Il Tribuno
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"Il nostro Presidente non vuole dei leccapiedi. Ciò che vogliamo sono uomini indipendenti e integri che, una volta che avremo preso le nostre decisioni, concorderanno con ognuna di esse". Joseph Heller, "Gold" (1979)
 
News by Dire
08 Gennaio 2011
IDV CAMPOBASSO. SE NE VANNO ALTRI DUE CONSIGLIERI PROVINCIALI. E GUARDA CASO VANNO NEL PDL. E IL CONSIGLIERE REGIONALE OTTAVIANO.....
GIOVANNI VARRA E VINCENZO MUCCI ABBANDONANO IL CENTROSINISTRA MA SENZA POLEMICHE CON IL LORO EX PARTITO. PASSERANNO CON IL CENTRODESTRA DI MICHELE IORIO, IN CERCA DI UNA CANDIDATURA ALLE REGIONALI DEL 2011. PRESTO DOVREBBE SEGUIRLI ANCHE UN ALTRO DIPIETRISTA DEL CAPOLUOGO MOLISANO, MAURIZIO TIBERIO, EX DI FORZA ITALIA. A CASA SUA PER TONINO E' UNA MORIA IMPRESSIONANTE: HA GIA' PERSO 5 CONSIGLIERI COMUNALI A CAMPOBASSO E 2 A VENAFRO.
L'emorragia di consiglieri e militanti dell'Idv prosegue senza sosta. Anche in questo caso viene confermata la regola che gli eletti che escono dal partito dell'ex pm vanno a destra. Ormai più che di una sfortunata congiuntura si tratta della rivelazione di un vero e proprio destino del partito di Di Pietro: i professionisti della politica che escono dall'Idv sono risospinti verso Berlusconi. Resta da capire se l'adesione all'Idv sia il primo passo di un già avviato spostamento verso destra o se viceversa è Tonino che trasforma tutti quelli che tocca in berlusconiani. Nel frattempo se potete, state alla larga da lui.
L'Italia dei valori in Molise perde altri due pezzi. Dopo l'espulsione del presidente della Provincia Nicolino D'Ascanio e di tre assessori, Norante, Borgia e Spina, dopo aver perso la bellezza di cinque consiglieri comunali a Campobasso e due a Venafro, dopo il clamoroso abbandono dell'assessore provinciale Mario Fratipietro, che dall'Idv è passato col Pdl in un battibaleno, stavolta se ne vanno due consiglieri finora rimasti fedeli alla famiglia Di Pietro. Si tratta di Giovanni Varra e Vincenzo Mucci, eletti nel 2006, il primo con i Ds, il secondo con la Margherita. La norma vuole che chi esce dall'Idv va verso destra, e anche in questo caso la regola dovrebbe essere confermata perchè sia Varra che Mucci sono segnalati in rapido avvicinamento al governatore Michele Iorio. L'esponente del Pdl in vista delle elezioni regionali del novembre 2011 sta cominciando a pensare alla sua squadra e il bello è che ai due potrebbe presto aggiungersi un altro dipietrista di Campobasso, Maurizio Tiberio, il quale è politicamente nato proprio in Forza Italia e quindi in questo caso per lui si tratterebbe di un ritorno. Il tutto mentre anche Nicandro Ottaviano, l'altro consigliere regionale che è rimasto con l'Idv dopo la fuga di Massimo Romano, sta facendo le valigie e si accinge a trasferirsi all'Udc, che lo ricordiamo in Molise governa insieme al centrodestra. Insomma ancora una volta dei dipietristi passano agevolmente con il "nemico" e quella che qualcuno si ostina a scambiare per sfortuna sta diventando in realtà la rivelazione della cifra profonda del dipietrismo, l'essere cioè una semplice mutazione genetica del berlusconismo, un mero veicolo messo a disposizione da Di Pietro a spregiudicati opportunisti e mestatori, professionisti di una politica utilizzata esclusivamente come una forma di autoaffermazione personale e familiare. In Molise intanto Di Pietro si consola con Maria Teresa D'Achille, ex Margherita e Pd, passata di recente con l'Idv in cambio della promessa di una candidatura come capolista alla camera. La D'Achille, molto vicina al clero di Isernia, è la moglie di un facoltoso imprenditore pentrio, Camillo Colella, passato alle cronache per essere incappato in vari problemi giudiziari, è stato anche arrestato, ma anche per aver dato "uno strappo" a Romano Prodi con il suo elicottero. 

