Il Tribuno
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"Il nostro Presidente non vuole dei leccapiedi. Ciò che vogliamo sono uomini indipendenti e integri che, una volta che avremo preso le nostre decisioni, concorderanno con ognuna di esse". Joseph Heller, "Gold" (1979)
 
News by Dire
La Redazione 01 Novembre 2010
MARCHE. FUGA DI MASSA DALL'IDV IN PROVINCIA DI MACERATA. ECCO LA LETTERA A DI PIETRO.
32 ISCRITTI LASCIANO IL PARTITO DOPO LA SCELTA DEI CONSIGLIERI REGIONALI DI VOTARE INSIEME AL CENTRODESTRA CONTRO LO SCIOGLIMENTO DELL'ENTE FIERISTICO DI ANCONA.
Dietro la decisione di sbattere la porta c'è anche la scelta di appoggiare la coalizione di centrosinistra alla regione Marche che ha visto esclusi SEL e FEDERAZIONE DELLA SINISTRA, a favore dell'UDC. Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata l'elezione di David Favia a coordinatore regionale, un esito che ha reso ancor più irrespirabile l'atmosfera per i militanti che guardano a sinistra. A questa fuga ne seguiranno altre ancora in varie regioni.

Egregio Presidente Antonio Di Pietro,

siamo sempre i Cittadini della provincia di Macerata iscritti nell'Italia dei Valori che Le hanno inviato negli ultimi tempi numerose epistole.

Non vogliamo tediarLa e interrompere i suoi innumerevoli impegni, ma La informiamo, con la presente, che revochiamo la nostra iscrizione al Suo partito.

Tale sofferta decisione è rappresentata dall'ultima iniziativa attuata in consiglio regionale la settimana scorsa.

I Consiglieri dell'Italia dei Valori hanno votato insieme al PDL contro il Presidente della Regione Gianmario Spacca che ha deciso di attuare una politica che prevede una serie di tagli agli sprechi.

Mentre da Roma il Suo partito annuncia l’intenzione tagliare le Provincie, l'Italia dei Valori delle Marche si oppone alla soppressione dell'Ente Fiera.

Questa ennesima decisione, unitamente a quella determinata con l'alleanza alle scorse elezioni regionali con l'UDC escludendo i partiti di sinistra SEL e PRCI, per non parlare del fatto che vengono attribuiti incarichi interni e istituzionali privi di ogni tipo di collegialità democratica, dopo aver evidenziato moltissime altre decisioni calate dall'alto senza alcuna dialettica con la base, abbiamo deciso di non impegnarci più nell'Italia dei Valori.

Durante la nostra esperienza in questo partito abbiamo visto estromesse persone che nei valori credevano ma erano ritenute eccessivamente critiche nei confronti della dirigenza regionale.

Purtroppo riteniamo che anche l’Italia dei Valori nelle Marche sia diventato un raggruppamento senza dibattito interno e con una visione feudale. Riteniamo altresì che, per avere un serio cambiamento, non sia fondamentale soffermarsi sulla fedina penale ma  bisognerebbe ampliare il settore di ogni scelta alla questione morale.

 

Distinti saluti.

La Redazione

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Commenti
Antonella 2010-11-08 23:54:42

Riporto il commento di Cristina su fb:

"Complimenti!!! e con una sana invidia, non mi stancherò mai di dire che siete proprio in gamba. Nessun compromesso, nessuna esitazione, nessuna paura. Avete dimostrato con orgoglio che nessuno di voi è in vendita, nè lo è mai stato. Questo significa prendere posizione quando il cammino che il partito ha intrapreso, percorso dettato dai colonnelli, non è il nostro, non è condiviso e quindi se non si può far altro, se non è previsto il confronto e il normale dibattito democratico, ci si guarda in faccia e si dice "voglio scendere". Questo significa essere i nuovi partigiani, cioè prendere con coraggio una parte, e non amalgamarsi come pecore al pensiere più conveniente e meno difficile. Se solo gli amici di Fermo avessero avuto lo stesso coraggio e dignità di non assecondare i vari capi e capetti, per il timore di perdere!
Come ha detto Nichi Vendola agli stati generali delle Fabbriche di nichi a bari, "Bisogna avere il coraggio di vincere, senza paura di perdere"."

Barbara Landi 2010-11-02 19:45:48

Ciao a tutti, mi aspettavo più interessamento sulla questione ( ACQUA PUBBLICA) da parte di tutti i componenti dei direttivi, provinciali e regionali, e amministratori e consiglieri, e iscritti IDV.
Ma forse avevano meglio da fare. Oppure sono daccordo,e allora non dovrei meravigliarmi,vista la provenienza politica di alcuni iscritti, e la scellerata Santa Alleanza conl' UDC. un grazie va comunque a Mirco Marchetti, MariaCristina Curzi, Luca Acacia Scarpetti, Franceso Fusco, Pierluigi Ferraro e Costantino Renato (unici a provare a spiegare). Domani vedremo.
Cosimo Il Ciompo
Faccio seguire delle mail che purtroppo non tutti hanno ricevuto,per questa strana volontà di tenere disinformata la base.

