Il Tribuno
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News by Dire
28 Dicembre 2010
AD ACERRA L'IDV NON ESISTE PIU'. UN ALTRO CAPOLAVORO DEL DUO FORMISANO & MARRAZZO.
SU 14O ISCRITTI 120 SE NE SONO ANDATI INSIEME AL LEADER LOCALE, VINCENZO FALCO, NEL PARTITO DAL 2000. CONFERMATO COMMISSARIO IL 15 OTTOBRE, DOPO APPENA 4 GIORNI E' STATO A SUA VOLTA COMMISSARIATO PER AVER OSATO PROPORRE COME ASSESSORE UN EX SINDACO DI RIFONDAZIONE COMUNISTA, ESPEDITO MARLETTA, NOTO A TUTTI PER LA SUA ONESTA'.
La premiata ditta Formisano & Marrazzo, autrice di una lunga seria di obbrobri politici che stanno distruggendo l'Idv in Campania, invece dell'ex di Rifondazione hanno voluto assessore, Antonio D'anna il cui deferimento avevano appena chiesto. Al posto di D'anna è entrato in consiglio comunale l'ex Ppi, Domenico Brasile, deferito nel 2005 per aver votato contro il partito e che nel 2009 ha sfiduciato la giunta di centrosinistra guidata proprio da Marletta.
Ad Acerra, la popolosa cittadina a nord di Napoli, l'Idv praticamente non esiste più. Su 140 iscritti si sono dimessi in 120. Hanno deciso di seguire il loro leader locale, Vincenzo Falco, (foto) nome storico tra i dipietristi campani, nel partito da 10 anni, uscito lo scorso novembre. La vicenda di Acerra ha qualcosa di incredibile, ma all'incredibile bisogna abituarsi quando si parla di Formisano & Marrazzo i due padri-padroni del partito in Campania. Vediamo i fatti. 

Nella cittadina di 56.000 abitanti resa nota dal famigerato termovalorizzatore, l'Idv fino allo scorso giugno ha fatto parte di una strana giunta: Pd, Idv, Udc, Adc (Pionati) più tre liste civiche di cui una di derivazione Pdl. Un'amministrazione destra-centro-sinistra, uno dei soliti pastrocchi tipici del trasversalismo politico del nostro mezzogiorno. Falco faceva parte della giunta in qualità di assessore all'urbanistica ma era stanco del non governo dell'amministrazione acerrana e come partito chiedeva un azzeramento della giunta e un allargamento della coalizione. Lo scorso giugno in occasione dell'approvazione del bilancio l'Idv decideva di non votarlo e a questa decisione decidevano di adeguarsi i due consiglieri comunali, Fausto La Montagna e Antonio D'anna. Lo stesso Falco, in contrasto con la politica urbanistica dell'amministrazione, restia ad applicare il Puc, il piano di urbanistica comunale approvato nel febbraio 2009 e rimasto lettera morta, il 10 giugno si dimetteva da assessore. Poi al momento della votazione  del bilancio, il primo fatto strano: La Montagna e D'anna, anzichè votare contro si astenevano, anzi uno di loro, si assentava al momento del voto. Nel partito iniziavano così le prime gravi turbolenze. Formisano & Marrazzo tuttavia confermavano la loro fiducia nel commissario del partito, ovvero lo stesso Falco, perchè in verità Falco non era mai stato votato come coordinatore cittadino, non ritenendolo i padri-padroni del partito necessario. Falco in ogni caso la verifica della sua popolarità l'aveva già sostenuta alle provinciali del 2004, quando aveva raccolto 4000 voti e alle politiche del 2001, quando di voti ne prese 5000. Ad Acerra insomma era un big anche lui. 

Tuttavia Falco mandava segnali precisi di non poter sopportare la situazione venutasi a creare ad Acerra con la ribellione alle indicazioni del partito dei due consiglieri, ma veniva ritenuto così importante che il senatore Di Nardo si scomodava per chiedergli di non dimettersi prima della visita di Di Pietro ad Acerra prevista per lunedì 18 ottobre. Addirittura il 15 ottobre Falco partecipava ad una riunione a Napoli nella quale veniva ribadita la fiducia del partito nei suoi confronti e veniva deciso il deferimento dei due consiglieri che avevano votato contro le indicazioni dell'Idv. Il 19 ottobre, dopo la visita di Di Pietro, il colpo di scena: Falco veniva commissariato. Quattro giorni dopo che gli era stata espressa piena fiducia. Che cosa era accaduto nel frattempo? Il 17 ottobre Falco aveva indicato come suo sostituto per la poltrona di assessore all'urbanistica del comune di Acerra un nome di fronte al quale Formisano & Marrazzo hanno perso i sensi: Espedito Marletta, ex sindaco della cittadina campana ma soprattutto ex di Rifondazione Comunista, un nome noto a tutti per la sua onestà e la cui giunta nel 2009 fu sfiduciata anche dall'allora consigliere comunale dell'Idv, Domenico Brasile, insieme alle destre locali, agli ambigui Verdi del posto e alla lista civica "Progetto per Acerra". Se poi aggiungiamo che Marletta nel 2009 aveva pubblicamente dichiarato di aver votato alle Europee per Luigi De Magistris, si capisce il perchè del crollo nervoso di Formisano & Marrazzo. Va ricordato che quest'ultimo ad Acerra alle ultime regionali ha raccolto la bellezza di 1200 voti, sostenuto, guarda caso, anche dalla lista civica, "Progetto per Acerra" presente in giunta. 

