Il Tribuno
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"Il nostro Presidente non vuole dei leccapiedi. Ciò che vogliamo sono uomini indipendenti e integri che, una volta che avremo preso le nostre decisioni, concorderanno con ognuna di esse". Joseph Heller, "Gold" (1979)
 
News by Dire
La Redazione 16 Dicembre 2010
IN 21 SE NE VANNO DALL'IDV DI RIMINI. "IL PROGETTO POLITICO DI DI PIETRO E' FALLITO".
"CI SIAMO AVVICINATI ALL'IDV ATTRATTI DA UNA POLITICA DI FORTE OPPOSIZIONE", SCRIVONO I MILITANTI CHE HANNO STRAPPATO LA TESSERA. "VI ABBIAMO INVECE TROVATO ARRIVISTI E OPPORTUNISTI DI OGNI ESTRAZIONE PER LO PIU' IMPOSTI DALL'ALTO CHE HANNO TROVATO LA SCORCIATOIA PER LE LORO AMBIZIONI".
Ogni giorno che passa cresce la consapevolezza della parte migliore dell'Idv che è ormai impossibile restare in un partito che in poco tempo ha assimilato tutti i peggiori difetti della politica italiana. Nel documento dei 21 di Rimini emerge in modo bruciante come Di Pietro sia il principale responsabile delle contraddizioni e del fallimento dell'Idv. Si tratta dunque di un contributo di estrema lucidità destinato a lasciare il segno. E ci sono critiche anche per Luigi De Magistris, stigmatizzato per non aver saputo interpretare il vistoso disagio di tanti militanti.
CANCELLAZIONE DALLA LISTA DEI TESSERATI IDV E DIMISSIONI DAI RUOLI RICOPERTI


"..La politica – sostiene De Magistris - ha i mezzi per comprendere se le persone che devono formare la dirigenza sono o non sono eticamente all'altezza..''.
Vorremmo aggiungere anche capaci! I vari Carrara, De Gregorio, Scilipoti, Razzi, Porfidia sono alcuni dei nomi che dimostrano la sconfitta del progetto politico chiamato Italia Dei Valori, già descritta e denunciata da Flores D’Arcais nell’esemplare cronaca del 2009, su MicroMega. Gente che non esita al compromesso pur di conservare o consolidare propri interessi e non serviva il curriculum per capire chi fossero. Chi li ha nominati ne porta la responsabilità.
Ignazio Marino e Antonio Di Pietro, le due “speranze” alle quali D’Arcais si appellava nell’editoriale, per ragioni diverse, hanno fallito, anche se sul primo pensiamo si possa ancora contare.
Noi che ci siamo avvicinati all’IDV attratti da una politica di opposizione forte, chiara e convincente, oltre che dalle candidature eccellenti delle europee, eravamo convinti di trovare qui la sede per costruire insieme e dal basso un progetto di rinnovamento capace di ridare voce alla gente e al territorio.
Vi abbiamo invece trovato opportunisti e arrivisti di ogni estrazione, per lo più imposti dall’alto, con una singolare presenza di ex di qualcosa, che qui hanno trovato la scorciatoia per le proprie ambizioni.
I valori e le idee sbandierate nelle piazze mediatiche, nel chiuso delle segreterie, sono evaporati alla prova dei fatti, segnati dal disinteresse o dall’Incapacità della dirigenza di elaborare proposte concrete di cambiamento, delle quali c’è assoluto bisogno.
Forse per questo sollecitano altri a fare quelle proposte che a loro competono, impegnati nella distribuzione d’incarichi e piccole contrattazioni all’ombra degli alleati di oggi.
Di fronte alla gestione verticistica e amicale, contraria ai principi nei quali crediamo, abbiamo atteso la stagione dei congressi, pensando che le contraddizioni si sarebbero risolte.
A Roma, con buona pace di tutti, c’è stata la “svolta di Salerno” e la mozione Pardi, seppur votata, è rimasta nel cassetto.
Chi pensava fosse tempo di riconoscersi negli ideali di un partito, senza nomi nel simbolo, ha subito l’elezione di un Presidente per ‘acclamazione’ e il nome è rimasto!
A maggio sarebbe bastata la diligenza di un’assemblea condominiale per garantire il rispetto di minime regole democratiche, calpestate da una gestione dei tesseramenti e dello stesso Congresso Provinciale da fare invidia ai nostri antagonisti politici.
A Bologna, con la farsa della candidatura unica, s’è consumato l’ultimo atto.
Si commenta da sé la raccolta di firme in contrasto con il Forum per l’Acqua Pubblica!
Nelle piazze si condannano le leggi o i metodi degli “altri”, poi si fanno le stesse cose e quanto accaduto in Parlamento ne è solo la logica conseguenza.
Questo modo di fare “politica” ne ha eroso la credibilità e la denuncia di De Magistris, che comunque non ha saputo cogliere l’occasione per dar voce a questi bisogni, è rivolta ad una dirigenza che soffre della stessa malattia delle altre fazioni in lotta per il potere.
Di un partito così possiamo fare a meno e per quanto ci riguarda, esaurita questa esperienza, salutiamo cordialmente l’on. Silvana Mura, il geom. Mandini e il sig. Vicchiarello; il Vice Presidente Dott. Carlo Bulletti e i Consiglieri Provinciali Stargiotti e Vitale, anche Coordinatrice cittadina di Rimini.
Al Segretario Provinciale Mauro Montanari che tanto si è distinto insieme ai suoi ultras biancorossi e ai vari Consiglieri Comunali Assessori, Vicesindaci e Segreterie della Provincia vogliamo ricordare i punti sui quali è stata promossa la costituzione del Circolo IDV Rimini (mai nato), nei quali crediamo e per i quali continueremo a lavorare con quanti pensano di poterli condividere:
- riconoscimento della priorità dei diritti inalienabili dell'individuo, al di là degli interessi e delle oligarchie, fondamento della Democrazia e della laicità dello Stato;
- partecipazione e condivisione delle politiche di governo e sviluppo del territorio;
- ascolto e attenta valutazione delle diverse istanze che da questo scaturiscono;
- promozione di tutte le attività capaci di incidere positivamente sulla qualità dell’ambiente e del paesaggio, di concerto con la promozione e lo sviluppo di attività economiche e culturali capaci di dare risalto e prestigio al tessuto sociale che lo compone;
- attenta e trasparente gestione della “cosa pubblica”, fuori da logiche personali e di potere;
- legalità, trasparenza e merito come unici criteri della selezione politica, a tutti i livelli;
- promozione e sviluppo di sistemi di sovranità popolare, tesi alla crescita dell’interesse alla gestione della cosa pubblica dei cittadini, attraverso la divulgazione degli strumenti partecipativi così come previsti per legge.
Rimini 14.12.2010
ex tesserati idv. (21)




























