Il Tribuno
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"Il nostro Presidente non vuole dei leccapiedi. Ciò che vogliamo sono uomini indipendenti e integri che, una volta che avremo preso le nostre decisioni, concorderanno con ognuna di esse". Joseph Heller, "Gold" (1979)
 
News by Dire
La Redazione 17 Dicembre 2010
DALLE ALPI AL LILIBEO DALL'IDV E' TUTTA UNA FUGA.
OGGI PUBBLICHIAMO LA BELLA LETTERA DI DIMISSIONI DI GIGI SERRA, CONSIGLIERE COMUNALE DI QUARTU S.E., LA TERZA CITTA' DELLA SARDEGNA. "L'IDV E' UN PARTITO TELEVISIVO LEGGERO", SCRIVE, "SENZA RADICAMENTO NEL TERRITORIO E SENZA UN PROGETTO POLITICO CONDIVISO".
Serra descrive un partito dove "avere un'opinione diversa dal “Nostro Presidente” significa essere contro il “Nostro Presidente”, pertanto, dato che il “Nostro Presidente” ed i suoi luogotenenti sui territori sono il Partito, avere un opinione diversa significa essere contro il Partito". "Conosco iscritti", racconta Serra, "che se non sanno cosa pensa il “Nostro Presidente” su un argomento non si esprimono a riguardo, e, non appena sanno cosa lui dice a riguardo, difendono a spada tratta la sua “opinione”. E questo sarebbe il partito che vuol costruire l'alternativa al berlusconismo.

Alla cortese attenzione di Roberto Milia,

Segretario Provinciale Italia dei Valori

di Cagliari


E p.c.


Ai componenti del Coordinamento Provinciale

Italia dei Valori di Cagliari



Caro Segretario Provinciale con la presente ti comunico la mia intenzione di non rinnovare l’adesione all’Italia dei Valori per l’anno 2011.

I motivi di questa scelta sono gli stessi che mi hanno portato all’adesione all’Italia dei Valori nell’ottobre del 2009 quando, per la prima volta a 35 anni, presi la tessera di un partito politico.

Mi sono iscritto per combattere una concezione verticistica e personalistica dell’agire politico, per oppormi ad una visione plebiscitaria del consenso e per riportare la politica al suo vero scopo: la polis con le sue dinamiche ed i suoi problemi.

Mi sono iscritto ad Italia dei Valori perché contrario ai “partiti azienda” e mi sono ritrovato iscritto in un “partito azienda”.

 

Purtroppo un simile format di partito non permette l’emergere di una linea politica condivisa e discussa dalla base degli iscritti perché tutto “discende dall’alto”: il paradigma utilizzato nell’Italia dei Valori impone a chi sta alla base di adeguarsi alle decisioni del vertice penalizzando l’istituzione partito come luogo di discussione e confronto.

 Nei fatti è il partito del “Nostro Presidente” e dei suoi luogotenenti sui territori.

 

Trovo politicamente legittima la scelta di una simile gestione verticistica da parte di chi “comanda” il partito a livello nazionale e regionale cosi come trovo legittimo privilegiare logiche interne ai partiti piuttosto che le esigenze reali della cittadinanza nel prendere le decisioni, ma trovo al contempo politicamente legittima anche la scelta di chi, come il sottoscritto, concepisce la politica in maniera diversa.

Nulla di personale, ma politicamente sono in disaccordo sulla gestione del partito.

 

Ma non è solo una questione di metodo ad impedirmi di rinnovare l’adesione all’Italia dei Valori.

 

Esiste un grosso vulnus all’interno del partito rappresentato dall’assenza di contenuti politici specifici per “il territorio”. Nel merito delle questioni e della politica vera e propria non posso neppure esprimermi perché il dibattito è completamente assente dal partito. Non esiste una linea politica discussa e condivisa; non esiste un progetto politico complessivo.

L’Italia dei Valori è un partito “televisivo”, “leggero”, non radicato sul territorio e privo di una propria identità politica. Ma soprattutto è un partito (ma sarebbe forse meglio dire un “gruppo di gestione”) che ha scelto di proposito questa impostazione partitica: tutto ciò quindi non è frutto del caso ma corollario di una scelta precisa operata dal vertice.

 

Quella che in apparenza può sembrare una fase “transitoria”, una sorta di start-up, si rivela invece la vera natura dell’Italia dei Valori: una gestione straordinaria continua la cui proposta politica si riduce sempre a slogan e colpi di teatro “nazionali” che si riflettono attraverso il medium televisivo nei “territori” e nei quali tutto ciò sopperisce ad una vera politica territoriale e nasconde una fragilità strutturale ormai cronicizzata.

 

Come spiegare altrimenti i risultati delle elezioni europee rapportati con quelli comunali e regionali?

