Come commenti la reazione di Di Pietro, Belisario e Donadi alla vostra lettera? Sinceramente non mi va di commentare quelle parole. In questo momento vogliamo riflettere ma credo che non solo noi dobbiamo riflettere nel partito.
Perchè avete scritto con De Magistris e Cavalli quella lettera?
Non potevamo più tacere di fronte a quello che vediamo girando l'Italia. Ci accusano di non conoscere il partito ma basta vedere la nostra agenda, gli incontri che abbiamo in tutto il paese per capire che noi abbiamo un contatto continuo con i militanti. Ma la lettera l'abbiamo scritta anche perchè eravamo stanchi di sentirci dire quello che ci hanno detto anche in questa occasione e cioè che quando si tratta di affrontare questi problemi nel partito, taciamo. Non è vero. Io e Luigi siamo da sempre bersaglio di ogni tipo di critiche nelle riunioni dell'esecutivo. E voi del Tribuno.com lo sapete perchè lo avete scritto.
Belisario e Donadi sono stati molto espliciti, in sostanza hanno detto il partito è questo, se non vi sta bene andatevene.
Noi tre siamo in Idv per portare a termine un progetto, quello di cambiare il partito. Di Pietro quando ci ha offerto la candidatura ci ha prospettato questa operazione di pulizia per far crescere la credibilità di Idv. Per me un partito deve servire al paese e in questa ottica dobbiamo lavorare per incontrare quelli che ancora non ci votano. Ma sia chiaro che non siamo specchietti per le allodole. Nessuno nel partito può pensare di limitare il nostro ruolo a quello di chi organizza eventi sfruttando la nostra immagine. Alle europee del 2009 abbiamo portato il 4% e Di Pietro quando ne parliamo ce lo riconosce apertamente. Nel partito non godiamo di alcun tipo di privilegio. Io e Luigi per la campagna elettorale siamo stati rimborsati con 70.000 euro, quando Leoluca Orlando che ha portato un quinto dei nostri voti ha avuto dal partito 180.000 euro. Io come europarlamentare guadagno 6000 euro al mese, Orlando 23.000 e versa al partito 1500 euro al mese come me, con la differenza che io mi pago un ufficio a Palermo mentre se qualcuno chiama la segreteria regionale dell'Idv a Palermo si sente rispondere che è la segreteria del professor Orlando. Noi non utilizziamo in alcun modo le strutture del partito come altri fanno. In compenso ogni volta che ci permettiamo di dire che qualcosa non va veniamo accusati di danneggiare il partito. Per quanto riguarda l'andarsene dal partito per me non c'è problema, io un lavoro ce l'ho e mi basta per vivere dignitosamente, ma nel partito c'è molta gente, troppa, che invece vive grazie alla politica.
Nel partito c'è anche chi sostiene che Domenico Scilipoti se ne sia andato solo perchè aveva paura che tu saresti stata candidata al suo posto in Sicilia.
E' una sciocchezza. Scilipoti semmai se ne è andato per altri motivi. Io sono amica della famiglia di Adolfo Parmaliana, il medico di Terme Vigliatore che si è suicidato per le calunnie subite. E' da loro che ho avuto i documenti sullo scioglimento per infiltrazioni mafiose dell'amministrazione della cittadina siciliana di cui Scilipoti era assessore. Nella relazione della Prefettura c'era scritto chiaramente che Scilipoti era vicino ad alcune cosche della 'ndrangheta.
E adesso che vi aspettate?
Noi ci auguriamo che si apra un tavolo per discutere delle questioni che abbiamo sollevato. Non commentiamo per ora le parole di chi non vuole prendere atto della situazione che si è creata. Io credo che Di Pietro sia in difficoltà, non si aspettava di venirsi a trovare in questa congiuntura così critica. Ma noi rappresentiamo una bella fetta del partito, non quella presente nel "palazzo", bensì quella presente nella base e rileggendo le reazioni dei militanti alla nostra lettera mi convinco sempre di più che abbiamo fatto bene a scriverla.
QUESTA LA RISPOSTA DI BELISARIO, DONADI E ORLANDO ALLA LETTERA DI ALFANO, DE MAGISTRIS E CAVALLI:
"L’Idv è un partito giovane che, a differenza di tutti gli altri, non ha ereditato la propria classe dirigente da precedenti formazioni politiche, ma sta costruendo a fatica, e con qualche inevitabile passo falso, una propria classe dirigente nata dalla militanza, dall’impegno, dalla passione e anche da precedenti esperienze politiche, valutate con molta attenzione. Per questo, parlare di una questione morale all’interno dell’Idv, come fanno oggi Sonia Alfano e Luigi De Magistris, è qualcosa di così offensivo e abissalmente distante dalla realtà del partito che può avere solo due spiegazioni. Un attacco così violento ed incomprensibile può essere solo il frutto di una ingiustificabile mancanza di conoscenza della reale natura e della qualità di questo partito, dei dirigenti e dei quadri locali, oppure è il primo passo di chi immagina il proprio futuro politico al di fuori di Italia dei Valori. Se così fosse, Alfano e De Magistris, tradirebbero il mandato degli elettori non molto diversamente da Razzi e Scilipoti".
:-) ok, Barbe'... vada per il cervello nuovo!