Mirco Marchetti 2010-11-01 20:46:22

...continua risposta:

...Per capirlo ancora meglio basta leggere la sentenza della Corte Costituzionale n.272/2004, nella quale dopo la premessa che “le norme sulla concorrenza si applicano soltanto alle attività economiche", che "la distinzione tra attività economiche e non economiche ha carattere dinamico ed evolutivo," e che "secondo la costante giurisprudenza comunitaria spetta al giudice nazionale valutare circostanze e condizioni in cui il servizio viene prestato, tenendo conto, in particolare, dell'assenza di uno scopo precipuamente lucrativo..", afferma con chiarezza: “Per i servizi locali, quindi, che, in relazione al soggetto erogatore, ai caratteri ed alle modalità della prestazione, ai destinatari, appaiono privi di “rilevanza economica”, ci sarà dunque spazio per una specifica ed adeguata disciplina di fonte regionale ed anche locale."
Quindi bando alle chiacchiere: o si fa questo o si annuncia la resa al Governo ed ai suoi avidi mandanti economici.
Mercoledì vedremo!
Massimo Rossi

Mirco Marchetti 2010-11-01 20:42:25

Ti ringrazio Alessandro, finalmente si parla anche di politica. Devo a questo punto, per dovere di informazione, pubblicare la controreplica di Massimo Rossi.

L'abilità dell'Assessore Marcolini nel "giocare" con i numeri e ben nota ma evidentemente con le parole non riesce altrettanto bene. Ciò anche p...erchè quelle scritte nella sua proposta di legge n. 42 sono limpide come l'acqua che si vuole lasciar privatizzare!
Ma siccome come si suol dire "carta canta", meglio riportare testualmente quanto c'è scritto a pagina 36 dello stesso atto: "L'art.38 ha l'obiettivo di permettere, in modo non traumatico, il passaggio della gestione dei servizi pubblici locali a soggetti privati o a società miste il cui socio privato sia individuato mediante procedure di evidenzia pubblica. Tale passaggio è previsto dall'articolo 23 bis del d.l. 112/2008 con un termine temporale del 31/12!2011."
Altro che malintesi o sottintesi!
Scrivere questo significa che si è scelta una strada (regime di mercato) diversa da quella che si spergiura di voler seguire (gestione pubblica), citando peraltro a suffragio delle proprie buone intenzioni persino l'atto regionale con il quale l'anno scorso è stata impugnata la “famigerata” Legge Ronchi... Dimenticando però di dire che a quell'epoca in Giunta c'era ancora la sinistra e non, come ora, il partito di Casini (notoriamente accanito sostenitore delle privatizzazioni, come suo suocero Caltagirone in grandi affari proprio negli affidamenti dei servizi idrici).
Peraltro non è mistero che anche negli ambienti PD marchigiani non è mai passata la smania delle alchimie privatistiche nel campo dei servizi pubblici locali; ed è solo di qualche giorno fa la nota stampa del segretario Pd di Ancona che auspica “un'unica Holding che gestisca tutte le società di acqua-gas-rifiuti a livello regionale” ...magari come avviene a Pesaro dove il rampante colosso Hera ha messo le mani sulla locale multiservizi comunale.
Ma se la volontà della Giunta Regionale è veramente quella dichiarata da Marcolini basta fare quanto suggeriscono giuristi esperti in materia, come il Prof. Costantino Tessarolo, o quanto hanno già fatto Regioni come la Campania. Scrivere, più o meno, nella legge in esame che “ La regione disciplina il servizio idrico integrato regionale come servizio privo di rilevanza economica e che di conseguenza tutte le forme di gestione del servizio idrico che vedano la partecipazione del privato decadono a far data dalle scadenze dei contratti di servizio in essere per passare a società consortili pubbliche.”
Per essere ancora più chiari l'assessore Marcolini, ed altri con lui, non devono e non possono nascondersi dietro la presunta ineluttabilità della normativa Ronchi o rinviare a future cervellotiche strategie le sorti di un bene comune come l'acqua, perché tocca proprio alla Regione toglierci dalle grinfie dei predoni dell’acqua. Per capirlo ancora meglio basta leggere la sentenza della Corte Costituziona

Alessandro Lippo 2010-11-01 18:38:46

In risposta a Mirco Marchetti:

