Il Tribuno
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Alberico Giostra 16 Dicembre 2010
A ROMA L'UDIENZA PRELIMINARE SUL CASO DEI RIMBORSI ELETTORALI DELL'IDV. TRA UN MESE LA DECISIONE.
IL 14 DICEMBRE SCORSO E' STATO IL GIORNO DEL GIUDIZIO, OLTRE CHE PER BERLUSCONI, ANCHE PER DI PIETRO, INDAGATO DALLA PROCURA DI ROMA PER TRUFFA AI DANNI DELLO STATO. SULLA VICENDA, ORIGINATA DA UN ESPOSTO DI ELIO VELTRI, IL PM ATTILIO PISANI HA CHIESTO L'ARCHIVIAZIONE, AVENDO CONCLUSO CHE ASSOCIAZIONE FAMILIARE A TRE E PARTITO SONO LA STESSA COSA. MA ESISTONO DOCUMENTI CHE PROVANO CHE IL PM SBAGLIEREBBE E VELTRI HA PRESENTATO OPPOSIZIONE. NOSTRA INTERVISTA A FRANCESCO PAOLA (foto) LEGALE DELL'EX NUMERO DUE DI IDV.
Veltri ha depositato una perizia-memoria di oltre 300 pagine che ricostruisce il "cursus" immobiliare di Di Pietro che in dieci anni circa avrebbe speso oltre 5 milioni di euro in appartamenti e terreni. Tra le "prove" presentate dal collegio difensivo dell'ex numero 2 dell'Idv, di cui fa parte anche Libero Mancuso (il candidato sindaco di Napoli che Di Pietro guarda caso non vuole appoggiare) ci sono anche dichiarazioni dello stesso leader Idv e del suo avvocato Scicchitano nelle quali si ammette esplicitamente come l'associazione familiare a tre, che fino al 2009 ha gestito i rimborsi elettorali, sia un soggetto diverso dal partito. In appendice anche la richiesta di archiviazione del pm romano.

Sono trascorsi due giorni dall'udienza dinanzi al GIP di Roma. Come mai la notizia non è stata data prima?
Perché era assolutamente da evitare qualsiasi strumentalizzazione politica. Si tratta di questioni molto delicate e serie, e l’udienza si teneva lo stesso giorno della discussione sulla sfiducia al governo alla Camera. Il partito dell'Italia dei Valori è parte lesa delle condotte ipotizzate, e lo sono i suoi associati, quei militanti che tante gratuite energie hanno profuso per una politica migliore e che ricevono un grave danno dal permanere di tali situazioni a nostro avviso gravi e irrisolte.   
Ricordiamo l’oggetto del procedimento originato dall’esposto di Elio Veltri. La costituzione apposita di un'associazione a composizione familiare che si sostituisce al partito nella percezione e gestione di decine di milioni di euro di fondi pubblici elettorali. Un codice fiscale, quello di questa associazione, che improvvisamente comincia a ballare e che i componenti dell'Ufficio di Presidenza del partito tentano da ultimo di attribuire al partito stesso per annullare le differenze tra i due soggetti. Veltri poi, ha prodotto anche una consulenza sulle proprietà immobiliari di Di Pietro.
La questione che sta a monte e le assorbe tutte è: è vero, così come è documentato, che è stato costituito questo soggetto parallelo e diverso dal partito, e perché? E’ vero che i fondi pubblici sono stati “introitati” da detto soggetto e fatti affluire sul conto corrente intestato al codice fiscale di questi? Ed è vero di conseguenza che i rendiconti del partito non sono in realtà che meri atti di bilancio dell'associazione a tre, a propria volta consistenti in semplici auto dichiarazioni di Di Pietro? Su questo speriamo che la Magistratura possa dare risposte esaurienti, nella premessa che esistono già dei provvedimenti, emessi proprio dal Tribunale di Roma, che attestano che l'associazione a tre è soggetto giuridico diverso dal partito, quindi parallelo rispetto ad esso.    

Si racconta di una udienza affrontata da lei e da Libero Mancuso con toni molto netti.
Libero Mancuso e io ci siamo mossi con coerenza, ciascuno con la sua storia diversa, la sua di gran lunga più prestigiosa ovviamente, ma accomunati dal senso di indipendenza e dal coraggio civile, facendo il nostro dovere sino in fondo. Come che sia, quale che sia l’esito, la questione andrebbe affrontata anche in sede politica, se non fosse che la politica è incapace di affrontarla.

