Il Tribuno
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La Redazione 23 Dicembre 2010
L'IDV NON E' UN PARTITO PER GIOVANI.
ECCO UN'ALTRA LETTERA DI ADDIO. STAVOLTA AD ANDARSENE E' IL COORDINATORE DEL CIRCOLO DELL'IDV DI IMPERIA, "FALCONE E BORSELLINO". MAURO DE LUCIS PARLA DI PARTITO VERTICISTICO, DI CONGRESSI FARSA E DI DIRIGENTI CHE DISPREZZANO MILITANTI E ATTIVISTI.
Un altra testimonianza di estrema lucidità che mette il dito in una piaga ormai purulenta. Un'altra prova che il partito non è riformabile dall'interno come qualcuno ancora si ostina a pensare. Chi ci prova viene infatti regolarmente ostacolato da quella che l'ex coordinatore di Imperia indica come una casta di "intoccabili".
mauro.delucis

Bozza automatica

Cari amici,

scrivo questo messaggio per comunicare ai naviganti della zona che simpatizzano per l’Italia dei Valori di essermi dimesso un paio di giorni fa dalla carica di coordinatore cittadino del partito per Imperia e il golfo dianese.

Le motivazioni che mi hanno spinto a questo gesto sono molteplici ma essendo io una persona piuttosto schiva avrei voluto tenerle per me e non dare troppo risalto alla mia decisione. Visto però la maretta che in questo momento esiste intorno al partito anche a livello nazionale, che porta alcuni simpatizzanti a chiedermi se le mie dimissioni siano legate al voto di Scilipoti e company, e visti anche i recenti interventi in questo stesso sito relativi alla situazione interna del partito e del circolo (ad esempio quello di Gigi De Paulis) mi vedo costretto a parlarne apertamente per evitare possibili malintesi.

Cominciamo subito con il dire che non c’è un motivo più importante degli altri, io ero già da tempo piuttosto dubbioso riguardo a come viene condotto IDV dai suoi dirigenti ma – e faccio riferimento all’articolo di De Paulis – ero anche uno di quelli che credeva di poter cambiare le cose dall’interno e che per farlo era disposto a inghiottire un po’ di fango. Recentemente però goccia dopo goccia il vaso è traboccato e mi ha portato alla decisione di dimettermi, con una repentinità che probabilmente ha stupito alcuni di coloro che erano tra i miei collaboratori più stretti.

Comunque, andiamo con ordine:

  • IDV è un partito troppo verticistico, il suo statuto non pone praticamente limiti ai poteri decisionali dei vari coordinatori perché non definisce gli argomenti che richiedono decisioni prese a maggioranza. Questo in sostanza rende abbastanza inutili i coordinamenti stessi.
  • I congressi sono vere e proprie farse. Il 3 luglio l’attuale coordinatore provinciale è stato confermato al suo posto grazie anche al fatto che nessuno si è presentato contro di lui. Stendo un velo pietoso sugli intrallazzi avvenuti per evitare che si candidassero altre persone, basti dire che tutti hanno avuto la loro parte. Io stesso ho accettato, sbagliando, di essere nominato coordinatore cittadino ma l’ho fatto solo con la speranza che la mia presenza servisse a portare un po’ di sana democrazia nel partito.
  • In provincia di Imperia le assemblee del direttivo provinciale si riducono a litigi tra fazioni campanilistiche (Imperia contro Taggia, ad esempio) e a decisioni prese con il “bilancino territoriale”: questo mi ha deluso molto.
  • I dirigenti del partito disprezzano gli attivisti e i simpatizzanti. In primavera IDV ha organizzato una raccolta firme per tre referenda contro il legittimo impedimento, il ritorno del nucleare e la privatizzazione dell’acqua. Nella zona di Imperia e Diano Marina un nostro attivista era riuscito a mettere su un bel gruppo di persone che due o tre volte la settimana passavano varie ore ai banchetti raccogliendo parecchie firme, più di quante riuscissimo a fare io, Dario Dal Mut e Stefano Lanteri a Imperia. Recentemente durante un direttivo provinciale ho fatto presente che una certa decisione avrebbe causato delusione tra questi simpatizzanti (ai quali il partito non ha detto neanche un “grazie” ufficiale per il lavoro svolto) e che avremmo rischiato di perderli: l’unico risultato che ho ottenuto è una filippica da parte del coordinatore contro di loro e il silenzio tombale di chi era il responsabile della raccolta firme e sapeva benissimo quanto questi ragazzi si fossero impegnati, ammetto che questa è stata la goccia fatale che ha fatto traboccare il vaso. Un dirigente di partito che disprezza gli attivisti solo perché pretendono di avere voce in capitolo dopo essersi sbattuti come matti non è un buon dirigente di partito, secondo me. E visto che praticamente lui e la sua cricca sono inamovibili ho deciso di andarmene io.
  • La cosiddetta “sinistra” IDV è troppo debole. De Magistris e la Alfano avrebbero dovuto prendere le distanze da certe situazioni già da tempo e anche ora che cominciano a muoversi sono troppo timidi… se non si danno una mossa presto non ci sarà più nulla di buono da salvare e tanto varrà creare un nuovo partito che sia veramente ciò che IDV afferma di essere.
  • Ci sarebbero anche altri motivi ma quelli li potete trovare facilmente su un qualsiasi sito di dissidenti, ne esistono molti e non faticherete a trovarli se avrete voglia di cercarli.

    Un saluto a tutti.

    Mauro Delucis


    La Redazione

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    Commenti
    Lombardia dei VERI Valori 2010-12-24 00:10:18

    MAURO DELUCIS come GIGI SERRA: i primi ad andarsene sono le persone oneste che furono attratte dai VALORI, gli ultimi che se ne andranno saranno quelli che furono attratti dalle POLTRONE.

    Lombardia dei VERI Valori 2010-12-24 00:08:54

    Mauro DeLucis come Gigi Serra: i primi ad andarsene sono quelli arrivati in Idv per i VALORI, gli ultimi saranno quelli arrivati per le poltrone.

     

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