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La Redazione 18 Novembre 2010
TRA SONIA ALFANO E BORGHESI E' ANCORA POLEMICA.
L'EURODEPUTATA REPLICA ALL'EX LEGHISTA COMMENTANDO LE INSINUAZIONI SULLA MORTE DI SUO PADRE E LE CONSIDERAZIONI SUI CANDIDATI COSIDDETTI "ISTITUZIONALI" CHE LA MILITANTE SICILIANA AVREBBE AVUTO LA COLPA DI NON APPOGGIARE. A CHI SI RIFERISCE? LA ALFANO HA SOSTENUTO IN PIEMONTE BUQUICCHIO, COORDINATORE USCENTE. PIU' ISTITUZIONALE DI COSI'?
Emerge ogni giorno sempre di più l'insostenibilità del coacervo politico apparecchiato da Di Pietro al solo scopo di strappare voti a destra e a manca e cementato dall'antiberlusconismo. Ma ora che il pifferaio di Arcore è sul viale del tramonto a Tonino della sua creatura resteranno solo le contraddizioni e una lampante realtà: il suo è un mito di destra compatibile con un fascistoide come Borghesi, il frutto di quella rivoluzione conservatrice che è stata Mani pulite e la cui lezione non basta più per uscire dal berlusconismo e dalle truffe mediatiche della seconda repubblica. E tra queste c'è proprio il dipietrismo.


Bene, molto bene. Finalmente, opportunamente sollecitato dalle mie parole, Antonio Borghesi, vice capogruppo alla Camera dell’Italia dei Valori, ha vuotato il sacco e ha detto agli italiani cosa pensa di me e di conseguenza dei cittadini che mi hanno mandato al Parlamento Europeo. Certo, lo ha detto con un linguaggio e una forma che non voglio riprodurre, dei quali il momento più alto è la definizione che da delle mie parole: “palate di m….”. Assolutamente non commentabile da parte di un parlamentare dell’Idv, sarebbe stato invece comprensibile da parte di un leghista.

Come, pur provandoci, non riesco a commentare l’affermazione su mio padre: “reca a me una offesa paragonabile a quella che lei potrebbe provare se qualcuno le dicesse che sta sfruttando la morte di suo padre”. Informo Borghesi che nemmeno i miei più acerrimi “nemici” politici hanno mai trovato il coraggio di usare contro di me un’arma così subdola come quella dell’insinuazione, che in sè non ha nemmeno il coraggio dell’insulto esplicito. Per fortuna ho imparato ormai da tempo ad ignorare tutte le cattiverie che vengono diffuse su mio padre e alla mercificazione che farei della sua memoria. Il mio dolore ho imparato a tenerlo per me e non lo auguro nemmeno a chi si permette di dire cose simili.

Sulla questione politica invece voglio rispondere alle invettive borghesiane. Il vice capogruppo mi accusa di spaccare il partito e creare correnti “ad esempio tentando sistematicamente, come ha fatto nei recenti congressi regionali, di mettere il cappello sui candidati alternativi a quelli istituzionali”. Candidati istituzionali? Ma che concetto ha della democrazia Borghesi? In una competizione democratica non esiste un candidato istituzionale e uno alternativo, ma due o più concorrenti che competono tra loro partendo da una base di identici diritti e possibilità di vittoria. Se i congressi dell’Italia dei Valori sono eventi democratici aperti a tutti e a molteplici mozioni, cosa vuol dire la sinistra definizione di “candidato” istituzionale? Il candidato che DEVE vincere? Tutto ciò è inquientante. Questa mentalità non mi è nuova. In due anni di partecipazione agli esecutivi nazionali IDV l’ordine del giorno è sembrato essere la critica alla mia attività e quella di Luigi de Magistris, i nostri incontri, il nostro rapporto con le persone. E proprio Borghesi me lo ricordo durante il primo esecutivo dopo la mia elezione, il 15 giugno 2009, quando debuttò sottolineando una criticità in quel grande passo avanti elettorale dell´IDV : “Su sette eletti al Parlamento europeo, ben cinque sono del Sud”. Stupita, replicai chiedendomi se fosse un esecutivo dell’IDV o una convention della Lega.

Allibita di fronte a simili ragionamenti di apparato, proseguo nel mio percorso politico e sociale e ribadisco il mio netto “no” ai signori delle tessere e alla politica vissuta e praticata con logiche commerciali e aziendali. Rimango innamorata del confronto democratico, aspro e vivace, che rende un partito politico l’anima del potere in mano ai cittadini. Borghesi continui pure la sua “guerra” all’interno del partito, una guerra per fortuna semi-solitaria che si scontra con il sostegno che molti invece nell’Italia dei Valori ci garantiscono, in primis lo stesso Antonio Di Pietro; noi nel frattempo continueremo a far partecipare la gente, la società civile, cosa che sembra dare più fastidio delle ortiche. Altro che candidati istituzionali, altro che palate.