L'Idv a Napoli ha accolto con estrema freddezza la candidatura di Libero Mancuso a sindaco di Napoli, nonostante l'entusiasmo di molti settori della società civile partenopea. Inoltre Di Pietro, che difende sempre la magistratura, recentemente ha sferrato un attacco al procuratore della Repubblica di Nola, Paolo Mancuso, fratello di Libero, impegnato in prima linea nell'emergenza rifiuti. Crede che quest'atteggiamento sia stato condizionato dall’ingresso nel collegio difensivo sulla questione dei fondi elettorali dello stesso Libero Mancuso?
Non oso pensare possa esistere alcun collegamento, si tratterebbe di condotte ritorsive irresponsabili, spregiudicate e gravi, che mirerebbero ad attaccare persino il ruolo dei difensori o di loro familiari impegnati in prima linea sul fronte della legalità e della difesa delle istituzioni democratiche. Quella di Libero Mancuso è una candidatura limpida, di elevatissimo livello civile, la migliore che Napoli potesse avere. E' inimmaginabile che Di Pietro arrivi al punto di negare il sostegno del partito a Libero perché lui è difensore nella questione della gestione dei fondi elettorali da parte dello stesso Di Pietro, rischiando in tal modo di consegnare definitivamente Napoli alla camorra e ai rifiuti. Se così fosse, ma sono certo così non sarà, si realizzerebbe una tracimazione purulenta sul piano politico della gestione personale del partito, che sarebbe sotto gli occhi di tutti, e consentirebbe paradossalmente un chiarimento politico definitivo. Ed è per questo anche che le posizioni di De Magistris appaiono timide e impacciate rispetto alla gravità della situazione e alla necessità che venga fugato immediatamente ogni dubbio che scelte politicamente equivoche in danno dei cittadini di Napoli e dei tanti militanti onesti dell'Idv possano essere anche solo immaginate.
De Magistris chiede ora, dopo le defezioni di Razzi e Scilipoti, una “cabina di regia” sulla selezione delle candidature.
Credo che De Magistris stia rapidamente disperdendo, per mancanza di coraggio e di visione politica, o forse per ingenuità politica, trovandosi ad operare in un ambiente mellifluo e profondamente "doroteo", se posso dire, il patrimonio di credibilità che si era giustamente guadagnato con la sua opera professionale. Ancora una volta infatti non affronta la questione centrale: la gestione dei fondi elettorali e gli intrecci che ciò determina anche ai fini della cooptazione e delle nomine politiche, che in tale chiave non sono e non possono essere casuali. L’unica cosa da fare è che egli evidenzi l’emergenza in cui versa l’attuale gestione del partito e abbia la forza e il coraggio di chiedere la convocazione di un congresso straordinario che fissi finalmente delle regole almeno minime di trasparente governo del partito.
Dovrebbero farsi da parte Massimo Donadi, Felice Belisario,  Silvana Mura, componenti da sempre dell'Ufficio di Presidenza del partito, soggetti cooptati da Di Pietro in questi anni?
Massimo Donadi e Felice Belisario sono politicamente impresentabili, sarebbero allontanati da ogni funzione pubblica in qualsiasi democrazia che non sia anomala come quella italiana, se è vero che hanno consentito, nonostante il proprio ruolo di garanzia e di "regia", come da essi stessi rivendicato, del partito, una gestione personale e priva di controlli per decine di milioni di euro di fondi pubblici di scopo in questi anni, ma sarebbe davvero ingenuo pensare che possano ritrovare adesso quello scatto di dignità politica che, se vere tali premesse, non avrebbero avuto per oltre dieci anni. Come ovvio questo giudizio politico di disvalore non trova attenuazione nel fatto che esistano dei politici anche assai peggiori. Voglio anche aggiungere che si tratta di questioni che non riguardano affatto il solo segmento politico dell'Italia dei Valori, ma lo ripeto ancora la tenuta e la credibilità politica dell’intero asse di una opposizione che si candidi ad essere un progetto politico alternativo. Il Partito Democratico ha il diritto e il dovere di pretendere dai suoi alleati il rispetto di un minimo di regole di governance essenziali su questioni cruciali, o alimenta forme degenerative di populismo politico, che sono inoltre il suo primo avversario. Voglio aggiungere che i casi di Razzi, Scilipoti e altri, il governo Razzi-Scilipoti così come è stato giustamente definito dal segretario Bersani, mi pare non siano un fenomeno casuale, ma siano il frutto di questo humus politico e culturale. 