"Sono passati quasi nove mesi ormai dalle azioni piratesche che hanno di fatto estromesso il partito dell'IDV, e quindi anche noi, dalla maggioranza a Palazzo Magno" scrivono Varra e Mucci. "Da allora nulla è cambiato sia negli atteggiamenti che nelle intenzioni. Dinanzi all'ennesima brutta pagina del centrosinistra il cui simbolo è rappresentato dalle ultime amministrative di Campobasso, Termoli e Montenero, davanti agli accordi di unità dei tavoli smentiti puntualmente il giorno successivo sia dalla richiesta delle primarie che dalle mini coalizioni che iniziano a nascere e che sono addirittura in competizione tra loro nello schieramento di sinistra, noi diciamo basta. La misura è ormai colma!" 

A pochi mesi dal voto i due consiglieri si sentono dunque liberi di agire. E annunciano che "escono dal centrosinistra, da questo centrosinistra che in maniera perseverante sta definendo i contorni di un nuovo tenebroso quadro politico/elettorale sia per le provinciali che sicuramente per le regionali. Da questo centro sinistra dove il confronto è solo il  permanente conflitto interpersonale legato anche alla conquista della leadership della coalizione e non certo mirata a discussioni atte alla elaborazione di programmi  in favore del territorio e dei suoi cittadini. Da questo centro sinistra - proseguono - che ha abbassato in maniera definitiva la saracinesca della lungimiranza e della prospettiva politica". 



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Commenti
Anna R. G. Rivelli 2011-01-10 15:46:33

Sig. Battaglia, è chiaro che il suo non era assolutamente un insulto; il mio discorso non riguardava il suo commento, ma più in generale la cattiva abitudine di alcuni frequentatori del sito (spesso nascosti dietro false identità). Il confronto è sempre ben accetto.

Mirco Marchetti 2011-01-09 20:32:51

Quando tempo fa venni a conoscere il sito, la cosa che mi fece più impressione fu proprio il fatto che parlasse solo ed esclusivamente dell'Italia dei Valori. Quando Giostra mi telefonò, oltre ad altre questioni, mi urlò che molti giornali parlavano male di altri partiti, ma nessuno parlava male dell'IDV. Il TRibuno quindi andava a colmare una lacuna. A parte che Giostra ha ed aveva torto, ma trovavo strano che i commenti, forse più numerosi di ora ed a sostegno delle tesi tribunistiche, venivano sostenute da leghisti, da fascisti, da forzitalioti, da udicini, da pidiessini, come pure da delusi dell'IDV. E' innegabile il fatto che il Tribuno, foss'anche in buona fede o pur avendo altrre finalità, avvantaggia i detrattori dell'Italia dei Valori tout court fornendogli una sponda argomentativa.

Leggo il TRibuno, come leggo tanti altri siti, ma vivo all'interno di un partito e, seppur alcune questioni avvengano, aggiungo che senza opportuna contestualizzazione perdono il senso di servizio che vorrebbero, ma il condizionale m'è d'obbligo, svolgere. So di persone che per essere elette hanno speso i propri quattrini e per questo criticate. So di altre che, per le stesse ragioni, hanno acceso mutui, fovorito l'elezione di altri che a garanzia davano l'aiuto a pagare mutui, ma che poi, disattendendo l'impegno a pagare dopo l'elezione, divenivano il baluardo di una lotta interna al partito di uomini e loro fazioni da una parte, contro altri. Il tribuno, in gran parte asserve certe dinamiche anche perché non gravita in un contesto politico, ma si muove su un terreno di guerra dove io, e lo si evince spesso da alcune risposte piccate, in veste di appartenente IDV divengo il nemico da distruggere e catturare. Chiaramente e nelle sedi opportune, quindi non su di un terreno a me avverso, spiegherò le mie ragioni e cercherò di mostrare che non esistono i più puri.

