LA DESTRA E LA SINISTRA DELL'IDV, CON DI PIETRO CHE DIFENDE DE MAGISTRIS E LA ALFANO DAGLI ATTACCHI DI CIMADORO E BORGHESI. IL PARTITO PERO' HA PAURA DEL FUTURO, TEME LE MANOVRE DEL PD E PERSINO LA CADUTA DI BERLUSCONI: CHE FAREMO SENZA DI LUI, SI SONO CHIESTI? A RISCHIO ANCHE IL REFERENDUM SUL NUCLEARE: POCHE LE FIRME RACCOLTE.
Un Di Pietro sempre più ecumenico sta cercando di salvare il salvabile in un partito sfiduciato e senza più entusiasmo. De Magistris prima dell'esecutivo ha indetto una riunione in un hotel romano alla quale hanno partecipato anche i parlamentari Pierfelice Zazzera e Patrizia Bugnano nella quale ha annunciato che darà il via ad una sua area interna di riferimento e che entro fine mese organizzerà una convention nazionale a Bologna.

Antonio Di Pietro si è detto certo che a marzo non si andrà al voto. La convinzione del leader dell'Idv è emersa nel corso della riunione del direttivo nazionale tenutasi ieri, lunedì 8 novembre, in via del Pozzetto a Roma. Secondo l'ex pm infatti, Berlusconi non cederà all'ultimatum di Fini e resterà abbarbicato alla poltrona di Palazzo Chigi. Per quanto riguarda invece un eventuale governo tecnico, il capogruppo alla Camera, Donadi ha ammonito di stare attenti a non farsi tagliare fuori da Fli, Udc e Pd che, secondo quanto si dice, avrebbero messo in piedi un tavolo segreto per riformare la legge elettorale introducendo modifiche che taglieranno fuori l'Idv attrraverso il doppio turno e uno sbarramento molto alto. Una tesi, quella delle manovre sotterranee del Pd, sostenuta anche dal consigliere regionale ligure Nicolò Scialfa, che ha accusato D'Alema di togliattismo, raccogliendo il consenso di Di Pietro. Donadi si è poi detto favorevole ad un governo stile Cln per traghettare il paese alle elezioni con un programma stringato fatto di 5/6 punti. Leoluca Orlando ha dichiarato che quella del governo tecnico è una prospettiva negativa alla quale resta preferibile il voto anticipato o meglio ancora quella di una seria alternativa al regime berlusconiano da avviare dopo il 2013. Se l'Idv accettasse di far parte di un esecutivo con professionisti slegati da appartenenze politiche, secondo l'ex sindaco di Palermo il partito perderebbe il suo elettorato e si allontanerebbe la prospettiva per la quale bisogna lavorare in nome dei giovani, il cambiamento. Ma rispetto a queste letture che cosa pensa Di Pietro? Non è chiaro. Il lider maximo non ha detto che cosa pensa del governo tecnico, se entrarci o restarne fuori. Ha detto solo, "stiamo a vedere che cosa succede e nel frattempo cerchiamo di accrescere i consensi". 

C'è poi un fantasma che aleggia da qualche tempo tra la classe dirigente dipietrista. Che cosa farà il partito una volta che Berlusconi non ci sarà più? Come passeremo il tempo, si sono chiesti molti dei parlamentari presenti, come sostituiremo il nostro core business? Una domanda che per ora è destinata a restare senza risposta ma che restituisce lo stato d'animo di un partito disorientato e senza identità dopo aver fatto della caduta delle ideologie la sua virtù e che ora ha paura di perdere l'antiberlusconismo, illusorio succedaneo proprio delle deprecate ideologie. Un altro timore emerso riguarda i referendum, soprattutto le firme raccolte per quello sul nucleare di poco superiori alle 500.000 e che rischia di essere impallinato dalla Cassazione. Anche per questo si è parlato dell'ipotesi di riunificare i quesiti con quelli del Forum sull'acqua. 