APPENDICE: LA RICHIESTA DI ARCHIVIAZIONE DEL PM ATTILIO PISANI. 

Allegato Richiesta arch. Pisani su Veltri.pdf

 











Alberico Giostra

Avvertenza. Tutti i commenti inviati consentono di risalire all'autore, pertanto chi utilizza questo spazio si assumerà la piena responsabilità civile e penale delle proprie affermazioni.
Commenti
Maurizio C. 2010-12-29 15:53:42

"TRIBUNALE DI ROMA - Ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari - Ufficio 16°.
Il Giudice per le indagini preliminari dott. Maria Bonaventura,
a scioglimento della riserva formulata in udienza, letti gli atti del p.p. indicato in epigrafe nei confronti di Di Pietro Antonio ..... lette altresì le memorie depositate ed i rispettivi allegati, sentite le parti" (Elio Veltri e Achille Occhetto) ......
viste le indigini del Nucleo di Polizia Tributaria di Roma, della Guardia di Finanza, della Polizia Giudiziaria, visti i rendiconti presentati alla Camera dei Deputati (pag.7), visto sulla stessa ipotesi criminosa si sono già pronunciati con DECRETO DI ARCHIVIAZIONE tre diversi G.I.P. (sempre a pag.7),
visto, visto, visto e rivisto:
PQM, il Giudice DISPONE L'ARCHIVIAZIONE DEL PROCEDIMENTO NEI CONFRONTI DI DI PIETRO ANTONIO.

http://www.antoniodipietro.com/DECRETO%20ARCHIVIAZIONE.pdf

Provi qualcuno adesso a ripetere la sibillina e allusiva affermazione: “che poi la richiesta verrà accolta lo sappiamo tutti benissimo, come sapevamo tutti benissimo che il Pm sarebbe arrivato alle conclusioni cui è arrivato”. Ora la denuncia di Veltri e Occhetto diventa calunnia e quindi se Di Pietro li citerà in giudizio chiedendo altri 500mila euro fà quello che farebbero tutti coloro che vengono trascinati in giudizio incautamente.

Mirco Marchetti 2010-12-27 14:00:40

Caro Osservatore, forse occorre però ricordare che non stiamo guardando una partita di calcio. Si cerca di far politica e, nella politica, può vincere solo il cittadino, magari correndo e con-correndo con il mezzo che meglio può garantirGli la vittoria. Io sto ancora in IDV, con Di Pietro però, non di Di Pietro. Con Di Pietro, De Magistris, Sonia Alfano, Vattimo, Pancho Pardi...et cetera

Osservatore 2010-12-24 15:57:52

Ma perché non scrivete che Di Pietro ha vinto e i suoi accusatori sono stati spazzati via?

Maurizio C. 2010-12-21 15:37:55

Chi mi sa spiegare come mai i miei commenti spariscono come anche le mie richieste di spiegazioni al perchè i miei commenti spariscono?

alberico giostra 2010-12-20 13:07:20

Ancora una volta il coraggioso anonimo Maurizio C. dimostra tutto il suo penoso pressapochismo. Ci accusa di non aver dato la notizia della richiesta di archiviazione del pm Pisani. In verità siamo stati i primi a darla, il 17 luglio 2010: ecco qua il link caro signor Maurizio C. : http://www.iltribuno.com/articoli/201007/la-procura-di-roma-chiede-larchi.php.

Vista l'ennesima figuraccia egregio Maurizio per cortesia eviti di farci perdere tempo a dover ribattere alle sue sgangherate considerazioni. Di una cosa in particolare la avvertiamo: stia attento a non attribuirci calunnie nei confronti dei magistrati che mai ci siamo sognati di fare o altrimenti rintracceremo la sua reale identità, e la denunceremo all'autorità giudiziaria. Lei è solo un provocatore e un incompetente e come tale va trattato.