Nelle Europee il sistema elettorale privilegia il voto di opinione ed il meccanismo forzato delle candidature civetta del “Nostro Presidente” in tutti i collegi ha fatto il resto.

 

George Orwell ne “La fattoria degli animali” aveva già profetizzato la precarietà politica continua come metodo di governo: il “Nostro Presidente” assomiglia sempre più ogni giorno che passa al protagonista del libro, “Napoleone”.

 

Italia dei Valori assomiglia ad un “partito in franchising” che dipende totalmente dalle comparsate televisive del “Nostro Presidente”. Avete notato come nessun altro è il rappresentante del verbo del Partito? Ma è possibile che nessun altro “politico IDV” possa parlare a nome e per conto del partito?

 

A meno che non si ritenga che le due uscite annuali dell’On. Donadi a Porta a Porta siano “parlare per conto dl partito”!

 

Molti sembrano non accorgersi che questo meccanismo è pericoloso: se finissero le apparizioni del “Nostro Presidente” a Ballarò ed Annozero l’Italia dei Valori scenderebbe nei sondaggi d’opinione; se Michele Santoro o Giovanni Floris cominciassero ad invitare Niki Vendola tutte le settimane, smettendo al contempo di invitare il ”Nostro Presidente”, il meccanismo mediatico si svelerebbe in tutta la sua evidenza.

 

 C’è stato un altro partito politico italiano che ha avuto una dinamica simile: vi ricordate il Partito Radicale?

Se Pannella e Bonino “non vanno” in televisione, i Radicali non esistono, non hanno voti. E se le parti si invertissero tra Pannella e Di Pietro in termini di presenza televisiva? Il sistema elettorale attuale, il Porcellum, favorisce smaccatamente i “partiti televisivi”. Se si tornasse al precedente sistema, il Mattarellum, le dinamiche sarebbero completamente diverse a causa della presenza dei collegi uninominali.

 

In un simile format la linea del partito è nota ai militanti dalla stampa e dalla televisione e non scaturisce da un confronto ed un dibattito interno al partito: non è il “Nostro Presidente” (ed i vari luogotenenti sui territori che ne rappresentano la longa manus regionale) a rapportarsi con i militanti ed a parlare “di conseguenza”, ma accade esattamente il contrario: lui mette il tema e gli iscritti si adeguano.

Ciò determina situazioni paradossali: conosco iscritti che se non sanno cosa pensa il “Nostro Presidente” su un argomento non si esprimono a riguardo, e, non appena sanno cosa lui dice a riguardo, difendono a spada tratta la sua “opinione” come fosse un assioma matematico: ciò che dice lui è “Epìsteme” quello che dicono gli altri è “Doxa”.

 

Anzi accade di peggio.

 

Avere un'opinione diversa dal “Nostro Presidente” significa essere contro il “Nostro Presidente”, pertanto, dato che il “Nostro Presidente” ed i suoi luogotenenti sui territori sono il Partito, avere un opinione diversa significa essere contro il Partito.

 

Alla “Partitocrazia” della prima repubblica si è sostituita la “Presidentocrazia” della seconda, assistiamo ad una regressione politica complessiva che abbraccia quasi tutto l’arco costituzionale: il partito politico come moderna tribù ed il capo come totem mediatico; le sue opinioni sono taboo e chi la pensa diversamente è, nel migliore dei casi, un seminatore di discordie. Si confonde l’autorevolezza con l’autorità.

 

La democrazia è qualcos’altro rispetto a tutto ciò.

In un’altro partito azienda un’altro “Presidente” usa dire ghe pensi mi.

 

Nell’Italia dei Valori ho notato che manca sia la volontà di creare un contenitore degno di questo nome, sia la volontà di riempirlo di contenuti.

 

L’Italia dei Valori è un partito senza passato e senza futuro che vive la politica nella sola dimensione del presente.

 

Purtroppo in tal modo il presente è solo l’occasione della ricerca di un po’ di consenso quotidiano in più a seconda della circostanza: l’Italia dei Valori è un partito che tira a campare con continui scatti di reni senza un progetto politico complessivo, è un partito organico a questa situazione politica (nelle scienze naturali esiste un termine per descrivere tutto ciò: simbiosi) che non guarda al futuro perché non vuole superare né l’anti-Berlusconismo di maniera né il DiPietrismo.

 

Per tutte queste ragioni non intendo rinnovare l’adesione all’Italia dei Valori per l’anno 2011.

 

Salve atque vale, Gigi Serra Quartu Sant’Elena, 14 Dicembre 2010

 

P.S. Spero che tu abbia compreso, caro Roberto, che le mie sono solo considerazioni politiche e che non nutro nessun risentimento personale nei confronti di chicchessia, anche se ha opinioni diverse dalle mie.

Spero che il fairplay sia reciproco.