Cercammo agli inizi del 2008 di dar corpo a Sinistra dei Valori. Ma litigammo quando fu l'ora di venire al dunque. Ad ottobre del 2008, dopo un ricovero che mi costrinse in ospedale per 15 gg. mi ritrovai con un progetto mutato, con un nuovo statuto che non avevo potuto condividere e pure un nuovo nome Sinistra per i Valori. Roberto Sinico, nostro referente nazionale fu moralmente distrutto. I più puri, uomini comunque, tendevano a ripetere gli errori che criticavano. Eccessivo irrigidimento e scarsa apertura. Alcuni credo confluirono con SD di Fava. Io uscii. A molti parlai di questo, anche a molti giovani entrati da poco nel partito, ma probabilmente seguivano la scalata in IDV e non erano interessati. Poi andò male pure a loro ed oggi te li ritrovi magari paladini del cambiamento. Sono stanco di questa politichetta fatta da omuncoli. P.S. Comunque mi firmo sempre e non scrivo in anonimo, ma voglio dire a Giostra che, se volessi scrivere in anonimo e non essere scoperto, non avrei bisogno di grande astuzia. Costringa a registrarsi semmai, anche se, l'anonimato sarebbe sempre possibile.

Claudio Battaglia 2011-01-09 17:59:11

Sig.ra Rivelli, il mio assolutamente non era un insulto (a differenza del commento precedente di tale mattia lonigro) e credo che purtroppo il panorama politico sia così desolante da non offrire alternative pienamente convincenti. Nel contesto dell'opposizione, il problema è che tale alternativa non esiste, e dunque bisogna per forza di cose ricorrere al cosiddetto "turarsi il naso" e valutare le varie opzioni. Ovvero, chi si sta distruggendo di più? il Pd o l'Idv?

Sig. Lonigro, ci risiamo, mi sovviene il dubbio che Lei abbia scarse capacità di ascolto, almeno su questo blog. Le ho già detto che non ho mai votato per Di Pietro, le ho già detto che non ho alcuna tessera e che non sono un dipietrista (e non son poche le cose che non condivido con Di Pietro), ora se ne esce fuori con democristiano": sono abbastanza giovane da non aver vissuto politicamente i tempi della DC, ma sono certo che non avrei mai e poi mai votato per la DC.

La malafede dietro queste sue operazioni di aggregazione (o meglio, "ghettizzazione") di chi non la pensa come lei a questa o quella fazione è a dir poco imponente.

Che bisogna dire? Ci provi di nuovo, sig. Lonigro! le do un indizio: quando compro un giornale, compro il Manifesto. Sarò forse uno sporco comunista, o forse (come direbbe il manifesto stesso) un "gattocomunista"?!
Leggo anche il Tribuno proprio per evitare di diventare un tifoso, anche se cerco di leggerlo criticamente, per evitare di diventare un tifoso del Tribuno, paradossalmente. Quanto ai commenti inutili, abbiamo evidentemente due idee opposte: per lei sono utili i commenti di semplice adesione all'articolo che legge, io difficilmente commento se sono pienamente d'accordo.

mattia lonigro 2011-01-09 16:01:30

battaglia dice di non essere un dipietrista, poi ogni volta che si parla male dei dipietristi arriva in sostegno anche di persone maleducate e offensive come la ravioncelli. Battaglia si ostina a scandalizzarsi che il tribuno.com si occupa solo di di pietro ma continua a frequentarlo rilasciando i soliti inutili commenti. Ricordate la Dc? Aveva oltre il 30% dei voti, quasi 15 milioni di italiani, eppure ce ne fosse stato uno che diceva di votare Dc. Gli americani subito dopo la caduta di Mussolini si chiedevano: ma come mai non si incontra un solo italiano che dice di essere fascista? Ecco battaglia è un italiano di questo tipo. E' uno di quei democristiani che si sono trasformati in dipietristi, quelli che hanno votato per anni il più corrotto dei partiti e che di colpo si sono scoperti dei feroci nemici della corruzione e dela malcostume politico.