Maurizio C. 2010-12-20 09:45:03

Egregio Alberico Giostra, forse sono stato troppo veloce e impreciso nel mio precedente intervento e, visto che le da fastidio il Cortès mi firmerò con il mio vero nome: Maurizio C. (anche se non ho capito cosa gliene frega come si chiami chi interviene nel suo sito; non devo mica dargli la mia carta d’identità per intervenire).
La parola “denuncia” pubblica, da me indicata nel commento, si riferiva a quando, dopo la pubblicazione da parte della “stampa dei dossieraggi di regime” del procedimento indicato a carico di Di Pietro, in una intervista televisiva Storace l’aveva enfatizzata, come di solito fanno i fascisti per denigrare l’avversario, salvo poi stare zitti quando vengono prosciolti: calunnia, calunnia, calunnia, alla fine il 72% di analfabeti, compreso il 33% degli analfabeti di ritorno, ci crede. Infatti, lo stesso Storace e la stampa di cui sopra, alla notizia della “richiesta di archiviazione” da parte del PM, non avevano dato la stessa enfasi.”. Lo ha fatto anche lei il 4 giugno 2010 quando ci ha dato la notizia che “ad indagare sul leader dell’IDV c’era una squadra di tre fiamme gialle” ma poi non ci ha detto della richiesta di archiviazione che dovrà certamente passare al vaglio dei giudici. E’ evidente che parliamo dello stesso procedimento e lei lo sa benissimo ma fa il finto. La “richiesta di archiviazione del PM Attilio Pisani, non è una decisione presa per “partito preso” (scusi il gioco di parole), e la sua affermazione “che poi la richiesta verrà accolta lo sappiamo tutti benissimo”, è offensiva nei confronti del GIP che si dovrà pronunciare sulla definitiva archiviazione, è lesiva della sua imparzialità di giudizio, è calunniosa per le sue allusioni su ipotetici accordi. La richiesta di archiviazione si basa su “delegate indagini” bancarie, fiscali e finanziarie eseguite dalla G.d.F disposta dal PM “dalla cui copiosa documentazione acquisita si rileva la insussistenza di condotte suscettibili di essere penalmente apprezzate”. Inoltre, ribadisce il PM Pisani, per lo stesso reato, si erano già pronunciate, per ben tre volte, “altre Procure con richieste di archiviazione accolte dal GIP. La storiella è sempre quella: dica ai suoi lettori (tra cui il sottoscritto) chi sono i delatori dei primi tre procedimenti già archiviati per lo stesso reato di cui parla lei.
Il PM parla di denuncia “del tutto generica senza tuttavia specificare in cosa sarebbe consistita” e senza “addurre alcun riscontro documentale a quanto affermato”. In pratica erano calunnie. E alla calunnia segue la richiesta di risarcimento danni: Lei non lo farebbe?
Ho spesso criticato molti atteggiamenti del leader dell’IDV, del modo di gestire il partito e di molte sue scelte. Lei parla di “tifosi” come se fossimo in uno stadio. Le dà fastidio la mia firma o il mio stile che le ricorda “l’anonimo siciliano???” (scrittore anonimo del risorgimento che racconta storie di baronati,

Sarah Parisi 2010-12-19 15:00:32

Busacca non risponde sul perchè non si dimette da consigliere comunale dopo essere stato eletto con i voti di IDV. Come mai. Per una questione morale?

Marco Busacca 2010-12-18 12:40:41

Come vedete, da un punto di vista giudiziario il (presunto, sempre) comportamento di Di Pietro è comunque ineccepibile. Da un punto di vista politico, però, tenere il silenzio su una questione di tale importanza con quelli che sono i tuoi alleati non è affatto un buon segno. Significa che non ti fidi di quelli che ti porti dentro. E se non ti fidi tu, non si capisce bene perché dovremmo fidarci noi, votandoli. Infine, c’è la questione della democrazia interna nell’Italia dei Valori, che mi pare il problema più importante: visto che qui si è votato e si continuerà a votare per un’alleanza in cui l’Italia dei Valori è determinante, e si vorrebbe quindi che tutti i partiti di questa alleanza fossero davvero democratici. Come si è visto anche nell’ultimo congresso dell’Idv, il carisma personale di Di Pietro è devastante e chi prova a intonare una dissonanza viene stirato immediatamente. Ora, purtroppo, qui tutti giorni che Dio manda in terra raccontiamo i danni che il personalismo carismatico sta portando alla coscienza dell’Italia, con il suo massimo interprete a Palazzo Chigi: e sarebbe molto bello non replicare lo stesso paradigma anche da questa parte. Anche perché i discorsi politici di Di Pietro – per chi scrive – sono quasi tutti condivisibili: ma perdono autorevolezza e credibilità se chi li propone esercita un potere quasi bonapartistico nel suo partito.
http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2010/06/24/ancora-due-righe-su-giulietto-chiesa-e-di-pietro/