Il direttivo di lunedì è stato teatro dell'ennesimo scontro tra la destra e la sinistra del partito, scontro che ha visto un Di Pietro, oltrechè più sereno del solito, particolarmente ecumenico, e ancor più cerchiobottista di sempre. Ad aprire le danze è stato ancora una volta il cognato per eccellenza, Gabriele Cimadoro, l'alfiere della destra con la doppietta e la cazzuola che ha sparato ad alzo zero contro Alfano, De Magistris, Zipponi, e l'avvicinamento giudicato eccessivo alla Fiom Cgil, scagliandosi persino contro l'orecchino di Vendola, l'incubo dei retrivi benpensanti italiani. Schierati sulle posizioni di Cimadoro, l'ex leghista Antonio Borghesi e il consigliere regionale lombardo, Stefano Zamponi, il quale ha chiesto a Di Pietro di candidare solo persone che stanno nel partito da almeno due anni, richiesta respinta da Di Pietro che lo ha rimbrottato: "se fosse stato per te non saremmo arrivati a questi risultati". Molto pacato invece l'intervento di un altro esponente della destra interna, di estrazione confindustriale e liberista, Sandro Trento, che ha ammonito dal rischio di sanare i precari ricordando che bisogna lottare contro il precariato. Trento ha quindi invitato la sinistra del partito a rassegnarsi all'idea che gli operai votano più a destra che a sinistra evitando di rincorrere la Fiom. Allo stesso modo pacate sono state le parole di Maurizio Zipponi che ha sottolineato che l'Idv non deve limitarsi ad avere rapporti con la Fiom Cgil, ma deve aprirsi anche agli altri sindacati. Chi ha fatto invece un discorso molto di sinistra è stato il coordinatore regionale della Toscana, Fabio Evangelisti, che ha detto senza mezzi termini di voler stare insieme ai lavoratori e non con Marchionne. L'elenco degli interventi degli esponenti della sinistra contempla anche quello di Sonia Alfano che ha criticato la gestione del partito in Sicilia per mancanza di democrazia e trasparenza, rivendicando la necessità di lottare contro la precarietà. A proposito di Cimadoro, Di Pietro ha avuto uno scambio polemico con lui quando ha parlato della manifestazione del 4 dicembre a Roma. L'ex pm infatti vuole organizzare per quel giorno un evento dedicato alla comunicazione, il suo pallino fisso. Una giornata dedicata all'ascolto degli esponenti delle varie categorie professionali da fare al Palalottomatica e che dovrebbe essere moderata da Santoro e Travaglio. Quando ha sentito i nomi dei due giornalisti, Gabriele Cimadoro ha sbottato da par suo: "si, ci manca pure che inviti Bertinotti!" Un'uscita che non è piaciuta per niente a Di Pietro che ha subito zittito il cognato. La manifestazione del 4 dicembre nasce anche dal fatto che il leader dell'Idv è ossessionato dalla necessità di trovare continuamente slogan e parole in grado di accalappiare l'opinione pubblica. L'esempio più recente che ha portato è stato quello del termine "rottamazione" coniato dal sindaco di Firenze Matteo Renzi a proposito dei vertici del Pd, una parola che è entrata subito in circolo tra la gente e che a Tonino è piaciuta molto. (Poi però non si lamenti se il Tribuno.com gli dà dello "sfasciacarrozze"). La riunione ha conosciuto anche un passaggio commovente con l'intervento della senatrice torinese Patrizia Bugnano, che duramente provata dalla sconfitta patita al congresso regionale da parte di suo marito, Andrea Buquicchio, è scoppiata a piangere disperatamente dopo che Di Pietro ha criticato la decisione sua e del compagno di presentare addirittura una denuncia alla magistratura contro l'esito del congresso del Piemonte vinto dal consigliere regionale, Luigi Cursio, vicino al deputato Renato Cambursano. Curioso che sia proprio Di Pietro a criticare la scelta di rivolgersi a dei suoi ex colleghi. Evidentemente però sottovaluta il fatto che Buquicchio e gli altri non si fidino per nulla degli organi di partitio preposti alla verifica della regolarità del congresso. In ogni caso a proposito del Piemonte l'ex eroe di mani pulite, porgendo un fazzoletto alla senatrice Bugnano, ha voluto sottolineare che "non sempre chi vince ha ragione e non sempre chi perde ha torto". Altra situazione drammatica quella della Sardegna dove il partito è spaccato a metà dopo un congresso che Di Pietro, nonostante gravi irregolarità, ha difeso definendolo "maschio e combattivo" e dunque, di fatto accettando la realtà di una dialettica interna anche lacerante. A Roma erano presenti tutti e tre i consiglieri regionali sardi, Cocco, Mariani e Salis e a parlare è stato quest'ultimo, attaccando duramente sia il coordinatore regionale Federico Palomba che il deputato europeo Giommaria Uggias che pare anche Di Pietro abbia preso a male parole: "ricordati che tu eri finito e sono stato io a ripescarti perchè non ti voleva nessuno". (Ma questo particolare non ha ricevuto conferma dall'ex Dc, Mariani, terrorizzato dall'idea di parlare con Il tribuno.com). Salis ha criticato la gestione di Palomba accusandolo di verticismo e immobilismo e di scarsa democrazia e trasparenza. Molto debole è stata la difesa del deputato di Cagliari. A proposito di regioni, Di Pietro ha speso parole di elogio nei confronti della Liguria dove Giovanni Paladini, che pure ha avuto parecchi attriti con Tonino per la sua fidanzata Marylin Fusco che Di Pietro voleva far dimettere da consigliere regionale per fare l'assessore, è stato rieletto coordinatore senza alcun problema in totale assenza di dissidenza interna. Che per il leader Idv resta l'ideale.  

