Il Tribuno
Fondatore: Alberico Giostra RSS Feed
"Il nostro Presidente non vuole dei leccapiedi. Ciò che vogliamo sono uomini indipendenti e integri che, una volta che avremo preso le nostre decisioni, concorderanno con ognuna di esse". Joseph Heller, "Gold" (1979)
 
News by Dire
18 Novembre 2010
FUORI ALTRI DUE. ASSESSORE E PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE DI VENAFRO LASCIANO L'IDV. MA STAVOLTA HA RAGIONE TONINO.
I DUE AMMINISTRATORI LOCALI FACEVANO PARTE DI UNA MAGGIORANZA DI CENTRODESTRA CON SINDACO PDL. UN'ANOMALIA CHE IL NUOVO COORDINATORE NAGNI HA VOLUTO RIMUOVERE ORDINANDO LORO DI ABBANDONARE LA GIUNTA. MA I DUE ANZICHE' LA POLTRONA HANNO ABBANDONATO IL PARTITO. SENNO' CHE DIPIETRISTI SAREBBERO?
E adesso dovrebbe uscire anche il consigliere regionale Idv, Nicando Ottaviano, l'artefice del capolavoro politico che ha visto il partito di Di Pietro governare (malissimo) con il centrodestra. Se non lo ha ancora fatto è perchè aspetta che il governatore pidiellino Iorio gli trovi una qualche collocazione in vista delle elezioni regionali del 2011. Quando se ne andrà, dopo l'abbandono di Massimo Romano, in Molise sarà il secondo consigliere regionale su due che lascia l'Idv. In appendice la lettera di addio all'Idv di Adriano Iannacone che accusa di deriva estremista il partito.
L'Italia dei Valori in Molise perde due amministratori locali: il presidente del Consiglio Comunale di Venafro, Nico Palumbo e l'assessore alle attività produttive e al turismo, Adriano Iannacone. Entrambi facevano parte di una maggioranza di centrodestra guidata dal sindaco Nicandro Cotugno, del Pdl, legato al Governatore Michele Iorio. Entrambi hanno deciso di lasciare il partito dopo che la direzione regionale ha deciso che Iannacone doveva dimettersi da assessore mentre Palumbo poteva mantenere la sua carica. Inoltre anche il responsabile del circolo Idv di Venafro, Giuseppe Riccitiello si è autosospeso in polemica con la decisione del direttivo regionale di non riconoscere come valida per vizio di forma l'elezione del presidente del circolo, ovvero lo stesso Riccitiello, decisione, fa notare quest'ultimo, presa un anno dopo l'elezione stessa. Si tratta di una svolta politica che lascia capire come la partecipazione ad una giunta di centrodestra nella quarta cittadina del Molise cominciava evidentemente a diventare imbarazzante per Antonio Di Pietro, soprattutto ora che si avvicinano le elezioni. Inevitabile dunque la scelta dei vertici regionali. Il fatto significativo è però la reazione dei due amministratori iscritti all'Idv. I quali, coerentemente ai valori in base ai quali vengono selezionati i candidati e la classe dirigente nel partito dell'ex eroe di mani pulite, tra la poltrona e il partito, hanno scelto la prima. Il problema adesso è sapere che cosa farà il consigliere regionale dell'Idv, Nicandro Ottaviano (foto), anch'egli di Venafro, il vero stratega della partecipazione dell'Idv alla giunta Cotugno della quale Di Pietro è sempre stato al corrente e che ha sempre accettato. Ottaviano è passato agli onori della cronaca quando si è scoperto che abitava in una casa costruita su un terreno agricolo. E soprattutto quando in commissione regionale, propose una sanatoria per gli edifici costruiti, guarda caso, proprio su terreni agricoli. E la cosa comica è che sul provvedimento finale che conteneva il suo disinteressato suggerimento, una legge definita dal Sole 24 Ore tra le più permissive d'Italia, Ottaviano non avendo il coraggio di votare a favore, (in fondo stava all'opposizione) si è astenuto. 

Il fatto è che i due amministratori e l'ex presidente del circolo ausospesi sono legatissimi politicamente a lui e dunque appare assai improbabile che Ottaviano resti nell'Idv. Le voci che circolano negli ambienti politici molisani dicono che il consigliere regionale dell'Idv abbia incontrato il Governatore Iorio e gli abbia chiesto un posto nel listino per le prossime elezioni del novembre 2011. Iorio pare gli abbia risposto che è presto per parlarne perchè il listino sarà confezionato all'ultimo momento ma che comunque lo avrebbe aiutato a trovare una collocazione, naturalmente nell'ambito del centrodestra. Ma il motivo per cui Ottaviano non avrebbe ancora abbandonato l'Idv è un altro. La Regione Molise deve fare una serie di nomine in enti e società pubbliche e perciò se abbandonasse la minoranza di centrosinistra perderebbe la possibilità di piazzare uno dei suoi, nel consiglio di amministrazione del Parco degli Ulivi. Insomma ancora una volta è un fatto di "poltrone", il vero core business di quello che, dopo la scomparsa del Psdi, è diventato il nuovo partito degli assessori. La cosa tragicomica della vicenda Venafro è anche un'altra. Nel 2007 sia il locale Pd che l'Idv decisero di schierarsi con il candidato sindaco di centrodestra perchè, dissero i leader locali dei due partiti, Massimiliano Scarabeo e Nicandro Ottaviano, se ci alleiamo con un uomo di Iorio, il Governatore non chiuderà l'ospedale S.S. Rosario di Venafro. Tre anni dopo la geniale scelta politica, Pd e Idv a Venafro non esistono più, Scarabeo è passato con il centrodestra, Ottaviano sta per passarci e l'ospedale è stato soppresso. 

