A Taranto l'Idv è stato protagonista di un autentico disastro politico. Dopo aver fatto fuori il suo assessore Emanuele Fisicaro, il partito di Di Pietro si ritrova all'opposizione della giunta provinciale di centrosinistra insieme al Pdl, il tutto perchè nel rimpasto operato, il presidente della giunta, Gianni Florido del Pd ha negato ai dipietristi quella poltrona di vicepresidente occupata dallo stesso Fisicaro, limitandosi a lasciargli l'assessorato dello stesso. Questa decisione ha spinto l'Idv a uscire dalla maggioranza. In sostanza per soddisfare un mero fabbisogno interno di poltrone e incarichi, l'Idv, non solo ha giubilato il suo più autorevole esponente, ma è riuscito a perdere tutto, finendo per schierarsi insieme al vituperato centrodestra. A completare il disastro sono arrivati la fuoriuscita per protesta contro l'eliminazione di Fisicaro di due consiglieri comunali, quello di Taranto e quello di Statte e quella di un intero circolo con 75 iscritti a Massafra.
Il cuore di questa incredibile vicenda risiede esclusivamente nella volontà di fare fuori Emanuele Fisicaro, assessore provinciale alla Pubblica Istruzione e all'università, uno dei fiori all'occhiello dell'Idv. Già tenente colonnello della Guardia di Finanza, docente universitario di Diritto penale commerciale a Bari, autore di varie pubblicazioni giuridiche, Fisicaro è stato protagonista proprio a Taranto di alcune tra le più brillanti operazioni che hanno terremotato la politica locale, come l'inchiesta sui cosiddetti "stipendi d'oro" del comune tarantino poi finito in dissesto proprio per questi sciagurati fenomeni corruttivi. Questa sua azione giudiziaria lo ha reso particolarmente inviso all'establishment locale che quello scempio aveva compiuto. Nel suo lavoro di ufficiale e repressore di fenomeni criminali, Fisicaro ha però affinato quelle sue caratteristiche di integrità morale e di intransigenza, che di fatto hanno finito per renderlo incompatibile anche con l'opaca vita interna di un partito come l'Idv.
Fisicaro nel 2009 non si è candidato con l'Idv, bensì con una sua lista e ha corso al primo turno come presidente della provincia raccogliendo ben 21.476 voti, quasi l'8%. Al ballottaggio Antonio Di Pietro tramite l'allora coordinatore regionale Pierfelice Zazzera chiede a Fisicaro di aderire all'Idv promettendogli che l'avrebbero fatto nominare vicepresidente e assessore. L'adesione avrebbe consentito all'Idv di ottenere il posto di consigliere provinciale che diversamente non avrebbe ottenuto. E così è andata. Fisicaro si dimette da consigliere, viene nominato assessore e vicepresidente e in questo modo entra in consiglio per l'Idv, Giovanni Brigante che di voti ne aveva presi 414.
Nonostante il rilevante lavoro che Fisicaro prende a svolgere, la riorganizzazione della rete scolastica provinciale, l'istituzione di nuovi indirizzi scolastici, la legge sulla dislessia subito adottata dalla Direzione scolastica regionale, pur distinguendosi per gesti di eleganza morale come la rinuncia alle indennità di trasferta e al telefonino a spese dell'ente, il ventre molle del partito comincia a svolgere un'opera di delegittimazione. Motivo: Fisicaro non si rapporta al partito, fa tutto di testa sua, è un corpo estraneo. A ordire le fila del complotto è il coordinatore provinciale Antonio Martucci, (un ex di A.N.) insieme a Giovanni Brigante, ovvero il consigliere che se Fisicaro non avesse aderito all'Idv non sarebbe nemmeno consigliere.
Il vero motivo del complotto è però un altro: soddisfare le esigenze di un consigliere comunale di Grottaglie, Donato Trivisani, di professione portalettere, che era rimasto fuori dal consiglio provinciale per soli 12 voti e che il partito non aveva gratificato come promessogli, con incarichi vari offertigli affinchè non presentasse il ricorso contro la sua mancata elezione. Se infatti Trivisani fosse passato, ad uscire sarebbe stato Brigante. L'operazione anti-Fisicaro entra nel vivo in occasione del congresso regionale, quando il candidato Sebastiano De Feudis, per ottenere l'appoggio dei delegati controllati da Martucci, accetta di appoggiare la sua richiesta di fare fuori Fisicaro. Il disegno è quello di far prendere il posto di assessore a Brigante, che dimessosi da consigliere avrebbe lasciato il suo scranno al primo dei non eletti, Trivisani. E in effetti otto giorni dopo l'elezione di De Feudis a coodinatore regionale, Martucci e Brigante chiedono al presidente Florido la testa di Fisicaro.
Florido però non è d'accordo. "Non ci sono le motivazioni", obietta, "perchè dovrei eliminare un assessore che sta lavorando bene?" La stessa osservazione oppone Ignazio Messina consultato da De Feudis e Martucci. Il responsabile nazionale enti locali Idv il 17 dicembre propone di lasciar lavorare ancora qualche mese Fisicaro per vedere come si sarebbe rapportato al partito. Ma Brigante e Martucci insistono: non possiamo aspettare oltre. Ma anche Messina insiste e chiede che si svolga un incontro tra De Feudis, Martucci, Fisicaro e Brigante.