Last but not least De Magistris. Chi ha ascoltato il suo intervento ha detto che non è stato affatto duro come una voce che si era diffusa durante l'esecutivo voleva. L'ex pm di Why Not ha sostanzialmente detto che nel partito esiste una diversità di posizioni che va tutelata e valorizzata perchè rappresenta una vera e propria ricchezza. Una posizione difesa da Di Pietro che ha confermato a lui e a Sonia Alfano che godono entrambi della sua fiducia e che si possono muovere sul territorio nazionale senza dover chiedere il permesso a nessuno. Dunque non c'è stata alcuna richiesta di aprire una nuova corrente, come una voce invece aveva attribuito a De Magistris al termine del suo intervento. Eppure prima dell'esecutivo nazionale l'europarlamentare ha tenuto una riunione un pò "carbonara" presso il Kolbe Hotel di Roma in Via di San Teodoro, alla quale hanno partecipato oltre a lui, Sonia Alfano e suo fratello, i parlamentari Pierfelice Zazzera  e Patrizia Bugnano, e i tre consiglieri regionali sardi, Cocco, Salis e Mariani. In tutto erano presenti 12 persone. In questa riunione De Magistris avrebbe confermato ai presenti che intende dare vita ad una sua area di riferimento nel partito e che presto, entro novembre sarà organizzata a Bologna una convention nazionale per lanciare quella che sarà, secondo quanto riferiscono i presenti, una vera e propria corrente. 

 

 

 

 

 

 

   


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Commenti
Domenico Gangi 2010-11-11 22:10:56

HA RAGIONE LUANA:


CHI SPUTA IN CIELO IN FACCIA GLI TORNA...
CHI SPUTA IN CIELO IN FACCIA GLI TORNA...
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Luana Ciancio CONCLUSIONI 2010-11-11 22:04:11


CHI SPUTA IN CIELO IN FACCIA GLI TORNA...

ERGO: SE ERANO STATE CHIESTE LE DIMISSIONI DEL LEADER DI IDV PER IL SOLO FATTO DI ESSERE INDAGATO (POI ARCHIVIATO!), PERCHE' MAI DE MAGISTRIS NON SI DOVREBBE SOSPENDERE PER QUALCOSA DI MOLTO PIU' GRAVE, OVVERO IL IL RINVIO A GIUDIZIO PER UN REATO CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE???

Luana Ciancio CONTINUA ANCORA 2010-11-11 22:02:58

GIOVEDÌ 22 LUGLIO 2010
Chiesta l'archiviazione su Antonio Di Pietro: la solita bufala

La Procura di Roma ha chiesto l’archiviazione per Antonio Di Pietro. Secondo il pm Attilio Pisani, che nel giugno scorso aveva iscritto il leader dell’Italia dei Valori nel registro degli indagati a seguito di un esposto presentato da Elio Veltri e Achille Occhetto nel febbraio passato, Di Pietro non avrebbe commesso alcun illecito in merito ai rimborsi elettorali percepiti per le europee del 12-13 giugno del 2004.