Marco Busacca 2010-12-18 12:18:01

parte dell'intervista di Giulietto Chiesa All'ESPRESSO
E lei?
«Io gli feci presente che c’era una questione di lealtà e di correttezza politica, ma anche giuridica, perché non poteva tenersi tutto visto che il gruppo parlamentare eravamo noi due e ci si era appena divisi. Lui si mise a ridere e mi disse: “Sì sì, provateci pure a portarmi in tribunale, tanto avete firmato una delega secondo la quale il finanziamento pubblico spetta tutto a me”».
Che cosa avevate firmato?«Ecco, io al momento nemmeno capii. E rimasi zitto. Ma tornato a Roma lo chiesi a miei compagni del Cantiere: scusate, che cosa abbiamo firmato?».
E alla fine lo avete capito?
«Sì: con molta amarezza scoprimmo che nel giorno dell’accettazione delle candidature, nell’ufficio del notaio di Di Pietro in piazza del Tritone, quello ci aveva messo in mano un bel po’ di carte da firmare e tra queste c’era anche l’accettazione che i rimborsi elettorali andassero tutti a Di Pietro. Ovviamente nessuno di noi quella carta l’aveva letta, se non altro per educazione: vai dal notaio che ti fa firmare la candidatura e mica pensi che ci sia sotto la fregatura. Invece era proprio così: come le assicurazioni che ti rifilano le clausole vessatorie in fondo al contratto»
Allora secondo lei ha ragione Veltri, quando accusa Di Pietro di essersi intascato i rimborsi con false autocertificazioni?«Guardi, io sull’indagine penale non voglio entrare, anche perché si riferisce a un’altra questione. E non penso che Di Pietro usi il denaro del finanziamento pubblico per arricchimento privato. Ma sicuramente, avendo una gestione molto personalistica del partito, sa che il controllo dei finanziamenti è fondamentale per continuare a garantirsi questo suo ruolo di padrone. E quindi perpetuare e allargare il suo peso nella politica italiana. E lo fa senza badare né alla correttezza, né alla lealtà. Di Pietro è semplicemente un pezzo della Casta».
http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2010/06/22/giulietto-chiesa-io-di-pietro-e-quei-soldi/

Sarah Parisi 2010-12-18 10:04:17

Mattia, non si fa di un erba un fascio. Di miserabili e conformisti sono pieni tutti i partiti e non c'è modo per prevenirli ma solo di smascherarli, denunciarli ed emarginarli. Scilipoti nessuno avrebbe immaginato il suo comportamento sino a pochi giiorni fa, solo oggi si è rivelato e solo oggi si possono prendere i dovuti provvedimenti.
In IDV non si fanno entrare persone che hanno precedenti come scilipoti, negli altri partiti, non solo di centrodestra, invece si. Anche "democrazia e legalità" non ne sarà immune anche se credo ne contenga già. Miserabili, conformisti e disonesti nessun sistema è riuscito ad eliminarli, purtroppo.

mattia lonigro 2010-12-18 02:02:46

può darsi che i furbi siano dovunque, ma lo sono anche i miserabili e i conformisti cara Sarah Parisi e sono anche più pericolosi. E tu militando in quel partito i miserabili e i conformisti li dovresti conoscere bene. Ma forse non hai ancora imparato a riconoscerli, forse ti manca la sensibilità.

Sarah Parisi 2010-12-17 16:04:34

I processi sono utili per stabilire la verità in base a fatti circostanziati e per l'ennesima volta l'On. Di pietro dovrà solo dimostrare la verità anche se sa che non sarà ancora sufficiente ma, tutto sommato, con le querele si rifà delle spese che deve affrontare e ci guadagna anche qualche cosa.
Quello che ritengo ingiusto è che si usino questi mezzucci per farsi pubblicità a spese della popolarità altrui ma, come risaputo, nel nostro paese i furbi sono ovunque, dovunque e comunque.

enrico della gatta 2010-12-17 13:36:51

Credo che in giudizio debbano essere chiamati a rispondere anche i componenti degli Organi di controllo e garanzia dell'associazione e dell'IDV, se proprio si vuole chiamare a responsabilità tutti i Dirigenti messi da Di Pietro per la gestione, anche secondo me, illegale dell'operazione legata ai finanziamenti pubblici.