Anna R. G. Rivelli 2011-01-09 13:23:57

Sig. Battaglia, questo sito è dedicato all'IdV, perciò si parla solo di IdV. Chi non ha voglia di leggerlo, può non leggerlo. Il fatto è che chi lo scrive è convinto che Di Pietro sia una grossa minaccia per l'Italia e per la politica al pari di Berlusconi, in maniera speculare. Può darsi che ci si sbagli? Ovviamente sì, ma è per questo che sarebbero gradite le smentite documentate ai FATTI DOCUMENTATI CHE QUI VENGONO PUBBLICATI. Il dialogo è fatto così, non con gli insulti.

Per quanto riguarda i "dipietristi" è vero che non si può generalizzare; io, però, il termine lo uso per indicare i fidelizzati acritici, non tutti i militanti. So benissimo che ce ne sono tanti che hanno ideali veri e che per quegli ideali credono di spendersi. A qualcuno può venire il dubbio che è proprio in difesa di quelle persone e di quegli ideali che si cerca di portare a galla la verità? Insomma, è vero o non è vero che a fronte di tante energie pulite che si potrebbero utilizzare, il partito preferisce l'inquinamento inarrestabile? Il nemico comune chi è? E' Berlusconi? E' il berlusconismo? E' la mafiosità ? E' il clientelismo più svergognato? Può qualcuno in buona fede credere davvero che questi nemici si possano sconfiggere in un partito che fa loro da continua incubatrice? E allora! Se ci sono dipietristi in buona fede ( dico, non intesi nel senso che ho appena spiegato), non possono convenire che la battaglia che stiamo combattendo è una battaglia da condividere?

Anna R. G. Rivelli 2011-01-09 13:09:30

Sig.ra Ravioncelli, una cosa che non fa da tempo è sicuramente ripassare l'ortografia ( ammesso che l'abbia mai studiata). Ecco, farebbe proprio bene a ripassarla. Risposta agli insulti che mi rivolge non ne do. Gli insulti si rispondono da sè. Sono tipici di chi non ha altro.

Mirco Marchetti 2011-01-09 12:02:36

Posso convenire sulle critiche alla Ravioncelli, ma ci si renda conto che pure chi critica coloro i quali vengon chiamati indistintamente "dipietristi" non sono dissimili. Facce di una stessa medaglia. Ognuno si fossilizza su categorizzazioni stagne, parla ma non comunica. D'altro canto, i tribunisti vivono in funzione dei dipietristi, quindi, né gli uni, né gli altri sono titolati a risolvere la diaspora poiché ognuno vorrebbe l'eliminazione dell'altro con la conseguente incapacità di costruire qualcosa, se non forme "nuove" ma asettiche e prive di contenuto. Ci vorrebbe un arbitrato terzo. D'altra parte, se si tira fuori il sillogismo categorico in base a varie dichiarazioni fatte: Di Pietro vive in funzione di Berlusconi - Il TRibuno vive in funzione di Di Pietro - Il TRibuno vive in funzione di Berlusconi.

Considero il mio periodo politico come un periodo di formazione, quindi a termine. Però spesso mi vengono alla mente le parole di un mio amico, un docente universitario illuminato che, dopo una fase intensa, decise anni or sono di abbandonare la politica e, quando dissi lui che volevo impegnarmi nella costruzione di un mondo assieme ad altri tentando, nel mio piccolo di agire la politica, lui mi guardò con tenerezza e mi disse: sei lucido, ma se entri in quell'ingranaggio, per forza di cose perderai la tua lucidità, non agirai la politica, verrai risucchiato nel vortice affaristico della partitocrazia e parlerete solo di nomine, di esclusioni ed inclusioni, di affari che riguardano solo i partiti, non il paese. E' pur chiaro che in questa accezione, i partiti divengono il fine del nostro agire, non il mezzo come dovrebbe essere. A distanza di qualche anno la cosa mi è molto più chiara e, quando né sarò fuori, visto che considero la fase politica un esperienza a termine, con lucidità e maggiore oggettività ne scriverò.

