Il Tribuno
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"Il nostro Presidente non vuole dei leccapiedi. Ciò che vogliamo sono uomini indipendenti e integri che, una volta che avremo preso le nostre decisioni, concorderanno con ognuna di esse". Joseph Heller, "Gold" (1979)
 
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La Redazione 10 Dicembre 2010
FUORI UN ALTRO. MIRCO CESARETTI, CONSIGLIERE PROVINCIALE IDV DI ANCONA, ABBANDONA IL PARTITO.
DAL CENTRO ALLA PERIFERIA ORMAI PER L'IDV E' UN'EMORRAGIA CONTINUA. ESASPERATO DALLA DITTATURA DEL LEADER MARCHIGIANO FAVIA, CESARETTI E' PASSATO AL GRUPPO MISTO MA CONTINUERA' AD APPOGGIARE LA GIUNTA DI CENTROSINISTRA. "IN QUESTO PARTITO" DENUNCIA, E' IMPOSSIBILE PROGETTARE E REALIZZARE UN NUOVO SVILUPPO E UN NUOVO FUTURO PER LA NOSTRA GENTE". IN APPENDICE LA LETTERA DI DIMISSIONI DAL DIRETTIVO DI MACERATA DI BARBARA ARCHERI: "QUELLO CHE HO VISTO LETTO E SENTITO DELL'IDV MI BASTA".
Nell'Idv marchigiano per Cesaretti, "manca qualsiasi forma di democrazia interna. Il leaderismo di David Favia imperversa da quando, profugo di Forza Italia prima e dell’UDEUR di Mastella poi, è stato accolto in questo Partito, dove ha sistematicamente sostituito i dirigenti preesistenti, con i suoi fedelissimi che l’han sempre seguito in tutte le sue “migrazioni”. La regola è la cieca obbedienza dei quadri e l’uso strumentale del consenso politico che diventa così il vero fine di ogni azione e di ogni scelta". L'unico errore che Cesaretti commette è di pensare che quella marchigiana sia una deviazione rispetto alla virtuosa realtà nazionale dell'Idv. Non ha ancora capito che Di Pietro il partito lo vuole così. Tanto per rifarsi una verginità gli basta andare in Tv.

Mirco  Cesaretti, Consigliere provinciale Ancona, esce dall’IDV ed aderisce al gruppo misto.

La ragione è l’impossibilità di conciliare gli ideali espressi dal partito nazionale con una leadership locale – tra l’altro uscita vincente dal Congresso Regionale – che per i metodi e la sostanza nulla hanno a che vedere con il frame nazionale.

“Fossi stato un politico di mestiere” citiamo Mirco Cesaretti, “avrei potuto come tanti facilmente ed opportunisticamente accodarmi, traendone sicuramente cospicui benefici politici, come hanno fatto le numerose “acquisizioni” delle varie campagne acquisti dell’IDV attuate in questi ultimi mesi”.

Con la sua decisione, Cesaretti intende fissare un punto di discontinuità e dire”…BASTA ad una gestione locale del Partito in stridente contraddizione di metodo e di merito che caratterizza da sempre la gestione di David Favia. L’IDV marchigiana “– aggiunge ancora -“ “è un Partito dove manca qualsiasi forma di democrazia interna. 

Al di la della forma, quello che proprio è del tutto assente è la partecipazione politica e democratica degli iscritti alla formazione delle opinioni e delle decisioni. Tra l’altro “-ricorda Cesaretti-” il leaderismo di David Favia imperversa  da quando , profugo di Forza Italia prima e dell’UDEUR di Mastella poi, è stato accolto in questo Partito, dove ha sistematicamente sostituito i dirigenti preesistenti, con i suoi fedelissimi che l’han sempre seguito in tutte le sue “migrazioni”. La regola è la cieca obbedienza dei quadri – che è gradito pensino il meno possibile – e l’uso strumentale del consenso politico che diventa così il vero fine di ogni azione e di ogni scelta, e cioè il consenso è importante perché serve a pretendere le posizioni di potere, attraverso le quali si fa ulteriore consenso ottenendo in questo modo ulteriori posizioni di potere. Insomma una politica “-secondo il Consigliere Provinciale-“ trita e ritrita di cui non se ne può più!”