L'8 gennaio però, Brigante e gli altri si riuniscono a livello provinciale senza avvertire Fisicaro e decidono di sfiduciarlo. Leoluca Orlando chiama a mezzanotte l'ufficiale delle Fiamme Gialle e gli chiede che diavolo è successo, come mai lo hanno sfiduciato. Fisicaro cade dalle nuvole, nessuno lo aveva avvertito della riunione. Anzi lui sapeva che l'incontro era stato rimandato a dopo l'esecutivo nazionale del 14 e 15 gennaio a Tivoli. Il 10 gennaio intanto Brigante prende la parola in consiglio provinciale e chiede la testa di Fisicaro.
A quel punto il presidente Florido chiede un intervento in sostegno di Fisicaro da parte di De Feudis o di Di Pietro. Non arrivano nè l'uno nè l'altro. E perciò si trova costretto a togliere le deleghe al titolare della Pubblica istruzione. Florido però non può riassegnare all'Idv la poltrona di vicepresidente perchè era stata assegnata a Fisicaro esclusivamente in virtù dei suoi 21.476 voti di preferenza, al cospetto dei quali, i 414 di Brigante, che aspirava alla carica, sono poca cosa. Da qui la protesta dell'Idv e la fuoriuscita dalla giunta e dalla maggioranza. Insomma il compimento finale del disastro politico dell'Idv di Taranto.
LA LETTERA DI PROTESTA DEL CIRCOLO DI MASSAFRA:
Taranto, 29 gennaio 2011
Al Presidente dell’IdV
On. Antonio Di Pietro
e p.c. Al Responsabile Nazionale
Enti Locali
on. Ignazio MESSINA
All’on. Ivan ROTA
All’on. Pierfelice ZAZZERA
All’on. Leoluca ORLANDO
Al Capogruppo al Senato sen. Felice BELISARIO
LORO SEDI
Ill.mo Presidente,
con questa missiva Le esprimiamo tutta la nostra amarezza per quanto accaduto a Taranto dove il Partito è alla mercé di gente arrogante e avida di potere che non ha esitato a sfiduciare una persona per bene come l’avv. Fisicaro, che stava portando avanti un valido programma per il sostegno della scuola e dell’Università, con l’unico scopo di usurpargli gli incarichi di Vice Presidente della Provincia e Assessore.
Già nella nostra precedente lettera del 31 dicembre u.s. il Circolo aveva portato all’attenzione della S.V. l’incresciosa situazione che si era delineata all’interno della sezione del Partito a causa della linea di condotta adottata dagli esponenti locali e che si è manifestata nella sua grave illegittimità all’interno dell’esecutivo Provinciale.
Ciò che è successo alla Provincia di Taranto rappresenta una vergognosa pagina di politica anche se tutta l’intera vicenda non ha alcun carattere politico in quanto si è trattato di un caso di oltraggio della democrazia e di dileggio del consenso popolare.
Tra l’altro, non nascondiamo la nostra riprovazione per la posizione della segreteria regionale che non ha impedito in alcun modo il consumarsi di questo grave misfatto.
Pertanto, stando così le cose, tutto l’ufficio di dirigenza del Circolo si é dimesso in massa determinando così la chiusura dello stesso.
Distinti saluti
Circolo di Massafra
LA LETTERA DI PROTESTA DEL CONSIGLIERE COMUNALE IDV DI STATTE, GIOVANNI CALIANDRO.
Al Presidente dell’IdV
On. Antonio DI PIETRO
e p.c. Al Responsabile Nazionale Enti Locali
On. Ignazio MESSINA
All’on. Pierfelice ZAZZERA
All’on. Ivan ROTA
All’on. Leoluca ORLANDO
Al Capogruppo al Senato
sen. Felice BELISARIO
Al sen. Giuseppe CAFORIO
Oggetto: Situazione del Partito in provincia di Taranto
A proposito della questione di cui all’oggetto, tengo a precisare che non condivido i contenuti del documento del 20 ottobre di cui ho saputo l’esistenza solo nella riunione di mercoledì 12 gennaio u.s.
Inoltre, essendo in completo disaccordo con l’orientamento del Partito a livello locale, nel caso dovesse essere sostituito l’Avv. Emanuele Fisicaro alla Vice Presidenza della Provincia di Taranto, nonché all’Assessorato Provinciale alla Scuola e Università, dichiaro di lasciare il ruolo di Consigliere del Comune di Statte in quota all’IdV per aderire al gruppo misto.
Distinti saluti
Giovanni Caliandro
Consigliere Comune di Statte
come era previdibile l'on Messina ha fatto il Ponzio Pilato e Taranto rimane lo schifo che Roma ( i vertici) non sanno arginare, insieme a tutta la situazione pugliese.
E vedrete che bella sorpresa alle amministrative.