Avevo raccolto giovani attorno ad un progetto in modo che i giovani potessero convogliare le loro energie in atti costruttivi e di certo ho molte difficoltà, oggi più di ieri poiché i giovani che io conosco guardano a sinistra, ma a sinistra trovano una diaspora senza fine ed incapace di risolvere i conflitti nati da tante teste pensanti che, però, si assumono nella loro individuale, quanto insidacabile indispensabilità. E' anche per questo che il giovane non lo ingabbio in una forma anagrafica, quanto in un atteggiamento. L'audace è sempre giovane, anche se ha 70 anni. E' giovane chi sostiene sia possibile un'economia diversa, un mondo diverso, una politica fuori da una mera contabilizzazione. Temo però di dover sostenere che forse solo dopo cruenti conflitti con i "nuovi barbari" che, approdando in terre straniere portando con sé nuove visioni possa aver corpo quel sincretismo politico di cui il paese abbisogna per creare un nuovo mondo e nuovi rapporti che pongano al centro la persona ed il suo benessre, quindi il suo bell'essere.

Claudio Battaglia 2011-01-09 10:42:00

non che l'atteggiamento di chi ha risposto alla Sig.ra Ravioncelli sia "da signori"... e la verità stessa non è unilaterale (come in questo sito si propugna). Quanto al "raccontare in modo distorto e speculativo (non condividendo tuttavia il "del tutto"), ciò è vero a cominciare dal fatto che si parla sempre e solo di IDV e sempre in un certo modo.

Claudia Frau - IdVV 2011-01-09 03:34:06

Oggi... se dici la verità ti becchi la ravionacelli di turno.

mattia lonigro 2011-01-09 03:21:36

a proposito della ravioncelli, rendetevi conto leggendo quello che scrive della volgarità e dell'ignoranza dei dipietristi.

Gabriele Pinto 2011-01-08 22:13:53

Gentile Sig.ra Ravioncelli, non so cosa lei sia andata "affare" ma mi sembra il caso che lei studi un "po" d'Italiano. Per carita' non dove l'ha studiato Di Pietro!

Anna Ravioncelli 2011-01-08 16:35:55

Sig.ra Rivelli, lei non ha nulla da fare nella sua vita da rincorrere con l'acidità che la contraddistingue le vicende, raccontate in maniera del tutto distorta e speculativa, che riguardano un partito verso cui dimostra di avere solo livore e rancore. Mi piacerebbe sapere in cosa non é stata soddisfatta. Il veleno che sputa lei nemmeno il più velenoso dei serpenti. Mai vorrei essere morsa da una rabbiosa come lei. Ma se ne vada a fare una passeggiata, respiri un Po di aria salubre. Lasci in pace gli altri. Dalle mie parti si dice: si faccia gli affari suoi. Se poi lo scopo della sua quotidianità è questo, beh nessuno potrà impedirglielo. Buona critica e buona polemica. Buon veleno. Io vado affare qualcosa di meglio che sicuramente lei non fa da tempo.

Anna Ravioncelli 2011-01-08 16:35:55

Sig.ra Rivelli, lei non ha nulla da fare nella sua vita da rincorrere con l'acidità che la contraddistingue le vicende, raccontate in maniera del tutto distorta e speculativa, che riguardano un partito verso cui dimostra di avere solo livore e rancore. Mi piacerebbe sapere in cosa non é stata soddisfatta. Il veleno che sputa lei nemmeno il più velenoso dei serpenti. Mai vorrei essere morsa da una rabbiosa come lei. Ma se ne vada a fare una passeggiata, respiri un Po di aria salubre. Lasci in pace gli altri. Dalle mie parti si dice: si faccia gli affari suoi. Se poi lo scopo della sua quotidianità è questo, beh nessuno potrà impedirglielo. Buona critica e buona polemica. Buon veleno. Io vado affare qualcosa di meglio che sicuramente lei non fa da tempo.

Marco Busacca 2011-01-08 14:58:05

Il "povero Cristo?" .....ma di chi parli? io di Cristo ne conosco solo uno ed è morto in croce povero, questo non mi sembra così "povero".

Anna R. G. Rivelli 2011-01-08 09:13:07

Il "povero Cristo" non può sapere tutto, ma nemmeno può non sapere niente. C'è qualcuno che è ancora convinto che Scilipoti e Razzi sono stati una dannata fatalità?

Senza il benedetto apporto di IdV, Berlusconi ce lo saremmo già tolto dai piedi! Meditate gente, meditate!

 

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