Il Problema che evidenzia Cesaretti è che, in questo modo di fare politica, “ non c’è spazio per progettare e realizzare un nuovo sviluppo, un  nuovo modello economico, insomma un nuovo futuro, per la nostra gente”.

Quando i problemi delle  persone sono solo”occasioni” per catturare il consenso, siamo in una politica di bassissimo profilo, che ne altera profondamente lo stesso significato civile e che inquina e distrugge in maniera irreparabile l’idea stessa di delega politica, di cui stravolge proprio il rapporto di fiducia cittadino - rappresentante”.

Con questa decisione, Cesaretti intende rimettersi in gioco: “ Per opporsi a questo modo dilagante di pensare la politica e provare ad invertire la tendenza bisogna impegnarsi in prima persona,correndo i propri bravi rischi come – ad esempio – quello di essere estromessi dal sistema, e cercare  altri soggetti dotati della necessaria consapevolezza, grinta e determinazione con i quali fare massa critica per provare a riportare le cose al loro senso originale e dare un senso al voto degli elettori”.

Ad esempio- continua Cesaretti- tanto per citare un caso che è sotto gli occhi di tutti, non è possibile condividere ciò che è stato fatto alla città di Ancona dove prima si è sostenuta e voluta la giunta Gramillano e poi- grazie ad una pesante campagna acquisti senza scrupoli- la si è affossata con il solo fine di ottenere più posti e più potere, magari preparandosi a subentrare quando la situazione sarà giudicata matura!.

“Il mio percorso politico”- conclude Cesaretti- “ non finisce qui ma da qui prende un nuovo inizio”.

La politica sta cambiando: occorre la sensibilità per superare antichi schieramenti che oggi – con la scomparsa delle ideologie purtroppo sostituite da un leaderismo che ha prodotto solo guai – non hanno più molto senso. L’identità di una formazione politica  si costruisce unicamente sui contenuti e quindi sui programmi, le cose da fare e le persone che su quelle cose sono disposte ad impegnarsi. Su  questo è possibile ricostruire una identità politica , su questo ha un senso andare a raccogliere il consenso per il fare.

Per quanto riguarda le esternazioni del Cons. Regionale Silvetti riguardante un terzo polo in Consiglio Provinciale con un ex IDV, Cesaretti dice “ di non sapere niente.”

Aggiunge “ sto lavorando ad un intergruppo in maggioranza che possa porre all’attenzione della Presidente alcune priorità prima della fine del mandato”.

Inoltre mette in evidenza “Da oggi sono un Consigliere Provinciale del Gruppo Misto, come è ovvio sto seguendo l’evoluzione della Politica a livello Nazionale e sono interessato a tutto ciò che possa portare ad un cambiamento della politica attuale che non mette in primo piano i veri problemi del Paese”.

Per la sua attività in Consiglio Provinciale, Cesaretti conclude affermando che “..il mio disimpegno da IDV e l’ adesione al gruppo consiliare misto non cambieranno una virgola nel tipo di collaborazione ed appoggio che sino ad oggi ho garantito a questa maggioranza e che, quindi, continuerò a garantire. Non è mai stato un appoggio incondizionato: le mie posizioni future saranno le mie, come sempre ed adesso ancora di più, e le deciderò di volta in volta secondo il merito e la mia coscienza”.


 
Cesaretti: “Basta con Favia, dico addio all’Idv”PDFStampaE-mail

“E’ ora di dire basta alla locale gestione personalistica del partito, che per metodi e sostanza nulla ha a che vedere con gli ideali espressi dall’Italia dei valori a livello nazionale”. 

Sono parole al veleno quelle pronunciate da Mirco Cesaretti, consigliere provinciale di Ancona, il giorno del suo addio all’Idv per passare al gruppo misto. E il bersaglio principale è proprio il segretario regionale dell’Italia dei valori, David Favia.


“Pur avendo sino a un mese fa un altro segretario, la sezione marchigiana del partito è stata di fatto in mano a Favia fin dalla sua elezione alla Camera. Da allora ha imperversato, arrivando a sostituire sistematicamente i dirigenti preesistenti con i suoi fedelissimi ,che lo hanno seguito in tutte le sue migrazioni da Forza Italia all’Idv”.