La Redazione

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Commenti
Andrea Murru 2011-11-24 18:09:16

L'importante è partecipare......


IDV: TRIBUNALE VIETA USO NOME 'ITALIA DEI VERI VALORI'

(ANSA) - CAGLIARI, 22 NOV - Il nome 'Italia dei Veri Valori' e' abusivo e dunque non potra' piu' essere legittimamente utilizzato. Lo ha deciso il Tribunale di CAGLIARI dando ragione all'Italia dei valori che si era rivolta alla magistratura perche' si era detta danneggiata in campagna elettorale dall'uso del nome molto simile a quello del partito di Di Pietro. Inibito anche l'utilizzo nella forma abbreviata Idvv e nelle declinazioni territoriali (Sardegna dei veri valori, Carbonia dei Veri valori, CAGLIARI dei Veri Valori, ecc.).
Soddisfatto il segretario regionale dell'Idv Federico Palomba. 'Abbiamo avuto giustizia - commenta - La decisione spazza via i tentativi di destabilizzazione del partito che hanno destato confusione facendo apparire una inesistente realta' scissionistica proprio mentre Idv e' in crescita.
L'utilizzo abusivo del simbolo - spiega Palomba - ha infatti arrecato grave danno al partito nelle competizioni elettorali del Sulcis, dove l'aggressione e' stata particolarmente virulenta, e per il comune di CAGLIARI'. 'Ci riserviamo di chiedere i danni - annuncia il capogruppo nel comune capoluogo Giovanni Dore, che ha patrocinato la causa legale contro Idvv - Quel che e' certo e' che nelle prossime competizioni elettorali non avremo un competitore 'ombra''. (ANSA).

Mimmo Genchi 2010-12-20 21:36:49

@ Gigi Serra

Matera come Quartu Sant’Elena, e, come sembra, come tutto il resto d’Italia. Il grande bluff dell’Italia dei Valori continua, senza soluzione di continuità, ad allontanare i migliori! Pubblichiamo con piacere la lettera di dimissioni dal partito di Gigi Serra, le cui motivazioni sottoscriviamo al 100%.
Non mollare, Gigi, e sopratutto non dimetterti dalla carica di Consigliere Comunale, ma porta avanti in Consiglio quelle istanze per le quali, purtroppo vanamente, avevi deciso di iscriverti in IdV.

http://www.circologiugni.it/attualita/414/

Gianluigi Serra 2010-12-20 09:56:18

@ Mimmo Genchi certo che puoi usare le mie parole, siamo un paese libero!! Ti raccomando soltanto una cosa: non stravolgerne il senso.

sardegna dei veri valori 2010-12-19 19:02:22

Il discorso delle deleghe mancanti è avvolto da una nube densa. Ma preferisco non prendere tutto per oro colato.

Giorgio Benfatti 2010-12-18 22:59:03

Perdere il congresso quando chi sta al timone accetta o diniega i tesserati a secondo del suo comodo, spariscono decine di delegati, si usano truppe cammellate, etc... è inevitabile.

sardegna dei veri valori 2010-12-18 21:31:40

Signor a.serra lei mi sembra bene informato, peccato che il fatto che il consigliere serra si fosse proposto come candidato sindaco a quartu fosse un fatto che possono conoscere solo gli iscritti al circolo di quartu o il segretetario regionale, peccato che dietro questo fatto ci sia una storia particolare che qualcuno pensava di usare per un proprio tornaconto, io comunque non posso non lodare il fatto che il consigliere serra per attaccamento al partito abbia partecipato al congresso regionale, pur perdendolo cosi come l'ho perso io, ma l'importante è partecipare per me, e anche vivere onestamente.

massimo laccisaglia 2010-12-18 19:45:16

Perchè mai Gigi Serra dovrebbe dimettersi dalla carica di consigliere?

E' stato legittimamente eletto.
E' fedele agli ideali IDV per cui presumiilmente è stato eletto.
Di questi ideali vuole continuare a farsi portatore, ma, non trovando nel partito
allineamento fra i comportamenti del gruppo dirigente e gli ideali a parole propugnati,
decide di lasciare il partito. Mi sembra coerente.
Tra l'altro non è solo. Quasi tutta la base territoriale in Sardegna sta abbandonando
IDV, non trovandosi più a proprio agio nel feudo personale di Di Pietro.
Corretto che la fedeltà sia nei confronti dei VALORI e non del PRESIDENTE del partito.
Tutta la mia simpatia a Gigi Serra e alla nascente ITALIA DEI VERI VALORI.
Massimo Laccisaglia, NESSUN PARTITO
massimo.laccisaglia@nessunpartito.it

a.serra 2010-12-18 15:04:43

Da quello che il sig. Serra ha scritto parrebbe una persona degna ma senza dimissioni anche dal consiglio comunale, si farebbe strada l'ipotesi di una elezione studiata a tavolino (mumble vediamo entro a Settembre in Idv mi faccio eleggere e poi continuo a fare quello che mi pare, uso quel partito che piu' di tutti mi garantirebbe l'elezione). Quindi adesso se è un uomo politicamente responsabile a cui non piacciono i giochetti strani......si dimette dal consiglio, oppure non gli resta che creare il gruppo misto scilipoti e restare un quaraqquaquà senza dignità!

