Il Tribuno
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"Il nostro Presidente non vuole dei leccapiedi. Ciò che vogliamo sono uomini indipendenti e integri che, una volta che avremo preso le nostre decisioni, concorderanno con ognuna di esse". Joseph Heller, "Gold" (1979)
 
News by Dire
01 Novembre 2010
NELL'IDV CALABRESE E' ANCORA BUFERA. DOMANI PROCESSO PER DIRETTISSIMA AL "DISSIDENTE" DOMENICO TALARICO.
NUOVO ATTACCO ALLA LIBERTA' DI CRITICA NEL PARTITO DI DI PIETRO. IL COORDINATORE REGIONALE FERAUDO HA CONVOCATO IL DIRETTIVO PER CONTESTARE QUANTO DETTO IN UN'INTERVISTA DAL CONSIGLIERE REGIONALE LEGATO A DE MAGISTRIS.
Talarico ha ribadito al "Quotidiano della Calabria" che dietro la decisione di candidare Feraudo anzichè De Masi a coordinatore regionale, ci sono Di Pietro e Ignazio Messina. Una verità scomoda che mette a nudo il sistema verticistico e dispotico con cui viene gestito l'Idv. E che quindi va taciuta. Intanto il neo coordinatore regionale ha deciso di annullare i congressi cittadini di Cosenza e Rende, città legate a Talarico, inventandosi la figura del responsabile delle prossime elezioni amministrative, un modo obliquo per commissariare di fatto il partito.
E' ancora bufera sull'Idv calabrese. Maurizio Feraudo, il neo coordinatore regionale del partito, ha convocato urgentemente per domani, martedì, una riunione straordinaria del direttivo. Perchè? Per "processare" Domenico Talarico (nella foto). Il consigliere regionale dell'Idv, legato a De Magistris, in una intervista al Quotidiano della Calabria ha ribadito che dietro la decisione di fare fuori Emilio De Masi da candidato coordinatore regionale c'è una precisa scelta di Antonio Di Pietro e Ignazio Messina. Una cosa arcinota e soprattutto assolutamente verosimile perchè è semplicemente impossibile immaginare che una decisione del genere possa essere presa, in un partito verticista e "bulgaro" come l'Idv senza il via libera del capo dei capi e del suo colonnello responsabile degli enti locali. Questa verità però Talarico non la poteva e non la doveva dire. Dicendola si è macchiato del reato di lesa maestà. Di qui la necessità di "processarlo" di fronte ai vertici regionali del partito. Non basta. Feraudo ha preso altre due decisioni e riguardano entrambe la sfera di influenza del consigliere regionale ormai iscritto tra i reprobi. La prima è stata quella di annullare i congressi cittadini di Cosenza e Rende, città, (soprattutto Rende) che gravitano nell'orbita di Talarico. La seconda è stata l'introduzione della figura del responsabile delle consultazioni amministrative della prossima primavera. Una del tutto inedita figura di commissario. A Cosenza e a Rende infatti si vota e la decisione di annullare i congressi del partito viene attribuita proprio a questa concomitanza. Una scelta che oltre a configurarsi come un altro commissariamento viene motivata in modo palesemente assurdo e contraddittorio visto che di solito i congressi si tengono proprio in vista delle elezioni, per stabilire la linea e affidare incarichi. Ma questo accade nei partiti democratici e non nell'Idv, un partito che democratico non è mai stato e mai sarà. Qui siamo a casa di Di Pietro, i militanti sono ospiti e come tali non solo dopo tre giorni rischiano di "puzzare", ma devono anche stare attenti a non "sporcare" e a ringraziare il padrone di casa per la gentile ospitalità.  L'ospite indesiderato stavolta è diventato Domenico Talarico in compagnia di Emilio De Masi, che, come gia narrato da Il Tribuno. com, ha osato sfiduciare il capogruppo Giuseppe Giordano in segno di sfida dopo la rottura del patto che voleva De Masi coordinatore regionale. A romperlo sono stati infatti Di Pietro e Messina e non Talarico e De Masi, il quale in questa ultima occasione non ha fatto mancare il suo sostegno al collega consigliere regionale.  
Che succederà a questo punto in Calabria? Il lider maximo aveva già fatto sapere che i due ribelli non dovevano essere espulsi, che, anzi, andavano recuperati, ma forse questa intervista di Talarico potrebbe fargli cambiare idea perchè il consigliere regionale ha affermato con decisione che il dissenso in un partito è legittimo e non può essere impedito. Un'affermazione davvero grave. Se però Talarico dovesse essere espulso e se venisse confermata la decisione di commissariare di fatto Cosenza e Rende da quelle parti potrebbe anche scoppiare una "rivoluzione". 





 






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