Al Presidente On. Antonio DI PIETRO Ai Componenti dell'Ufficio di Presidenza IdV; I buoni e positivi propositi si valutano preminentemente dal metodo con cui si attuano. La scelta di De Magistris, Alfano e Cavalli, di esternare la loro valutazione "censoria" dell'IdV, è una manifestazione esplicita di insincerità del loro proclama d'essere l'iniziativa, un "atto d'amore" per l'IdV. Tale premessa prescinde dal merito della questione. C'è una ulteriore premessa da fare. L'iniziativa dei tre sarebbe, quanto ai tempi giustificata dalla volontà di non esternarla nel momento acuto degli abbandoni dei due parlamentari, concretizzatasi lo scorso 14 dicembre, per scongiurare il sospetto che si volesse strumentalizzare la vicenda. Siffatta puntualizzazione dei tre, è una ulteriore manifestazione di insincerità. Essa si potrebbe collocare, più propriamente, nell'alveo dei cosiddetti "ricatti politici". Potevamo, cioè - così assumono i tre - gettare sale sulla ferita e cavalcare il malessere ma, per generosità, abbiamo atteso una settimana. Ebbene, per concludere sul metodo e sulla tempistica, si esprime un giudizio: l'iniziativa dei tre, è perniciosa e malevola. Non c'è, per nulla , "amore" per il partito, bensì un profondo e callido disprezzo, una chiara altezzosità, una evidente autoassegnatasi "diversità" morale. Veniamo al merito. La questione posta non è asseritamente politica bensì "morale". La finalità sarebbe, però, politica. I tre (se fossero quattro e se fossimo al tempo della rivoluzione culturale cinese, potremmo mutuare, per loro, la definizione di "banda dei quattro"), dicono che le dolorose vicende dei tradimenti, sarebbero solo la punta dell'iceberg, in quanto tutta l'IdV sarebbe malata e senza gli anticorpi della tensione ideale, senza cioè la condivisione sedimentata dei valori che "artificiosamente" sarebbero sbandierati dall'IdV e falsamente recepiti dal popolo dei militanti e da una classe dirigente infingarda. Non ci sono parole sufficienti per affrontare il merito. Non ce ne sono. Anzi ne sovverrebbero tre solamente: infamità, approfittamento, ricatto. C'è, per noi, disistima per gli infami, i profittatori e i ricattatori. Non si vuole però spingere il giudizio politico sino a queste icastiche definizioni, pur non rinvenendo, al momento, altre parole adeguate per i tre. Se si volesse ipotizzare una analisi della cattiva e pubblica iniziativa, si potrebbe pensare che i tre giocano la carta dell'azzardo: lanciare un'opa sull'IdV, raccogliendo le truppe dei "malpancisti". Non un disegno politico costruttivo bensì demolitorio. Attaccano l'IdV nelle sue fondamenta e assumere che la classe dirigente è infetta. Neanche i nostri più accaniti avversari, avevano mai espresso siffatti negativi giudizi, mai nessuno aveva definito l'IdV un partito infettato e afflitto dalla patologia della immoralità. Altre sono state, nel tempo, le accuse, spesso violente, all'IdV (forcaiola, manettara, grossolana, grezza, impulsiva, impolitica, effimera). Era, pertanto, inimmaginabile che dal cosiddetto "interno" (ma sono l'interno i tre?), potesse con spericolata cattiveria e callidità, confezionarsi un tale attacco. Ora dobbiamo essere freddi e razionali. Una cosa non possiamo però permettere: lasciare indifesa la nostra IdV. Un caro e affettuoso Natale. Luigi Li Gotti Gianpiero De Toni Fabio Giambrone Alfonso Mascitelli Giuliana Carlino Stefano Pedica Aniello Di Nardo Giuseppe Caforio Elio Lannutti
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Signor Suino, è tipico delle persone con gravi problemi di ristrettezza mentale pensare di sapere cosa fanno gli altri leggendo un commento, nel quale tra l'altro non traspare più di tanto il mio modo di pensare quanto piuttosto la conoscenza di un partito intriso di falsi ideali e dal quale stanno uscendo, per propria volontà o per costrizione, i migliori esponenti. Coloro che avevano creduto nell'inganno.
Questi, signor Suino, sono fatti accertati e in accertamento.
Che poi ancora ci sia gente nel partito che svolge le proprie mansioni in modo onesto, è fuori di dubbio.
Ma se non cambieranno i vertici e le direttive dall'alto (perché il problema non è limitato ad alcune zone), anche costoro andrannno via o accetteranno la vera politica del partito.
Non sono solito entrare in tale tipo di polemica, ma non sopporto gli arroganti come lei. Quando lei afferma che tutti qui vengono indottrinati dagli articoli del giostraio (cit) dimostra arroganza e presunzione, visto che non ha la minima idea di chi siano, signor Suino.