Marco Busacca 2010-12-18 13:07:18

E' sempre così i dipietristi quando non sanno che pesci pigliare ti chiedono di dimetterti anche dal tuo ruolo istituzionale farneticando di aver preso le preferenze per merito di IDV.
Non dicono mai quando fanno pressioni con richieste di dimettersi per far entrare al tuo posto amici vicini come sosteneva il capogruppo NOI SUD ad una trasmissione di MATRIX.

Lorenzo Trento 2010-12-18 10:52:28

Caro "A. Serra", i valori che hanno attratto Gigi e che indubbiamente porta con sé sono la merce che i suoi elettori hanno comprato. Essi hanno voluto Gigi e quello che rappresenta in consiglio comunale. E' quindi giusto e corretto da parte sua, una volta scoperto l'inganno valoriale di IDV, tirarsene fuori. Quello che lui ha rappresentato e rappresenta per l'elettorato, invece, rimane, perché lui non ha tradito i suoi elettori come invece IDV sta facendo con gli iscritti. E' quindi giusto che Gigi rimanga al suo posto, per rispettare il volere degli elettori, che in LUI e nei SUOI valori hanno creduto: che muoia solo IDV e quello che rappresenta.

a.serra 2010-12-18 10:37:24

Troppo comodo sig. Serra: entri in IDV e ti proponi addiritura come candidato sindaco, ti fai eleggere consigliere anche con i voti della lista idv , ti autosospendi dal partito ma partecipi al congresso regionale perdendolo e poi ti dimetti dal partito! Se sei veramente uno tosto dimettiti anche da consigliere comunale, allora si che saresti coerente. In caso contrario sarai solo uno dei tanti scilipozzi o ratti un quaqquaraquà senza dignità!

Valerio Chiezzi 2010-12-18 00:46:48

Onore a chiunque agisce in nome e in conseguenza delle proprie idee.

Mimmo Genchi 2010-12-17 22:47:24

Era il 4 gennaio 2010, a Matera succedeva questo:

http://www.circologiugni.it/comunicati-stampa/il-circolo-gino-giugni-non-rinnovera-ladesione-a-idv-nel-2010/

Avevamo previsto tutto, e tragicamente si è avverato tutto quello che avevamo previsto.

@ Gigi Serra: complimenti per la lucidità dell'analisi condivisibile al 100%! Possiamo pubblicarla sul nostro sito www.circologiugni.it?

stefano deiana 2010-12-17 22:30:55

Dalla parte di Gigi Serra...la sua è stata la bella favola del giovane che con impegno e dedizione riesce a entrare nel consiglio comunale di una cittadina di circa 70.000 abitanti...boicottato dai poteri forti del partito...

Marco Busacca 2010-12-17 16:30:43

Per testimonianza e solidarietà pubblico la lettera delle mie dimissioni avvenute il 13 Novembre 2010
siamo sempre di più



LETTER DÌ DIMISSIONI



All’Ufficio Nazionale Organizzativo
Via Santa Maria 12 Roma
On. Ivan Rota

Alla Segreteria Regionale Lombardia
Via Felice Casati 1/a Milano
On. Sergio Piffari

Al Segretario Provinciale Varese
Via Marcobì 10
Sig. Marco Bertoldo



Lo scrivente Marco Busacca Consigliere Comunale in Azzio (Varese) con la presente comunica le proprie dimissioni dal Partito ITALIA DEI VALORI- LISTA DI PIETRO dimissioni con immediata esecuzione.

Ormai da qualche tempo le polemiche in provincia e le condizioni politiche mi hanno portato a riflettere sulla mia permanenza nel partito, condizioni ormai insostenibili per chi ha sempre creduto nella lealtà e correttezza sia politica ma sopratutto umana.

Ho cercato fino in fondo di lavorare per un cambiamento e portare una ventata nuova di aria fresca senza riuscirci, ho sempre vissuto la mia vita mantenendo la schiena dritta e la testa alta, ed è per questo che ho deciso di dimettermi dal partito.





Ps. “ Seguirà Raccomandata A/R






Distinti Saluti
Marco Busacca addì 13 novembre 2010

Alex Furlan (Veneto dei VERI Valori) 2010-12-17 16:05:27

SIAMO TUTTI GIGI SERRA!!!

 

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