L’assessore Pietro Marcolini ha già replicato a Massimo Rossi: A proposito della interpretazione del consigliere Massimo Rossi riguardante presunte intenzioni della Regione di “consegnare a privati le sorgenti d’acqua”, l’assessore al Bilancio Pietro Marcolini ha immediatamente replicato: “Forse Rossi ha letto qualcosa di diverso rispetto al testo dell’art. 38 del documento di assestamento di bilancio che la giunta ha preparato sulla scorta di quanto già previsto anche da altre Regioni come ad esempio l’Emilia Romagna, fermamente in difesa delle prerogative pubbliche della gestione del bene acqua”.La priorità pubblica non solo va tutelata contro possibili incontrollabili invadenze che intendono ribaltare l’attuale assetto di gestione e quindi di distribuzione dello stesso bene primario. Semmai al contrario la decisione della giunta regionale guadagna tempo, bloccando nuovi affidamenti e proroghe, in attesa delle procedure che saranno espletate in attuazione del Decreto Ronchi con scadenza il 31. 12 del 2011 e che si auspica possano essere modificate.A conferma della volontà della giunta di operare per il mantenimento della proprietà pubblica delle risorse idriche va ricordato che nel dicembre 2009 dalla Regione Marche è stato impugnato davanti alla Corte Costituzionale il cd Decreto Ronchi che prevede la privatizzazione della gestione di tali risorse.“La giunta regionale condivide – ha aggiunto l’assessore Marcolini – le preoccupazioni per la gestione futura dell’acqua e non attenderà inerte l’attuazione e l’organizzazione di bandi inerenti modalità di gestione che possano portare a formule nocive per la fruibilità di un bene pubblico come l’acqua”.La giunta regionale delle Marche ritiene che l’acqua sia un bene pubblico e universale a tal punto che di fronte ad una legge nazionale già in vigore che privatizza la sua gestione sta cercando di evitarne gli effetti peggiori. E’ proprio in questa chiave che va inteso l’art. 38 della legge di Assestamento di Bilancio. Infatti, di fronte all’imprescindibile svolgimento delle gare nel caso di nuovi affidamenti del servizio la disposizione legislativa regionale li vieta, insieme alle proroghe e ai rinnovi, almeno fino al 31 dicembre 2011, soggiungendo inoltre che “i soggetti gestori sono comunque tenuti a garantire la continuità del servizio pubblico e gli interventi anche relativi a reti ed impianti sino alla attivazione della nuova gestione”.“In questo senso – ha concluso Marcolini – la mobilitazione popolare ci può coinvolgere, ma nei confronti delle norme nazionali che contestiamo”.
http://www.anconainforma.it/Politica/art23299/28_ottobre_10/la_giunta_tutela_l%92acqua_come_bene_pubblico.html

Distinti saluti

Mirco Marchetti 2010-11-01 15:38:56

Un'operazione di marketing? Nel mio comune ho fatto un banchetto di raccolta firme che mi ha permesso di discuterne con i cittadini. Abbiamo, nel comune in cui risiedo, offerto un dibattito cui hanno partecipato i cittadini e si è discusso anche in maniera forte della rpubblicizzazione dell'acqua. L'IDV, sempre nel comune in cui risiedo, si è pure opposta alla fusione Hera-Multiservizi, sostenendo che in tempi come quelli attuali, la commistione, pubblico-privato, non aggiungendo nulla alla qualità del servizio va invece a ledere i bisogni, sempre più onerosi, dei meno abbienti.

Aggiungo che l'IDV si batte per l'acqua pubblica nella nostra provincia da 8 anni, poi ognuno è legittimato a pensarla come crede, fatto sta che debbo ringraziare tutti coloro i quali ci hanno dato e ci daranno una mano per fare in modo ciò non avvenga ma, ripeto, dopodomani il consiglio regionale si discuterà in merito. Riporto, citato:

"..La Giunta Regionale delle Marche intende consegnare l’acqua delle nostre sorgenti a“soggetti privati o a società miste” entro il 31/12/2011 e nel frattempo per garantire che ciò avvenga senza difficoltà vieta “nuovi affidamenti anche sotto forma di proroghe o rinnovi in attesa dell’espletamento delle procedure di evidenza pubblica”. Lo scrive nero su bianco all’art.38 della sua proposta di legge n.42 presentata il 29/9/2010." (l'incipit viene da Massimo Rossi, Componente del Tavolo Piceno per l’Acqua Pubblica e Consigliere Provinciale di Ascoli Piceno di Rifondazione Comunista e dall'IDV pesarese raccolto, tanto per dare a Cesare quel che è di Cesare)

Il problema è che in questo paese, pure le cose più semplici e lineari assumo l'aspetto della conservazione perché troppi criticano ma pochi fanno e c'è sempre un rapporto conflittuale con il potere che, di rimando, descrive un paese paranoico, che soffre il rapporto con le alterità e che vive sulle rivendicazioni autoriali. L'azione raggiunge la stasi nel momento in cui ogni parte ne rivendica l'autorialità.