La Redazione

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Commenti
Dario Lostrano 2010-12-28 22:27:11

Il partito è di Di Pietro.
Il partito è Di Pietro.
Il partito non sopravviverà a Di Pietro.
Cioè:
1. mi costruisco nei primi anni 90 un'immagine da Catone;
2. Ne usufruisco e mi creo IdV.
3. Ci campiamo piuttosto bene.
3. Poi arriva uno qualsiasi, lo accolgo nel partito e quello cerca di fare i comodi suoi?
4. Ma come si permette?
5. IO sono il partito.
6. Le idee, le linee guida, i responsabili sono decisi da ME.
7. Al massimo lascio decidere la tesoriera.
8. IdV è MIO!!! Chi non è d'accordo, fondi un partito suo e faccia lì quello che vuole.
9. Il massimo che concederò sarà militanza pura e semplice, purchè senza proteste.

Vincenzo Marino 2010-12-22 11:24:02

Per Marcello Piva... Probabilmente i 21 saranno parenti, f amiliari e amici non potendo contare sugli attivisti della fossa biancorossa del fallito RiminiCalcio (alcuni di loro in galera per aver tolto un'occhio ad un tifoso degli avversari durante una partita amichevole) che si sono presentati in massa il giorno del congresso per l'elezione e poi non si sono più visti. D'altronde meglio un consigliere provinciale ex-consigliere comunale Udeur, meglio un vice-presidente di provincia che in una legislatura è riuscito a passare da candidato sindaco di una lista di centro destra (FI, AN, LEGA, STORACE, UDC ecc..) a consigliere comunale PD a fiduciario personale della Mura. Potete contare su questi campioni di coerenza, piccoli Scilipoti in erba crescono.... ahahahahaahahah

anonimo genzanese 2010-12-18 23:27:38

Scappano via tutti da questo partito ridotto a un covo di infiltrati e riciclati della peggiore specie.
Genzano di Roma aspetta ancora risposte da una dirigenza sorda e ceca.