LA LETTERA DI SOSPENSIONE DALL'IDV DI ADRIANO IANNACONE.

Gentilissimo Pierpaolo Nagni,

 

quanto emerso dal primo coordinamento regionale del partito svoltosi qualche giorno fa, ha aumentato la distanza che ormai da tempo separa la mia persona dall’Italia dei Valori. Una contrapposizione adesso difficilmente superabile visto il disagio manifestato dal partito nei miei confronti e le mie personali difficoltà nel condividere una linea politica sempre più distruttiva.

Da tempo non partecipo attivamente agli appuntamenti ufficiali del partito e questo perché, avendo avuto da sempre una posizione politica moderata mi risulta difficile condividere un atteggiamento votato più che altro ad un’azione di sistematica rottura, piuttosto che di aggregazione delle forze politiche della stessa corrente ideologica.

Non condivido le posizioni troppo estremiste e, ritengo, che il cammino dell’Italia dei Valori sia proseguito in questa direzione fino al raggiungimento di atteggiamenti e scelte che non mi appartengono.

Ribadisco che la scelta operata a Venafro in occasione delle ultime elezioni amministrative, relativa alla composizione di una lista civica trasversale, è stata ampiamente condivisa con tutti gli organi di partito dell’IdV, sia a livello provinciale che regionale e nazionale. Non si è trattato di inciucio ma della scelta di sposare un progetto amministrativo trasversale, al di là delle logiche di partito.

La nascita di quel progetto aveva avuto la benedizione anche di coloro i quali, a distanza di due anni, si sono svegliati oggi per sconfessarlo.

Questo mi induce a credere che il problema e l’imbarazzo manifestato all’interno del partito non abbiano una connotazione ideologica, essendoci situazioni analoghe in regione del tutto taciute, quanto piuttosto sia riferito alla mia persona, e specificamente, all’incarico istituzionale che rivesto in seno all’amministrazione comunale.

Non ritengo giusto né corretto, anche nei confronti dell’elettorato che mi ha accordato la propria fiducia, abbandonare un progetto a metà strada, che comincia a dare adesso i primi frutti di una programmazione mirata sul territorio.

Penso alla realizzazione della piazza nella frazione di Vallecupa, che si concretizza dopo anni, all’iter già ampiamente avviato per avere a Venafro alcuni corsi del Conservatorio Perosi o al completamento della rete fognaria della frazione di Ceppagna, che sta per essere finanziata.

La richiesta di abbandonare l’incarico sarebbe certamente motivata qualora avessi tradito la fiducia degli elettori, avessi disatteso gli impegni assunti quando è stato sottoscritto il programma elettorale.

La mia posizione è stata e resta quella di un moderato e non intendo intraprendere un nuovo percorso ideologico, quanto piuttosto perseguire un’idea politica e amministrativa costruttiva.

Vorrei anche sottolineare la poca correttezza che il gruppo dirigente ha mostrato nei confronti del circolo cittadino dell’Italia dei Valori, invalidando l’elezione del presidente e compromettendo dunque l’attività del circolo stesso che si è sempre impegnato sul territorio.

E’ evidente dunque che le nostre posizioni sono agli antipodi e quindi l’unica conseguenza logica è l’immediata autosospensione del sottoscritto dal partito.


Adriano Iannacone
















Avvertenza. Tutti i commenti inviati consentono di risalire all'autore, pertanto chi utilizza questo spazio si assumerà la piena responsabilità civile e penale delle proprie affermazioni.
Commenti
Luca Garofalo 2010-11-25 20:26:06

E Ottaviano passò all'Udc... tra un pò Sorbo arriverà

Donato 2010-11-19 13:00:04

...e perchè non come UDEUR?

Vittorio Resti 2010-11-19 11:00:40

E a Merano in Alto Adige? IDV per la Presidenza del Consiglio in maggioranza con Lega e centro destra.Con il benestare dell´ON.Piffari.IDV come UDC?

 

Inserisci commento
Nome e cognome
Email (facoltativa)
Ripeti codice
Commento
Caratteri rimanenti: 3000

 


Bacheca
"ORLANDO NON SLOGGIA DALLA CAMERA" LA LETTERA DI PROTESTA DI VATINNO, IL SUO SUCCESSORE, USCITO DALL'IDV.
SONIA ALFANO NON E' PIU' UN'EUROPARLAMENTARE DEL'IDV.
IDV REGGIO. I PADRONI DEL PARTITO RIFIUTANO LE ISCRIZIONI DELLA SOCIETA' CIVILE E CHIEDONO RISARCIMENTI A MATTEO RIVA.
"LA MIA SQUALLIDA, NAUSEANTE, MORTIFICANTE ESPERIENZA IN IDV"


Rassegna stampa
BLOG. "CASALEGGIO-GRILLO, LA POLITICA COME GIOCO DI RUOLO, A LORO DELLA DEMOCRAZIA NON IMPORTA NULLA".
SONDAGGI. M5S PROMOSSI PER GUIDARE LE CITTA' MA NON IL PAESE. IL PD PRIMO PARTITO 27,56%.
SINDACO DIMEZZATO. PIZZAROTTI (PARMA) SI PIEGA A GRILLO: "TAVOLAZZI NON SARA' DIRETTORE GENERALE"
GRILLO: "SARDI, CACCIATE GLI INVASORI"... GRILLO PER PRIMO !!
SONIA ALFANO (Europarlamentare): "A ME L'IDV HA PREFERITO CHI INCONTRA I BOSS".

Fedeli alla linea

 

Il Tribuno - Libro di Alberico Giostra

Il Tribuno   Home | Politica | Politica locale | Editoriali | Interviste | Contact | Leggi e codici | Dizionario sinonimi | Ricette | News | Commenti | P.IVA: ftcrfl65m69f839j