L'importante per me è che venga fatto, l'acqua va ripubblicizzata.

Ed anche il parere di Pardi va tenuto in considerazione, visto che questo foglio elettronico, anche implicitamente, tende a descrivere un partito, quindi una parte di paese, in maniera ben peggiore di come è stato definito un foglio elettronico da uno storico come il prof. Pardi.

Rossi Giuliano 2010-11-01 14:27:51

Consiglio per "Il Tribuno": inviate questa lettera anche al sig. Pancho Pardi, chissà con non cambi idea..., a proposito di "cloache".

marco rossi 2010-11-01 14:10:37

I signori delle tessere pensano di mantenere la loro poltrona perchè l'idv usufruisce del voto di opinione, ma questo finirà presto perchè non c'è il minimo collegamento con il territorio, si ha paura del dissenso e, ora, ci ritroviamo con i tentativi di privatizzare l'acqua a cui si opporranno soprattutto i cittadini, perchè il referndum contro dell'idv era un'oparazione di marketing

Mirco Marchetti 2010-11-01 11:51:47

Al di la delle diatribe o diaspore particolari, bisogna cogliere però pure l'ambiente politico all'interno del quale ci si muove. Dopodomani, il PD a livello regionale, pressato dall'UDC, cercherà di far passare una legge che indirizzerà l'esecutivo verso la privatizzazione dell'acqua, voluta dall'UDC, sostenuta da metà PD, ma che verrà osteggiata fortemente dall'IDV.

Ricordo, tra l'altro, che pure il PD ha inviato qualche giorno fa una missiva ai suoi iscritti in cui si esorta al dissenso nei luoghi preposti pena la diffida di chi non si allinea, ed ha pure l'onore/onere di fregiarsi del titolo altisonante di "democratico".

Pure nel comune in cui risiedo, ed in cui a maggio del prossimo anno ci saranno le elezioni per mandare a casa una giunta di centrodestra governata da un sindaco leghista, il PD ci ha proposto l'alleanza con l'UDC, in cambio della quale viene proposta una variazione programmatica alla quale IDV, SEL e Verdi hanno detto NO!

Ammetto di non conoscere bene le motivazioni che hanno condotto il PD a sopprimere l'Ente Fiera, e all'IDV al sostenerne l'esistenza. Mi infomerò meglio al proposito. Quel che so è che DAnte Merlonghi (IDV) ne fu Presidente. Ma ho vissuto gli intenti di soppressione ad esempio dei coordinatori d'ambito, ma ho pure avuto modo nel caso, di evidenziare l'ipocrisia e la demagogia. IN genere, si fa credere di sopprimere qualcosa, ma il dirigente viene pagato spostando il capitolo di spesa su altri comparti spesso inutili o inutilizzabili quanto e più di quello soppresso.

Per ciò che mi concerne, l'IDV nelle Marche non doveva accettare il diktat imposto dal PD e che ha condotto ad escludere la sinistra più radicale per far entrare l'UDC. Questo non vuol però dire accettare incondizionatamente la privatizzazione dell'acqua, il sostenatamento pubblico di scuole private, l'indirizzo verso l'ipotesi di un sito nucleare, prospettati da PD e UDC e votate da buona parte del centrodestra, ma che in nome della stabilità di governo devono essere digerite da IDV. Nel caso, siamo vicini a SEL, Verdi e Rif. Com, oltre a diverse associazioni con cui da trempo portiamo avanti certe battaglie, una su tutte "H2O".

Per i sondaggi, consiglio "Termometro Politico".

http://www.termometropolitico.it/tabella-sondaggi.html

Massimiliano Bartocci 2010-11-01 09:54:44

Mi sa tanto che le fughe continueranno ... aderire ad un movimento con lo scopo principale di rinnovare un modo delinquenziale di fare politica e ritrovarsi in un partito" FORZA ITALIA DEI VALORI" in mano a vecchi volponi della DC, dirigenti dell'UDEUR, portatori di pacchetti di tessere, ecc. ti costringe a fuggire per non renderti complice della più grande presa per il culo elettorale ... degli ultimi anni

Armando Batta 2010-11-01 09:41:08

Purtroppo, Di Pietro fa spesso di queste scelte sbagliate da ritenerlo non affidabile. Alcune delle sue battaglie potrebbero essere condivisibili ma manca di coerenza, diventando pericoloso per la sinistra.

 

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