Nella richiesta di archiviazione il pubblico ministero non solo fa prevalere questa linea, ma dice di più: “Ai fini della configurabilità del reato astrattamente ipotizzabile, occorre verificare se i fondi pubblici elettorali erogati siano stati in qualche modo occultati o non rendicontati grazie all’artifizio dell’attribuzione di un codice fiscale relativo ad un soggetto diverso dal partito Idv; ebbene, dalla informativa della Gdf e dalla documentazione acquisita è emerso che le quote elettorali maturate dall’anno 2004 all’anno 2007 sono state regolarmente versate sul conto corrente bancario acceso presso la Banca di Credito Bergamasco sita in Bergamo e intestato al partito Italia dei Valori Lista Di Pietro”.

Il pm eccepisce anche sull’accusa, mossa al leader Idv, di “una gestione personale e privata” dei fondi erogati. Non ce n’è alcuna traccia documentale, nè tra quella ricavata dalle indagini della procura, nè dai riscontri forniti dal querelante. Di più, il 14 marzo del 2008, il gip di Roma archiviò un procedimento contro l’Idv che aveva per oggetto proprio la “gestione personale e privata” dei soldi dell’Idv.

Luana Ciancio CONTINUA 2010-11-11 22:01:55

L'ESPRESSO
Di Pietro indagato: dovrebbe dimettersi?
Il leader dell'Italia dei Valori è sotto inchiesta a Roma per truffa. Secondo voi dovrebbe lasciare Montecitorio?
(21 giugno 2010)
Da un punto di vista giuridico, è quello che si suol chiamare "un atto dovuto". Dato che c'è un denunciante (in questo caso l'ex compagno di partito Elio Veltri), l'iscrizione nel registro degli indagati era inevitabile. Ciò nonostante, il fatto che Antonio DI Pietro sia sotto inchiesta per truffa ha fatto subito partire il fuoco di fila dei suoi avversari: con un coro di inviti alle dimissioni, per coerenza con il credo dipietrista secondo cui in Parlamento non ci dovrebbero essere indagati.
La questione riguarda i rimborsi elettorali per le europee del 2004, che secondo Veltri sarebbero stati incassati non dal movimento politico Italia dei Valori ma dall'associazione privata Italia dei Valori, costituita dallo stesso Di Pietro insieme con altre persone. Il tutto, per Veltri, attraverso una serie di false autocertificazioni.
Per Di Pietro, tutta la faccenda è ridicola: «È sempre la solita storia trita e ritrita su cui già, più volte, si sono espresse le varie procure della Repubblica, archiviando il caso. Per cui la Procura della Repubblica di Roma non poteva non procedere, anche questa volta, a seguito del solito esposto». ha detto l'ex pm. Che poi ha aggiunto: «Ci vuole pazienza, ci sono persone che non si rassegnano alla propria sconfitta politica e continuano ad infangare gli altri».
Nel marzo del 2008 fu archiviata un'analoga inchiesta che prese spunto dall'esposto presentato da Mario Di Domenico, anche lui ex esponente dell'Idv.
Secondo voi, Di Pietro dovrebbe dimettersi in attesa che venga archiviata anche questa denuncia? Che cosa ne pensate?