Ma la cosa più sconcertante è un'altra. Sapete i due padri-padroni del partito chi hanno voluto assessore all'urbanistica invece di Marletta? Quell'Antonio D'anna il cui deferimento avevano appena deliberato. Quello era il nome che volevano imporre a Falco. Al posto di D'anna in consiglio comunale è entrato Domenico Brasile ex Ppi, deferito nel 2005 per aver votato contro le direttive del partito. Uno che ha sempre detto di non riconoscersi nei valori di Di Pietro e la cui politica non ha mai condiviso. Anche in questo caso Formisano & Marrazzo hanno dato prova della loro fermezza. Alla fine del 2008 il consigliere regionale di Casandrino diceva a Falco: "se metti in lista ad Acerra, Mimmo Brasile è meglio che torni a fare l'insegnante". Dopo qualche mese Marrazzo richiamava Falco e gli chiedeva: "il prossimo anno si vota alle regionali, ho bisogno di tutti i voti possibili, fammi un piacere, candida Brasile". Per la cronaca Domenico Brasile è il cognato di Vincenzo Falco, ma i due hanno da tempo interrotto i rapporti anche a livello familiare. 

"Sono uscito dal partito al quale ho dato l'anima per dieci anni perchè ha tradito tutti gli ideali nei quali abbiamo creduto", dichiara al tribuno.com Vincenzo Falco. "Nel 2001 abbiamo fatto con Di Pietro una battaglia contro il termovalorizzatore di Acerra", prosegue Falco, "Tonino è venuto qui a tante manifestazioni popolari, poi il governo Prodi di cui è ministro che fa? Il Termovalorizzatore! Noi non siamo pregiudizialmente contrari all'impianto ma solo se è parte di una filiera che prevede una gestione corretta dei rifiuti. Se deve servire a bruciare il tal quale e rovinare la salute dei cittadini, come sospettiamo stia accadendo, allora dobbiamo opporci". E su Formisano aggiunge: "è lui il responsabile di una serie di cooptazioni di persone che sono venute nell'Idv solo per farsi gli affari propri. Ci ha fatto votare per De Gregorio e Borriello che sono tornati nel Pdl, ci ha fatto votare per Porfidia che adesso sta con Berlusconi, ci ha fatto votare per Maisto e Russo e pure loro se ne sono andati. E' lui che ha trasformato il partito in un tram nel quale si sale e si scende come se niente fosse". 








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Commenti
Gaetano Alvino 2010-12-30 15:30:48

all'amico Paolo Citarella rispondo con i fatti: Il Consigliere Urciuoli unico eletto alle comunali e' a pieno titolo nel partito avendo aderito e sposando in pieno la linea politica del coordinamento provinciale.
e' componente del coordinamento e partecipa alle riunioni con diligenza e dando un valido contributo alla crescita del partito. Nell'occasione rivolgo l'invito all'amico Paolo a partecipare attivamente all'attività del partito. Ciao a presto

paolo citarella 2010-12-30 11:08:52

Avete notizie sulla situazione di Avellino? pare che il dr. Urciuoli, unico eletto alle precedenti comunali, è osteggiato in tutti i modi dal partito "ufficiale" ...
saluti

Cecco 2010-12-29 19:26:58

Purtroppo chi va per questi mari questi pesci piglia. De Magistris e Alfano sull'onda della popolarita' dovrebbero costituire un partito proprio di tipo democratico, togliere quel 4% di voti da IDV che senza di loro non e' niente, e fare veramente il gran passo con un partito democratico e veramente attivo sul territorio oltre che giovane.

Pazienza, altri 50 anni di berlusconismo... ma si era capito dall'appoggio di IDV a Bassolino e Jervolino che la cosiddetta "unica opposizione" altro non e' che un progetto per sostituire un caporegime a un altro.

 

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