Marcello Piva 2010-12-17 12:56:03

Mi piacerebbe sapere i nomi di questi 21. Al momento mi viene da pensare che siano 4/5 persone, più famigliari e amici, sconfitte democraticamente al congresso provinciale e che non abbiano di meglio da fare se non di applicare la logica del -muoia sansone con tutti i filistei-.
Il gioco e bello finchè piace a me, la democrazia è democrazia solo se vinco io, altrimenti è tutto uno schifo.
Mi dispiace ammetterlo, ma se continuerà ad esserci gente cosi continueremo ad avere il nano al governo.
Sinceramente sono orgoglioso di essere iscritto IDV, lo saro' nuovamente e non sono per nulla dispiaciuto se un po' di gente si allontana. Anzi.
Di Scilipoti, Razzi e De Gregorio non ne abbiamo bisogno

GIANLUCA ANGELINI 2010-12-16 16:17:05

Per Vincenzo Marino.
E' stata l'ultima mossa dell'On. Mura per far contenti i pupilli Bulletti, Vitale, Montanari i quali evidentemente a loro volta, in totale spregio dei valori fondanti l'IDV, avevano già giurato cieca ed eterna fedeltà al PD il quale a sua volta evidentemente aveva promesso di salvare la poltrona dell'intoccabile Vice Sindaco di Santarcangelo di Romagna ma non spaeva più come fare e, come è solito fare, ha scelto la strada più ... democratica.
Un commissariamento avvenuto senza nemmeno interpellare noi diretti interessati, ma ascoltando solo le bocche della verità del provinciale.

Vincenzo Marino 2010-12-16 14:33:22

Con i riciclati è ovvio....
Un intera cittadina definita da Travaglio la prima città deberlusconizzata d'Italia Santarcangelo di Romagna, è stata commissariata dall'on. Mura che ha nominato come commissario uno Scilipoti all'incontrario. Il reato? aver votato contro un PSC definito irregolare dalla provincia stessa.

Marco Busacca 2010-12-16 10:58:54

Guardando la foto pubblicata in questo post con i volti del On. Di Pietro e On. Silvana Mura mi veniva in mente la dichiarazione fatta alla Repubblica dalla stessa Mura circa due anni fa.
L’1 febbraio 2008 On. Silvana Mura dichiara al quotidiano Repubblica il “Voto anticipato regala alle casse dei partiti 300 milioni di euro” "Una generosa liquidazione dovuta a una norma scandalosa che incentiva la fine anticipata della legislatura" dice Silvana Mura. Che accusa: "I partiti hanno trovato il modo di guadagnare anche sulle crisi di governo".Detto questo che da merito delle dichiarazioni e dell’iniziativa intrapresa in parlamento ultimamente proprio su questa materia, tenuto conto che, se non erro non si possono rifiutare i rimborsi elettorali vorrei suggerire una proposta.
Tenuto conto della crisi nazionale e non solo, stabilito che da quanto riportano i giornali, il Partito ITALIA DEI VALORI è fra i più virtuosi in denaro (cioè fondi elettorali), se si dovesse andare a elezione anticipata perché non distribuire quella somma che sarà destinata dallo stato cioè da noi tutti cittadini ITALIANI a quei precari o disoccupati che hanno perso il lavoro?
Se si preoccupano tanto delle casse dello stato affermando che sia uno scandalo, il sistema rimborso elettorale, un atto concreto non sarebbe il gesto di solidarietà, almeno a quei cittadini in difficoltà maggiore, o no?
Mi si può contestare la somma ricevuta non basterebbe per tutti, si farebbero dei torti e si rischierebbe di scontentare alcuni per altri, vero, cominciate con i casi più disperati la gente capirebbe.
Dalla data dell’articolo si evidenzia che queste dichiarazioni sono espresse tre mesi prima delle ultime elezioni 2008, allora mi chiedo: La quota del rimborso elettorale per le elezioni avvenute il 22-4-2008 dal partito IDV che utilizzo ne è stato fatto?
Spero che qualcuno del partito spieghi che parte di quella somma sia stata usata anche per ragioni sociali e umanitarie da poter testimoniare le dichiarazioni con i fatti altrimenti potrebbe essere solo demagogia politica, o forse no?

http://www.repubblica.it/2008/01/sezioni/politica/crisi-governo-5/doppio-rimborso-ai-partiti/doppio-rimborso-ai-partiti.html

Alessandra Piva 2010-12-16 09:33:23

Per quanto mi riguarda avevo informato personalmente Antonio Di Pietro già nell'aprile del 2008 sulle varie irregolarità riscontrate all'interno di IDV ma ... se ci si ostina a comportarsi come le TRE SCIMMIETTE ... questo è il risultato !!!
In bocca al lupo
Alessandra Piva
LA BASE - DEMOCRAZIA E LEGALITA'

Marco Busacca 2010-12-16 08:55:07

Mi chiedo è posibile una emoragia di iscritti ormai estesa in tuta Italia senza che nessuno dei dirigenti se ne assumi la responsabilità?
L'ufficio UNO di Roma e i suoi responsabili oltre al presidente Che fanno?
Il blasonato slogan ALTERNATIVA DI GOVERNO con chi lo vogliono fare?
Auguri!!!!

 

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