Luana Ciancio 2010-11-11 22:00:27

CHI SPUTA IN CIELO IN FACCIA GLI TORNA...
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venerdì 25 giugno 2010
L'On. Di Pietro indagato per truffa
Dopo lunga e profonda riflessione L'On. Di Pietro, chiamato in causa dal co-fondatore dell' Idv Elio Veltri per truffa ai danni dello Stato, risponde sagacemente : "Male non fare, paura non avere".
"Sono falisita', auguro buon lavoro ai magistrati" esclama Di Pietro " non ho nulla da temere, neanche un euro incassato privatamente".
Peccato che il suo ex socio, nonche' fondatore dell'Italia dei Valori Elio Veltri sostenga esattamente il contrario " Ho sporto la denuncia contro il partito di Di Pietro e ci metto la faccia con tanto di firma, so bene di cosa parlo e so bene che cosa ho fatto".
Di Pietro quindi avrebbe incassato i soldi con autocertificazioni fasulle e, attraverso i soliti giri bancari, ne avrebbe beneficiato personalmente. Questo e' quanto la procura di Roma intende verificare.
Ed e' cosi' che la Procura della Repubblica di Roma ha iscritto Di Pietro nel registro degli indagati per truffa e falso.
Introvabili ieri i colleghi di partito ed i simpatizzanti per un commento.
De Magistris :"Non conosco le carte"
Gabriele Cimadoro:" Piena fiducia a Di Pietro"
Marco Travaglio:"Devo capire di che si tratta, ora non ho tempo per farlo", ( figurarsi - ndr -) Ed Elio Veltri? Secondo Di Pietro trattasi di "soggetto rancoroso, capace di temerarie pretese, che, avendo lasciato il partito anzitempo, ora soffre per non essere riuscito ad entrare in parlamento con noi". ( Parlamento che , testualmente, Di Pietro definisce come il "Paradiso"..non scherzo, lo chiama proprio "il Paradiso in cui Veltri non e' riuscito ad entrare". ) Elio Veltri, diversamente, non molla il colpo:"Sara' un giudice a stabilire la verita' di cio' che ho denunciato.
Io so soltanto che sono certo che la questione e' molto grave."
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L'ESPRESSO
Di Pietro indagato: dovrebbe dimettersi?
Il leader dell'Italia dei Valori è sotto inchiesta a Roma per truffa. Secondo voi dovrebbe lasciare Montecitorio?
(21 giugno 2010)
Da un punto di vista giuridico, è quello che si suol chiamare "un atto dovuto". Dato che c'è un denunciante (in questo caso l'ex compagno di partito Elio Veltri), l'iscrizione nel registro degli indagati era inevitabile. Ciò nonostante, il fatto che Antonio DI Pietro sia sotto inchiesta per truffa ha fatto subito partire il fuoco di fila dei suoi avversari: con un coro di inviti alle dimissioni, per coerenza con il credo dipietrista secondo cui in Parlamento non ci dovrebbero essere indagati.
La questione riguarda i rimborsi elettorali per le europee del 2004, che secondo Veltri sarebbero stati incassati non dal movimento politico Italia dei Valori ma dall'associazione privata Italia dei Valori, costituita dallo stesso Di Pietro insieme con altre persone. Il tutto, per Veltri, attraverso

Riccardo 2010-11-11 00:52:32

Caro Stefano, (Zamponi)

- Congresso regionale della Lombardia:
avrai certo notato che del congresso regionale lombardo io non ho parlato nel mio intervento perche' ritengo che sostanzialmente si sia svolto abbastanza bene. Dico abbastanza perche' avrei preferito che il voto (a scrutinio segreto) fosse stato realmente a scrutinio segreto. Ti ricorderai infatti che i vari delegati votavano scrivendo la loro preferenza non in una cabina o quant'altro ma su un tavolo vicino al palco o appoggiando la scheda (per scriverci su) sul palco stesso mentre magari qualcuno passeggiava avanti indietro (magari sul palco) buttando sguardi qua e là. Fermo restando che secondo me l'esito non sarebbe cambiato e che trovo questo un peccato veniale preferirei che nel futuro che il voto segreto sia segreto al 100%.

- Congressi provinciali lombardi:
scusa ma qui e' proprio difficile essere d'accordo con te. Tanto per cominciare se ci sono due o tre liste e' assolutamente necessario che i vari "contendenti" abbiano tutte le medesime possibilita'. Mi dici come questo e' possibile se il coordinamento uscente ha tutti i dati degli iscritti e partecipanti al voto e le listi concorrenti no? Sappiamo bene tutti e due che ci sono stati dei congressi provinciali, guarda voglio essere diplomatico, non proprio "cristallini" in Lombardia, alcuni dei quali sono stati raccontati anche su questo sito (e mai smentiti). Diciamo che magari, per preservare l'esistente, si sono fatte delle "piccole forzature". E questo, francamente, per un partito che dovrebbe avere nel suo DNA il rispetto delle regole e la promozione della meritocrazia direi che non e' il massimo.