alberico giostra 2010-12-17 02:30:31

Penso che il signor Maurizio Cortes non sappia nemmeno di che cosa scriva. Di quale denuncia di Storace va farneticando? Storace non ha mai denunciato Di Pietro, e la citazione che lei riporta è relativa alla richiesta di archiviazione del pm Pisani di cui si è discusso nell'udienza preliminare del 14 dicembre, il cui scarno testo io conosco benissimo. Se lei avesse almeno letto quello che con estrema impudenza accusa me di non conoscere si sarebbe accorto che a denunciare Di Pietro non è stato Storace, ma Elio Veltri, indicato come ex vicepresidente dell'Idv. Lei peraltro incorre in un altro grossolano errore quando parla di "sentenza di archiviazione", laddove si tratta di una "richiesta" di archiviazione sulla quale si deve ancora pronunciare il Gip. Che poi la richiesta verrà accolta lo sappiamo tutti benissimo, come sapevamo tutti benissimo che il Pm sarebbe arrivato alle conclusioni cui è arrivato. Quello che ripugna moralmente è il suo fregarsi le mani pensando alla denuncia e agli eventuali risarcimenti in sede civile che la magistratura attribuirà secondo lei a Di Pietro. E' da questo ignobile atteggiamento che si deduce che lei, (ammesso e non concesso che Maurizio Cortes esista davvero, dallo stile ricorda l'anonimo siciliano) altro non è che uno dei tanti tifosi dell'ex pm accecati da un odio ideologico indegno di un paese civile.

Maurizio Cortès 2010-12-16 22:01:32

Penso che Alberico Giostra, su questo argomento, scriva senza conoscere i precedenti processi relativi a queste contestazioni. Sulla denuncia di Storace l'On.Di Pietro è stato scagionato con formula piena (cosa che non succede per Berlusconi e la sua cricca, casta, amici del quartierino e compagni di merende. Trascrivo parte della sentenza di archiviazione da parte della Procura della Repubblica di Roma, pubblicata al seguente link in versione integrale e di cui non è stata data la stessa pubblicità della relativa denuncia da parte di Storace: http://www.antoniodipietro.com/2010/07/a_proposito_di_me.html

“dalla informativa della Guardia di Finanza e dalla documentazione acquisita è emerso che le quote elettorali maturate dall’anno 2004 all’anno 2007 sono state regolarmente versate sul c/c bancario acceso presso la Banca di Credito Bergamasco sito in Bergamo ed intestato al partito Italia dei Valori-Lista Di Pietro. Non appare configurabile, di conseguenza, una non trasparente gestione di tali fondi, atteso che gli stessi risultano depositati presso il conto corrente bancario intestato al partito, circostanza questa che non consente di ritenere ipotizzabile il delitto di cui all’art. 640 c.p. per assoluto difetto degli elementi oggettivi e soggettivi”. Il P.M. dice anche di più: “dalla documentazione acquisita emerge che i fondi erogati e depositati sul conto corrente di IDV non risultano poi essere transitati su altri conti intestati a diverse persone giuridiche”;
“dalla documentazione acquisita risulta che il codice fiscale è stato attribuito con provvedimento del Ministero delle Finanze al partito IDV: non può pertanto ritenersi falsa l’affermazione resa davanti al notaio di Roma in data 1.12.09 in quanto realmente quel numero di codice fiscale è stato attribuito al partito Italia dei Valori con provvedimento del Ministero delle Finanze fin dall’anno 2003. Si deve pertanto escludere l’esistenza di quelle condotte censurabili che si evidenziano nell’esposto, con conseguente insussistenza del reato di cui all’art. 479 c.p.”.

La denuncia di ElioVeltri, pertanto, farà la stessa fine di quella di Storace dopodichè scatterà la denuncia per calunnia da parte di Di Pietro che vincerà anche in sede civile (risarcimenti danni) come tutte le altre denunce.

Il Tribuno farebbe bene a pubblicizzare anche questa sentenza di archiviazione.

LA REDAZIONE 2010-12-16 17:45:03

Presto la memoria di Veltri sarà disponibile su questo sito.

Franco De Santis 2010-12-16 16:53:42

Sarebbe interessante poter leggere la memoria di Veltri.

 

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