 Ora, secondo Cesaretti, l’Idv marchigiana è un partito dove manca qualsiasi pratica di democrazia interna, essendo del tutto assente, al di là della forma, la partecipazione degli iscritti alle decisioni.

 “La regola è la cieca obbedienza dei quadri, alla quale si aggiunge l’uso strumentale del consenso politico, che diventa così il vero fine di ogni azione e di ogni scelta. Il consenso è infatti importante perché serve a pretendere le posizioni di potere”. 

I problemi delle persone diventano dunque solo occasioni per catturare il consenso. “Invece di tentare di risolvere le questioni, si cavalca il malcontento per ottenere delle cariche. Un esempio è la città di Ancona, nella quale si è prima sostenuta la giunta Gramillano e poi, dopo una campagna acquisti senza scrupoli, la si è affossata con il solo fine di ottenere più posti di potere”. 

Metodi, questi, che Cesaretti non condivide e che lo hanno portato all’addio. “Con la mia decisione non rinnego la cornice valoriale espressa dal partito a livello nazionale. 

Del ventilato terzo polo in consiglio provinciale costituito da Fli, Udc, Api e un ex Idv non so niente. Confermo invece il mio appoggio alla maggioranza, all’interno della quale intendo formare un intergruppo che porti all’attenzione del presidente alcune priorità da affrontare in questi ultimi mesi di mandato”.


LA LETTERA DI DIMISSIONI DI UN'ELETTA DEL COORDINAMENTO PROVINCIALE DI MACERATA.



 

San Ginesio, 11 Dicembre 2010

 

 

Egr. on. Presidente Antonio Di Pietro, mi chiamo Barbara Archeri, abito nella provincia di Macerata e Le scrivo oggi che è il mio compleanno per comunicarLe le mie dimissioni dal direttivo provinciale IDV di Macerata e per revocare l’iscrizione al partito nel quale sono stata iscritta dall'Aprile 2009.

 

A differenza di altri iscritti recentemente usciti dal suo partito, questa per me non è per niente una decisione sofferta, anzi, la sofferenza era nel rimanere all’interno di un direttivo provinciale incapace, tra le altre cose,  di affrontare il problema dell’uscita di quasi 60 iscritti che corrispondono ad ¼  degli iscritti di tutta la provincia di Macerata.

 

L’immobilismo nell’affrontare questo discorso è forse la goccia che ha fatto traboccare un vaso ormai da tempo colmo. Certamente ad un partito in cui il direttivo provinciale serve solo per far numero, non è neanche lontanamente possibile chiedere ai vertici regionali e non, una profonda autocritica nel metodo in cui si sta portando avanti una linea politica improntata sul peggior berlusconismo, ma almeno una seria riflessione forse si sarebbe potuta fare in un direttivo provinciale convocato appositamente. Capisco che ormai le politiche incombono e non sta bene, davanti alla sfilata di pezzi da 90 provenienti da Roma, dar spazio al dissenso, forse si crede sia meglio nascondere la polvere sotto il tappeto. Pazienza.

 

Per quanto mi riguarda, on. Presidente la ringrazio comunque perché questa esperienza mi ha portato a conoscere persone, ormai ex iscritti IDV,  con cui collaboro attivamente allo scopo

di fare informazione e formazione culturale in  provincia, organizzando incontri pubblici di vario genere,  perché sa, noi qui dal basso i malumori della gente li sentiamo meglio di chi sta molto più in alto.

 

P.S. prego gentilmente la segreteria del suo partito di astenersi dall’inviarmi messaggio alcuno.

Quello che ho visto, letto e sentito dell’IDV mi sono sufficienti.

 

Cordialmente.

 

                                                                                        Barbara Archeri.