- La tua proposta per i due anni (consecutivi) di iscrizione per i congressi regionali mi trova d'accordo ma questa regola, NECESSARIAMENTE e a maggior ragione, deve trovare applicazione nei congressi provinciali. Permettimi anche di aggiungere che sarebbe anche necessario, per avere il diritto di voto, un minimo di attivita' comprovata per il partito in questi due anni. Questo per evitare che alle truppe cammellate tradizionali si aggiungano le truppe cammellate "dormienti". Sono certo che tu hai capito l'eventuale problema.

- Felicissimo di sapere che ho sfondato una porta aperta per quanto riguarda le primarie per la formazione delle liste di Camera e Senato (e che ovviamente andrebbero replicate a livello locale per le elezioni locali). Guarda pero' che il sistema delle primarie (qualunque esso sia) deve REALMENTE garantire a TUTTI gli iscritti PARI opportunita' indipendentemente dalla loro notorieta' o meno. Deve essere un sistema per selezionare gli elementi MIGLIORI non quelli piu' o meno conosciuti; non quelli che possono disporre di piu' o meno risorse (anche economiche) per potersi mettersi in luce.
Visto il sempre piu' probabile approssimarsi delle elezioni nazionali avrai quanto prima possibilita' di mettere in pratica questo tuo (e mio) desiderio.

stefano zamponi 2010-11-10 19:56:53

Gentile e pur sempre anonimo Riccardo
- scarsissima democrazia:
forse ti è sfuggito che il Congresso regionale lombardo si è svolto senza la benchè minima contestazione, con due liste che si sono correttamente confrontate sui contenuti e sulle persone (perchè le idee camminano sulle gambe degli uomini...); nessuno (neppure il non certo "tenero" sito che ci ospita) ha evocato - contrariamente ad altre regioni - brogli o truppe cammellate; nessuno è stato escluso dal voto; in sostanza, un esercizio di democrazia che, con un pizzico di immodestia, ho contribuito a promuovere anch'io; aggiungo, per prevenire eventuali obiezioni, che l'unico Congresso provinciale nel quale sono stato nominato Garante (Brescia) si è svolto nella massima tranquillità, anche qui con due liste agguerrite e contrapposte; nessuna obiezione mi risulta essere stata mossa al mio comportamento di Garante o all'esito del congresso.
- per la meritocrazia, mi è difficile in assenza di fatti concreti, dare delle spiegazioni, anche perchè ciascun militante è (ovviamente) convinto di essere il migliore di tutti; se vuoi, su questo possiamo confrontarci in privato; mandami la tua mail e ti citerò nomi e cognomi per dimostrarti che l'accusa è infondata.
- scarsa sensibilità alle idee diverse: non mi sembra un'accusa valida; se uno ha le idee di Italia dei Valori, deve battersi per queste idee e non per quelle (pur rispettabilissime) di Rifondazione o dell'Udeur (solo per fare due esempi agli antipodi); anche qui, per approfondire il confronto sarebbe necessario citare persone e idee che non hanno trovato attenzione.
Da ultimo, la proposta dei due anni di iscrizione era proprio riferita ai Congressi Regionali ( il resoconto stringato del Tribuno non ne ha potuto dare esatta contezza); per spiegarmi meglio, a fronte delle lamentele di esponenti di altre Regioni che lamentavano truppe cammellate, fino in Tribunale, io ho proposto che l'elettorato attivo e passivo ai Congressi Regionali si conquistasse dopo due anni di militanza ( e non , come in questa tornata di rinnovi, a chi si era iscritto pochi mesi prima).
Di Pietro non ha condiviso questa impostazione, ribadendo che IDV deve essere un partito "aperto" e valutando le iscrizioni di massa un male minore, rispetto a un'espansione del partito a un numero rilevante di persone, anche dell'ultima ora; io la penso diversamente ( e, mi pare di capire, anche tu).
Primarie per le elezioni nazionali:
sfondi una porta aperta.... Sicuramente non sono io a temere che i rappresentanti del nostro Partito a Roma vengano selezionati sulla base del consenso conseguito sul territorio; ti ricordo che pochi mesi fa ho partecipato senza sfigurare alla competizione elettorale per le Regionali basata proprio sulle preferenze individuali.
Semmai il problema potrebbe essere per chi, come gli attuali parlamentari, è stato "nominato" e potrebbe trovarsi in difficoltà con il consenso della base.
Grazie per l'attenzione
Stefano Zampo