La Redazione

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Commenti
Mirco Marchetti 2010-11-19 20:18:25

Da "Affaritaliani.it" cito:

D:Bisognerebbe fare le primarie per scegliere il leader della coalizione?

R. De Magistris: "Innanzitutto la coalizione dovrebbe comprendere il Pd, l'Idv e Sel con un progetto di apertura verso la sinistra non rappresentata in Parlamento e verso i movimenti. Bisogna vedere quando si andrà a votare e se ci saranno i tempi per fare le primarie. Naturalmente in quest'area di Centrosinistra si può individuare una persona e una squadra in grado di vincere le elezioni. Se mettiamo in campo un programma chiaro, un leader condiviso e una squadra vincente si riesce, per dirla con Gramsci, ad ottenere quella connessione sentimentale con quella parte di popolo che vuole il cambiamento nel Paese".

D: Qualora ci fossero le primarie l'Idv potrebbe candidare Di Pietro?

R. De Magistris: "E' inutile fare ipotesi in questo moneto. Il quadro politico è ancora in evoluzione".

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Condivido in toto questa impostazione, ritenendola lungimirante ed innovativa. Lottiamo quindi con IDV, dentro IDV, per costruire una politica più ecumenica, intelligente e che sappia offrire soluzioni ai problemi. IDV deve essere il mezzo per il raggiungimento delle soluzioni, non partito fine a se stesso. Se oggi si vuole esprimere una diversità dagli altri partiti, dobbiamo iniziare a pensare al partito quale mezzo, autorevole mezzo, non in quanto fine. Non vogliamo uno Stato etico, ci basterebbe uno Stato Giusto.

la redazione 2010-11-19 17:21:11

gentile mongia, intanto la redazione è firma tutt'altro che anonima, poi è davvero sconcertante che per aver espresso un parere diverso dal suo, per quanto autorevolissimo e dotto che sia, lei debba addirittura ritenere usurpata e vilipesa la libertà d'espressione! La sua maleducazione e intolleranza, benchè condita da un periodare pseudo colto, è davvero preoccupante. E lei parla di gettare fango? Vada pure a leggersi Wikipedia e ci lasci in pace.

Massimo Mongia 2010-11-19 02:40:24

Purtroppo, come appare ormai evidente da tempo, supponenti esegeti della nostra epoca esplicano nel peggiore dei modi la libertà d'espressione di cui dovremmo essere onorati di fregiarci, riconoscendo in essa, inalienabile diritto, il dovere di riportare fatti aderenti alla realtà, esimendoci, di conseguenza, dal diffondere tesi fantasiose o campate in aria atte a gettare fango sul bersaglio di turno.
Consiglio all'autore del precedente intervento, celato sotto lo pseudonimo "La redazione", di appassionarsi alla lettura delle pagina di Wikipedia dedicata all'epopea di "Mani pulite", che, sebbene scevra di solide basi storiografiche, può costituire, grazie ad una puntuale opera di indicizzazione delle fonti, un ottimo punto di partenza per maturare un'opinione critica del fenomeno non fondata unicamente su un artefatto sofisma.

La redazione 2010-11-18 18:30:52

Caro Cipriani la tua osservazione rivela che sei ancora vittima di alcuni equivoci, tra i quali:
1) spazzare via partiti è un fatto positivo. Non è così. Anche se i partiti sono corrotti.
2) una legge sulla corruzione cancella la corruzione. Falso. Le severe leggi americane contro corruzione ed evasione fiscale impediscono forse in quel paese la corruzione e l'evasione fiscale? No. Il che non vuol dire che quelle leggi siano sbagliate o inutili, perchè magari senza sarebbe peggio. Ma il "manipulitismo" è ormai un mito superato perchè affida alla Legge, alla Norma, un effetto catartico e palingenetico. Questo vuol dire muoversi all'interno del concetto di rivoluzione conservatrice.

Lorenzo - Brescia 2010-11-18 15:28:20

Vai Sonia! Sei tutti noi!

Carlo Cipriani 2010-11-18 14:51:47

...rivoluzione conservatrice che è stata Mani pulite...,
Mani pulite è stata così conservatice, che le forze politiche spazzate via, hanno dovuto far nascere 'Sforza Italia' col suo generale in testa, pur di non metter giù un rigo che fosse un rigo, per legge, contro la corruzione! ma che film avete visto fino ad oggi?...

 

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