 

 

  


 








La Redazione

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Commenti
Alberto Pacetti 2010-12-27 17:47:15

Non conosco questo Mirco Cesaretti e la sua storia politica ma conosco bene ( purtroppo ) quella di Favia.
Ho perso il conto di quanti voltafaccia ha fatto nella prima e seconda repubblica pur di avere una poltrona ed è quello che sta facendo da tempo ad Ancona ricattando e condizionando l'amministrazione comunale tanto che dalle elezioni del giugno 2009 (oltre un anno e mezzo) ancora devono essere fatte alcune nomine paralizzando di fatto l'attività politica del consiglio comunale e delle municipalizzate servizi ( minacciando continuamente la crisi se non viene accontentato con la poltrona richiesta).
Personalmente ho sempre sostenuto Di Pietro e l' IDV ma da questo momento il mio voto se lo può scordare a meno che non cambi radicalmente il movimento dando spazio a nuovi volti e cacciando questi vecchi trasformisti anche se mi sembra poco probabile.
Il grande errore di Di Pietro è stato proprio quello di imbarcare sempre personaggi in base a quanti voti portavano e non alle idee che avevano perchè le idee bastavano le sue.

serena 2010-12-12 19:45:43

Il leaderismo dei dirigenti idv basato su aria fritta e discussione dei problemi niet è una malattia da cui si guarisce, prima o poi li conosci e poi li eviti, non serve vincere o no uno strapuntino perchè di promesse se ne fanno a bizzeffe, ma partecipare e rimanerne delusi

la redazione 2010-12-11 20:58:32

caro Marco, l'anonimo siciliano è una persona molto addentro all'Idv che ha usato dei "proxi" di altri server in modo di fatto illegale, piratesco, per rendersi irrintracciabile. Esiste infatti un sito che offre una serie di indirizzi di server "bucabili" e il nostro anonimo siciliano li ha usati per venire qui a diffamare e insolentire sapendo di essere irrintracciabile. Come vedi dopo che è stato scoperto è scomparso. Per come era informato su vicende disparate è sicuramente un dirigente dell'Idv.

marco 2010-12-10 22:14:06

Spett. Redazione che dignità morale potrebbe avere uno che spara scemenze senza neppure capire quali e quante.
Forse gli attacchi subiti in settimana si possono riportare anche a questo personaggio?
Dici che qualcuno che ti vuole bene abbia commisariato a chi possiamo immaginare esperti in informatica di mettere indifficoltà questo spazio?

la redazione 2010-12-10 17:39:14

Marco: in effetti l'anonimo siciliano che da qualche giorno sta tempestando di commenti questo sito minacciando anche querele come i veri dipietristi sanno fare, deve essere uno strano personaggio. I suoi ultimi tre commenti sono stati postati rispettivamente dalla città di Ogden nello stato dello Utah (Usa), da Seattle (Washington) e da San Jose (California). Abbiamo anche i nomi dei server dai quali sono stati inviati ma si tratta di aziende private e li tuteliamo. Chi sei anonimo siciliano? Hai la dignità morale di rivelare la tua identità?

marco 2010-12-10 16:08:49

Porti come prova alla tua tesi le dichiarazioni del responsabile provinciale IDV?
Che cosa avrebbe dovuto dire secondo te?
Mi chiedo anonimo siciliano se sei veramente siciliano perché vedi io, lo sono da generazioni e certe considerazioni solo per essere bastian contrario non le ho mai sentite fare da nessuno che abbia buon senso.
La tua tesi dovrebbe essere siccome avevi esperienza politica già in precedenza e la causa sarebbe avere militato nell'Udeur allora non sei un buon amministratore e sei un traditore o sbaglio?
Ti consiglio di controllare tutti gli esponenti IDV sia Nazionali sia locali e controllare da quale esperienza politica arriva scommetto che resteresti allibito.

marco 2010-12-10 15:58:00

Carissimo anonimo siciliano mi chiedo come sei messo?
visto che ti senti paladino dell'IDV perchè non ti candidi potrai così salvare tutta l'umanità e buona parte del IDV

anonimo siciliano 2010-12-10 15:39:18

Un altro folgorato dalla dittatura IDV.
Peccato che non se ne sia accorto quando, nel marzo 2010, si è candidato alle Regionali nella LISTA IDV, arrivando miseramente 4° con 722 preferenze.
Allora Favia non era un dittatore e IDV non era un covo di malfattori.
Poi, causa mancata elezione, il prode Cesaretti ha aperto gli occhi e ha capito che non poteva più restare in IDV !!!!
E si che un pò di esperienza doveva avercela, visto che è diventato Consigliere Provinciale nel Collegio di Filottrano, IN QUOTA UDEUR, da segretario del PD locale !!!!
Trovate qui la versione del Segretario Provinciale IDV di Ancona.
http://www.vivereancona.it/index.php?page=articolo&articolo_id=272346

 

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