Riccardo 2010-11-10 17:31:29

Caro Stefano (Zamponi),
tu mi chiedi almeno un caso, eccone alcuni secondo il mio punto di vista:
- scarsa, scarsissima, propensione a promuovere e avere un'autentica democrazia interna al partito.
- scarsa, scarsissima, propensione, a promuovere un sistema basato sulla meritocrazia e non sullo scambio di appoggi (appoggi nel senso: tu poi anche valere poco ma se tu mi appoggi io appoggio te).
- scarsa, scarsissima tolleranza a chi ha proposte e idee diverse dalle tue (magari valide o meno) ma diverse. In generale potrei dire che preferisci avere nel partito persone meno "in gamba" ma più, diciamo, da te controllabili rispetto a persone più abili ma meno controllabili.

Sulla tua proposta per i due anni mi permetto di farti una proposta alternativa: applica questa regola per i congressi provinciali e regionali (diritto di voto a chi è iscritto da almeno due anni consecutivi) così togliamo di mezzo una volta per tutte le varie truppe cammellate dell'ultimo momento. Se lo fai mi impegno ad appoggiare la tua proposta per il nazionale.

P.S.
Tra poco MOLTO probabilmente si andrà alle elezioni politiche. Sarei felice se tu, ispirandoti ai principi di trasparenza del partito, ti facessi promotore di un sistema di primarie, da adottare in Lombardia, che permetta a TUTTI gli iscritti, senza distinzione alcuna, di concorrere per le liste di Camera e Senato. Un sistema che possa selezionare i migliori candidati possibili e non gli amici o gli amici degli amici.

Stefano Zamponi 2010-11-10 15:58:29

Gentile ed anonimo Riccardo,
visto che mentre io non ti conosco dato che ti nascondi dietro l'anonimato, mentre tu affermi di conoscermi, vorresti cortesemente indicarmi uno (almeno uno) degli innumerevoli casi in cui secondo la tua profonda conoscenza della mia persona sarei venuto meno "alla lealtà ai principi del partito e coerenza delle proprie azioni e comportamenti a tali principi".
Quanto alla mia proposta di un periodo di militanza di almeno due anni per chi aspira alle cariche di partito, sicuramente ci avrebbe fatto crescere di meno...; ma avrebbe tenuto lontano i numerosi opportunisti che cercano in Italia dei valori solo un taxi per la propria personale promozione.
Che poi Di Pietro non sia d'accordo, è frutto di una dialettica interna che, malgrado le critiche anche di questo sito, è ancora largamente praticata in Italia dei Valori ( e anche di una sua visione - da me non condivisa - particolarmente ottimistica sui convertiti dell'ultima ora....)
Grazie per l'attenzione
Stefano Zamponi

Giordano 2010-11-10 14:43:19

Alfio, mi sembra un ottimo progetto!

Invan 2010-11-10 12:35:27

Rottamare?
anche senza incentivi Rota,Cimadoro,Piffari.
In pratica un sistema di parentele incrociate e posticini agli amici e parenti che non puo' passare inosservato.



Leonardo Infante 2010-11-10 11:27:51

Continuate a (s)parlare di Zamponi e Cimadoro forse perchè avete motivi di astio personale nei loro confronti. Perchè non parlate anche dell'arroganza e della incoerenza pericolosa di De Magistris? Ecco perchè certi giudizi, come il tuo caro Riccardo, valgono meno di zero. Il rancore lascialo a casa. La Politica è tutt'altra cosa. Così come la questione morale è tutt'altra cosa rispetto a quella che predica (e non pratica) De Magistris.
Se dovessimo giudicare le persone dai loro percorsi, probabilmente nessuno potrebbe fare politica. Io preferisco giudicarli dai fatti e dalla coerenza attuale.

Riccardo 2010-11-10 11:10:24

Leonardo,
se in questo partito contassero veramente la lealtà e la coerenza (lealtà ai principi del partito e coerenza delle proprie azioni e comportamenti a tali principi) allora, senza alcun dubbio, Cimadoro e Zamponi non dovrebbero neppure esserci. Tu li conosci solo di nome ma io no.
Sottoscrivo, inoltre, al 100% quanto detto dal nostro presidente a Zamponi: "Se fosse stato per te non saremmo arrivati a questi risultati" perchè è la pura verità.
Consiglio personale: Zamponi vada da Casini dove tra vecchi ex democristiani nostalgigi si troverà benissimo. Per Cimadoro è più difficile; potrebbe tentare dal PDL (se lo prendono, perchè anche loro hanno dei limiti).

rossella 2010-11-10 10:49:26

Per parlare di sentimento di appartenenza il partito dovrebbe coltivarlo coinvolgendo la base degli iscritti, questo non succede: tutti quelli che dissentono dall'egemonia dei coordinatori, vengono messi all'angolo e nemmeno chiamati
Ergo sono discorsi inutili.
Rinnovo la mia stima a De Magistris e Sonia Alfano

Donatella Stideri 2010-11-10 10:44:35

Mi chiedo, e invito tutti coloro che entrano in questo sito a farlo, come mai è stata dedicata una intera pagina sul rinvio a giudizio della Mastrosimone (segretaria regionale idv Basilicata) e non è stato dedicato nessuno spazio al rinvio a giudizio di De Magistris, peraltro per lo stesso reato (abuso d0ufficio)?
Una informazione cosi non serve, è solo dannosa. Meno male che ognuno ha l'intelligenza di capire.

Leonardo Infante 2010-11-10 10:37:14

Riccardo, sei veramente ingeneroso e pericolosamente partigiano. Che serve e soprattutto a chi giova chiamare in causa Cimadoro e Zamponi? Nei partiti la lealtà e la coerenza, e dunque il sentimento di APPARTENENZA, contano molto di più che l'arroganza e la spocchiosità. L'Italia dei Valori non ha bisogno di personaggi in cerca d'autore nè di chi sta in IdV gardando oltre il partito che gli ha dato un'occasione unica: diventare europarlamentare e godere dell'immunità parlamentare, cosi dandogli la patente per competere con il suo più acerrimo avversario, ossia il presidente B.
Non tocca a me, semplice militante, difendere Cimadoro e Zampini, che conosco solo di nome, ma di cui ne apprezzo l'onestà morale, intellettuale e politica. E' pur vero che non conosco nemmeno De Magistris nè Alfano, ma sul primo qualcosa la sto leggendo sui giornali: dalle sue tante inchieste con tantissimi politici coinvolti che si sono rivelate vere bufale al suo rinvio a giudizio per reati contro la pubblica amministrazione. Chi ha sempre invocato il rispetto delle regole e del codice etico dia egli per primo l'esempio della bontà delle sue battaglie: che rispetti innanzitutto lui le regole e il codice etico. L'autosospensione dal partito non è il riconoscimento di una colpa, è semplicemente un atto di rispetto verso il partito e i suoi militanti oltre che, per quanto riguarda De Magistris in particolare, un gesto di coerenza rispetto a quanto va da sempre predicando. Non vorrei che anche su di lui un domani possa dirsi che TRA IL DIRE E IL FARE VI E' DI MEZZO IL MARE. Essere giustizialisti verso gli altri e garantisti verso se stessi significa confermare di essere opportunisti (furbi!). Che accetti la realtà: dopo avere inquisito mezza italia e pezzi del Governo Prodi, che non sono mai diventati IMPUTATI, accetti la logica che oggi lo l'inquisitore è diventato IMPUTATO di un reato la cui fondatezza dovrà essere valutata da un giudice e non dallo stesso imputato. Abbandoni l'arroganza che lo contraddistingue e dimostri di essere rispettoso della Magistratura (quella con la M maiuscola) e soprattutto del partito a cui dice di appartenere.

Riccardo 2010-11-10 02:04:44

La mossa vincente: rottamare Cimadoro e Zamponi!!!

Alfio 2010-11-09 21:06:39

Lo sanno in molti che il "nuovo" che sta spingendo l'Alfano e De Magistris è Cavalli che coordina da Milano. Così come si sa benissimo quanto questo sia vicino a Civati (e Renzi, basta guardare come si siano appoggiati trasversalmente in campagna elettorale) e all'elletorato (e non solo) di SEL. Il raccordo ideale per il progetto di rottamazione di IDV.

 

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